Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 694 del 15/3/2000
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(Misure per contrastare la criminalità organizzata e l'immigrazione clandestina)

PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Chiappori n. 3-05302 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata - sezione 6).
L'onorevole Chiappori ha facoltà di illustrarla.

GIACOMO CHIAPPORI. Signor Presidente, credo che se si potesse dare un titolo al film che stiamo vivendo si potrebbe dire che siamo «ai confini della realtà». Non avete più il controllo - credo - della situazione, tanto è vero che nei fatti, che dimostrano quanto ho appena detto, si è ridicolizzata nel passato la marina militare per quanto è successo nel canale di Otranto e si è messo sotto accusa Forleo che combatteva contro i contrabbandieri; attualmente ci troviamo di fronte a 300 clandestini sbarcati nei giorni scorsi e ai 138 di ieri.
Non c'è alcun limite ed il risultato sono le grandi parate quando due poveri ragazzi vengono uccisi, ma questa è una lunga storia che parte da lontano. Mi riferisco ai morti ammazzati da quei blindati che devastano le strade della Puglia. Ci si domanda allora se quella regione sia un pied-à-terre, una postazione avanzata della criminalità albanese e kosovara, che cosa stia facendo e cosa voglia fare il Governo contro la criminalità, il contrabbando ed i clandestini, e quanti ne dovremo ancora sopportare. Se infatti 300 sono quelli che abbiamo sotto gli occhi (più i 138 che ricordavo) mi chiedo quanti ne passino, secondo le forze di polizia.


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PRESIDENTE. Il Presidente del Consiglio dei ministri ha facoltà di rispondere.

MASSIMO D'ALEMA, Presidente del Consiglio dei ministri. Il contrabbando costituisce senza dubbio una minaccia molto seria, particolarmente grave lungo quel confine con i Balcani che è senza dubbio il più esposto dell'Unione europea. Per contrastare questo fenomeno il Governo ha avviato da tempo un'azione di lotta e di repressione che agisce su più piani contemporaneamente; innanzitutto è stata potenziata l'attività investigativa, il che ha consentito di sviluppare numerose ed importanti operazioni di polizia giudiziaria.
Quanto alle misure legislative per la lotta al contrabbando, il Governo ha presentato un disegno di legge apposito che, oltre ad inasprire le sanzioni, prevede una serie di nuovi strumenti investigativi di cui potranno avvalersi le forze di polizia.
Sul piano operativo un rilievo particolare nell'azione di contrasto assumono gli interventi attuati nell'ambito di specifici programmi avviati dal Ministero dell'interno con la partnership dell'Unione europea per la sicurezza nel Mezzogiorno. Per la Puglia, in particolare, sono in corso progetti per introdurre sistemi tecnologici più avanzati per la lotta al crimine, a cominciare dagli apparati di polizia scientifica delle forze dell'ordine dislocate nelle province di Bari, Brindisi e Lecce, che vanno ammodernati con l'acquisizione di apparecchiature basate sul sistema di memorizzazione e riconoscimento automatico delle impronte digitali, nonché altre attrezzature di questo tipo.
Nelle prossime settimane diventeranno operativi i collegamenti delle tre forze di polizia con il sistema centrale, il che migliorerà molto l'efficacia della loro azione. Da qualche settimana il Governo sta effettuando una rilevante azione di contrasto schierando circa 1.900 unità tra poliziotti, carabinieri e finanzieri per sferrare un colpo importante alla criminalità organizzata in Puglia. Tale operazione, denominata Primavera, ha portato già a rilevanti risultati, con l'arresto di circa cento persone, il sequestro di armi e munizionamenti. Sono stati inoltre sequestrati ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti, scoperti depositi di materiale da contrabbando e posti sotto sequestro più di 60 tra mezzi blindati, autocarri e natanti utilizzati per fini criminosi. A questa iniziativa, di natura straordinaria, seguirà l'istituzione di una task force regionale che opererà permanentemente per fronteggiare tali attività criminose.
Quanto al fenomeno dell'immigrazione clandestina, in particolare si evidenzia che con una legge del 1998 sono state introdotte nel nostro ordinamento misure volte a contrastare più efficacemente gli ingressi clandestini ed a punire più severamente chi organizza tali traffici. Oltre a tali strumenti vi sono gli accordi di riammissione che abbiamo stipulato con i paesi confinanti, senza i quali nessuna lotta al traffico di clandestini avrebbe efficacia, il che ha consentito nel corso del 1999 di respingere più di 100 mila persone. Lei, onorevole Chiappori, parla infatti di clandestini che sono stati individuati dalle forze dell'ordine.
Credo che, nel complesso, questa azione di contrasto, che si misura con fenomeni di natura straordinaria (d'altro canto noi siamo al confine con un'area di guerra, quella dei Balcani) sia molto migliorata in questi anni ed abbia ottenuto rilevanti successi e vorrei cogliere l'occasione - dato che non credo di averla soddisfatta - quantomeno per ringraziare la polizia, i carabinieri, la Guardia di finanza e la Marina militare per il lavoro straordinario che stanno svolgendo e per i rilevanti risultati che hanno acquisito.

PRESIDENTE. L'onorevole Chiappori ha facoltà di replicare.

GIACOMO CHIAPPORI. Signor Presidente, non dirò se sono soddisfatto o insoddisfatto; lo dirà la gente che ha ascoltato la risposta, lo diranno i pugliesi, quelli onesti, che devono subire tutti i giorni quanto sta ancora succedendo. Certamente la colpa di ciò è del Governo,


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perché voi agite a parole e non con gli atti, tant'è vero che avete mandato i 1.900; sapevo già dell'operazione Primavera, come di tante altre azioni volte a monitorare, ma poi i fatti si verificano. Accade anche, ad esempio, che il ministro dell'interno sostenga che bisogna dare lavoro ai contrabbandieri, che il Presidente della Repubblica affermi che abbiamo bisogno di altri 300 mila extracomunitari, ossia di altri 300 mila schiavi, affinché le cose vadano bene, e che il ministro della giustizia mandi in pensione Brusca.
Sono questi gli atti concreti e, per tale ragione, le dico che non sono soddisfatto; non lo sono anche perché voi spendete un sacco di soldi per monitorare, ma un reportage de La Stampa del 10 ottobre illustra per filo e per segno da dove partano gli scafi, dove arrivino, che percorsi seguano, quante persone siano già state mandate all'ospedale e quanti siano i morti, non ultimi - come dicevo - i due finanzieri.
A quel che sta succedendo la risposta la daranno i cittadini, e non sarà propagandistica come quella che lei ha dato oggi dicendo che avete fatto questo ed altro. Essi si renderanno conto della realtà e spero che la teoria che ogni tanto, anzi quasi sempre, voi applicate, quella del raccontare tante storie alla gente per ottenere tanti voti, non si concretizzi in occasione della prossima tornata elettorale.
Voi dovete tornare a fare altre cose, perché non avete competenza per governare; voi legittimate quel che dice monsignor Maggiolini, ossia che è logico che ora la gente si difenda da sola. È vostra la colpa di tali eccessi e, quindi, non credo abbiate titolo a difendere chi giustamente paga le tasse ma non viene difeso (Applausi dei deputati del gruppo della Lega nord Padania).

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