Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 694 del 15/3/2000
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(Misure per promuovere lo sviluppo della «società dell'informazione»)

PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Cherchi n. 3-05296 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 2).
L'onorevole Cherchi ha facoltà di illustrarla.

SALVATORE CHERCHI. Signor Presidente del Consiglio, come è ben noto, i nuovi sistemi di comunicazione assumono una rilevanza crescente nella società moderna; non a caso, si parla di nuova economia, di società dell'informazione, per connotare con queste definizioni la profondità dei cambiamenti in corso. L'iniziativa privata, evidentemente, ha un peso decisivo nello sviluppo della società dell'informazione e tuttavia le politiche pubbliche possono promuoverne il processo di crescita: mi riferisco, in modo particolare, alle politiche di liberalizzazione, apertura di nuovi mercati, innovazione, promozione della formazione culturale e professionale.
La domanda è diretta ad ottenere in questa sede un sintetico bilancio dei risultati già prodotti e dei programmi in fase di attuazione.

PRESIDENTE. Il Presidente del Consiglio dei ministri ha facoltà di rispondere.


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MASSIMO D'ALEMA, Presidente del Consiglio dei ministri. Onorevole Cherchi, il tema che lei ha sollevato è di tale portata che richiederebbe una discussione parlamentare sicuramente più ampia di quella concessa dalla formula; tuttavia, voglio sottolineare alcuni punti.
Innanzitutto, il Governo che presiedo ha considerato e considera lo sviluppo della società dell'informazione come uno degli obiettivi primari della propria azione. Nel documento di programmazione economico-finanziaria 2000-2003, abbiamo appositamente previsto un capitolo fondamentale sui temi dell'innovazione, che è stato seguito da appositi stanziamenti previsti nell'ultima legge finanziaria e dalle misure proposte dal Governo. Queste ultime, che sono state inserite nei disegni di legge collegati alla finanziaria, sono attualmente all'esame del Parlamento.
Pur nelle ristrettezze di bilancio, siamo riusciti insieme ad approvare alcune misure di importanza strategica: penso, in particolare, ai finanziamenti destinati alla continuazione del programma avviato dal ministro della pubblica istruzione per l'informatizzazione delle scuole e la formazione degli insegnanti, agli stanziamenti per favorire l'ingresso nel commercio elettronico delle piccole e medie imprese e per la ricerca scientifica, agli sgravi fiscali nei casi di cessione di computer ai lavoratori da parte delle imprese. Abbiamo, inoltre, in fase di avanzato studio il programma per consentire l'acquisto dei personal computer da parte di tutti gli studenti delle scuole medie superiori, progetto che prevede per gli iscritti al primo anno la possibilità di accedere ad un prestito bancario a tasso zero grazie ad una convenzione con l'Associazione bancaria italiana.
Il Ministero della funzione pubblica ha avviato progetti nei quali siamo all'avanguardia, fra i quali cito la firma digitale e le smart-card. Il fisco telematico è considerato uno dei progetti più avanzati a livello mondiale; anche i Ministeri dei trasporti e della sanità hanno avviato programmi innovativi. La stessa negoziazione con l'Unione europea è stata impostata prevedendo in primo luogo la richiesta di fondi per valorizzare il capitale umano e la formazione. Infine, abbiamo deciso, con la nomina di un sottosegretario per l'innovazione tecnologica, il senatore Stefano Passigli, di imprimere ulteriore impulso all'attività e di avere un punto di coordinamento presso la Presidenza del Consiglio. Nel Consiglio straordinario del 23 e 24 marzo e nella Conferenza interministeriale del 10 e 11 aprile, che si terranno a Lisbona, discuteremo l'iniziativa dell'Europa, definita «iniziativa e-Europe». I documenti elaborati dall'Italia in proposito, già disponibili per la consultazione in rete, dimostrano che i programmi avviati dai singoli Ministeri permetteranno al nostro paese di adempiere alle scadenze indicate dalla Commissione.
Il Governo è comunque consapevole che l'Europa e l'Italia devono compiere ancora numerosi sforzi. Stiamo consolidando l'opera di rimozione delle barriere, anche di carattere giuridico; siamo coscienti, tuttavia, che le forze del mercato da sole non saranno sufficienti a garantire la crescita anche nelle aree disagiate, nelle quali, tuttavia, esistono esperienze di successo, come ad esempio a Catania.
Continueremo la nostra azione per favorire le sinergie tra le imprese e le università. Il Governo presenterà entro breve tempo il piano d'azione per lo sviluppo della società dell'informazione, lavoro che è stato coordinato dal forum per la società dell'informazione, istituito presso la Presidenza del Consiglio, che ha visto la presenza di istituzioni pubbliche, associazioni, imprese, sindacati, istituti di ricerca ed università.
Le statistiche dell'ultimo anno dimostrano una crescita impetuosa, anche in termini di fatturato, del mercato della information and communication technology: nel suo complesso il 13,2 per cento, contro una media mondiale dell'11,2 per cento.

PRESIDENTE. Signor Presidente del Consiglio, la prego di concludere.


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MASSIMO D'ALEMA, Presidente del Consiglio dei ministri. Il piano intende promuovere una società inclusiva, in cui la conoscenza sia un'opportunità per tutti e si riduca il divario tra nord e sud; una società costruita sullo sviluppo sostenibile e sulla qualità del lavoro.
L'Italia dunque è in cammino e si misurano già risultati significativi.

PRESIDENTE. L'onorevole Cherchi ha facoltà di replicare.

SALVATORE CHERCHI. Signor Presidente, come ha detto poc'anzi il Presidente del Consiglio, occorrerebbe una grande quantità di tempo per esaminare i diversi aspetti della questione. Tuttavia, anche nel breve tempo a disposizione si possono apprezzare i risultati, nonché i programmi in essere.
Per quello che riguarda i risultati, giova ricordare semplicemente che appena qualche tempo fa in Italia vi era ancora la SIP. Sappiamo tutti cosa ciò significasse: una gestione accentrata ed inefficiente del sistema delle telecomunicazioni. Oggi in Italia, grazie alle politiche di liberalizzazione, vi sono molte decine di aziende che operano in questo settore, con un notevole sviluppo anche dell'occupazione.
Per quanto riguarda i programmi per il futuro, vorrei sottolineare la necessità che, come è stato detto dal Presidente del Consiglio, venga prestata particolare attenzione al Mezzogiorno, che proprio nello sviluppo della società dell'informazione può cogliere l'opportunità per un salto di qualità, per un cambiamento di fase e per conseguire livelli avanzati di modernizzazione.
Signor Presidente, mi dichiaro, quindi, soddisfatto della risposta.

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