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PRESIDENTE. Ricordo che nella parte antimeridiana della seduta odierna è mancato il numero legale sull'emendamento Mammola 1.32.
PAOLO MAMMOLA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAOLO MAMMOLA. Signor Presidente, prima di passare alla votazione del mio emendamento 1.32, vorrei segnalarle un episodio spiacevole verificatosi oggi presso la IX Commissione di questo ramo del Parlamento.
La proposta di quel nominativo, avanzata dal Governo, è stata però respinta dal Senato: l'altro ramo del Parlamento, quindi, si è espresso contro questo «nominando», anzi «riconfermando», presidente.
ENZO SAVARESE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ENZO SAVARESE. Intervengo molto brevemente perché l'argomento è stato toccato dal collega Mammola.
Ora, però, trovo che ciò che è successo oggi nella IX Commissione sia veramente grave e scandaloso, signor Presidente, e le dico di più: trovo grave che un relatore esprima parere contrario e poi vada in corridoio e non partecipi alla votazione. Credo che questi siano metodi.
MICHELE GIARDIELLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MICHELE GIARDIELLO. Signor Presidente, intervengo perché mi sembra che la questione posta dai colleghi meriti un chiarimento. Stamattina ho richiamato i colleghi dell'opposizione e tutta l'Assemblea, per la verità, a un maggiore senso di responsabilità sul provvedimento che avremo in discussione. Devo dire che dopo alcune votazioni, stamattina, i gruppi di opposizione, legittimamente (ognuno poi si assume le proprie responsabilità) hanno fatto mancare il numero legale.
ENZO SAVARESE. No.
ANTONIO LEONE. Questa è mistificazione.
MICHELE GIARDIELLO. Basta guardare i dati. Il mio gruppo stamattina (vi sono i tabulati) era presente all'80 per cento.
ELIO VITO. Prima era al 90!
MICHELE GIARDIELLO. Ognuno risponde per il lavoro politico che svolge. Tuttavia, noi abbiamo apprezzato l'atteggiamento di alcuni colleghi dell'opposizione nella Commissione trasporti che, pur avendo riserve nel merito di questo provvedimento, stanno consentendo il proseguimento dell'iter, anche grazie all'atteggiamento del Governo, che mi pare che su alcune questioni di merito sia disposto ad un confronto costruttivo con i colleghi dell'opposizione.
ENZO SAVARESE. Mai!
MICHELE GIARDIELLO. Sono anni che l'opposizione in Commissione trasporti è rappresentata solo dagli onorevoli Mammola e Savarese!
ANTONIO LEONE. Bravi!
MICHELE GIARDIELLO. È vero o non è vero che molti colleghi dell'opposizione non vengono in Commissione, ma solo Savarese e Mammola la rappresentano? Gli altri dove sono?
PRESIDENTE. Questa è una decorazione, insomma.
MICHELE GIARDIELLO. È un vero merito perché essi, insieme al collega Chincarini della Lega, rappresentano le opposizioni. Gli altri non ci sono e molte volte è difficile raggiungere il numero legale per il parere sulle nomine delle autorità portuali che noi ci auguriamo di abolire con un progetto di legge. Volevo soltanto dare questo chiarimento e precisare che il nostro gruppo assicurerà la propria presenza domani in Commissione trasporti per votare il parere sull'autorità portuale di Palermo.
PRESIDENTE. Colleghi, sulla questione sono già intervenuti un collega di Alleanza nazionale, uno di Forza Italia e uno dei Democratici di sinistra: mi sembra che sia sufficiente.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti
Dichiaro chiusa la votazione.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Mammola 1.48.
PAOLO MAMMOLA. Signor Presidente, fra le tante proposte di modifica della legge n. 454 del 1997 e del testo in esame, vi è l'emendamento ora in esame, che dal nostro punto di vista pone una questione di estrema importanza.
del veicolo vecchio che non circolerà più. Si può fare un esempio per chiarire: se un'azienda, per acquistare un mezzo nuovo che costa 200 milioni, cede un mezzo vecchio ed inquinante che vale 100 milioni, è possibile finanziare l'onere degli interessi per la differenza fra 200 e 100 milioni.
CESARE DE PICCOLI, Relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CESARE DE PICCOLI, Relatore. Signor Presidente, il contenuto dell'emendamento in esame è analogo a quello dell'emendamento Raffaldini 1.18 (Seconda formulazione). Ho fatto pervenire alla Presidenza una riformulazione di questa parte che potrebbe soddisfare le esigenze testé sottolineate dal collega Mammola. Se i colleghi sono d'accordo e, soprattutto, se il Governo è d'accordo, potrei leggere la riformulazione. Prenderei come base l'emendamento Raffaldini 1.18 (Seconda formulazione), che recita: «Per conseguire un miglioramento delle condizioni di sicurezza stradale, limitatamente alla sostituzione dei veicoli immatricolati da oltre sei anni dalla data di entrata in vigore del decreto-legge 20 dicembre 1999, n. 484, e per consentire una riduzione nonché il miglioramento dell'impatto ambientale, in modo da conseguire standard più elevati di quelli previsti dalla normativa in vigore». Aggiungerei l'ultimo capoverso riformulato dell'emendamento Mammola 1.48, che recita: «L'intervento dello Stato è limitato alla compensazione dei maggiori costi derivanti dall'adeguamento agli standard tecnici più elevati in materia di emissioni e di sicurezza». Se il Governo fosse d'accordo, accogliendo le esigenze prospettate dal collega Mammola, l'emendamento potrebbe essere riformulato unificando gli emendamenti Raffaldini 1.18 (Seconda formulazione), e Mammola 1.48.
PRESIDENTE. Il Governo è d'accordo sulla riformulazione?
GIORDANO ANGELINI, Sottosegretario di Stato per i trasporti e la navigazione. Signor Presidente, il collega Mammola ha
insistito; per quanto mi riguarda la norma del decreto era chiara, tuttavia dato che l'obiettivo è comune, il Governo accoglie la proposta del relatore, con la seguente ulteriore aggiunta: «compensazione sino alla somma». Dato che interveniamo sui contributi, ciò renderebbe estremamente chiara la norma senza alcuna possibilità di equivoco. In questo senso sono d'accordo.
PRESIDENTE. Onorevole Mammola, è d'accordo?
PAOLO MAMMOLA. Signor Presidente, mi fa piacere che vi sia stato un accoglimento, anche se parziale, della mia proposta emendativa.
PRESIDENTE. Sta bene.
ELENA CIAPUSCI. Signor Presidente, io vorrei invece che il Governo tenesse in considerazione anche un'altra parte dell'emendamento dell'onorevole Mammola.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Savarese. Ne ha facoltà.
ENZO SAVARESE. Signor Presidente, intervengo per manifestare l'assenso di Alleanza nazionale alla riformulazione dell'emendamento. Il testo presentato dal collega Mammola probabilmente avrebbe risposto meglio alle esigenze manifestate dalla categoria degli autotrasportatori, ma mi sembra che il testo del collega Raffaldini possa essere sottoscritto. Pertanto, aggiungo anch'io la mia firma all'emendamento Raffaldini 1.18 e annuncio il voto favorevole su di esso.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Raffaldini 1.18 (Ulteriore formulazione).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Ciapusci. Ne ha facoltà.
ELENA CIAPUSCI. Signor Presidente, avevo chiesto al Governo se fosse possibile inserire la previsione dei cinque anni, anziché dei sei.
PRESIDENTE. Mi pare sia un caso di silenzio-rifiuto.
Dichiaro chiusa la votazione.
Passiamo all'emendamento Turroni 1.28, che peraltro, parrebbe precluso.
SAURO TURRONI. Chiedo di parlare per motivarne il ritiro.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
SAURO TURRONI. Signor Presidente, non ritengo che il mio emendamento sia precluso, perché le parole dopo le quali si proponeva di inserirne altre sono rimaste. Tuttavia, ne annuncio il ritiro ed intendo anche spiegare, perché non ho potuto farlo prima, le motivazioni che erano alla base degli altri miei emendamenti che sono stati anch'esso ritirati. I miei tre emendamenti 1.26, 1.27 e 1.28 proponevano l'introduzione, in un decreto-legge che non ci piace, di alcune correzioni sotto il profilo ambientale. Ritenevamo che il decreto-legge in esame avrebbe potuto maggiormente spingere verso la soluzione di alcuni problemi ambientali.
Signor Presidente, avevamo cercato di introdurre queste proposte emendative. Dal voto appena espresso, ci rendiamo conto di quanto le nostre parole siano poco ascoltate; tuttavia, abbiamo presentato un ordine del giorno che richiama l'attenzione del Governo sulle tre questioni da me sollevate, che chiediamo al Governo di accogliere. Ci sembra il minimo che si possa fare nei confronti dell'autotrasporto.
PRESIDENTE. Avverto che della serie di emendamenti a scalare da Mammola 1.33 a Mammola 1.54, porrò in votazione gli emendamenti Mammola 1.33 e 1.54, ricordando che in caso di reiezione si intenderanno respinti tutti i restanti emendamenti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Mammola 1.54, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Onorevole Eduardo Bruno, accoglie l'invito a ritirare il suo emendamento 1.16?
EDUARDO BRUNO. Signor Presidente, prima di accogliere l'invito a ritirare i miei emendamenti 1.16 e 1.17 - parlerò, quindi, di entrambi - vorrei fare alcune considerazioni, sulle quali desidererei avere l'attenzione del Governo...
PRESIDENTE. Onorevole Angelini, riesce ad ascoltare ciò che le chiede l'onorevole Bruno?
GIORDANO ANGELINI, Sottosegretario di Stato per i trasporti e la navigazione. Sì, Presidente.
PRESIDENTE. So che lei ha il dono di capire anche in un pacchetto di mischia!
EDUARDO BRUNO. Ho richiamato l'attenzione del sottosegretario perché desidererei avere un parere chiaro del Governo sulle considerazioni che sto per fare.
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia, c'è un collega che sta esprimendo le sue considerazioni: un po' di rispetto anche per chi deve ascoltare, funzionalmente e positivamente per tutti.
EDUARDO BRUNO. ...avviene prevalentemente su gomma e per questa ragione solo negli ultimi mesi sono avvenuti oltre mille incidenti stradali, alcuni dei quali molto gravi, per la perdita di vite umane e per danni economici, causati da mezzi gommati che trasportano cloro, GPL, prodotti chimici: l'ultimo episodio è quello del TIR che si è rovesciato sulla A1, bloccando per due giorni l'autostrada e rovesciando sull'asfalto una quantità enorme di soda caustica. È di questa mattina, poi, la notizia che il disastro avvenuto sul Monte Bianco il 24 marzo 1999 è stato causato da esalazioni
addirittura di cianuro, Presidente. Come maggioranza non possiamo sottovalutare questi problemi che riguardano il trasporto delle merci pericolose del nostro paese.
ELIO VITO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Vito, ascoltiamo prima la risposta del sottosegretario Angelini.
ELIO VITO. Signor Presidente, volevo soltanto dire che nel caso in cui l'onorevole Bruno ritirasse il suo emendamento noi lo faremmo nostro, in modo che possa essere posto in votazione per verificare la volontà del Governo su questo argomento.
GIORDANO ANGELINI, Sottosegretario di Stato per i trasporti e la navigazione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIORDANO ANGELINI, Sottosegretario di Stato per i trasporti e la navigazione. Signor Presidente, mi permetto di insistere nella richiesta rivolta agli onorevoli Eduardo Bruno e Vito di ritirare l'emendamento 1.16, per la seguente ragione. Il problema sollevato dall'onorevole Bruno è reale e lo ringrazio per averlo fatto. Il Governo, in attuazione di un impegno assunto con la legge finanziaria, nella quale sono stati previsti stanziamenti appositi, sta predisponendo un vero e proprio provvedimento per affrontare il problema delle merci pericolose. Tale provvedimento prevede un insieme di norme, sull'esempio di quanto fatto dalla Germania, dopo un lungo lavoro, volte a dare un assetto migliore al settore.
Pertanto, il Governo si impegna a rispettare i tempi previsti per un lavoro che sta già svolgendo e ringrazio l'onorevole Bruno e gli altri colleghi che hanno sollevato questo problema: per questo motivo insisto nell'invitare i presentatori a ritirare l'emendamento.
PRESIDENTE. Onorevole Bruno, insiste nella votazione del suo emendamento 1.16, nonostante quanto detto dal Governo?
EDUARDO BRUNO. Signor Presidente, per senso di responsabilità nei confronti della maggioranza, accogliendo l'appello del Governo, che si è impegnato a presentare un provvedimento in tempi molto brevi sulla questione, ritiro i miei emendamenti 1.16 e 1.17. Vorrei dire, inoltre, che ovviamente non accetto che in maniera strumentale la destra possa fare i suoi calcoli.
ELIO VITO. Signor Presidente, confermo che intendo fare mio l'emendamento Eduardo Bruno 1.16.
PRESIDENTE. Sta bene, onorevole Vito.
PAOLO MAMMOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAOLO MAMMOLA. Signor Presidente, vorrei assicurare l'onorevole Bruno che l'intenzione del mio rappresentante di gruppo di voler far proprio il suo emendamento 1.16 non è puramente strumentale. Vorrei infatti rimandare l'onorevole Bruno agli atti relativi alla discussione della legge n. 454 del 1997, sia in Commissione trasporti sia in aula, per ricordargli che il suo emendamento 1.16 sembra esattamente la copia di un emendamento da noi presentato in quell'occasione. Quell'emendamento venne ampiamente respinto, nonostante le nostre richieste e nonostante la razionalità della proposta emendativa. Se tutti i gruppi politici presenti in Parlamento concordano sul fatto che una corretta politica dei trasporti debba prevedere una progressiva dismissione del traffico veicolare su gomma per incentivare il trasporto su acqua o su rotaia, non capisco perché, quando vengono presentate concrete proposte per incentivare tale trasferimento, il Governo e la maggioranza si oppongano.
EDUARDO BRUNO. Signor Presidente, chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Eduardo Bruno, l'emendamento non è una sorta di proprietà privata!
EDUARDO BRUNO. Signor Presidente, chiedo scusa a lei ed anche ai colleghi. Solitamente sono una persona che interviene assai poco, però in questo caso non posso accettare strumentalizzazioni, visto che nei cento emendamenti presentati dal Polo su questo provvedimenti di legge non c'è un solo accenno ai problemi da me sollevati!
ELENA CIAPUSCI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Intende parlare su questo emendamento?
ELENA CIAPUSCI. Sì, anche se non abbiamo ancora capito bene di chi sia questo emendamento.
PRESIDENTE. L'emendamento Eduardo Bruno 1.16 è stato ritirato dal presentatore e fatto proprio dall'onorevole Vito. Ora, però, l'onorevole Mammola, in qualità di rappresentante del gruppo di Forza Italia
in Commissione trasporti, ha precisato che non è più intenzione del gruppo fare proprio l'emendamento in questione.
ELENA CIAPUSCI. Ed allora, signor Presidente, mi limiterò a dire che condivido la preoccupazione espressa poc'anzi dal collega Eduardo Bruno. Probabilmente in Italia all'intermodalità strada-ferrovia ci si arriverà tra cinquant'anni; destinare adesso dei fondi ad un'intermodalità che è - per così dire - ancora di là da venire, penso che sia troppo prematuro. Ciò detto, apprezzo comunque le assicurazioni fornite dal rappresentante del Governo.
PRESIDENTE. Sta bene, sono stati pertanto ritirati gli emendamento Eduardo Bruno 1.16 e 1.17.
Dichiaro chiusa la votazione.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Ciapusci 1.9.
ELENA CIAPUSCI. Signor Presidente, stiamo parlando di finanziamenti per interventi di adeguamento per la riduzione di emissioni inquinanti da parte dei veicoli.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Mammola 1.38, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
UMBERTO CHINCARINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
UMBERTO CHINCARINI. Presidente, se mi consente, vorrei chiederle di sollecitare al Governo la risposta ad una mia interrogazione.
PRESIDENTE. Ma questo si fa alla fine della seduta, bisogna che abbia pazienza.
UMBERTO CHINCARINI. Come lei desidera, Presidente!
PRESIDENTE. No, come dice il regolamento; quando sono qui non ho desideri, quando sono fuori sì!
UMBERTO CHINCARINI. Questa mattina è stata fatto!
PRESIDENTE. Va bene, io sono per l'applicazione integrale del regolamento; potrà intervenire alla fine della seduta.
La seduta, sospesa alle 19,25, è ripresa alle 20,25.
PAOLO ARMAROLI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAOLO ARMAROLI. Presidente, desidero semplicemente testimoniare il fatto che non sono un fantasma e che sono presente, perché la prassi dell'«apprezzate le circostanze» in ogni caso è paradossale, per il semplice fatto, Presidente...
PRESIDENTE. Io le circostanze le disprezzo!
PAOLO ARMAROLI. Siccome la presenza è certificata soltanto dal voto, vorrei testimoniare che non sono un fantasma, sono presente da lunedì e, quindi, in questo momento sono in aula.
PRESIDENTE. Credo che dal punto di vista storico questo possa risultare. Dal punto di vista regolamentare non spetta a me dare un'indicazione.
FORTUNATO ALOI. Ectoplasmi morali non ci sono!
PRESIDENTE. Colleghi, dovremmo ora procedere nuovamente alla votazione dell'emendamento Mammola 1.38, nella quale è precedentemente mancato il numero legale.
Come lei ben sa, la legge n. 84 del 1994 prevede che le nomine delle presidenze delle autorità portuali del nostro paese debbano ottenere il parere delle Camere per un voto di assenso al decreto emanato dal ministro dei trasporti.
Ricordo che il ministro Treu indicò all'attenzione delle Camere, circa due mesi fa, un nominativo per la nominanda autorità portuale di Palermo, in accordo con la regione, con il comune, con il presidente della provincia e con la camera di commercio.
Nella giornata odierna anche il relatore per la maggioranza ha espresso un parere negativo sulla riconferma di quel personaggio alla direzione dell'autorità portuale. Non intendo discutere la scelta politica, ma è evidente che con il cambio del Governo deve essersi verificato qualche cosa a livello politico, e ciò che andava bene due mesi orsono alla nuova maggioranza non va più bene. Questo è del tutto ammissibile, legittimo e lecito. Ciò che noi contestiamo e che consideriamo assolutamente disdicevole è che, nel momento in cui la maggioranza «porta» l'espressione di un parere in Commissione con una votazione qualificata - quindi, con la necessità del rispetto del numero legale da parte dei componenti della Commissione -, la stessa maggioranza abbia fatto oggi deliberatamente mancare il numero legale per non consentire, evidentemente, un risultato che avrebbe potuto essere non conforme alla nuova volontà politica di non confermare quel nominativo alla presidenza dell'autorità portuale di Palermo. Credo che, se è legittimo cambiare idea, non è assolutamente un diritto della maggioranza far mancare il numero legale facendo mancare alla seduta persino il relatore, che propone il parere. Sottolineo che oggi a quella votazione hanno praticamente partecipato solo i rappresentanti dei gruppi di opposizione! Questo è assolutamente disdicevole, Presidente, perché, se l'opposizione ha sicuramente il diritto di utilizzare anche lo strumento della mancanza del numero legale per ostacolare le iniziative del Governo e quant'altro, la maggioranza ha invece il dovere istituzionale di mantenerlo in tutte le sedi nelle quali si richiede una votazione qualificata.
Presidente, mi permetto di segnalarle questo fatto perché vorremmo che nel futuro non abbiano più a ripetersi episodi di questo genere, anche alla luce del fatto che, quando nella stessa Commissione si registrava la carenza del numero legale nella votazione su alcune nomine, nonostante la posizione di non voto assunta dal mio gruppo - in contrasto con la legge n. 84 del 1994, in senso generale -, abbiamo sempre assicurato con la nostra presenza l'accoglimento di tutte le nominande autorità portuali proposte dal Governo.
È assolutamente disdicevole che, una volta che il Governo rischia o pensa di rischiare che una sua proposta possa risultare minoritaria e di vedere compromessa una sua nuova volontà, utilizzi lo strumento della mancanza del numero legale per evitare possibili risultati non conformi ai propri desiderata.
Signor Presidente, la prego di intervenire affinché ciò non abbia più a ripetersi e perché vi sia un rapporto corretto tra maggioranza e opposizione; infatti, se in questo istituto parlamentare la maggioranza non rispetta le regole della normale convivenza, tanto meno la minoranza è chiamata al rispetto delle stesse! Quindi, «chi la fa, poi l'aspetti»!
Signor Presidente, può contarli, credo che nei banchi di Alleanza nazionale ci siano più di quaranta deputati.
Oggi, a seguito di un intervento del rappresentante di gruppo dei democratici di sinistra, onorevole Giardiello, e dell'apertura di credito del sottosegretario Angelini, ho svolto un intervento sul provvedimento relativo all'autotrasporto dicendo che, nonostante le forti perplessità nel merito del provvedimento, anche per preservare lo spirito di collaborazione che si era creato su questo argomento e per venire incontro alla categoria, il gruppo di Alleanza nazionale avrebbe fatto il suo dovere.
A parte, Presidente Violante, le sue considerazioni sul numero legale in aula che mi fanno dubitare sul fatto che, se un relatore esprime un parere e poi va in corridoio, non possa essere considerato presente - anche perché francamente la considero una cosa veramente irrituale - devo dire che il rispetto reciproco che ci porta qui alle sette di sera a garantire il numero legale su un decreto-legge della maggioranza è quel rispetto che noi chiediamo alla maggioranza quando al suo interno, presumibilmente, parte della maggioranza vota in modo difforme dal resto della maggioranza stessa. Questo noi le chiediamo come garante dei lavori del Parlamento.
Il collega Mammola ha ricordato la vicenda di questo pomeriggio in Commissione trasporti. Egli stesso ha detto che la legge n. 84 prevede che le Commissioni trasporti della Camera e del Senato esprimano un parere sulla nomina delle autorità portuali.
Noi abbiamo aderito alla proposta di un collega dell'opposizione, l'onorevole Chincarini, che tende ad abolire questo parere, perché riteniamo non utile che la Commissione trasporti della Camera e del Senato lo esprimano. Tuttavia, poiché io ritengo che bisogna assicurare sempre la presenza ai lavori parlamentari, vorrei dire ai colleghi Mammola e Savarese che, per quanto riguarda il mio gruppo, non si è trattato di una scelta politica l'assenza in aula e ho detto subito, davanti alle obiezioni, che noi, il gruppo dei Democratici di sinistra, domani saremo presenti in Commissione per consentire la votazione del membro dell'autorità portuale di Palermo.
Tuttavia, onorevoli colleghi, quante volte in Commissione i gruppi di opposizione hanno fatto in modo che non ci fosse il numero legale?
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Mammola 1.32, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione:
Presenti 323
Votanti 322
Astenuti 1
Maggioranza 162
Hanno votato sì 117
Hanno votato no 205.
(La Camera respinge - Vedi votazioni).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mammola. Ne ha facoltà.
Voglio ricordare una volta di più a me stesso, al Governo e a tutti i colleghi che ancora oggi ci troviamo ad intervenire sulla legge n. 454 del dicembre 1997 perché essa ha incontrato grosse difficoltà a livello comunitario: in sostanza, osservazioni da parte della DG-7 e della Commissione europea sulla sua compatibilità con le direttive comunitarie. Alla lettera c) del comma 1 del testo in esame, è previsto che venga dato un aiuto alle imprese che intendono rinnovare il parco veicolare in loro dotazione, sostituendo mezzi non più idonei, o comunque non più perfettamente efficienti, soprattutto dal punto di vista dell'effetto inquinante, ed acquistando nuovi mezzi che, addirittura, devono avere la capacità di andare oltre i limiti normalmente previsti dall'Unione europea per quanto riguarda l'impatto ambientale.
Secondo la normativa comunitaria, si può finanziare l'acquisto di mezzi con standard di impatto inquinante decisamente superiori alla media consentita per la circolazione dei veicoli sulle nostre strade. Il decreto del Governo è al riguardo molto ambiguo e, da una lettura attenta del testo in esame, si evince che le aziende possono vedersi finanziare l'onere sull'intero capitale necessario per acquisire il nuovo mezzo: questo si legge nel testo ma, purtroppo, a quanto ci risulta, non è compatibile con il diritto comunitario. L'Unione europea, infatti, consente agli Stati di finanziare gli interessi sul capitale esattamente per la differenza tra il costo del veicolo nuovo (con un impatto inquinante decisamente più elevato rispetto agli standard normali) ed il costo
Oggi, così come è scritto, il decreto-legge si potrebbe interpretare nel senso che viene finanziata l'intera somma di 200 milioni. Capisco che l'emendamento in esame, in un certo senso, vada contro l'interesse delle imprese di autotrasporto, che vedono limitati la capacità di intervento e gli aiuti da parte dello Stato; d'altro canto, però, vorremmo evitare che, per l'ennesima volta, un provvedimento approvato dal Parlamento italiano venga portato all'attenzione dell'Unione europea ed incorra nei rilievi della stessa o, peggio ancora, in quelli di qualche Stato membro, che potrebbe aprire un contenzioso con le conseguenti sanzioni che verrebbero attivate a livello comunitario.
Signor Presidente, desidero rivolgere un forte invito al Governo e ai colleghi della maggioranza perché riconsiderino il parere negativo espresso sul provvedimento, a meno che non si vogliano assumere, per l'ennesima volta di fronte al mondo dell'autotrasporto, la responsabilità di fare una legge, di approvarla nelle aule parlamentari e di portarla all'attenzione di Bruxelles per poi trovarsi nell'impossibilità - come è accaduto negli ultimi due anni - di varare i provvedimenti attuativi necessari, al fine di far pervenire il denaro ai beneficiari, vale a dire alle imprese.
Se il Governo non intende rivedere la sua determinazione contenuta nel testo del decreto-legge, sappia che si dovrà assumere la responsabilità di tutto ciò che ne potrebbe seguire. Tra l'altro, da oltre due anni i soldi sono stati messi a disposizione delle imprese, ma queste ultime non vedono ancora una lira; si tratta di un ritardo ormai non più tollerabile, quindi il Governo sappia che si assume anche tale responsabilità.
Conseguentemente chiedo formalmente al Governo, alla maggioranza e al relatore di rivedere la posizione sull'emendamento in esame per arrivare alla sua approvazione.
Noi riteniamo che specificando nel testo della legge il riferimento al maggior costo, e quindi rendendo palese che si tratta della differenza tra il costo del mezzo dismesso e il costo del nuovo mezzo che ha standard più elevati, non vi sarebbe stata alcuna possibilità di errore.
Ciò nonostante, mi pare che la formulazione proposta dal relatore e dal Governo sia accettabile e pertanto ritiro il mio emendamento 1.48 e sottoscrivo l'emendamento Raffaldini 1.18, come riformulato e su di esso annuncio il nostro voto favorevole.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Ciapusci 1.7.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Ciapusci. Ne ha facoltà.
L'onorevole Mammola, ai fini della sostituzione, aveva preso in considerazione i veicoli immatricolati da oltre cinque anni: se il Governo non vuole accettare il suggerimento del politico, accetti almeno quello del tecnico.
Chiedo pertanto al Governo di valutare meglio il passaggio dai sei ai cinque anni, perché un automezzo che ha tanti chilometri di percorrenza annua dopo cinque anni è da considerare inquinante. Non faccio parte dei Verdi, ma ritengo che dopo cinque anni vi siano davvero seri problemi.
Gradirei pertanto, visto che l'emendamento è stato riformulato, che si prevedesse la sostituzione degli automezzi dopo i cinque anni, altrimenti non si approvano le norme che l'ambiente richiede.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Ciapusci 1.7, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione:
Presenti 304
Votanti 300
Astenuti 4
Maggioranza 151
Hanno votato sì 110
Hanno votato no 190
Sono in missione 54 deputati.
(La Camera respinge - Vedi votazioni).
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Raffaldini 1.18 (Ulteriore formulazione), accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione:
Presenti 299
Votanti 291
Astenuti 8
Maggioranza 146
Hanno votato sì 287
Hanno votato no 4
Sono in missione 54 deputati.
(La Camera approva - Vedi votazioni).
Uno degli elementi maggiormente negativi presenti nel nostro paese è rappresentato dalla modifica dei sistemi di produzione a causa della quale, per la merce che viene consegnata «franco fabbrica», si è determinata la crescita esponenziale dei viaggi a vuoto o con mezzi parzialmente utilizzati. Pertanto, sarebbe stata opportuna l'introduzione di sistemi elettronici per consentire il sostegno ad una politica analoga a quella che esiste in un paese a noi vicino, ovvero la Francia, con il Bureau de fret che avrebbe consentito di accorpare e ridurre il numero dei viaggi a vuoto.
In secondo luogo, siamo certamente favorevoli alla realizzazione di terminal per trasporti, ma avremmo voluto che essi fossero realizzati affrontando la problematica ambientale al momento della loro ideazione. Non è ammissibile, come è accaduto in molte parti del nostro paese (al riguardo ho presentato recentemente alcune interrogazioni) che essi siano costruiti in zone ambientalmente incompatibili con la loro presenza. Dunque, secondo un principio che abbiamo sempre adottato, ritenevamo che ci si dovesse confrontare con le problematiche ambientali inizialmente; pertanto, avremmo voluto che fosse accolto il mio emendamento 1.27.
La terza questione attiene all'incentivo all'acquisto di nuovi mezzi di trasporto. Tuttavia, il sostegno all'acquisto di nuovi camion non prevede contemporaneamente l'eliminazione dei camion già esistenti, che sono più inquinanti. Infatti, dobbiamo considerare il saldo ambientale complessivo; non possiamo guardare soltanto al nostro giardino; ebbene il saldo ambientale complessivo non sarà positivo, in quanto il numero totale dei camion sarà, comunque, più elevato. Infatti, tutti i vecchi camion saranno utilizzati altrove e continueranno a circolare in altri paesi senza che quelli attualmente circolanti siano distrutti o rottamati.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Mammola 1.33, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione:
Presenti e Votanti 276
Maggioranza 139
Hanno votato sì 81
Hanno votato no 195
Sono in missione 54 deputati.
(La Camera respinge - Vedi votazioni).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione:
Presenti e votanti 279
Maggioranza 140
Hanno votato sì 84
Hanno votato no 195
Sono in missione 54 deputati.
(La Camera respinge - Vedi votazioni).
Prego, onorevole Bruno.
Il trasporto delle merci, soprattutto di quelle pericolose, nel nostro paese...
Prego, onorevole Bruno.
In Germania - tanto per fare l'esempio di un paese che fa parte dell'Unione europea - vige una normativa, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale tedesca n. 87 del 30 dicembre 1998, la quale trasferisce il trasporto delle merci pericolose dalla strada alla ferrovia, in piena ottemperanza delle disposizioni comunitarie sulla concorrenza. Dico questo perché mi sono state fatte osservazioni in proposito. Il decreto di attuazione di questa normativa è diretto a rendere più esplicita la portata delle norme in questione, ribadendone l'adesione alle normative europee. L'approvazione dei miei emendamenti, quindi, non porterebbe ad una formulazione in contrasto con le normative europee.
Dopo aver ascoltato le autorevoli parole del sottosegretario Angelini, sia pure con rammarico ritirerò gli emendamenti, se su di essi verrà mantenuto il parere contrario, però vorrei far notare che è necessario svolgere una riflessione approfondita, all'interno della maggioranza, su questo problema delle merci pericolose. Devo dire, anzi, che sono sorpreso per il fatto che nessun gruppo si sia occupato di questa materia, neppure quelli tradizionalmente tanto sensibili ai problemi dell'ambiente. È un tema che noi, come comunisti italiani, abbiamo voluto porre all'attenzione di tutti perché è drammatico ed urgente e penso, ripeto, che la maggioranza dovrà affrontarlo in tempi brevi (Applausi dei deputati del gruppo Comunista).
Affinché sia chiara all'Assemblea l'entità della questione di cui stiamo dibattendo, ricordo che il 12 per cento delle merci movimentate nel nostro paese è classificato come merci pericolose. Inoltre, vorrei ricordare che le ferrovie trasportano una percentuale di merci pericolose nettamente inferiore alla percentuale delle altre merci trasportate. Questo ci fa capire la complessità del problema e ci fa capire altresì quanto è accaduto nel corso degli anni in cui le merci pericolose sono state trasportate in altro modo, come, ad esempio, su nave o su raccordi ferroviari dismessi.
Per questo motivo il Governo si è impegnato a presentare alle Camere, entro la prossima primavera, un provvedimento che utilizzi gli stanziamenti previsti in finanziaria. Diversamente l'accoglimento dell'emendamento ci creerebbe qualche problema in particolare con le percentuali definite a livello europeo alle quali possiamo arrivare attraverso l'esame di una proposta vera e propria.
Viste le assicurazioni del sottosegretario Angelini che conosciamo per la sua serietà e precisione, a nome del gruppo ritiro l'emendamento in questione, anche se ritengo che politicamente - diciamo così - un voto contrario non lo si neghi a nessuno, nemmeno al collega Eduardo Bruno! Io me ne sono «presi» tanti sull'argomento e sarebbe bene che anche il collega Eduardo Bruno ne ricevesse uno, altrettanto secco, dalla sua maggioranza.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Ciapusci 1.8, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione:
Presenti e votanti 264
Maggioranza 133
Hanno votato sì 67
Hanno votato no 197
Sono in missione 54 deputati.
(La Camera respinge - Vedi votazioni).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Ciapusci. Ne ha facoltà.
Io non faccio parte del gruppo dei verdi però riconosco che l'ambiente è un settore che dobbiamo tutelare. Poiché i veicoli che usano come carburante il gasolio sono sicuramente molto inquinanti, la mia proposta è che, trascorsi sei anni dall'immatricolazione di tali veicoli, i loro proprietari possano ricevere un contributo pari non al 25 ma al cento per cento del costo del veicolo, al fine di poterlo sostituire con uno nuovo.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Ciapusci 1.9, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione:
Presenti e votanti 264
Maggioranza 133
Hanno votato sì 65
Hanno votato no 199
Sono in missione 54 deputati.
(La Camera respinge - Vedi votazioni).
(Segue la votazione).
La Camera non è in numero legale per 11 deputati.
Onorevoli colleghi, a norma del comma 2 dell'articolo 47 del regolamento, rinvio la seduta di un'ora.
Tuttavia, considerata la situazione ed apprezzate - in senso negativo - le circostanze, rinvio la votazione ed il seguito del dibattito ad altra seduta.


