Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 669 del 9/2/2000
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(Politica del Governo a favore della famiglia)

PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Testa n. 3-05065 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 5).
L'onorevole Testa ha facoltà di illustrarla.

LUCIO TESTA. Signor ministro, negli ultimi trent'anni la società italiana ha fatto una scelta di incremento demografico tra i più bassi dell'Occidente, riducendo drasticamente la natalità. Si tratta di una scelta di costume, di convenienze economiche, non vogliamo credere di cultura e di speranza per il futuro. Significativo al riguardo è il recente appello fatto dal Papa a favore della vita e della famiglia.
Per molti anni anche la politica ha avallato questi comportamenti con leggi che non hanno sostenuto la natalità e le famiglie, specialmente quelle con più figli e a più bassi redditi. Le conseguenze negative di quella scelta si stanno manifestando ogni giorno di più sotto il profilo morale e sociale con un conseguente freno allo sviluppo economico e una crisi al sistema previdenziale.
In questa legislatura non sono mancati interventi del Governo e del Parlamento in favore della famiglia, specialmente nell'ultima finanziaria che noi Democratici riteniamo però non sufficiente soprattutto sotto l'aspetto fiscale. Vorremmo quindi conoscere dal Governo quali ulteriori provvedimenti intenda adottare entro breve tempo.


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PRESIDENTE. Il ministro per la solidarità sociale ha facoltà di rispondere.

LIVIA TURCO, Ministro per solidarietà sociale. Dal 1996 ad oggi è stata avviata una concreta politica per la famiglia con un tratto di forte organicità, invertendo nettamente la tendenza di un welfare indifferente alla famiglia.
Il tempo a mia disposizione non mi consente di ricordare tutti i provvedimenti adottati. In sintesi dirò che con questa legge finanziaria le risorse per la famiglia sono già state aumentate di 10 mila miliardi. È stata portata avanti una linea organica con interventi sulle detrazioni fiscali, sugli assegni per i nuclei familiari e sui servizi per l'infanzia e l'adolescenza.
Tra i dati relativi all'ultima legge finanziaria, ricordo che le detrazioni fiscali per i figli ed i familiari a carico ammontano a 755 miliardi per il 2000; a 2860 miliardi per il 2001; a 3175 miliardi per il 2002. A ciò si devono aggiungere le risorse previste per la riduzione degli oneri contributivi di maternità: 255 miliardi per il 2000; 745 miliardi per il 2001; 770 miliardi per il 2002. Mi auguro che il Parlamento approvi rapidamente la legge sugli asili nido, quella che prevede la facilitazioni sull'affitto e sull'acquisto della casa per le giovani coppie e la legge-quadro di riforma dell'assistenza e delle politiche sociali che, all'articolo 16, prevede organiche politiche per la famiglia promosse e sostenute dagli enti locali con un contributo economico e finanziario da parte dello Stato.
Auspico, pertanto, che queste leggi siano approvate ed entrino in vigore; sottolineo l'importanza degli interventi fiscali perché le detrazioni sono passate dalle 180.000 lire del 1996 alle 480.000 per figlio a carico del 2000, cui si aggiungono le 250.000 per figlio da zero a tre anni. Ci si può realisticamente proporre di fare approvare tutte le leggi in campo e di applicarle bene. Per il futuro, penso che si dovrà risolvere il problema dell'aiuto alle famiglie che hanno in casa persone non autosufficienti, siano esse disabili o anziane, che comportano un carico di responsabilità, di affettività, di cura ed un costo economico significativo. Il nostro sistema di protezione sociale non se ne fa ancora abbastanza carico. Pertanto, accanto all'aiuto per i figli ritengo che, per il futuro, sia necessario farsi carico, più di quanto siamo riusciti a fare finora, di queste famiglie.

PRESIDENTE. L'onorevole Testa ha facoltà di replicare.

LUCIO TESTA. Signor ministro, le do atto delle importanti e innovative iniziative in favore della maternità e della famiglia. Vorrei però sottolineare come il trattamento fiscale, che ha un'incidenza decisiva nella determinazione del reddito disponibile per le famiglie e nella allocazione delle risorse da parte dello Stato, a tutt'oggi, non premia - anzi penalizza - le famiglie, in particolare quelle monoreddito con figli a carico. Sussiste una disparità di trattamento ancora più evidente tra chi non è sposato e non ha figli, rispetto a chi ha coniuge e figli a carico. Prendendo ad esempio un reddito di 50 milioni annui - si tratta di un esempio molto semplice - il singolo dispone al netto delle imposte di 36 milioni 800 mila lire, mentre il coniugato, con moglie e figli carico dispone di 38 milioni 500 mila lire. Se poi la moglie lavorasse, a parte i problemi di conservazione del posto, buona parte del suo reddito finirebbe con l'essere assorbito dall'assistenza e sorveglianza dei figli; la retta di un asilo nido - lei lo ha ricordato - si aggira intorno alle 500.000 lire al mese; se poi non sono disponibili asili nido, occorre provvedere all'assistenza a domicilio, che è sicuramente più cara.
Signor ministro, vorremmo che queste spese fossero detraibili e deducibili, altrimenti il reddito familiare si vanifica; ugualmente vorremmo che fossero deducibili tutte le spese per cure, per medicinali e per i figli.
Il Governo e il Parlamento hanno convenuto sul carattere prioritario della riduzione degli oneri fiscali gravanti sulla famiglia nella delega dell'articolo 1 della


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legge n. 133 del 1999, in cui si è stabilito che la destinazione delle maggiori entrate dovesse privilegiare le detrazioni e le deduzioni della famiglia. La delega, purtroppo, ancora non è stata esercitata. Noi democratici ci batteremo per questa attuazione.

PRESIDENTE. Fermiamoci qui perché il tempo purtroppo è trascorso.

LIVIA TURCO, Ministro per la solidarietà sociale. La prossima volta chiamate a rispondere il ministro delle finanze, Visco!

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