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PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Saia n. 3-05058 (vedi l'allegato A - Interrogazione a risposta immediata sezione 2).
ANTONIO SAIA. Signor Presidente, signor ministro, la Walter Tosto è un'industria essenzialmente produttrice di serbatoi per GPL, che opera nella zona di Chieti. Nei giorni scorsi, a partire dal 31 gennaio, essa ha attuato una serrata che ha interessato gran parte dei 380 lavoratori, i quali hanno trovato i cancelli chiusi.
PRESIDENTE. Il ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato ha facoltà di rispondere.
ENRICO LETTA, Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato. Signor Presidente, con riferimento all'interrogazione presentata dall'onorevole Saia, si fa presente che il contenzioso in atto trae origine da un lungo confronto tra l'azienda e l'ISPESL, che riguarda l'utilizzazione dei serbatoi per GPL interrati inferiori a 5 mila litri.
PRESIDENTE. L'onorevole Saia ha facoltà di replicare.
ANTONIO SAIA. Grazie, signor Presidente. Signor ministro, colgo nella sua risposta - per la quale la ringrazio - un
aspetto importante che ci rassicura riguardo ai controlli che l'ISPESL ha effettuato o è disponibile ad effettuare nei confronti dell'azienda Walter Tosto. Tuttavia, vi è un aspetto contenuto nella mia interrogazione che non è stato ancora chiarito. Premesso che non possiamo in alcun modo condividere l'arma della serrata utilizzata dall'azienda, ovvero il sistema di usare i lavoratori quando sarebbe stato bene coinvolgere prima sindacati e forze politiche, rimane aperta una questione. I serbatoi dell'industria Walter Tosto avevano già il cosiddetto bollino blu: si tratta di serbatoi che dispongono di tripla parete (ovvero, una doppia parete più l'intercapedine) e sono continuamente sorvegliati; essi, pertanto, erano stati già autorizzati definitivamente.
L'onorevole Saia ha facoltà di illustrarla.
Tale decisione, assunta unilateralmente dalla proprietà della fabbrica, è stata adottata a seguito di presunte irregolarità e ingiustizie subite dall'azienda a vantaggio di fabbriche concorrenti. In particolare, la direzione dell'azienda lamenterebbe il fatto che altre aziende sarebbero state autorizzate ad immettere in commercio in via sperimentale serbatoi con caratteristiche di sicurezza non corrispondenti alla legge.
Le chiediamo quali iniziative intenda adottare il Governo per fare piena luce sulla vicenda ed in particolare per accertare se vi siano stati soprusi o inadempienze a danno della fabbrica Walter Tosto di Chieti o favoritismi illegittimi nei confronti di aziende concorrenti e quali iniziative adotterà il Governo per risolvere tale questione e rassicurare i lavoratori.
Credo che questo lungo contenzioso sia arrivato adesso ad una fase che ha avuto degli aspetti, anche esterni, molto pesanti. Il Ministero ha assunto notizie dalla sede centrale e dalle sedi periferiche dell'ISPESL. L'istituto ha fatto una relazione in cui si rammenta che l'ISPESL ha sempre provveduto con tempestività ai collaudi richiesti dall'industria Walter Tosto, uniformandosi con diligenza e professionalità ai compiti di controllo della sicurezza degli apparecchi a pressione, contribuendo per la parte di sua competenza al successo imprenditoriale della ditta. Più che limitarsi a respingere le accuse dell'industria Walter Tosto, i responsabili delle sede ISPESL di Pescara le definiscono poco meno che pretestuose, quindi ingiustificate e comunque esagerate.
In una nota emessa in replica alle prese di posizione dell'azienda, pur ammettendo che esiste un caso relativo a 24 serbatoi oggetto di collaudo, si spiega che il mancato svolgimento delle pratiche è dovuto non certamente a motivi burocratici, bensì tecnici, elencati nel verbale prontamente trasmesso all'azienda. Insomma, nessun ostruzionismo da parte della sede provinciale dell'ISPESL.
Il Ministero ha richiesto questa relazione; convocherà i responsabili e farà piena luce sulla vicenda cercando soprattutto di fare in modo che questo contenzioso, i cui elementi ci sono stati forniti ora e sono pienamente a nostra disposizione, abbia fine e non abbia effetti occupazionali negativi, come sembrerebbe dalla descrizione della situazione contenuta nell'interrogazione.
Il problema è un altro: aggirando una medesima disposizione del Ministero dell'ambiente, del Ministero dell'industria e del Ministero dell'interno, che prevedeva tali caratteristiche di sicurezza per i serbatoi di GPL, sembrerebbe che in altre aziende siano stati autorizzati serbatoi con un costo inferiore del 30 per cento, i quali non hanno gli stessi requisiti di sicurezza: essi dispongono di una sola parete e non hanno, quindi, né la doppia parete, né l'intercapedine; non dispongono nemmeno del sistema di monitoraggio delle perdite. Tale autorizzazione sarebbe stata data sulla base di interpretazioni anomale o di circolari interpretative, senza tener conto del fatto che quegli impianti possono costituire una situazione di pericolo.
Mi chiedo che cosa significhi autorizzare in via sperimentale l'immissione in commercio di quei serbatoi. È una sperimentazione a danno di chi? Se vi sarà una perdita o un danno, avremo fatto una sperimentazione sulla pelle dei cittadini!
In conclusione, vengono alterati gli equilibri commerciali. Nel fare ciò si è richiesto, addirittura, all'azienda Walter Tosto di far collaudare nuovamente i serbatoi, che avevano già ricevuto il cosiddetto bollino blu. Dunque, sorge il dubbio che in questa operazione vi sia stato qualcosa di non convincente. Su ciò vorremmo che fosse fatta chiarezza.


