Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 669 del 9/2/2000
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La seduta, sospesa alle 9,10, è ripresa alle 9,35.

Si riprende la discussione del disegno di legge di conversione n. 6653.

(Ripresa esame degli articoli - A.C. 6653)

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Mammola 1.46.


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Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Giardiello. Ne ha facoltà.

MICHELE GIARDIELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa mattina riprendiamo l'esame del provvedimento che reca interventi per la ristrutturazione dell'autotrasporto e lo sviluppo dell'intermodalità, sul quale già ieri abbiamo effettuato alcune votazioni: con il provvedimento, diamo piena attuazione alla legge di riforma n. 454 del 1997, dopo un percorso lungo, complesso, travagliato, caratterizzato anche da momenti di confronto, a volte aspro, con l'Unione europea.
Quel confronto si è concluso solo qualche settimana fa, da circa un mese, con l'approvazione delle norme sull'aggregazione delle imprese di autotrasporto, il fondamento della riforma che il Parlamento ha approvato e che con il provvedimento in esame s'intende portare avanti. L'aggregazione delle imprese insieme agli investimenti, alla politica per le innovazioni tecnologiche e per lo sviluppo del trasporto combinato sono le condizioni sine quae non per fare in modo che le nostre imprese stiano sul mercato in condizioni e con opportunità uguali a quelle delle altre imprese europee.
Il problema non è, voglio chiarirlo, favorire la gomma rispetto alle altre modalità di trasporto. Al riguardo, vi è un processo lungo, complesso, che il Governo ed il Parlamento stanno affrontando da anni e che comporta lo sviluppo delle ferrovie, l'ammodernamento dell'economia marittima e del cabotaggio; con il provvedimento in esame, però - lo sottolineo -, nella situazione economica e strutturale data, occorre mettere le nostre imprese in condizione di concorrere con le imprese europee. Desidero ricordare ai colleghi dell'opposizione che nel provvedimento in esame vi sono molte loro proposte che il Governo e la maggioranza hanno accettato sul piano degli emendamenti e, comunque, altre questioni possono essere valutate e risolte in questa sede, nel corso dell'esame in Aula del provvedimento.
Desidero rivolgere un interrogativo all'Assemblea ed ai colleghi dell'opposizione: cosa succede se il decreto-legge in esame non viene convertito? Dobbiamo saperlo: si blocca il processo di riforma! Vede, signor Presidente, la Commissione trasporti ha licenziato nel luglio scorso (vorrei dire, un secolo fa) il progetto di legge n. 5527, che da allora attende di essere sottoposto all'attenzione dell'Assemblea. Rivolgo allora in aula, se mi è consentito, un appello ai colleghi che in Commissione tante volte hanno dimostrato sensibilità su questi argomenti: un appello perché non si blocchi il processo di riforma, perché le nostre imprese di autotrasporto siano messe in condizione di concorrere in Europa, perché tutti insieme, con l'approvazione di questo provvedimento, facciamo un passo in avanti in difesa della nostra economia, degli autotrasportatori italiani e della modernità del nostro paese (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Savarese. Ne ha facoltà.

ENZO SAVARESE. Signor Presidente, credo che l'appello del collega Giardiello, se fosse preso in considerazione nel clima politico che recentemente si è venuto ad instaurare in quest'aula, e che continua spesso a crearsi, non dovrebbe assolutamente trovare accoglienza. Tuttavia, mi rendo conto che il problema dell'autotrasporto è molto serio e la Commissione trasporti ha lavorato intensamente negli ultimi anni. Mi fa piacere che il collega Giardiello, autorevole esponente dei DS, abbia colto nel lavoro dell'opposizione i tentativi di migliorare il provvedimento e, soprattutto, come più volte è stato detto, che ci si sia resi conto che si arriva a questo decreto-legge per far fronte ad una mancanza del precedente, vale a dire l'inottemperanza alla normativa comunitaria.
Desidero ribadire, quindi, che da parte del gruppo di Alleanza nazionale non vi è alcuno spirito ostruzionistico rispetto all'approvazione


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del provvedimento, perché abbiamo apprezzato gli sforzi fin qui fatti ed apprezzeremo, ancora di più, la volontà della maggioranza di andare incontro, non tanto alle richieste e alle esigenze di Alleanza nazionale, del Polo in generale o dell'opposizione, ma della categoria, come mi è parso di capire dalle parole dell'autorevole capogruppo dei DS in Commissione. Se è vero, infatti, che tutti noi, dal presidente di gruppo Selva ai presidenti di gruppo della maggioranza, siamo tempestati di fax - spesso artatamente concertati da alcune categorie di autotrasportatori - è anche vero che si tratta di un problema che necessita di una soluzione.
Pertanto, desidero rassicurare il collega Giardiello perché da parte nostra, soprattutto se il Governo manterrà quanto sembra essere stato concordato, su questo provvedimento non vi sarà il muro contro muro.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Ciapusci. Ne ha facoltà.

ELENA CIAPUSCI. Signor Presidente, ho ascoltato l'arringa del collega Giardiello, tuttavia vorrei ricordargli che nel 1997 varammo un provvedimento che intendeva andare incontro alle esigenze del settore dell'autotrasporto italiano. Tra l'altro, era prevista l'utilizzazione di 1.800 miliardi all'interno del settore e non solo; tutto ciò sempre per andare incontro alle esigenze che gli autotrasportatori italiani avevano manifestato e manifestano tuttora. Come sappiamo tutti, la normativa a causa degli incagli burocratici, chiamiamoli così, dell'Unione europea non è decollata del tutto.
È logico, il settore ha bisogno di questi finanziamenti e noi li stiamo fornendo in termini di sgravi fiscali, di agevolazioni sulle tariffe autostradali, proprio perché le imprese italiane siano in grado di stare sul mercato. Fondamentalmente noi italiani stiamo commettendo un errore: non poniamo le imprese italiane di autotrasporto sullo stesso livello di quelle europee. Per raggiungere tali livelli è necessario valutare le possibilità di sgravi e di aiuti.
La normativa varata nel 1997 prevedeva indirizzi precisi. Dopo due anni il Governo interviene e abolisce le norme di indirizzo stabilite dal Parlamento, ma, se il Parlamento le aveva introdotte, probabilmente lo aveva fatto a seguito di una valutazione diversa.
Su questo punto l'opposizione non sta facendo ostruzionismo, ma sta cercando di ricollocare quelle giuste norme all'interno del provvedimento, affinché i finanziamenti vadano nella corretta direzione, favorendo la categoria dell'autotrasporto per conto terzi, che è importantissima per il terziario del nostro paese e che, considerata la liberalizzazione del mercato, rischia di scomparire dal mercato italiano e di essere assorbita da quello europeo. Queste sono le mie preoccupazioni, che credo siano anche di tutta l'opposizione.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Chincarini. Ne ha facoltà.

UMBERTO CHINCARINI. Signor Presidente, vorrei rispondere brevemente a quanto detto dal collega Giardiello. Questo decreto-legge, come è stato detto anche dalla collega Ciapusci, corregge un precedente provvedimento del 1997, che si è rivelato profondamente errato. Allora l'opposizione votò contro quel provvedimento e queste correzioni dimostrano quanto noi avessimo ragione.
Va anche detto che il clima di collaborazione e di fiducia dovrebbe esserci riconosciuto dalla maggioranza, perché molti emendamenti dell'opposizione non sono stati ammessi, con una certa rigidità della Presidenza, sia in Commissione, sia in Assemblea, che ha proceduto ad un'applicazione dell'articolo 96-bis del regolamento, che per altri provvedimenti non è stato osservato così rigidamente. Si sarebbe potuto, invece, creare un clima diverso e soprattutto portare ad un giudizio positivo su questo decreto-legge.
Ribadisco pertanto quanto ho detto ieri, cioè che il ritardo con cui questo


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decreto-legge viene approvato non va assolutamente addebitato all'opposizione ed alla Lega nord, come una campagna stampa, che in questi giorni si sta conducendo in maniera pesante, sta facendo credere.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Boghetta. Ne ha facoltà.

UGO BOGHETTA. Signor Presidente, dall'intervento dell'onorevole Savarese mi sembra di aver capito che vi sarebbe una certa disponibilità del Governo ad intese future, visto che il decreto-legge va convertito così com'è.
Credo che sarebbe opportuno che l'Assemblea sapesse qual è il senso e il contenuto di questa intesa, per evitare di trovarci di fronte a prefigurazioni che oggi non vengono dette e chiarite. Mi sembra una cosa minimale per la trasparenza del dibattito. Vorrei saperlo, perché vorrei capire se le cose che sono state concordate, o per le quali l'intesa è in corso, siano coerenti, ad esempio, con quello che verrà previsto nel piano generale dei trasporti o con la futura politica dei trasporti nel nostro paese. Ritengo si tratti di un altro elemento utile per valutare la positività o meno degli ulteriori interventi per l'autotrasporto.
Faccio un'ultima osservazione: credo che dovremmo smettere di essere l'Italia «piagnona». Questo Parlamento ha deciso di stare dentro l'Europa liberista; allora, accettate il liberismo che volete, accettate la concorrenza che volete, anche con i costi sociali che ciò comporta, altrimenti cambiate idea. Non è vero che solo l'Italia subisce conseguenze negative: in Francia è stato fatto uno sciopero perché lì, giustamente, si vuole ridurre l'orario di lavoro dei camionisti. In Italia in questo momento è partita la trattativa sul contratto e si chiede l'aumento dello straordinario. Il discorso europeo va fatto su tutti i terreni: smettiamola di essere sempre considerati i parenti poveri.
I cambiamenti vanno fatti; dobbiamo scegliere, allora, quale cambiamento fare. Se accettate il liberismo, accettatene anche le conseguenze! Se vogliamo cambiare il sistema di trasporto nel nostro paese, dobbiamo percorrere un'altra strada, non quella del trasporto su gomma o degli incentivi al trasporto su gomma (Applausi dei deputati del gruppo misto-Rifondazione comunista-progressisti)!

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Mammola 1.46, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 283
Maggioranza 142
Hanno votato
sì 110
Hanno votato
no 173
Sono in missione 59 deputati).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Mammola 1.45, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 283
Maggioranza 142
Hanno votato
sì 106
Hanno votato
no 177
Sono in missione 59 deputati).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Mammola 1.47, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).


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Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 277
Maggioranza 139
Hanno votato
sì 101
Hanno votato
no 176
Sono in missione 59 deputati).

Chiedo ai presentatori se accolgano l'invito a ritirare l'emendamento Turroni 1.26.

PIER PAOLO CENTO. Sì, signor Presidente, lo ritiro.

PRESIDENTE. Sta bene.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Mammola 1.31, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 269
Maggioranza 135
Hanno votato
sì 92
Hanno votato
no 177
Sono in missione 59 deputati).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Ciapusci 1.6.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Ciapusci. Ne ha facoltà.

ELENA CIAPUSCI. Signor Presidente, con il provvedimento in esame sono stati eliminati gli indirizzi che il Parlamento aveva dato per l'impiego dei finanziamenti. Colgo l'occasione per dire all'onorevole Boghetta - visto che se ne è dimenticato - che è vero che vogliamo un'Europa liberale, però dobbiamo mettere le nostre aziende di autotrasporto nelle condizioni di essere competitive.
Si intende che tutti vogliamo indirizzare il trasporto del futuro verso l'intermodalità e, soprattutto, su ferrovia; ciò è auspicabile, in quanto non disponiamo di reti autostradali sufficienti, nonché giusto per ragioni ambientali. Non comprendo, al riguardo, il comportamento del collega che precedentemente ha ritirato un emendamento che conteneva una proposta in tal senso. In ogni caso, per ragioni ambientali, dobbiamo dirottare il trasporto di merci sulle ferrovie.
Quel che l'onorevole Boghetta si è probabilmente dimenticato è che l'Italia è il paese europeo con le accise sul gasolio ed i costi fissi per le aziende, dettati dal Governo centralista, più alti d'Europa.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mammola. Ne ha facoltà.

PAOLO MAMMOLA. Signor Presidente, oltre ad intervenire per dichiarazione di voto sull'emendamento in esame, vorrei rispondere al collega Giardiello che ha richiamato l'Assemblea e l'opposizione ad un maggior senso di responsabilità, per consentire la conversione del decreto-legge in tempi utili.
La settimana scorsa, sebbene l'esame del provvedimento fosse stato calendarizzato in aula, la maggioranza per ben due volte non assicurò il numero legale. Se non sbaglio, nel pomeriggio di mercoledì della scorsa settimana, nella Conferenza dei presidenti di gruppo si decise di riprendere la discussione sulla par condicio alle ore 18 e di svolgere la discussione sul provvedimento in esame dalle 15,30 alle 18: tuttavia, meno di duecento parlamentari si presentarono in aula. Ognuno di noi, per carità, deve assumersi le sue responsabilità, ma penso che soprattutto la maggioranza abbia una grande forza nei confronti del Governo, ossia quella di assicurare il numero legale in aula, soprattutto quando si discute della conversione di un decreto-legge che sappiamo scadrà da qui a poche settimane. Evidentemente,


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se il Governo ha usato lo strumento del decreto-legge, vuol dire che la materia trattata è rilevante ed urgente.
Questa mattina, signor Presidente, la maggioranza ed il Governo hanno l'urgenza di licenziare il provvedimento in esame, ma se osserviamo le presenze ai banchi e consideriamo il numero dei parlamentari che votano, ci rendiamo conto che siamo di nuovo al limite del numero legale e che, se non ci fosse un centinaio di colleghi dell'opposizione, non si raggiungerebbe neanche lontanamente il quorum in aula. Allora, prima di rivolgere all'opposizione richiami al senso di responsabilità, è bene che la maggioranza faccia un attimo di riflessione al proprio interno e cominci ad assumere un atteggiamento responsabile nei confronti del proprio Governo. L'opposizione può fare poco; può condurre le sue battaglie e far valere le proprie ragioni, ma si sa che in quest'aula vale la legge dei numeri e sappiamo benissimo che, se la maggioranza ha i numeri va sempre avanti da sola, anche senza l'opposizione. Cominci allora ad assicurare questi numeri al proprio Governo, poi potrà fare ragionamenti morali all'opposizione (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia)!

ELIO VITO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ELIO VITO. Mi scusi, Presidente, ma già dalle prime votazioni abbiamo notato (per la verità, un po' in tutti i gruppi, quindi non si tratta di un richiamo rivolto in particolare a qualcuno) che si è diffuso un tentativo di votare anche per colleghi non presenti in aula. Se a questo, signor Presidente, aggiungiamo l'altissimo numero delle missioni, che anche oggi ha raggiunto un livello record, arrivando quasi alla quota di un decimo dei componenti dell'Assemblea, ci rendiamo conto che praticamente la Camera, tra voti virtuali e «missionari del Governo» e della maggioranza, non è in condizione di proseguire le regolari votazioni.
Quindi, mentre si disporranno i controlli sulle missioni, che dureranno, immagino, fino alla fine della legislatura, le sarei grato se almeno potesse disporre per il prosieguo della seduta il controllo delle tessere, in tutti i settori.

PRESIDENTE. Prego i deputati segretari di effettuare il controllo delle tessere ed invito i colleghi a votare ciascuno per sé: evitiamo di rendere necessari provvedimenti disciplinari al riguardo.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Ciapusci 1.6, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 259
Maggioranza 130
Hanno votato
sì 83
Hanno votato
no 176
Sono in missione 59 deputati).

Chiedo ai presentatori dell'emendamento Turroni 1.27 se accolgano l'invito a ritirarlo.

PIER PAOLO CENTO. Lo ritiro, signor Presidente.

PRESIDENTE. Sta bene (Commenti del deputato Turroni).
Uno dei cofirmatari l'ha ritirato, onorevole Turroni.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Mammola 1.32, non accettato dalla


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Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Colleghi, siamo largamente sotto il numero legale (Commenti).

ELIO VITO. Mica si può avvertire!

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera non è in numero legale per deliberare per 17 deputati.

GIOVANNI FILOCAMO. La maggioranza mantiene il numero legale soltanto per fare le leggi liberticide!

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dovremmo sospendere la seduta per un'ora per riprenderla alle ore 11. Tuttavia, ciò non è possibile, perché si era stabilito in precedenza che proprio alle 11 sarebbero dovuti terminare i lavori in quanto alle 11.30 è prevista una seduta del Parlamento in seduta comune per procedere alla votazione per l'elezione di un componente del Consiglio superiore della magistratura ed è necessario del tempo per predisporre le cabine per la votazione. Conseguentemente, l'esame del provvedimento sull'autotrasporto riprenderà nel pomeriggio, dopo lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata e la votazione per l'elezione di un segretario di Presidenza.

FULVIA BANDOLI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FULVIA BANDOLI. Signor Presidente, vorrei segnalare che il mio dispositivo di voto non ha funzionato.

ELENA EMMA CORDONI. Presidente, anch'io vorrei segnalare che non ha funzionato il mio dispositivo di voto.

ANTONIO MAZZOCCHI. Sì, adesso sarete diciassette! E poi non era presente!

PRESIDENTE. Ricordo, comunque, che il numero legale è mancato per diciassette deputati.

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