(Sezione 8 - Controlli effettuati nei confronti del detenuto in regime di semilibertà Aurelio Concardi)
SELVA, ARMAROLI e MANTOVANO. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:
il pluriomicida semilibero Aurelio Concardi ha terrorizzato il giorno 5 febbraio 2000 il centro di Milano e messo a repentaglio la vita di inermi cittadini ferendo gravemente due agenti della polizia di Stato. Condannato a trenta anni quale autore di sette omicidi in due anni, fra cui uno fra i più efferati perché la vittima è stata sgozzata e scotennata, Concardi fruiva del beneficio della semilibertà dopo aver scontato appena 8 anni e mezzo di carcere -:
per quali ragioni in tutto il periodo di semilibertà non veniva nemmeno controllata e accertata la presenza del Concardi nella cooperativa dove doveva lavorare, quali provvedimenti intenda adottare il Governo per verificare se nella concessione della semilibertà al pluriomicida ci sia stato da parte dei giudici di sorveglianza un abuso di potere e da parte degli organi di sorveglianza una mancanza dei controlli di legge, che hanno permesso al Concardi di possedere due pistole di cui una custodita nel posto di lavoro e se corrisponda al vero, quanto ha dichiarato il procuratore aggiunto di Milano dottor Pomarici, che il Concardi è stato un pentito che ottenne le attenuanti in quanto «collaboratore di giustizia». (3-05063)