Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 664 del 2/2/2000
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Si riprende la discussione del disegno di legge n. 6483 e delle abbinate proposte di legge.

(Ripresa esame articolo 1 - A.C. 6483)

PRESIDENTE. Riprendiamo l'esame dell'articolo 1 nel testo della Commissione, identico a quello approvato dal Senato, e del complesso degli emendamenti ad esso riferiti.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Vascon. Ne ha facoltà.

LUIGINO VASCON. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che l'uso e l'abuso della parola che indica l'alto equilibrio e il senso del confronto, e quindi la democrazia, si sia purtroppo verificato per anni a dismisura in quest'aula, svuotandone i contenuti e l'effetto.
La nobiltà della democrazia sta appunto nella libertà e nella parità del confronto. Purtroppo l'attuale gestione della comunicazione politica vede ormai da troppo tempo fortemente penalizzata l'informazione, che dovrebbe essere pane quotidiano per tutti, per chi ha mandato in quest'aula i propri rappresentanti e, quindi, dei gruppi politici, gruppi e rappresentanti eletti attraverso legittime elezioni.
Tutte queste forme di censura e di oscuramento vanno appunto a calpestare una reale pratica della democrazia, che dovrebbe essere l'anima di ogni comunità. Purtroppo, abbiamo constatato che, qualora determinati schieramenti o gruppi


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politici raggiungano il cosiddetto potere, calpestano ogni genere di premessa che possa per lo meno tutelare il confronto in maniera paritaria. Ne offre uno specifico esempio il Presidente del Consiglio D'Alema, il quale non perde occasione per prestare la propria immagine a reti televisive ed organi di informazione: appare in ogni telegiornale - sta ormai imperversando da giorni, per non dire da mesi -, denunciando situazioni politiche non perfettamente rispondenti alla verità, ma anzi rese in maniera del tutto strumentale. Egli, inoltre, come è avvenuto nei giorni scorsi, abbonda in considerazioni strumentali e demagogiche, che vanno miratamente a demonizzare la Lega e il suo leader, il segretario Bossi.
È anche evidente che ormai, purtroppo, l'inserimento all'interno delle strutture di informazione è stato cooptato da una chiara e netta area politica: infatti, da decenni in Italia la sinistra, o meglio i comunisti, hanno occupato settariamente tutti i posti di manovra e di indirizzo, sia di informazione...

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia!

LUIGINO VASCON. Stavo dicendo, signor Presidente, che costoro hanno occupato ogni genere di spazio di informazione, rendendo ciecamente ogni genere di servizio a coloro che da Palazzo hanno impartito il cosiddetto taglio o connotazione dell'informazione medesima. Questo non significa che vi sia incapacità da parte di chi diffonde le informazioni, anzi, è il contrario: non vi è dubbio che proprio all'interno delle strutture della RAI vi sia un altissimo livello di professionalità. Peccato che tale professionalità sia come un'anatra zoppa, la quale risponde, in maniera pronta, solo a quei crediti politici che hanno antica origine: sappiamo benissimo quale sia stata la lottizzazione della sinistra all'interno dell'informazione e di organi importantissimi per la vita democratica del paese.
Gli stessi tempi in cui è stato calendarizzato il disegno di legge di cui stiamo discutendo dimostrano chiaramente che la maggioranza che tenta - a mio giudizio, in maniera goffa - di governare il paese, legifera chiaramente pro domo sua. Siamo ormai arrivati al quarto anno di legislatura e la maggioranza ha voluto conservare nel cassetto i più importanti nodi legislativi, tirandoli fuori quando lo ha ritenuto opportuno. I governanti stanno impartendo al Parlamento e al paese una volontà coercitiva, antistorica e antidemocratica. Non crediate siano queste le aspettative di quelli che da fuori guardano con insistenza a questo Palazzo! Non meravigliamoci se, ancora una volta, deluderemo i cittadini che attraverso l'astensione dal voto hanno scelto la punizione da infliggere ad una dirigenza politica che ha disatteso ogni genere di legittima aspettativa e vuole mettere il bavaglio ai rappresentanti eletti nel Parlamento; mi riferisco ad un Parlamento che si sta, purtroppo, contraddistinguendo per la totale mancanza di reale democrazia.
È pur vero, come è vero, che vi sono problemi di parità. Di fatto, ad ogni occasione vediamo calpestata la dignità della politica e quella delle persone: le rettifiche vengono fatte in maniera sibillina e quasi in silenzio e, comunque, in orari a dir poco indecenti; infatti, la gente per bene alle 2 di notte dorme e non ha tempo di ascoltare in televisione rettifiche o motivazioni che giustifichino comportamenti scorretti, strumentali e di parte; mi riferisco a comportamenti di coloro che, attraverso i loro padrini politici, hanno scalato i vertici dell'informazione e dell'azienda di Stato. Quell'azienda dovrebbe essere pubblica o, per lo meno, dovrebbe offrire un servizio pubblico; tra l'altro, trattandosi di un servizio a pagamento, esso dovrebbe essere equilibrato e non di parte. Invece, mediante quella che è stata definita stamattina la «tessera del pane», quegli spazi sono stati tutti occupati! Prima di parlare di democrazia e di par condicio, si dovrebbe dare un grande esempio di trasparenza e, se vogliamo, di democrazia reale e di onestà politica e intellettuale: si deve rimettere ordine all'interno


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degli strumenti che hanno il sacrosanto dovere di dare un'informazione chiara e corretta.
D'altronde, signor Presidente ed onorevoli colleghi, questi signori sono ben pagati con i soldi dei contribuenti; pertanto, ritengo che il loro sia un dovere prima di tutto morale e poi politico (Applausi dei deputati del gruppo della Lega forza nord per l'indipendenza della Padania).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Roscia. Ne ha facoltà. All'onorevole Roscia ricordo che ha a disposizione complessivamente 14 minuti. Veda lei il tempo che ritiene di impiegare, onorevole Roscia.

DANIELE ROSCIA. La ringrazio, signor Presidente, e le chiedo la cortesia di avvertirmi dopo 4 minuti.

PRESIDENTE. Va bene, onorevole Roscia.

DANIELE ROSCIA. La ringrazio, signor Presidente. Colleghi, ritengo che il dibattito sia stato ampiamente svilito rispetto all'importanza dell'oggetto della comunicazione in democrazia. Voglio ricordare che, quando militavo nella Lega Nord, cadde un Governo perché il capo di quel Governo venne considerato una persona che non garantiva la democrazia, in quanto possedeva le televisioni e riusciva a modificare e ad influenzare pesantemente l'opinione pubblica. Voglio ricordare che siamo giunti, purtroppo, ad uno scontro pesantissimo dopo che la maggioranza non ha saputo comprendere realmente le ragioni della democrazia. Dal 1996 abbiamo avuto tutto il tempo per risolvere alcuni problemi attinenti al conflitto di interessi. Basti ricordare la vicenda di Mediaset e di RAI, il monopolio della RAI e la storia di Berlusconi, che nel passato ha ricevuto - e lo abbiamo visto piangere al funerale di Craxi - autorizzazioni che forse qualcun altro non avrebbe mai avuto. Se ben ricordate, anche in quel periodo ci fu una crisi di Governo: una parte della maggioranza di allora - c'era Martinazzoli - uscì dal Governo.
Il problema, insomma, è molto complesso. Come è stato affrontato? La maggioranza interviene con ritardo, malgrado le sollecitazioni fatte dall'ex Presidente Scalfaro, che parlò di par condicio perché le elezioni del 1994 erano state perse, per cui, in vista di elezioni successive, si pensò di tirar fuori il problema e di affrontarlo, per dare a tutti la possibilità di comunicare con gli elettori. Il risultato è che nel febbraio del 2000 ci troviamo in una situazione di duopolio, alla quale si risponde artatamente sia da una parte sia dall'altra, confondendo le idee a tutti i cittadini. Tra l'altro vedo che il buon Berlusconi sta già utilizzando gli spot elettorali: vi sarete accorti che la campagna elettorale per quanto riguarda gli spot è già iniziata, quindi siamo già in ritardo (Commenti).
Arriveremo ad approvare una legge che io condivido, perché ricalca le nostre proposte, come ha già ribadito il collega Comino. Al Senato il mio ex gruppo ha giustamente ribadito questa posizione e noi sosterremo la validità di questa legge, ma vorrei aggiungere una riflessione: badate bene che questa legge, così come sta andando in porto, magari accogliendo la proposta di modifica in extremis di Berlusconi che, considerando di poter disporre di tutti i passaggi televisivi...

PRESIDENTE. Come da lei richiesto, onorevole Roscia, le faccio presente che sono trascorsi 4 minuti.

DANIELE ROSCIA. La ringrazio, Presidente, continuerò in seguito il mio discorso.

PRESIDENTE. Colleghi, avverto che il tempo originariamente riservato al gruppo della Lega è esaurito, ma, come è già avvenuto per altri gruppi, è raddoppiato a partire da questo momento.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Galli. Ne ha facoltà.


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DARIO GALLI. Signor Presidente, è evidente che l'argomento di cui si sta discutendo in questi giorni è di estrema importanza, perché non sfugge a nessuno il fatto che in una società moderna l'informazione, soprattutto quella televisiva, è ormai alla base della vita civile, nel senso che la maggior parte delle decisioni che le persone prendono sia nella vita privata sia in quella pubblica, in particolare nelle occasioni elettorali, sono condizionate dalla televisione. Quello di cui stiamo discutendo è quindi, ribadisco, un argomento di grande importanza e richiede grande attenzione da parte di tutti.
A noi della Lega sembra che il modo in cui si sta affrontando la questione, esclusivamente in termini di contrapposizione tra maggioranza e minoranza, sia estremamente riduttivo rispetto alla valenza dell'argomento. La maggioranza ha avuto tre o quattro anni di tempo per occuparsi della questione, ma solo nelle ultime settimane, o meglio negli ultimi giorni, di colpo è esplosa la fretta di portare a termine il provvedimento. Probabilmente, fino a qualche settimana fa la maggioranza, in base ai sondaggi che anch'essa ovviamente ha in mano, pensava di avere una certa situazione elettorale nel paese, ma gli avvenimenti degli ultimi tempi hanno cambiato repentinamente questa situazione ed hanno fatto capire ai colleghi della sinistra che, se non intervengono in fretta, le cose potrebbero mettersi abbastanza male per loro. È evidente, però, che non è questo il modo di affrontare un tema così importante. Gli argomenti vitali per il paese non si affrontano solo se sono convenienti o meno dal punto di vista elettorale: infatti, la logica e la moralità di ogni uomo politico vorrebbero che si affrontassero solo nell'interesse del paese. Pertanto, un provvedimento che regolamenti l'accesso, i tempi e i costi della comunicazione televisiva esclusivamente con finalità elettorali sarebbe troppo limitato.
Il problema dell'informazione è sicuramente molto importante. Da una parte abbiamo, infatti, una situazione che deve essere disciplinata, perché la situazione dell'informazione privata che abbiamo in Italia non esiste in altre parti del mondo. La si potrebbe comunque disciplinare in altro modo.
D'altra parte, la situazione della televisione pubblica è altrettanto inaccettabile. Infatti, se l'attuale maggioranza critica l'opposizione perché dispone di una notevole forza per la diffusione dell'informazione attraverso le proprie televisioni, va fatto notare che poi si comporta allo stesso modo con la televisione pubblica, con la differenza che, mentre le televisioni private non gravano sui cittadini, la televisione pubblica vive invece grazie ai soldi dei contribuenti, che vengono usati ad esclusivo beneficio della maggioranza. Quindi, tale situazione è assolutamente vergognosa e non ci si deve lamentare se al nord viene effettuata una protesta contro il pagamento del canone. Ci sono moltissimi cittadini che si rifiutano di pagare il canone e non per non spendere 150 o 200 mila lire. Qualcuno dovrebbe spiegare loro per quale motivo debbano pagare tale cifra per avere un servizio in cui i programmi vengono interrotti dagli spot pubblicitari allo stesso modo che nelle televisioni commerciali e in cui l'informazione è costantemente contraria alla Lega, specialmente nel nord Italia, dove vi sono numerosi elettori della Lega.
Viviamo in una situazione paradossale in cui alcuni partiti rappresentati in Parlamento da pochi deputati hanno a loro disposizione uno o due minuti di interviste ogni giorno, mentre la Lega forza nord per l'indipendenza della Padania, che rappresenta l'8 per cento dei voti nel paese, ha uno share dello 0,1-0,2 per cento (adesso forse siamo arrivati all'1 o 2 per cento). Tale share veniva calcolato, come ha ricordato qualche collega prima di me, in maniera vergognosa, considerando tutte le apparizioni in tv, da quelle in prima serata all'interno di un varietà a quelle mandate in onda intorno all'una o alle due di notte.
Vorrei denunciare un fatto di cui c'è veramente da vergognarsi. Qualche mese fa si è tenuto a Milano il congresso della Lega forza nord per l'indipendenza della


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Padania - ricordo che in Lombardia tale partito raggruppa una quantità consistente di elettori - nel corso del quale, peraltro, sono state prese decisioni importanti. Il telegiornale regionale della Lombardia - non quello della Calabria! - non ha fatto alcun accenno a tale congresso. In compenso è stato trasmesso un servizio di tre o quattro minuti su Naomi Campbell - sicuramente una bella donna - che aveva avuto alcuni problemi sentimentali ed era stata ricoverata in clinica e un altro relativo ad una partita di calcio «scapoli e ammogliati» tra i dipendenti della RAI e alcuni cantanti. Non è stato trasmesso alcun servizio sul congresso nazionale di un partito che ottiene il 25-30 per cento dei voti in Lombardia.
Si potrebbero fare altri esempi, ma io ricordo solo i casi più importanti degli ultimi giorni. Si parla molto, ad esempio, dei referendum che si terranno in primavera: ma si parla solo dei referendum degli altri e non di quello sull'immigrazione proposto dalla Lega. Ricordo che questo non è un referendum a carattere locale, perché l'immigrazione clandestina è una questione importante per il destino dell'intera nazione, in quanto volto a porre rimedio ad una situazione divenuta ormai insostenibile. Per tale referendum sono state raccolte 600 mila firme di cittadini padani nel giro di 20 giorni e quindi esso è molto sentito. Si tratta di 600 mila persone che pagano le tasse, come sappiamo tutti molto bene, in misura enormemente superiore alla media nazionale, ma il rispetto per questi cittadini è tale che l'informazione su questo referendum è pari a zero.
Si potrebbero fare tantissimi altri esempi. Vediamo quale campagna si stia portando avanti in questi giorni sull'Austria e su Haider: non entro nel merito politico della questione, però, forse, invece che fare solo dello scandalo si potrebbe spiegare ai cittadini quale sia esattamente la situazione. Vorrei che la televisione di Stato dedicasse lo stesso impegno che mette in questi argomenti a quanto è accaduto e sta ancora accadendo in Cecenia o a quanto stanno facendo i leon- cavallini a Torino o a Milano. Mi sembra che l'informazione non sia esattamente calibrata ed omogeneizzata in tutte le diverse situazioni.
Abbiamo una televisione di Stato vergognosa, che infarcisce le proprie trasmissioni di partite di calcio, di campionati di serie A, B, C, D, E, F, G, Z1 e Z2. Abbiamo trasmissioni basate solo su canzoni e varietà, mentre sulle cose importanti, che i giovani dovrebbero imparare, neanche una parola. Vi sono oggi giovani che arrivano all'età del voto senza neanche sapere cosa significhino uno Stato centrale o uno Stato federale, senza sapere come vengano pagate e distribuite le tasse nel nostro paese, senza sapere quanto il loro padre ogni mese paghi allo Stato in busta paga e quanto gli ritorni indietro. Questi sono i cittadini che dovremmo preparare per il futuro (Applausi).
Se in mezzo a tante ore di varietà, di calcio e di tante altre belle cose si mettesse anche un po' di informazione, penso che non sarebbe male per nessuno. Comunque, poiché la perfezione non è di questo mondo e quindi ben difficilmente una televisione di Stato - inevitabilmente controllata dal Governo che in quel momento rappresenta la maggioranza - può garantire queste cose, noi siamo assolutamente per la privatizzazione della RAI. Si mantenga un canale, pure con il canone ma, a quel punto, senza spot e senza pubblicità, ma di vera informazione, distribuita in maniera omogenea, territorialmente ben rappresentata, che rappresenti l'opinione di tutti in modo rigoroso, con commissioni veramente impegnate a verificare i minuti di trasmissione e i secondi di informazione.
Vorremmo una RAI con persone professionalmente valide, come sicuramente ve ne sono, anche se non le vediamo tutti i giorni, e che, magari, eviti di assumere, come avviene con troppa libertà e sportività in alcune reti soprattutto, gli amici e i tesserati, che poi vanno in televisione a far cattive figure, perché quando la professionalità manca ce ne rendiamo conto tutti. Vorremmo una televisione


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privatizzata - sicuramente con un limite alla possibilità di ciascuna persona e di ciascun gruppo di possedere più di una certa percentuale del totale informativo -, che si mantenga, come avviene negli altri Stati, che rappresenti le forze politiche ed economiche del territorio ed un'unica televisione di Stato, ridotta al minimo, che rappresenti veramente le idee di tutti. Penso che questo Governo non ce la farà a raggiungere un tale obiettivo, perché non è nel suo interesse né nella sua volontà, però può darsi che prima o poi ci si riesca (Applausi dei deputati dei gruppi della Lega forza nord per l'indipendenza della Padania, di Forza Italia e di Alleanza nazionale).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Alborghetti. Ne ha facoltà.

DIEGO ALBORGHETTI. Signor Presidente, uno dei motivi del forte contrasto su questo provvedimento è determinato senz'altro dal momento in cui se ne discute; siamo infatti a due mesi dalle elezioni regionali. Credo che nessuno abbia dimenticato che con la stessa normativa il centrosinistra ha vinto le elezioni del 1996; vedere che a soli due mesi da una campagna elettorale si vuole approvare una legge che rimetta in discussione le regole impone alla minoranza e all'opposizione di fare il proprio dovere.
Quando - la storia ci insegna - avvenivano le invasioni sovietiche nei paesi dell'est e vi erano le rivolte dei giovani, degli universitari che finivano sotto i carri armati, l'Occidente non sapeva cosa stesse accadendo: giungevano solo delle voci, e questo grazie alle radio libere; radio libere che facevano conoscere ciò che stava succedendo. Mentre nell'occidente si stava fermi, nell'est si combatteva e solo grazie a queste radio libere, che caddero sotto i colpi delle milizie sovietiche, noi abbiamo potuto conoscere i crimini comunisti che in quei paesi si stavano commettendo.

LUIGI OCCHIONERO. Non dire sciocchezze!

DIEGO ALBORGHETTI. Il regime sopprimeva la libertà e uccideva giovani che, magari erano comunisti, ma volevano la libertà. A Budapest i giovani non manifestavano in nome del nazismo o del fascismo o di un'altra ideologia, ma della libertà.
Quelle radio libere rappresentavano la possibilità di credere ancora nella libertà. Vorrei ricordare che in Italia la libertà d'antenna e di informazione non ce l'ha regalata nessuno: non è che un bel giorno si sono svegliate alcune forze politiche, lo Stato e il Governo dichiarando che non era giusto il monopolio dello Stato! Ci sono stati anni di battaglie sui monti intorno alle grandi città per difendere un traliccio o un'antenna dai pretori che venivano a sequestrarli e a mettere i sigilli alle radio e alle televisioni. Anche allora, a cavallo tra gli anni settanta e ottanta, la politica non solo non riuscì ad anticipare i tempi, ma partecipò alla repressione della libertà di antenna.
Vi furono processi, finché tutto ciò divenne un fatto ineliminabile dalla democrazia del nostro paese. Migliaia di piccole radio, di piccole televisioni e di piccoli imprenditori finirono sui banchi dei tribunali sotto accusa perché spezzavano il monopolio della televisione di Stato. Nessuno allora impediva ad Agnelli, a De Benedetti o alle grandi imprese di intervenire nel settore delle emittenti radiotelevisive per avere un loro spazio e per renderlo sempre più pluralista. Molti ci provarono e non ci riuscirono.
La sinistra oggi ci dice quale è la politica buona e quale quella cattiva, a prescindere dal voto democratico e dal rispetto delle libere elezioni. Ecco il contesto in cui si colloca il provvedimento che si vuole approvare. In base a questa logica, la sinistra vuole cambiare la legge con cui ha vinto le elezioni del 1996 perché oggi vede in pericolo quel risultato elettorale. Quello che accade in Austria ad Haider, si prepara allora anche in Italia.
Mentre si fa la riforma dello spazio televisivo, non si capisce perché non si proceda anche alla riforma della carta stampata. La pubblicità elettorale sulla


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carta stampata costa un occhio della testa ma, in questo caso le regole non ci sono, non c'è la democrazia in pericolo, non c'è il pluralismo. Mi chiedo allora perché si dovrebbe consentire che Agnelli, il quale prende una fetta consistente di soldi pubblici - si consideri, ad esempio, la rottamazione, che è un provvedimento votato dal Parlamento - sia il padrone assoluto della carta stampata, sulla quale conduce una campagna di odio contro i propri avversari. Egli può essere senatore a vita, riverito e rispettato.
Mi dispiace che la contrapposizione non abbia consentito di sottolineare che il provvedimento in esame dovrebbe essere inquadrato in un contesto di più vasto respiro, concernente la regolamentazione complessiva del rapporto tra politica e informazioni. Tale regolamentazione in Italia è necessaria, ma ad essa non si può provvedere «a pezzi».
È una vergogna, Presidente, che dal 1979 ad oggi non sia stata ancora approvata la legge che disciplina le reti private, le quali, peraltro, rappresentano una grande realtà. La mancata regolamentazione, infatti, determina ciò che è già accaduto alle televisioni: vengono cacciate dal mercato le emittenti libere che sono la proiezione delle associazioni e delle comunità, finché non arriva Paperon de' Paperoni, che si compra la radio in fallimento per creare un network nazionale.
Noi siamo per la difesa delle reti private e delle piccole televisioni locali, importantissime per garantire la pluralità e la libertà dell'informazione. La politica deve anticipare tutto ciò, così come deve anticipare le regole per Internet; la politica non si può permettere di subire e poi di lanciare l'allarme. Ritengo che l'opposizione abbia sbagliato a non far cadere il Governo sulla questione dell'Albania perché solo oggi, purtroppo, ci si accorge di come si comportano le sinistre. D'Alema afferma che Bossi è uguale a Haider: non è vero, è una menzogna, è una falsità e D'Alema lo sa! Si tratta di un paragone ignobile del marxismo-leninismo, che non abbandona mai l'idea di criminalizzare gli avversari, chi la pensa diversamente. E non si ferma tale atteggiamento con l'opposizione dopo che le abbiamo regalato, signor Presidente, un regolamento che secondo me è difficile da approvare senza avere un'idea strana della politica e nel quale pare che l'inciucio debba dominare sempre e comunque.
Vediamo quanto la Lega sia maltrattata sulle televisioni e le falsità di cui è oggetto. Sappiamo che gli attacchi che vengono inferti al nostro movimento sono vere e proprie bugie, ma purtroppo, una volta detta la menzogna, non viene mai interpellato qualcuno di noi né i dirigenti della Lega perché espongano la loro posizione. Questa non è par condicio; è impar condicio.
D'Alema ha spazi notevoli, che non vengono calcolati nelle percentuali assegnate ai partiti, mentre alla Lega nord viene attribuito il 2 per cento invece del 5-6 per cento che le spetterebbe e in quel 2 per cento vengono addirittura inseriti gli interventi degli ex leghisti. Questo per dire come si arriva a calcolare percentuali vergognose. Chiaramente ciò è possibile perché il Governo di sinistra lo permette e appoggia tali sistemi, cercando di tacitare l'opposizione.
La differenza di trattamento è esagerata. Siamo pertanto contrari a che una par condicio di questo tipo passi, mentre siamo favorevoli ad una riforma complessiva e globale, che comprenda le televisioni ed i giornali e, soprattutto, la RAI di regime, che esalta solo il padrone di turno (oggi siete voi, domani potrebbe essere qualcun altro), mentre noi preferiamo una RAI libera ed indipendente.
Spero che si provveda a varare una riforma generale e a ridefinire la legge nel suo complesso, senza procedere a pezzi, come si sta facendo attualmente, in modo da avere una visione completa dell'informazione, che sia corretta, equilibrata e la più indipendente possibile.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Parolo. Ne ha facoltà.


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UGO PAROLO. Signor Presidente, intervengo su una questione che ci vede impegnati ormai da alcuni giorni, con una considerazione di fondo. In questi ultimi due anni la Lega nord da sola ha condotto all'interno del Parlamento delle battaglie di opposizione che, almeno per la durata dei tempi, ricordano quella odierna. Purtroppo - sottolineo purtroppo - in quelle occasioni la Lega si trovò da sola su questioni che riteniamo importantissime e che avrebbero potuto se non altro far risparmiare a questo Stato, sempre in cerca di soldi, miliardi e miliardi. Probabilmente, se fossero state vinte, quelle battaglie avrebbero consentito di utilizzare le risorse in modo più corretto e a vantaggio dei nostri cittadini. Voglio ricordare tra tutte la capitalizzazione del Banco di Napoli, che comportò l'esborso, ai danni dei cittadini, di migliaia di miliardi a favore di una banca i cui dirigenti apparivano collusi con il malaffare e con le peggiori gestioni dal punto di vista creditizio.
Voglio ricordare inoltre le migliaia di miliardi spesi anche per il risanamento della Sicilcassa, per il Giubileo, per i vari terremoti con i relativi rifinanziamenti. Ricordo perfettamente un intervento dell'onorevole De Mita, che, con il suo manipolo di parlamentari, tenne in ostaggio il Governo e costrinse ad accettare un emendamento che stanziava 1.000 miliardi per l'Irpinia, non più tardi della scorsa legge finanziaria. Ricordo, poi, il rifinanziamento per gli alloggi, sempre in Irpinia, ed una serie di altri interventi che sono stati magistralmente taciuti all'opinione pubblica e dei quali i nostri cittadini ignorano l'esistenza, salvo il merito per la Lega di essersi opposta ad essi con tutte le proprie forze.
Quelle battaglie, lo ripeto, furono condotte soltanto dalla Lega; oggi, sulla questione in esame, si mobilita tutta l'opposizione. La domanda di fondo, allora, è la seguente: la gente che ci vota condivide questa battaglia, potrebbe condividerla? Potrebbe comprendere il blocco del Parlamento per due, tre, quattro o cinque giorni su una questione come questa? Di primo acchito, verrebbe voglia di rispondere «no», considerate anche le problematiche che ho posto in precedenza; eppure, se facciamo un'analisi attenta, ci rendiamo conto che tale questione è fondamentale per la democrazia.
Visto che ne ho la possibilità ed il tempo, intendo citare un paio di episodi che hanno segnato (uno in particolare) la mia esperienza di parlamentare. Nel 1996-1997 si tentò di convertire in legge un decreto-legge che conteneva disposizioni di ogni genere (si tratta del decreto-legge n. 443 del 1996); tra l'altro, esso stanziava 2.000 miliardi per realizzare un'area industriale da 2.000 posti di lavoro in Basilicata. Vi lascio calcolare da soli il costo pro capite, per ciascun posto di lavoro. Si stanziavano, poi, 300 miliardi per consentire al sindaco di Napoli di acquistare le case più fatiscenti della città, ristrutturarle e poi regalarle agli amici, quelli che votano dalla parte giusta. Ma, cosa ancora peggiore, si prorogava anche la gestione del commissario unico dell'Agensud, che avrebbe potuto gestire - ha tuttora tale possibilità -, in deroga alle norme di contabilità generale dello Stato, qualcosa come 40-50 mila miliardi di contenziosi, probabilmente da lui stesso provocati quando era responsabile della gestione degli impianti idrici del Mezzogiorno.
Inoltre, tale provvedimento prevedeva anche la proroga di sei mesi degli sfratti, questione sulla quale saremmo stati tutti d'accordo anche perché era in itinere l'approvazione della nuova legge in materia. Quel decreto-legge non venne convertito per pochi voti ed il titolo di apertura del TG3 delle ore 19 fu esattamente il seguente: «Voto scandaloso della Lega: bocciato il decreto di proroga sugli sfratti. Migliaia di famiglie in mezzo alla strada». Ricordo che, tornando al mio paese, del quale sono sindaco, una persona che aveva quel problema mi disse: «Mi vergogno di averti votato. Voi della Lega andate a Roma solo a fare casino».
Chiedo: quali strumenti avrei avuto, quali strumenti abbiamo per poterci difendere da una televisione pubblica che,


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in quel caso come in tanti altri, è stata e viene utilizzata semplicemente quale strumento di disinformazione e di propaganda politica? Non abbiamo possibilità di difenderci perché non ci viene data alcuna opportunità di accedere a quel mezzo di comunicazione così efficace, pagato da tutti i cittadini, compresi quelli che votano per la Lega nord, anzi, forse pagato soprattutto da quelli che votano per la Lega nord, purtroppo.
Come si vede, l'informazione è basilare per far capire come vadano effettivamente le cose. Fra pochi giorni, come tutti gli anni, nel mio paese vi sarà una festa degli alpini in ricordo di una battaglia importantissima, quella di Nikolajewka, che nel 1943 consentì ad un battaglione di alpini di tornare in Italia. Un famoso cittadino di questo Stato, illustre e conosciuto a livello nazionale, reduce di quella battaglia, mi ha raccontato che a Nikolajewka c'è una lapide con la quale le autorità russe ricordano la vittoria dell'Armata rossa.
Concludo qui, perché credo che con questo esempio si possa comprendere come l'informazione - ripeto - sia basilare per la democrazia in un paese. Non so se questa legge sia giusta o sbagliata, non so esprimermi con sicurezza al riguardo, ma posso affermare con certezza che è fastidioso se un privato può disporre in modo monopolistico dell'informazione, ma che è certamente inaccettabile e offensivo che una televisione pubblica venga usata solo da una parte politica per fare propaganda (Applausi dei deputati del gruppo della Lega forza nord per l'indipendenza della Padania).

PRESIDENTE. Invito il relatore per la maggioranza ad esprimere il parere della Commissione sugli emendamenti presentati all'articolo 1.

LUIGI MASSA, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti presentati all'articolo 1 contenuti nel fascicolo 1-quater, con due eccezioni.
La prima riguarda l'emendamento Selva 1.55 per il quale, se venisse accolta una riformulazione, la Commissione esprimerebbe parere favorevole. Al comma 2 sostituire le parole da «elettorali» fino alla fine del comma con le seguenti: «per l'elezione del Parlamento europeo, per le elezioni politiche, regionali e amministrative e per ogni referendum».

PRESIDENTE. Onorevole Selva, lei accoglie la riformulazione proposta dal relatore per la maggioranza?

GUSTAVO SELVA. Sì, Presidente, l'accolgo.

PRESIDENTE. Sta bene, onorevole Selva.
Onorevole relatore, prosegua pure nell'espressione del parere.

LUIGI MASSA, Relatore per la maggioranza. La seconda eccezione riguarda l'emendamento Selva 1.46, del quale propongo la seguente riformulazione: «aggiungere nella rubrica le parole: finalità e». Se venisse accolta tale riformulazione, il relatore per la maggioranza esprimerebbe un parere favorevole su tale emendamento.

PRESIDENTE. Onorevole Selva, accoglie tale riformulazione del suo emendamento 1.46?

GUSTAVO SELVA. Sì, Presidente.

PRESIDENTE. Sta bene, onorevole Selva.
Il Governo?

VINCENZO MARIA VITA, Sottosegretario di Stato per le comunicazioni. Il parere del Governo è conforme a quello espresso dal relatore per la maggioranza.

BEPPE PISANU. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BEPPE PISANU. Signor Presidente, ho chiesto la parola sull'ordine dei lavori per


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svolgere due considerazioni che naturalmente prescindono dal merito del provvedimento al nostro esame, ma che per noi sono particolarmente rilevanti e impegnative ed hanno una influenza anche sull'ulteriore prosieguo dei nostri lavori.
Questo provvedimento giunge alla dirittura di arrivo delle votazioni sugli emendamenti dopo un iter parlamentare quanto mai irregolare, contrassegnato da forzature ripetute al regolamento della Camera, un iter fatto di lunghe frenate e di repentine accelerazioni che lo hanno portato, a nostro avviso, al di fuori dei corretti binari costituzionali.
Noi abbiamo denunciato puntualmente tutte queste irregolarità e troveremo la sede e l'occasione per riepilogarle sottolineando come esse siano sempre servite a fare il gioco della maggioranza e a comprimere i diritti dell'opposizione, a comprimerli fino al punto da far venir meno quelle garanzie dell'opposizione che il regolamento, signor Presidente, mette in gran parte nelle sue mani.
Vogliamo che sia chiaro che le concessioni da lei fatte in sede di discussione generale non compensano e non possono compensare in alcun modo la somma delle irregolarità che abbiamo registrato lungo tutto il tortuoso cammino di questo provvedimento.
È inutile nascondersi. Questa vicenda, signor Presidente, pone un serissimo problema sui rapporti tra opposizione e Presidente della Camera in quanto massimo garante dei diritti dell'opposizione. Problemi ancor più gravi - vengo alla seconda e conclusiva considerazione - questa vicenda pone in ordine al rapporto maggioranza-opposizione.
Sia ben chiaro, noi non ci siamo mai illusi di poter modificare nella sostanza questo provvedimento (non si possono, come si dice, raddrizzare le gambe ai cani), ma abbiamo avuto sempre cura di evitare che nel confronto su una materia delicata come questa si producessero rotture irreparabili tra maggioranza e opposizione.
Venerdì scorso, con una dichiarazione meditata del presidente Berlusconi, noi abbiamo fatto appello al comune senso di responsabilità, ricordando che la disciplina della propaganda elettorale rientra a pieno titolo tra le regole fondamentali della competizione democratica; proprio per questo abbiamo sostenuto che essa non può essere riservata al giudizio unilaterale di maggioranze mutevoli. In una vera democrazia le regole debbono essere largamente condivise e di certo non possono essere imposte dalla maggioranza a suo vantaggio e a danno dell'opposizione. Maggioranza e opposizione insieme devono concorrere a definirle. Oggi questa possibilità viene negata da una maggioranza parlamentare a noi che siamo una larga opposizione, forse maggioranza nel paese. Rendiamoci conto che una interruzione così arbitraria del dialogo sulle regole rischia di diventare, come sta diventando, irreparabile.
Le chiedo un altro minuto, Presidente, tanto più perché non parlerò più.
Proprio perché eravamo e siamo perfettamente consapevoli delle conseguenze che può produrre questa rottura, proprio per questo abbiamo ripetutamente sollecitato la maggioranza, anche in questi giorni fino a stamattina, a tener conto anche di qualcuna delle nostre proposte e comunque a limitare l'applicazione di una legge nata così male alla sola competizione per le prossime elezioni regionali.
Non avete sentito ragione; non avete ascoltato neppure le esortazioni più alte e responsabili che anche a noi sono arrivate; non vi siete mossi di un millimetro dalla difesa settaria delle ragioni della maggioranza; avete tranquillamente imposto quella che i padri della democrazia chiamavano tirannide della maggioranza.
Per voi, prima sono venuti gli interessi della maggioranza, poi le regole del gioco democratico; prima il vostro gioco, poi la regola.

PRESIDENTE. Onorevole Pisanu, deve concludere.

BEPPE PISANU. In questa occasione, concretamente, ci avete negato la possibilità di concorrere alla definizione di una


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regola fondamentale per lo svolgimento corretto del gioco democratico: quella che riguarda la comunicazione politica. Ne prendiamo atto, ma anche voi, colleghi della maggioranza, prendete atto che così facendo vi assumete la responsabilità di spezzare definitivamente il filo dei rapporti tra maggioranza e opposizione in ordine alle regole ed alle riforme, di spezzarlo per ora, per domani e sino alla fine della legislatura (Commenti dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e dei Popolari e democratici-l'Ulivo)!
Andate pure avanti a colpi di maggioranza: nella migliore delle ipotesi, riuscirete a produrre regole non condivise, destinate ad inquinare il gioco democratico. Ma l'eventualità più certa è che non andrete lontano (Commenti dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo), perché ben presto vi accorgerete che non basta neppure la più sorda inimicizia verso l'opposizione per tenere unita una maggioranza esigua e scombinata, come la vostra: un regime intollerante, prima o poi, scoppia (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza nazionale e misto-CCD)!

PRESIDENTE. Presidente Pisanu, lei ha posto due tipi di questione: uno riguarda i rapporti tra opposizione e maggioranza, l'altro riguarda i rapporti tra opposizione e Presidente in ordine ai diritti dell'opposizione.
Ieri, onorevole presidente, ho fornito i dati oggettivi: su questo, non vi è stata alcuna contestazione. Ribadisco che, per quanto riguarda la responsabilità del Presidente della Camera su tutto ciò che costituisce statuto dell'opposizione (tempi di calendario, tempi di programma, tempi di discussione, proposte di legge discusse, risposte agli strumenti ispettivi, question time, testi alternativi e tempi di contingentamento), i diritti sono stati non solo rispettati ma anche garantiti ulteriormente rispetto a quanto stabilisce il regolamento. Aspetto di essere smentito, onorevole Pisanu, ed avendo grande stima per lei e per i colleghi che pongono legittimamente queste questioni vorrei che qualcuno mi contestasse i dati che ho presentato. Credo, se mi permette, che questo sia il modo corretto per impostare un rapporto tra opposizione e Presidenza della Camera.

Una voce dai banchi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo: Non possono, sono bugiardi!

GUSTAVO SELVA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GUSTAVO SELVA. Signor Presidente, per chi come me crede profondamente nel sistema parlamentare, l'intervento brevissimo che mi accingo a svolgere non è facile: non lo è, innanzitutto, perché devo rivolgermi anch'io a lei, signor Presidente, non perché io non creda alle cifre che lei ci ha esposto; ma lei sa che le cifre sono soggette anche ad un'interpretazione, che naturalmente ci riserviamo di fare, perché non è che non prendiamo in considerazione le cifre; tuttavia, i numeri che indicano soltanto le proposte di legge dell'opposizione che sono state inserite in calendario e non, per esempio, il valore e l'importanza del progetto di legge ora in esame, chiaramente, non possono essere esaustivi.
Non è, comunque, su questo punto che ho voluto prendere la parola, con estrema pacatezza, signor Presidente; piuttosto, l'ho voluta prendere per rivolgermi davvero alla maggioranza che sostiene questo Governo. Essa ha ritenuto di dover presentare, dopo circa quattro anni di legislatura, alla vigilia delle elezioni regionali ed in previsione delle elezioni politiche che si svolgeranno l'anno prossimo, un disegno di legge per assicurare, come indica il titolo, la parità di accesso e di condizioni nelle trasmissioni radiotelevisive e nella comunicazione in generale.
Gli interventi che abbiamo svolto in questa sede sono stati di merito, con riferimento all'articolo 1 ed ai relativi emendamenti. Credo che, da ogni punto di


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vista - sia dal mio di politico e giornalista, che vede ciò che può essere fatto per assicurare il massimo d'informazione obiettiva in campagna elettorale, sia da quello di coloro i quali hanno analizzato, invece, la componente economico e finanziaria, per così dire, del rapporto con le televisioni e le radio locali - si possa dire che si è lavorato anche sollecitati dalle provocazioni del sottosegretario Vita. Egli ci ha detto che, invece di fare manifestazioni davanti a Montecitorio, è necessario parlare dentro l'aula di Montecitorio. Abbiamo parlato dentro l'aula di Montecitorio e mi pare che ciò non sia stato sufficientemente apprezzato da quella parte del nostro Parlamento.
Signor Presidente, la verità è che, oltre al danno, proprio poco fa, lei ha comunicato anche la beffa; a proposito dei due emendamenti che portano come prima firma la mia, infatti, sono state fatte proposte che riguardano l'uno una «e» e l'altro un perfezionamento del termine «referendario» da sostituire con «referendum presentati». Mi pare che accontentare l'opposizione con una «e» e con un miglioramento linguistico non sia davvero un apprezzamento per lo sforzo che noi abbiamo fatto (Applausi dei deputati dei gruppi di Alleanza nazionale e Forza Italia).
Signor Presidente, perché ci rivolgiamo con questa forza e con questa energia alla maggioranza? Crediamo nel sistema bipolare, lo vogliamo perfezionare, ma vogliamo anche che vi sia un comune filo che unisce la maggioranza e l'opposizione quando si tratta delle regole che dobbiamo darci per condurre la campagna elettorale, come in questo caso, o per l'eventuale nuova legge elettorale, che noi auspichiamo nasca anche con il contributo di quel referendum che abbiamo ripresentato.
Ebbene, tutto questo non è stato tenuto minimamente in considerazione: siete venuti qui con un provvedimento «blindato», avete visto Rifondazione comunista traballare, avete visto le riserve dei socialisti su quel testo di legge e avete acconsentito anche, onorevole Presidente del Consiglio, onorevoli ministri - chiedendo pause che vi abbiamo concesso -, a ciò che vi veniva chiesto da Rifondazione comunista e dai Socialisti, mentre di ciò che chiedeva l'opposizione, ciò che chiedevano coloro che rappresentano la metà di questo Parlamento, e probabilmente, anzi quasi sicuramente, la maggioranza del paese, ve ne siete sonoramente infischiati (Commenti dei deputati del gruppo dei Popolari e democratici-l'Ulivo).
Questa è la ragione per la quale - e concludo, signor Presidente - associandomi alla posizione rispettosa del valore forte del Parlamento e della democrazia parlamentare, noi diciamo che la strada che avete preso è sbagliata, perché anche ciò che potrebbe eventualmente essere fatto oggi nel rapporto tra maggioranza e opposizione, al fine di modificare alcune regole, in futuro diventerà impossibile. Vi siete avviati sulla strada dell'autosufficienza, della presunzione, dell'arroganza; noi vi risponderemo democraticamente, con la stessa fermezza, con la stessa forza, per fare rilevare che il paese guarda a noi come prova e garanzia della democrazia parlamentare (Applausi dei deputati dei gruppi di Alleanza nazionale e di Forza Italia - Congratulazioni).

VINCENZO ZACCHEO. Bravo!

MARCO FOLLINI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARCO FOLLINI. Signor Presidente, non solo per temperamento, ma anche per convinzione politica, sono tra coloro che provano disagio ad alzare la voce della polemica, tuttavia sento di dire e di sottolineare che, emendamento dopo emendamento, sta per essere votato un provvedimento che non porterà in sé neppure una riga, neppure un aggettivo che rappresenti il contributo dell'opposizione.
Questo provvedimento è tenuto sotto scacco da frammenti della maggioranza; esso appare ai nostri occhi come un


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decreto mascherato e, poiché stiamo parlando di regole, si pone un problema politico, ma soprattutto istituzionale.
Forse ci si aspettava oggi, in questi giorni, in queste ore, una opposizione chiassosa e clamorosa, che potesse facilmente essere demonizzata e ridicolizzata. Noi abbiamo messo in campo un'opposizione tenace, che conserva però forte il valore del senso complessivo del paese. Se vi è una volontà di rottura, ravviso tale volontà tutta intera dalla parte della maggioranza.
Per questo vi dico, vi diciamo che rischia di rompersi, che si sta pericolosamente logorando e consumando una corda importante, che lega le forze politiche tra loro e lega il complesso della politica al paese: è questo il senso del nostro ultimo appello e della nostra preoccupazione, che non riguarda solo la controversia politica su un provvedimento, ma riguarda regole del gioco fondamentali, che la maggioranza ha ritenuto di scrivere da sola a proprio uso e consumo. Ciò produce una ferita nel rapporto tra maggioranza e opposizione: noi non abbiamo prodotto questa ferita, ma l'abbiamo subita e la denunciamo (Applausi dei deputati dei gruppi misto-CCD, di Forza Italia e di Alleanza nazionale).

MARCO TARADASH. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARCO TARADASH. Signor Presidente, in queste ore si sta consumando un dramma parlamentare, cari colleghi (Commenti dei deputati del gruppo dei Popolari e democratici-l'Ulivo): è un dramma, ma è parlamentare e, quindi, rientra nelle regole del gioco che ci siamo dati e che fanno forte una democrazia.
Non affronterò la questione di metodo, se non per rifiutarla, ma entrerò nel merito della legge che viene proposta all'attenzione dell'Assemblea. A differenza dei colleghi che mi hanno preceduto, non credo che sia una ritorsione quella di interrompere i rapporti sulle questioni fondamentali delle regole, nel senso che ritengo che le regole vadano votate con una ampia convergenza, se ciò è possibile, ma che esse debbano essere votate anche a colpi di maggioranza, se una maggioranza ha una qualità liberale da proporre contro la qualità illiberale dell'opposizione. Nei compromessi al centro molto spesso si raccoglie il peggio degli estremismi e tante volte ciò è successo nel nostro paese.
Non mi preoccupa, quindi, il metodo; mi preoccupa il merito, il fatto che voi proponiate una legge che contiene due strumenti: il primo è la cancellazione degli spot, non la par condicio della propaganda elettorale, ma la sua cancellazione. Noi abbiamo presentato emendamenti che stabilivano le condizioni per tutti per partecipare alla pubblicità elettorale: limite di affollamento orario e obbligo per tutte le emittenti di garantire a tutti lo stesso spazio da utilizzare in campagna elettorale. Voi avete detto «no» alla par condicio, perché voi dite «no» alla pubblicità elettorale, ritenendo che sia molto meglio che la comunicazione politica passi attraverso strumenti che voi credete di poter controllare direttamente o indirettamente (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza nazionale).
Il secondo aspetto - che si collega al primo, è coerente con esso e lo rafforza - è una strumentazione della propaganda elettorale gratuita, fatta in modo che ogni soggetto politico abbia lo stesso spazio di un altro. Ciò non significa ripartizione secondo il modello elettorale degli spazi, per mettere tutti ai nastri di partenza in condizioni eguali, come noi proponiamo e come purtroppo non propone il Polo, ma significa, al contrario, che viene premiata la tendenza alla frammentazione, a «riproporzionalizzare» il sistema politico, in modo che qualsiasi soggetto politico avrà lo stesso spazio degli altri ed ogni schieramento sarà necessariamente costretto dal sistema che voi proponete a frammentarsi al suo interno, ad avere non tre, ma sei soggetti e, per voi, non sei, ma dodici soggetti.


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Questo è il virus tremendo che volete inserire con questa legge anche nel sistema elettorale e in quello istituzionale nel suo complesso!

PRESIDENTE. Onorevole Taradash, deve concludere.

MARCO TARADASH. Concludo, signor Presidente. Ho illustrato il merito di una proposta illiberale e dirigista, che nega la par condicio ed offre un privilegio a coloro che più sono divisi; si tratta di una proposta che alimenterà nel nostro paese l'ingovernabilità e l'incapacità di costruire riforme liberali (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza nazionale).

DANIELE ROSCIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DANIELE ROSCIA. Signor Presidente, mi sembra che gli interventi che mi hanno preceduto fossero pretestuosamente sull'ordine dei lavori, avendo in realtà un intento ostruzionistico; ciò è legittimo, ma mi preoccupo per il prosieguo dei lavori. Se dopo l'esame di ciascun emendamento, il Presidente consentisse un intervento sull'ordine dei lavori, permettendo al deputato di svolgere argomentazioni che non hanno nulla a che fare con l'ordine dei lavori, se non per aspetti marginali, ci dovremmo preoccupare per il seguito dei lavori.
Questa mattina, abbiamo discusso della possibilità per tutti, come per il sottoscritto, di intervenire; ora però stiamo rubando il tempo e strumentalizzando la posizione che, tra l'altro, non è di tutti i gruppi dell'opposizione. Ciò sia ben chiaro. Appartengo ad una piccola minoranza alternativa al centrosinistra e a questa maggioranza; condividiamo una parte di questo provvedimento, che sosterremo; gradiremmo che al posto di questo disegno di legge, si definisse davvero una democrazia in cui non vi fosse un duopolio; tuttavia, signor Presidente, lei è responsabile dell'andamento del dibattito e, pertanto, riterrei che nel prosieguo dei nostri lavori si attenesse a quanto è stato stabilito con il contingentamento dei tempi. Diversamente, i 14 minuti a mia disposizione (tra l'altro, ringrazio i colleghi per avermeli concessi) non potrebbero essere utilizzati proficuamente. Non possiamo consentire che con il contingentamento si sviliscano i tempi e la posizione dei gruppi.

PRESIDENTE. Onorevole Roscia, vorrei precisarle che, poiché il presidente Pisanu aveva chiesto di intervenire - comunque fosse stata definita la questione dei tempi - prima di cominciare le votazioni mi è sembrato corretto, per una ragione di equilibrio politico, dargli la parola. Così anche per il collega Selva ed il collega Follini. D'altra parte, i colleghi del Polo sanno che i tempi a loro disposizione sono assolutamente esauriti sotto ogni profilo e, quindi, non potrò più dare loro la parola.

ANTONELLO SORO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANTONELLO SORO. Signor Presidente, interverrò brevemente perché sono state fatte affermazioni molto gravi e credo che sia giusto, al di là della discussione di merito, che non rimanga agli atti l'accusa alla maggioranza di aver esercitato una violenza sull'opposizione nel dibattito di questi giorni.
Nel merito, mi limito a registrare che nel corso dell'esame da parte del Senato e della Camera, il testo del Governo è stato largamente rimaneggiato con l'accoglimento di tutte le proposte che la maggioranza ha ritenuto di dover accogliere. Si è denunciata come arrogante e autosufficiente la pretesa di conservare le nostre ragioni e di difenderle; si è considerata come arrogante e autosufficiente la pretesa, da parte della maggioranza, di esercitare i suoi diritti e i suoi doveri e di voler concludere il corso legislativo di un


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provvedimento nel quale abbiamo riposto e riponiamo tanto interesse quanto ve ne ripone l'opposizione.
La divergenza di giudizio è il sale della democrazia, ma è una strana idea della democrazia quella che vuole che l'opposizione possa svolgere per intero la sua parte e possa veder tutelati i propri diritti, mentre la maggioranza non ha il diritto elementare di arrivare fino in fondo, nell'approvazione di una legge.
In questi giorni il Presidente della Camera ha concesso, secondo una prassi ed una discrezione che non sempre trovano il consenso della maggioranza, il raddoppio (e forse più) dei tempi attribuiti con il contingentamento all'opposizione. Non credo che questa sia una violazione delle regole del Parlamento. Ritengo che dobbiamo rivendicare e chiedere al Presidente che siano tutelati anche i diritti e i doveri di tutti i deputati della maggioranza e di tutti i deputati della Camera che vogliono liberamente esprimere, con il loro voto, un giudizio sul testo in esame (Applausi dei deputati dei gruppi dei Popolari e democratici-l'Ulivo, dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e dei Democratici-l'Ulivo).

ELIO VITO. Chiedo di parlare per un richiamo al regolamento.

PRESIDENTE. Colleghi, per i richiami al regolamento erano previsti 10 minuti, che poi sono diventati 60. Pertanto le darò un minuto, onorevole Vito: mi spieghi cosa intende dire (Commenti dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e Popolari e democratici-l'Ulivo).
Io devo garantire, onorevole Vito, come è stato qui ricordato, anche il diritto alla deliberazione.

ELIO VITO. Io sollevo la questione, Presidente, decida lei se darmi o meno la parola: poco fa, replicando al presidente Pisanu, lei ha detto che il suo atteggiamento e l'andamento dei lavori della Camera in questa legislatura attraverso i dati che lei ha comunicato dimostrano non solo che lo statuto dell'opposizione è stato rispettato, ma addirittura che abbiamo avuto più di quello che ci spettava.

ANTONIO SODA. Anche adesso stai parlando in più!

ELIO VITO. Lei ha detto: «Se siete in grado di dimostrare il contrario, ditelo». Ebbene, Presidente, io credo di poter ...

PRESIDENTE. No, no, no, mi scusi. Io ho detto «aspetto di essere smentito», non ho detto «se siete in grado...».

ELIO VITO. Ebbene, Presidente, io credo di poterla smentire: ora, decida lei se darmi la parola per poterla smentire, dimostrando puntualmente come lo statuto dell'opposizione non sia stato rispettato in questa legislatura e nell'esame di questo provvedimento.

PRESIDENTE. Onorevole Vito, le darò la parola alla fine della seduta (Commenti dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza nazionale).

ROSANNA MORONI. Domani!

MAURO PAISSAN. Domani sera!

ELIO VITO. Anche alla fine della legislatura!

PAOLO ARMAROLI, Relatore di minoranza. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PAOLO ARMAROLI, Relatore di minoranza. Signor Presidente, nella mia veste di relatore di minoranza credo di dover parlare prima che si passi alla votazione del primo emendamento relativo all'articolo 1. Mi consenta, però, di esprimere la mia preoccupazione: nella tribuna stampa vedo dei giornalisti e non vorrei che dopo le alate parole degli autorevolissimi colleghi della maggioranza, che hanno parlato testé, e dopo le altrettanto alate parole del Presidente della Camera, gli amici giornalisti arrivassero alla conclusione


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che in questi due anni è stata l'opposizione a conculcare i diritti della maggioranza (Applausi polemici dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

DOMENICO IZZO. È vero, è vero!

ANTONIO SODA. È proprio così, anche adesso!

PAOLO ARMAROLI, Relatore di minoranza. È proprio così? Bravo Soda, bravo!

PRESIDENTE. Colleghi, non c'è bisogno di comportarsi così.
Prego, onorevole Armaroli.

PAOLO ARMAROLI, Relatore di minoranza. Credo, Presidente, che sia arrivato il momento di lanciare una sfida civile e salvifica all'onorevole D'Alema.

PAOLO PALMA. Salvifica, addirittura!

PRESIDENTE. Questo «salvifica» nei confronti di D'Alema mi interessa!

PAOLO ARMAROLI, Relatore di minoranza. Salvifica per D'Alema!
Il Presidente del Consiglio, ancora ieri, alla radio ha affermato che questo provvedimento sulla par condicio sarebbe la trasposizione sul piano nazionale - ho potuto ascoltare le sue precise parole - della normativa europea. Ciò non è assolutamente rispondente al vero: al contrario, questo è un provvedimento eversivo dell'ordine costituzionale, non garantirà affatto la par condicio e sarà inapplicabile. Aggiungo anche un'altra cosa, e mi rivolgo ai colleghi della maggioranza: non vorrei, visto che siamo in Italia e tutti siamo fantasiosi, che il presidente del mio partito, onorevole Gianfranco Fini, mi consigliasse - io sono eletto in Liguria - di presentare a La Spezia «Alleanza nazionale per La Spezia», a Genova «Alleanza nazionale per Genova», a Savona «Alleanza nazionale per Savona» e a Imperia «Alleanza nazionale per Imperia».

LUIGI MASSA, Relatore per la maggioranza. Meno male che le province sono solo quattro!

PAOLO ARMAROLI, Relatore di minoranza. Il paradosso, infatti, è che dividendosi ci si moltiplica, alla luce di questa legge. Ma se, per ipotesi, i colleghi DS, che sono anch'essi particolarmente fantasiosi, facessero in Liguria una cosa del genere, noi potremmo scatenare la nostra fantasia e per La Spezia presentare «Alleanza nazionale per La Spezia - caccia e pesca», poi «Alleanza nazionale per La Spezia per gli artigiani», «per i commercianti», «per i piccoli industriali», e così via. La mia è una dannata ipotesi: avremmo la moltiplicazione dei pani e dei pesci e ci copriremmo di ridicolo di fronte ad un'opinione pubblica che non ne può più dei giochi e dei giochetti della politica (Commenti dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e dei Popolari e democratici-l'Ulivo).

DOMENICO IZZO. Basta!

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia.

PAOLO ARMAROLI, Relatore di minoranza. Se le affermazioni del Presidente del Consiglio non sono rispondenti al vero, non oso neppure pensare, per il rispetto che si deve alle istituzioni prima ancora che alla sua persona, che l'onorevole D'Alema menta sapendo di mentire (Commenti dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e dei Popolari e democratici-l'Ulivo), perché, come Bruto - lo dico senza ironia -, egli è uomo d'onore.
Amo pensare invece che per ragioni di bilancio l'onorevole D'Alema abbia ridotto all'osso il suo ufficio stampa. Amo pensare che non disponga di uno straccio di ufficio studi e che, per soprammercato, in questi giorni, il segretario generale di palazzo Chigi, il dottor De Joanna, si sia beccato l'influenza (Proteste dell'onorevole Soda - Commenti dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e dei Popolari e democratici-l'Ulivo).


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PRESIDENTE. Colleghi, smettetela! L'onorevole Armaroli è relatore di minoranza: ha quindici minuti durante i quali può dire quello che vuole.

GIANFRANCO MICCICHÈ. Intolleranti!

PAOLO ARMAROLI, Relatore di minoranza. Questo conforterà i giornalisti del parere contrario rispetto a quello a cui sarebbero potuti arrivare in precedenza. Questa è intolleranza, questa è violenza (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale - Proteste dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e dei Popolari e democratici-l'Ulivo)!

PRESIDENTE. Adesso non esageriamo!

PAOLO ARMAROLI, Relatore di minoranza. D'altra parte, indaffarato com'è a tenere unita con lo spago la sua maggioranza parlamentare, non può sapere tutto di tutto: del resto, lo capisco. Quando facevo il professore universitario (Commenti dei deputati del gruppo dei Popolari e democratici-l'Ulivo)...

LUIGI MASSA, Relatore per la maggioranza. Bei tempi!

PAOLO ARMAROLI, Relatore di minoranza. ...sapevo tutto su niente, non fosse altro che per il fatto che gli articoli della Costituzione sono soltanto 139. Ora che sono deputato ho invece l'obbligo di sapere niente su tutto.
Poiché lo stesso signor Presidente del Consiglio, lo stesso sottosegretario Vincenzo Vita e, da ultimo, ma non per importanza, l'onorevole Castagnetti, in questi giorni fino alle ultime ore, si sono detti, a parole, aperti alle proposte ragionevoli dell'opposizione...

GABRIELE FRIGATO. Legatelo! Fermatelo!

PAOLO ARMAROLI, Relatore di minoranza. ...la mia salvifica proposta e sfida all'onorevole D'Alema è la seguente. Il Presidente del Consiglio vuole davvero essere europeo?

DOMENICO IZZO. Sì!

GABRIELE FRIGATO. Sì!

PAOLO ARMAROLI, Relatore di minoranza. Il signor Presidente del Consiglio intende non essere una mosca bianca (Dai banchi dei deputati del gruppo dei Popolari e democratici-l'Ulivo si grida: «No!») che inevitabilmente si tingerebbe di rosso, non fosse altro che per l'accordo stipulato con Rifondazione comunista (Commenti dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e dei Popolari e democratici-l'Ulivo - Applausi polemici dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, dei Popolari e democratici-l'Ulivo, dei Democratici-l'Ulivo e misto-Rifondazione comunista-progressisti - Dai banchi dei deputati del gruppo dei Popolari e democratici-l'Ulivo si grida: «Bravo! Bis!»)?

PRESIDENTE. No, il bis no, per cortesia.
Onorevole Armaroli, la prego di concludere.

PAOLO ARMAROLI, Relatore di minoranza. L'onorevole D'Alema non deve fare altro che una telefonata interurbana, anzi una telefonata internazionale. Può scegliere di farla al suo amico Tony Blair, Premier britannico, o al Cancelliere tedesco Gerard Schroeder, ambedue facenti parte dell'Internazionale socialista, democratici a tutto tondo, e farsi inviare le disposizioni in vigore, farle tradurre in buon italiano...

GABRIELE FRIGATO. Tempo!

PRESIDENTE. Onorevole Armaroli, mi permetto di suggerirle di concludere.

PAOLO ARMAROLI, Relatore di minoranza. Sono già trascorsi quindici minuti?


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PRESIDENTE. No, ma credo che stia terminando la pazienza di molti colleghi sia da questa sia dall'altra parte (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, dei Popolari e democratici-l'Ulivo, misto-Rifondazione comunista-progressisti e misto-UDEUR).

PAOLO ARMAROLI, Relatore di minoranza. Questo è offensivo, Presidente!

GIANFRANCO MICCICHÈ. Presidente, solo da quella parte (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza nazionale).

PRESIDENTE. Da tutte le parti (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, dei Popolari e democratici-l'Ulivo, misto-Rifondazione comunista-progressisti, misto-UDEUR)!

GIANFRANCO MICCICHÈ. L'impazienza è solo da quella parte!

PAOLO ARMAROLI, Relatore di minoranza. Stavo dicendo che il Presidente del Consiglio dovrà farle tradurle in buon italiano e adottare un decreto-legge nel giro di un paio di settimane.
Ritengo che l'opposizione, in questo caso, non farebbe le barricate. Presidente D'Alema, ci sta?

GABRIELE FRIGATO. No!

PAOLO ARMAROLI, Relatore di minoranza. Se dirà di sì, potrà vantarsi di essere europeo; se dirà no vorrà dire che intende rimanere una mosca bianca e rossa (Commenti). Per queste ragioni, signor Presidente, chiedo la sospensione della seduta per avere una risposta dal signor Presidente del Consiglio (Applausi polemici dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, dei Popolari e democratici-l'Ulivo, misto-Rifondazione comunista-progressisti, misto-UDEUR).

PRESIDENTE. Credo che non sia possibile.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Romani 1.295 e Garra 1.100, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 465
Votanti 464
Astenuti 1
Maggioranza 233
Hanno votato
sì 175
Hanno votato
no 289.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul testo alternativo del relatore di minoranza, onorevole Armaroli, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 491
Votanti 489
Astenuti 2
Maggioranza 245
Hanno votato
sì 190
Hanno votato
no 299.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul testo alternativo del relatore di minoranza, onorevole Follini, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 498
Votanti 496
Astenuti 2
Maggioranza 249
Hanno votato
sì 193
Hanno votato
no 303.


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Passiamo alla votazione dell'emendamento Calderisi 1.60.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Calderisi. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE CALDERISI. Signor Presidente, con questo emendamento proponiamo nuovamente un nostro provvedimento di legge con il quale si garantisce una effettiva parità di opportunità, la par condicio, per quanto riguarda la comunicazione politica e gli spot. Questo provvedimento è un esempio di come può essere una regolamentazione davvero liberale perché prevede la possibilità, anche per la pubblicità e per gli spot, di meccanismi non dirigisti, con tetti di spesa e indici di affollamento.
Per quanto riguarda la propaganda politica e la comunicazione politica in campagna elettorale, si propone un criterio che tiene conto del sistema elettorale. Ad esempio per le elezioni politiche, qualora rimanesse la legge attuale, si propone che tre quarti dei tempi siano dedicati alle coalizioni che competono per il governo del paese e un quarto alle liste, in modo da diminuire la disparità, che è veramente inaccettabile, tra coalizioni che hanno dieci liste, coalizioni che ne hanno tre e coalizioni che, compiendo lo sforzo di superare la frammentazione, ne hanno una sola.
Si propone, dunque, una diversa regolamentazione, un principio liberale diverso sia da quello che propone il Polo, che chiede un meccanismo non accettabile, illiberale, perché tiene soltanto conto della «presenza» nelle assemblee elettive, prima del voto (questo sistema avrebbe peraltro escluso Forza Italia dalla campagna elettorale del 1994), sia da quello voluto dalla maggioranza che, dando un consistente spazio alle liste, porta avanti una proposta di parte inaccettabile perché favorisce nettamente le coalizioni più frammentate.
Per tale motivo chiediamo ai colleghi di votare a favore del nostro emendamento.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Roscia. Ne ha facoltà.

DANIELE ROSCIA. Voteremo contro l'emendamento Calderisi 1.60. Conosciamo il contesto in cui opera la comunicazione, il duopolio Mediaset-RAI, e conosciamo i danni che esso provoca. In questi giorni, vanno in onda trasmissioni pre-elettorali e forze di opposizione quali la Lega forza nord per l'indipendenza della Padania saranno ospiti nel talk show di Bruno Vespa al quale però non saranno ammesse altre forze di minoranza come la nostra. Non vi sarà, pertanto, un confronto e bisognerebbe chiedersi dove sia l'illiberalità. Ciò vale anche per la RAI che voi, amici della maggioranza, difendete strenuamente (Applausi del deputato Comino).
Vorrei dire a Calderisi che la proposta del Polo - che sta perdendo questo confronto - è di offrire il privilegio di un maggior tempo gratuito alle grosse formazioni della maggioranza e dell'opposizione per gli spot e la campagna elettorale. Questo sarebbe il risultato! Berlusconi, imprenditore affermato, realizza 40.000 miliardi di fatturato (come si legge oggi ne Il Sole 24 Ore), non è l'ultimo arrivato! Ha costruito il suo impero finanziario sulla comunicazione e sta veramente intaccando la libertà dei cittadini (Commenti del deputato Filocamo - Applausi del deputato Comino e dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo)!
Di fronte a questa situazione mi viene da ridere a vedere colleghi che hanno militato nel partito radicale che si vanno ad omologare a questa formazione politica. Mi rivolgo anche ai colleghi di Alleanza nazionale che si fanno abbindolare: oggi stanno «scaricando» qualcun altro, ma domani toccherà a voi (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici-l'Ulivo)! Sì, farete pure uno spot, ma loro ne faranno 99 per annullarvi! Non si tratta di Cossiga o del Trifoglio, ma della vostra libertà. Approviamo una normativa che modifichi radicalmente la situazione perché questa legge sicuramente non darà


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alcun elemento di libertà, ma solamente la forza ai cittadini di non andare a votare. Solo questo sarà il risultato, anche se questa legge sarà approvata (Applausi del deputato Comino).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Caparini. Ne ha facoltà.

DAVIDE CAPARINI. L'emendamento dell'onorevole Calderisi non è certamente migliore della legge che stiamo per votare. Annuncio, pertanto, il voto contrario della Lega forza nord...

DOMENICO IZZO. Per l'indipendenza della Padania!

DAVIDE CAPARINI. Sicuramente, collega, per l'indipendenza della Padania, sempre!

ANTONIO SAIA. Tra due mesi ci dovrete rinunciare all'indipendenza (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, dei Popolari e democratici-l'Ulivo e dei Democratici-l'Ulivo)!

DAVIDE CAPARINI. Il discorso è molto semplice. Ci troviamo di fronte ad una proposta alternativa che non fa altro che peggiorare il duopolio esistente e che è assolutamente sbilanciata a favore dell'emittenza privata rappresentata, in questo caso, dalle reti Mediaset.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Taradash. Ne ha facoltà.

MARCO TARADASH. Signor Presidente, sono pronto ad accettare lezioni di qualsiasi genere anche dal collega Roscia, vorrei però che almeno leggesse il contenuto della proposta. Si ricordi che, con il meccanismo attuale di ripartizione del finanziamento pubblico, basta prendere l'1 per cento alle elezioni politiche per avere 4 miliardi di rimborsi elettorali sufficienti per pagare qualche spot. In primo luogo la proposta dell'onorevole Calderisi dice che a tutti coloro che vogliano utilizzare lo strumento dello spot, in tutte le emittenti è riservato uno spazio uguale. In secondo luogo, la proposta afferma che a tutti coloro che si candidano, ad esempio, alle elezioni politiche con il sistema attuale per governare il paese, vale a dire nella quota maggioritaria da cui è espresso il 75 per cento degli eletti, è data la possibilità di gareggiare in televisione per il 75 per cento del tempo; a tutti - lo ripeto - indipendentemente dalla grandezza di partenza, ma solo in vista del risultato. Noi diciamo che non si garantisce la fotografia del Parlamento di oggi in vista del domani. A tutti coloro che hanno qualcosa di nuovo da dire al paese ed hanno la capacità di presentare liste sul territorio nazionale deve essere assicurato di poterlo fare ad armi pari.
Ricordo che il Polo nel 1995 sottoscrisse questa proposta di legge. In quella data il Polo aveva ancora memoria di quello che era accaduto il 27 marzo 1994, ossia una proposta liberale fatta al paese per rinnovare i contenuti delle politiche e le regole del gioco. Questa è una proposta che garantisce tutti allo stesso modo e che dà ai cittadini la possibilità di esprimere un giudizio consapevole, a differenza di tutte le altre proposte - non si confonda, collega Roscia - oggi in discussione, presentate dalle altre parti politiche.
Mi auguro quindi di potermi sempre confrontare sulle coerenze con chiunque, collega Roscia, ma, per favore, confrontiamoci anche sui contenuti delle coerenze e non sui sentito dire.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Calderisi 1.60, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).


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(Presenti 489
Votanti 488
Astenuti 1
Maggioranza 245
Hanno votato
sì 170
Hanno votato
no 318).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Frattini 1.62.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Romani. Ne ha facoltà.

PAOLO ROMANI, Relatore di minoranza. Quello in esame è un emendamento cosiddetto programmatico, cioè completamente sostitutivo del testo. Al di là del profondo convincimento che, come la maggioranza ben sa, ci appartiene sul fatto che in questo paese debba esservi libertà di informazione sui contenuti e sui programmi della politica, il problema di questi giorni si pone sostanzialmente su un dato di fatto, sulla impar condicio sanzionata, ratificata, certificata dall'osservatorio di Pavia per quanto riguarda l'informazione nelle televisioni.
Probabilmente qualcuno di voi ricorderà le segnalazioni, le denunce che abbiamo fatto per quanto riguarda il primo periodo dell'anno scorso. Se però qualcuno di voi si è tolto lo sfizio ed ha avuto la pazienza di fare i conti sui dati che sono pervenuti, riferiti all'ultimo trimestre del 1999, avrà verificato che su 15 mila minuti riservati alla comunicazione della politica, di qualsiasi genere essa sia (dai telegiornali ai programmi di intrattenimento, agli stessi spot), 9.662 - pari quindi ai due terzi - sono stati riservati ad esponenti della maggioranza. Questo è il problema e su questo problema abbiamo costruito l'emendamento adesso alla vostra attenzione.
È ovvio e ci sembra legittimo da parte nostra che possa esservi la richiesta di altro, di una comunicazione diversa. Ecco il motivo per cui abbiamo chiesto che vi fosse la possibilità di propaganda e pubblicità, che consentisse ai cittadini di essere informati sui contenuti e sui programmi dei partiti, ma questo non è possibile. Il provvedimento in esame ha certificato un meccanismo talmente complicato che impedirà completamente la propaganda e la pubblicità e quindi rimane solo quella che viene enunciata come comunicazione politica. Tale comunicazione politica, però, così come viene espressa, malgrado da parte del Governo e nelle proposte del relatore si sia spesso fatto riferimento alla normativa europea, nulla ha a che fare con quella normativa. Voglio fare riferimento solo a due grandi paesi di democrazia occidentale avanzata. Secondo il dossier del servizio studi della Camera, in Germania, ad esempio, la comunicazione politica avviene in base al principio delle pari opportunità ponderate, tenendo conto dell'importanza relativa delle singole formazioni politiche. Nel Regno Unito la comunicazione della politica è regolata sulla base di criteri di rappresentatività dei partiti stessi.
Questo abbiamo chiesto, come sanno il sottosegretario Vita ed il relatore, ma questa richiesta non è stata accettata. Ecco perché in questo caso vi proponiamo un emendamento completamente sostitutivo.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Paissan. Ne ha facoltà.

MAURO PAISSAN. Mi dispiace, signor Presidente, che il collega Romani, nell'illustrare il suo emendamento, sottoscritto anche dai colleghi Frattini e Vito, sia stato così reticente, non esponendo quale sia il contenuto caratterizzante l'emendamento stesso, che è la proposta alternativa non del Polo (perché altre componenti hanno un po' più di pudore), ma di Forza Italia. Infatti, in essa si rivela tutto il carattere illiberale, statalista, vincolista e liberticida della proposta di Forza Italia, tant'è vero che con l'articolo 1...

ELIO VITO. Fidati dei comunisti, tu!

MAURO PAISSAN. ...si propone un primato non europeo, ma mondiale, con la fissazione, per legge, di un rapporto paritario, nella comunicazione e nell'informazione,


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tra le notizie sul Governo e sulla maggioranza e quelle sull'opposizione. Ciò significa che, se adottassimo questo testo, le notizie riferite al processo Previti, per fare un esempio, sarebbero a carico dell'opposizione, mentre, negli Stati Uniti, le notizie, i servizi e gli speciali dedicati al cosiddetto affaire Monica Lewinsky sarebbero stati a carico del Governo e della maggioranza ed altrettanto tempo sarebbe stato assegnato al partito repubblicano.
Questa è la proposta alternativa di Forza Italia e del Polo rispetto al testo che noi abbiamo proposto.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Frattini 1.62, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 481
Votanti 480
Astenuti 1
Maggioranza 241
Hanno votato
sì 160
Hanno votato
no 320).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Follini 1.6, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 482
Votanti 480
Astenuti 2
Maggioranza 241
Hanno votato
sì 157
Hanno votato
no 323).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Romani 1.65 e Follini 1.7, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 476
Votanti 453
Astenuti 23
Maggioranza 227
Hanno votato
sì 152
Hanno votato
no 301).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Vito 1.68, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 463
Votanti 460
Astenuti 3
Maggioranza 231
Hanno votato
sì 149
Hanno votato
no 311).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Romani 1.63, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 476
Votanti 454
Astenuti 22
Maggioranza 228
Hanno votato
sì 151
Hanno votato
no 303).


Pag. 94

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Romani 1.101, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 473
Votanti 454
Astenuti 19
Maggioranza 228
Hanno votato
sì 152
Hanno votato
no 302).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Vito 1.102, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 480
Votanti 459
Astenuti 21
Maggioranza 230
Hanno votato
sì 158
Hanno votato
no 301).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Garra 1.103, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 469
Votanti 466
Astenuti 3
Maggioranza 234
Hanno votato
sì 175
Hanno votato
no 291).

VITTORIO TARDITI. Vogliamo leggerli i risultati!

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Garra 1.104, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 469
Maggioranza 235
Hanno votato
sì 175
Hanno votato
no 294).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Calderisi 1.59, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 466
Votanti 449
Astenuti 17
Maggioranza 225
Hanno votato
sì 158
Hanno votato
no 291).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Calderisi 1.57.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Calderisi. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE CALDERISI. Signor Presidente, l'emendamento 1.57 propone di limitare l'applicazione del provvedimento in esame alle campagne elettorali evitando, almeno per il momento, la sua applicazione anche alla comunicazione politica che viene fatta fuori da tali campagne, durante l'anno.
Non so se tutti i colleghi abbiano letto il testo del provvedimento, che è farraginoso,


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dirigista. Non so se, considerate anche le condizioni in cui ci troviamo a discutere di regole importantissime, sia il caso di appesantire il provvedimento e non, invece, di discutere e deliberare soltanto la parte relativa alle campagne elettorali, che è quella rilevante perché adesso comincia la campagna elettorale per le elezioni regionali e successivamente comincerà quella per i referendum. Avremo tutto il tempo, forse con maggiore calma, di predisporre la disciplina della comunicazione politica, con la possibilità di riflettere davvero e di elaborarla un po' meglio di come sia stato fatto.
Nutro dubbi fortissimi in ordine al fatto che, per tutto l'anno, dovremo assistere ai meccanismi di questi «blob», di questi caroselli, nei quali si alternano i partiti; si tratta di «blob» invedibili ed ingestibili dalle televisioni e dalle emittenti, inguardabili dai telespettatori.
Pensiamoci bene, aspettiamo un attimo. Predisponiamo tale disciplina con più calma, dopo le elezioni.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Roscia. Ne ha facoltà.

DANIELE ROSCIA. Signor Presidente, non convince l'intervento del collega Calderisi, anche perché egli non è l'ultimo arrivato.
Vuole sostenere concetti di libertà di informazione ma - lo ripeto per l'ennesima volta - siamo in presenza di un mercato drogato nel quale l'informazione è in mano ad un duopolio e dove (il collega Romani lo sa perché proviene da quel mondo) non si deve guardare solamente alla quantità, ma anche alla qualità dell'informazione. Tutti i giorni nei telegiornali vi è una falsificazione di quella che è la realtà, anche dell'attività parlamentare; basta guardare i telegiornali Mediaset, che fanno certamente da contraltare a quello che viene comunicato sulle reti del regime - così dicono -, per comprendere come tutto l'anno - penso che anche i colleghi della maggioranza se ne siano accorti - assistiamo ad un continuo spot. E poi è certo che, dal punto di vista quantitativo, si verifichi quanto afferma il collega Romani: se parlano male dei colleghi della maggioranza, come è avvenuto per la questione della missione Arcobaleno (che indigna anche, amici della maggioranza, un membro dell'opposizione), è chiaro che allora vengono divulgate queste informazioni.
Allora, caro amico Calderisi, il problema sta ancora a monte: non può esservi un sistema di duopolio controllato una parte dalla maggioranza e l'altra parte dalla opposizione; deve essere privatizzata la RAI! Invece, questo dibattito porterà addirittura ad un rallentamento della privatizzazione della RAI, perché giustamente Rifondazione comunista ha fatto un'operazione politica per bloccare tale privatizzazione!
Chi paga? Paga Pantalone, con gli abbonamenti e con le concessioni! Paga Pantalone, paga il paese e paghiamo tutti noi, perché non avremo un settore televisivo in grado di concorrere con quelli degli altri paesi europei. Queste sono le conseguenze di tutto ciò: e noi non stiamo parlando di tali questioni, ma solamente della prossima competizione elettorale.
E non mi venite a fare lezioni di morale, cari colleghi Calderisi e Taradash: siete anche voi omologati al «cavaliere di Arcore», punto e basta (Applausi di deputati dei gruppi dei Popolari e democratici-l'Ulivo e dei Democratici-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Calderisi 1.57, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 464
Votanti 444
Astenuti 20
Maggioranza 223
Hanno votato
sì 154
Hanno votato
no 290).


Pag. 96

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Amato 1.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 469
Votanti 468
Astenuti 1
Maggioranza 235
Hanno votato
sì 179
Hanno votato
no 289).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Aprea 1.21, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 468
Votanti 446
Astenuti 22
Maggioranza 224
Hanno votato
sì 156
Hanno votato
no 290).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bertucci 1.24, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 470
Votanti 449
Astenuti 21
Maggioranza 225
Hanno votato
sì 156
Hanno votato
no 293 ).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Berruti 1.23.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Romani. Ne ha facoltà.

PAOLO ROMANI, Relatore di minoranza. Signor Presidente, questo emendamento dovrebbe tener conto del lavoro enorme svolto da questo Parlamento due anni fa in sede di istituzione dell'autorità.
Nella sostanza, noi riteniamo che in un provvedimento di questo tipo - che noi, come voi ben sapete, denunciamo come liberticida (sul quale il Parlamento si è espresso con grande fatica, ma alla fine con una soluzione quasi straordinaria nella definizione di un organo di garanzia) - possa e debba essere lasciata all'autorità per le garanzie nelle comunicazioni la facoltà di determinare le regole nella campagna elettorale. Il tentativo è quindi quello di demandare vuoi alla Commissione di vigilanza, per quanto riguarda il servizio pubblico, vuoi all'autorità per le garanzie nelle comunicazioni, per quanto riguarda il servizio privato, la stipula e la regolazione di criteri che dovrebbero sovrintendere alla campagna elettorale.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Berruti 1.23, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 453
Votanti 431
Astenuti 22
Maggioranza 216
Hanno votato
sì 145
Hanno votato
no 286).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Aleffi 1.22, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).


Pag. 97

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 464
Votanti 460
Astenuti 4
Maggioranza 231
Hanno votato
sì 170
Hanno votato
no 290).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Giovine 1.105, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 469
Votanti 468
Astenuti 1
Maggioranza 235
Hanno votato
sì 174
Hanno votato
no 294).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Romani 1.106, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 469
Votanti 467
Astenuti 2
Maggioranza 234
Hanno votato
sì 177
Hanno votato
no 290).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Deodato 1.107, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 461
Maggioranza 231
Hanno votato
sì 174
Hanno votato
no 287).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Giannattasio 1.108, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 465
Maggioranza 233
Hanno votato
sì 175
Hanno votato
no 290).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Frau 1.109, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 470
Maggioranza 236
Hanno votato
sì 179
Hanno votato
no 291).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dell'Utri 1.112, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 470
Votanti 466


Pag. 98

Astenuti 4
Maggioranza 234
Hanno votato
sì 176
Hanno votato
no 290).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Fratta Pasini 1.114, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 467
Maggioranza 234
Hanno votato
sì 178
Hanno votato
no 289).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Tremonti 1.115, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 470
Maggioranza 236
Hanno votato
sì 179
Hanno votato
no 291).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Tortoli 1.116, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 477
Maggioranza 239
Hanno votato
sì 183
Hanno votato
no 294).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Tarditi 1.117, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 471
Maggioranza 236
Hanno votato
sì 181
Hanno votato
no 290).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Taborelli 1.118, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 477
Votanti 476
Astenuti 1
Maggioranza 239
Hanno votato
sì 182
Hanno votato
no 294).

Risulta pertanto precluso l'emendamento Stradella 1.119.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Stagno d'Alcontres 1.120, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 472
Votanti 471
Astenuti 1
Maggioranza 236
Hanno votato
sì 178
Hanno votato
no 293).


Pag. 99

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Sestini 1.121, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 471
Maggioranza 236
Hanno votato
sì 178
Hanno votato
no 293).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Scarpa Bonazza Buora 1.122, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 474
Maggioranza 238
Hanno votato
sì 180
Hanno votato
no 294).

Il successivo emendamento Scaltritti 1.123 è precluso.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Selva 1.66, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 476
Maggioranza 239
Hanno votato
sì 182
Hanno votato
no 294).

È pertanto precluso l'emendamento Alessandro Rubino 1.111.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Tosolini 1.221, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 464
Votanti 462
Astenuti 2
Maggioranza 232
Hanno votato
sì 174
Hanno votato
no 288).

Sono pertanto preclusi gli emendamenti Trantino 1.222, Tremaglia 1.223, Tringali 1.224, Zaccheo 1.225, Zacchera 1.226, Alboni 1.227, Alemanno 1.228, Lembo 1.229 e 1.230.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Biondi 1.25, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 475
Votanti 474
Astenuti 1
Maggioranza 238
Hanno votato
sì 183
Hanno votato
no 291).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Fratta Pasini 1.113, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 473
Maggioranza 237
Hanno votato
sì 182
Hanno votato
no 291).


Pag. 100

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Leone 1.124, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 468
Votanti 467
Astenuti 1
Maggioranza 234
Hanno votato
sì 173
Hanno votato
no 294).

Sono pertanto preclusi gli emendamenti Lo Jucco 1.125 e Lorusso 1.126.
Gli emendamenti Alboni 1.261 e Bono 1.262 sono formali.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Buontempo 1.263, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 482
Votanti 481
Astenuti 1
Maggioranza 241
Hanno votato
sì 182
Hanno votato
no 299).

Sono pertanto preclusi gli emendamenti Butti 1.264 e Cardiello 1.265.
Sono formali gli emendamenti Fiori 1.266, Fino 1.267, Foti 1.268, Franz 1.269, Galeazzi 1.270, Gasparri 1.271, Alberto Giorgetti 1.272, Gissi 1.273, Gnaga 1.274, Colucci 1.275, Cuscunà 1.276, Cola 1.277 e Fei 1.278.
Gli emendamenti Carlesi 1.279, Nuccio Carrara 1.280 e Colosimo 1.281 sono preclusi dalla votazione dell'emendamento Buontempo 1.263.
Gli emendamenti Conti 1.282, Delmastro Delle Vedove 1.283 e Fini 1.284 sono formali.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Alemanno 1.285, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 485
Votanti 484
Astenuti 1
Maggioranza 243
Hanno votato
sì 186
Hanno votato
no 298).

Gli emendamenti Aloi 1.286, Amoruso 1.287, Armani 1.288 e Ascierto 1.289 sono preclusi dalla votazione dell'emendamento Buontempo 1.263.
Gli emendamenti Benedetti Valentini 1.290, Berselli 1.291 e Bocchino 1.292 sono preclusi dalla votazione dell'emendamento Alemanno 1.285.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Landolfi 1.231, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 479
Maggioranza 240
Hanno votato
sì 187
Hanno votato
no 292).

I successivi emendamenti Landolfi 1.232, 1.233 e 1.234 sono pertanto preclusi.
Gli emendamenti Landolfi 1.235 e 1.236 sono formali.
Gli emendamenti Landolfi 1.237 e 1.238 sono preclusi dalla votazione dell'emendamento


Pag. 101

Landolfi 1.231. Gli emendamenti Landolfi 1.239, 1.240 e 1.241 sono formali.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Landolfi 1.242, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 479
Votanti 478
Astenuti 1
Maggioranza 240
Hanno votato
sì 183
Hanno votato
no 295).

Gli emendamenti Landolfi 1.243, 1.244 e 1.245 sono fornali.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Urbani 1.127, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 468
Maggioranza 235
Hanno votato
sì 178
Hanno votato
no 290).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Rossetto 1.128, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 465
Votanti 464
Astenuti 1
Maggioranza 233
Hanno votato
sì 176
Hanno votato
no 288).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Possa 1.129, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 470
Votanti 468
Astenuti 2
Maggioranza 235
Hanno votato
sì 175
Hanno votato
no 293).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Di Luca 1.37, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 472
Maggioranza 237
Hanno votato
sì 178
Hanno votato
no 294).

Sono pertanto preclusi gli emendamenti Cascio 1.130 e Cesaro 1.131.
Gli emendamenti Rivelli 1.132 e Ricciotti 1.133 sono formali.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Burani Procaccini 1.36, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 468
Maggioranza 235
Hanno votato
sì 178
Hanno votato
no 290).


Pag. 102

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Donato Bruno 1.35, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 462
Votanti 461
Astenuti 1
Maggioranza 231
Hanno votato
sì 174
Hanno votato
no 287).

È pertanto precluso l'emendamento Bonaiuti 1.34.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Previti 1.134, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 475
Votanti 472
Astenuti 3
Maggioranza 237
Hanno votato
sì 176
Hanno votato
no 296).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Romani 1.32, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 474
Maggioranza 238
Hanno votato
sì 181
Hanno votato
no 293).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Viale 1.135, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 474
Maggioranza 238
Hanno votato
sì 178
Hanno votato
no 296).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Gagliardi 1.136, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 469
Maggioranza 235
Hanno votato
sì 180
Hanno votato
no 289).

Gli emendamenti Crimi 1.137 e Cuccu 1.138 sono formali.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Saponara 1.139, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 464
Maggioranza 233
Hanno votato
sì 180
Hanno votato
no 284).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Gazzilli 1.140, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).


Pag. 103

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 470
Maggioranza 236
Hanno votato
sì 178
Hanno votato
no 292).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Gastaldi 1.141 e Selva 1.49, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 471
Maggioranza 236
Hanno votato
sì 181
Hanno votato
no 290).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Gazzara 1.142, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 465
Maggioranza 233
Hanno votato
sì 176
Hanno votato
no 289).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Rosso 1.143, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 473
Maggioranza 237
Hanno votato
sì 183
Hanno votato
no 290).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Radice 1.144, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 474
Votanti 473
Astenuti 1
Maggioranza 237
Hanno votato
sì 178
Hanno votato
no 295).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Filocamo 1.145, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 474
Votanti 473
Astenuti 1
Maggioranza 237
Hanno votato
sì 180
Hanno votato
no 293).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Vincenzo Bianchi 1.33 e Selva 1.48, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 466
Maggioranza 234


Pag. 104

Hanno votato sì 178
Hanno votato
no 288).

Gli emendamenti Di Comite 1.146, D'Ippolito 1.147 e Giuliano 1.148 sono formali.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Giudice 1.149, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 478
Maggioranza 240
Hanno votato
sì 183
Hanno votato
no 295).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Romani 1.110, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 476
Maggioranza 239
Hanno votato
sì 182
Hanno votato
no 294).

PAOLO ROMANI, Relatore di minoranza. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PAOLO ROMANI, Relatore di minoranza. Signor Presidente, è possibile poter avere l'indicazione dei risultati della votazione sul tabellone elettronico per almeno due secondi in più?

PRESIDENTE. Sì, onorevole Romani.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Armosino 1.28, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 471
Maggioranza 236
Hanno votato
sì 181
Hanno votato
no 290).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Baiamonte 1.29, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 467
Maggioranza 234
Hanno votato
sì 175
Hanno votato
no 292).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dell'Elce 1.150, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 470
Votanti 469
Astenuti 1
Maggioranza 235
Hanno votato
sì 180
Hanno votato
no 289).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Guidi 1.151, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).


Pag. 105

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 467
Maggioranza 234
Hanno votato
sì 176
Hanno votato
no 291).

L'emendamento Lavagnini 1.152 risulta pertanto precluso.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Santori 1.153, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 471
Maggioranza 236
Hanno votato
sì 177
Hanno votato
no 294).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento De Luca 1.154, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 468
Maggioranza 235
Hanno votato
sì 179
Hanno votato
no 289).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Prestigiacomo 1.155, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 456
Votanti 455
Astenuti 1
Maggioranza 228
Hanno votato
sì 171
Hanno votato
no 284).

Gli emendamenti Russo 1.156 e De Ghislanzoni Cardoli 1.157 sono formali.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Floresta 1.158, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 460
Maggioranza 231
Hanno votato
sì 177
Hanno votato
no 283).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Becchetti 1.30, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 463
Votanti 462
Astenuti 1
Maggioranza 232
Hanno votato
sì 170
Hanno votato
no 292).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Selva 1.47, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 466
Votanti 465


Pag. 106

Astenuti 1
Maggioranza 233
Hanno votato
sì 172
Hanno votato
no 293).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Rivolta 1.159, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 467
Votanti 465
Astenuti 2
Maggioranza 233
Hanno votato
sì 176
Hanno votato
no 289).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Garra 1.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 459
Votanti 457
Astenuti 2
Maggioranza 229
Hanno votato
sì 173
Hanno votato
no 284).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bergamo 1.31, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 458
Maggioranza 230
Hanno votato
sì 177
Hanno votato
no 281).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Selva 1.54, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 463
Votanti 462
Astenuti 1
Maggioranza 232
Hanno votato
sì 171
Hanno votato
no 291).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Cicu 1.39, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 453
Votanti 452
Astenuti 1
Maggioranza 227
Hanno votato
sì 166
Hanno votato
no 286).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Collavini 1.40, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 463
Maggioranza 232
Hanno votato
sì 173
Hanno votato
no 290).


Pag. 107

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colletti 1.41, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 463
Maggioranza 232
Hanno votato
sì 172
Hanno votato
no 291).

Avverto che della serie di emendamenti a scalare da Colombini 1.42 a Cosentino 1.44 porrò in votazione gli emendamenti Colombini 1.42 e Cosentino 1.44, ricordando che in caso di reiezione s'intenderanno respinti tutti i restanti emendamenti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colombini 1.42, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 460
Votanti 459
Astenuti 1
Maggioranza 230
Hanno votato
sì 173
Hanno votato
no 286).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Cosentino 1.44.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Romani. Ne ha facoltà.

PAOLO ROMANI, Relatore di minoranza. Signor Presidente, al di là del numero e della quantità, tra le tante cose che questa maggioranza non ha accettato blindando il provvedimento, vi è stata una proposta di assoluto buonsenso che proveniva dalla nostra parte politica, vale a dire trovare una soglia minima per quanto riguarda la quantità di elettori che vanno alle urne in occasione delle elezioni amministrative. Se non ricordo male, il Governo, in occasione della discussione sulla legge n. 249, aveva accolto due ordini del giorno nei quali era definita una soglia. Non ricordo esattamente quale fosse, onorevole Vita, ma sicuramente avevamo definito un numero o in termini di quantità o in termini percentuali. In questo caso ci sembrava opportuno che «il periodo protetto» non pervadesse anche tutto il territorio italiano, prendendo spunto dal fatto che si va a votare in un consiglio comunale, in un consiglio provinciale o in un capoluogo di provincia. Pertanto, avevamo elaborato una serie di emendamenti, nei quali l'indicazione era di un quarto, un terzo, un quinto e così via, cercando comunque di introdurre il principio. Non è stato accolto, quindi vi è il rischio che si vada ad attivare il periodo protetto, così definito nel provvedimento, anche in occasione di piccole elezioni amministrative.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Cosentino 1.44, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 453
Votanti 452
Astenuti 1
Maggioranza 227
Hanno votato
sì 167
Hanno votato
no 285).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Selva 1.50, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.


Pag. 108

Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 437
Votanti 436
Astenuti 1
Maggioranza 219
Hanno votato
sì 159
Hanno votato
no 277).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Selva 1.67, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 453
Votanti 452
Astenuti 1
Maggioranza 227
Hanno votato
sì 164
Hanno votato
no 288).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Mancuso 1.160, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 446
Votanti 444
Astenuti 2
Maggioranza 223
Hanno votato
sì 161
Hanno votato
no 283).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Marino 1.198, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 442
Maggioranza 222
Hanno votato
sì 166
Hanno votato
no 276).

Gli emendamenti Martinat 1.199 e Martini 1.200 sono preclusi dalla votazione dell'emendamento Marino 1.198. Gli emendamenti Matteoli 1.201 e Pampo 1.213 sono formali. Gli emendamenti Pagliuzzi 1.212 e Paolone 1.214 sono preclusi dalla votazione dell'emendamento Marino 1.198. Gli emendamenti Pezzoli 1.215 e Polizzi 1.216 sono formali. Gli emendamenti Proietti 1.217 e Rallo 1.218 sono preclusi. L'emendamento Rasi 1.219 è formale. L'emendamento Riccio 1.220 è precluso. Gli emendamenti Mussolini 1.206 e Neri 1.208 sono formali. L'emendamento Mitolo 1.204 è precluso. L'emendamento Carlo Pace 1.210 è formale. Gli emendamenti Mazzocchi 1.202 e Messa 1.203 sono preclusi. Gli emendamenti Morselli 1.205, Napoli 1.207, Ozza 1.209 e Giovanni Pace 1.211 sono formali. L'emendamento Landi di Chiavenna 1.190 è precluso. Gli emendamenti La Russa 1.191, Lo Porto 1.192, Lo Presti 1.193, Losurdo 1.194, Malgieri 1.195, Mantovano 1.196, Marengo 1.197, Maiolo 1.161 e Mammola 1.162 sono preclusi.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Lembo 1.246, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 461
Votanti 458
Astenuti 3
Maggioranza 230
Hanno votato
sì 153
Hanno votato
no 305).

Gli emendamenti Lembo 1.247, 1.248 e 1.249 sono preclusi. Gli emendamenti


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Lembo 1.250 e 1.251 sono formali. Gli emendamenti Lembo 1.252 e 1.253 sono preclusi. Gli emendamenti Lembo 1.254, 1.255, 1.256, 1.257 e 1.258 sono formali. L'emendamento Lembo 1.259 è precluso. Gli emendamenti Lembo 1.260 e 1.293 sono formali.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Valducci 1.163, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 446
Maggioranza 224
Hanno votato
sì 166
Hanno votato
no 280).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Misuraca 1.164.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Romani. Ne ha facoltà.

PAOLO ROMANI, Relatore di minoranza. L'emendamento prende spunto dalla considerazione che facevo in premessa riguardo al primo emendamento. È vero, onorevole Paissan, che sembra singolare che si debba normare per legge la proporzione fra presenza di esponenti politici della maggioranza e del Governo ed anche dell'opposizione, ma è altrettanto vero che questo paese ha ratificato il fatto che nel servizio pubblico tale proporzione è costante ed esiste sempre.
Tu ben sai che in Commissione di vigilanza spesso e volentieri abbiamo dovuto combattere perché l'adeguamento ai criteri del pluralismo fosse attuato dalla RAI; non sempre ciò è stato fatto e su questo aspetto vi sono state accese discussioni. Ecco perché chiediamo a questo punto che ciò avvenga, con riferimento al fatto che in questo provvedimento, all'articolo 8, viene evocata la presenza del Governo in forma impersonale. Vorrei sapere cosa voglia dire la presenza del Governo in forma impersonale, perché, se parliamo di comunicazione istituzionale, è un conto, ma la forma impersonale mi preoccupa.
Per tale motivo ribadiamo, anche a questo punto e con questo emendamento, la necessità di parità di trattamento e di condizioni fra la maggioranza che esprime un Governo e l'opposizione.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Misuraca 1.164, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 451
Votanti 450
Astenuti 1
Maggioranza 226
Hanno votato
sì 166
Hanno votato
no 284).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Palmizio 1.165, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 444
Maggioranza 223
Hanno votato
sì 167
Hanno votato
no 277).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Palumbo 1.166, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).


Pag. 110

(Presenti e votanti 437
Maggioranza 219
Hanno votato
sì 166
Hanno votato
no 271).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Pecorella 1.167.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Caparini. Ne ha facoltà.

DAVIDE CAPARINI. Signor Presidente, l'emendamento in discussione è particolarmente significativo, soprattutto in questo periodo in cui è in atto un oscuramento, per noi non nuovo, nei confronti della nostra proposta di referendum sull'immigrazione, tendente ad abolire la legge Turco-Napolitano.
Purtroppo dobbiamo lamentare ancora una volta il fatto che sistematicamente veniamo ignorati dalla RAI-Radiotelevisione italiana; addirittura, in alcuni casi si assiste ad un'operazione inversa di denigrazione e di condizionamento, in un'ottica favorevole al non svolgimento di questo referendum.
Per tale ragione voteremo a favore di questo emendamento che cerca di estendere la par condicio alla materia referendaria.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Pecorella 1.167, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 456
Maggioranza 229
Hanno votato
sì 174
Hanno votato
no 282).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Paroli 1.168, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 447
Maggioranza 224
Hanno votato
sì 167
Hanno votato
no 280).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Michelini 1.169, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 443
Maggioranza 222
Hanno votato
sì 164
Hanno votato
no 279).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Nan 1.170, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 429
Maggioranza 215
Hanno votato
sì 160
Hanno votato
no 269).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Niccolini 1.171, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 426
Maggioranza 214
Hanno votato
sì 155
Hanno votato
no 271).


Pag. 111

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Pisanu 1.172, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 448
Maggioranza 225
Hanno votato
sì 163
Hanno votato
no 285).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Pagliuca 1.173, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 439
Maggioranza 220
Hanno votato
sì 160
Hanno votato
no 279).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Vitali 1.174, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 447
Votanti 446
Astenuti 1
Maggioranza 224
Hanno votato
sì 161
Hanno votato
no 285).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Selva 1.53, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 431
Maggioranza 216
Hanno votato
sì 157
Hanno votato
no 274).

L'emendamento Selva 1.52 è precluso; gli emendamenti Marotta 1.175 e Pilo 1.176 sono formali.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Marras 1.178, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 432
Votanti 431
Astenuti 1
Maggioranza 216
Hanno votato
sì 155
Hanno votato
no 276).

L'emendamento Menia 1.294 è precluso; l'emendamento Piva 1.177 è formale.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Martino 1.179, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 435
Votanti 434
Astenuti 1
Maggioranza 218
Hanno votato
sì 160
Hanno votato
no 274).


Pag. 112

Gli emendamenti Martusciello 1.180 e Marzano 1.181 sono formali.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Selva 1.55, nel testo riformulato, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 451
Votanti 446
Astenuti 5
Maggioranza 224
Hanno votato
sì 427
Hanno votato
no 19).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Garra 1.182, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e Votanti 435
Maggioranza 218
Hanno votato
sì 167
Hanno votato
no 268).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Costa 1.19, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e Votanti 442
Maggioranza 222
Hanno votato
sì 164
Hanno votato
no 278).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Masiero 1.183, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e Votanti 434
Maggioranza 218
Hanno votato
sì 159
Hanno votato
no 275).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Calderisi 1.56, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e Votanti 436
Maggioranza 219
Hanno votato
sì 163
Hanno votato
no 273).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Massidda 1.184, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e Votanti 444
Maggioranza 223
Hanno votato
sì 164
Hanno votato
no 280).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Melograni 1.187, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).


Pag. 113

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e Votanti 428
Maggioranza 215
Hanno votato
sì 157
Hanno votato
no 271).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Micciché 1.188, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e Votanti 436
Maggioranza 219
Hanno votato
sì 156
Hanno votato
no 280).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Matacena 1.185, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 443
Votanti 441
Astenuti 2
Maggioranza 221
Hanno votato
sì 159
Hanno votato
no 282).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Matranga 1.186, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 442
Votanti 440
Astenuti 2
Maggioranza 221
Hanno votato
sì 161
Hanno votato
no 279).

L'emendamento Tassone 1.293 è formale.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Calderisi 1.58.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Taradash. Ne ha facoltà.

MARCO TARADASH. Signor Presidente, l'emendamento in esame recita, al comma 3: «La presente legge non si applica nei confronti delle imprese di radiodiffusione sonora e televisiva in ambito locale». Si tratta di una proposta emendativa che chiede un po' di buon senso a questa maggioranza. Sapete che le emittenti televisive a livello locale sono circa 700 e le radio circa 1.300. Sapete anche che, ad essere generosi, l'audience raccolta dalle televisioni locali non va sopra al 5 per cento.
Mi volete spiegare, allora, perché volete imporre una legge che irrigidisce la comunicazione politica in nome della tutela del cittadino di fronte ai blocchi di potere televisivo? Perché volete immettere tale logica anche nei confronti della miriade di emittenti locali, che nulla hanno a che vedere con quel potere che tanto temete? Spiegatemi per quale motivo una televisione o una radio locale si debbano assoggettare a regole che non valgono per i quotidiani nazionali e locali. Che logica c'è in tutto ciò, se non una logica punitiva nei confronti dell'informazione?
Il fatto stesso che vogliate applicare queste regole alle emittenti locali falsifica la coerenza del vostro discorso e dimostra che non vi è nessuna tutela dell'informazione nei vostri progetti, ma semplicemente il tentativo di schiacciare un avversario politico. Se non fosse così, non adoperereste lo strumento del manganello persino sulla piccola radio di quartiere, che è obbligata a rinunciare...


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PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Taradash. Il tempo a sua disposizione è esaurito.

LUIGI MASSA, Relatore per la maggioranza. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LUIGI MASSA, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, vorrei rispondere al collega Taradash che la Commissione ha lavorato a lungo sulle questioni delle radio e delle televisioni locali ed ha effettivamente modificato larga parte del testo del Senato. Francamente, non riteniamo costituzionalmente corretto il fatto che le norme della par condicio non siano estese anche alle televisioni e alle radio locali, naturalmente con gli adeguamenti che la Commissione (come vedremo nel prosieguo) ha attuato.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Caparini. Ne ha facoltà.

DAVIDE CAPARINI. Signor Presidente, vi sono molte obiezioni da fare a quanto affermato dal relatore sull'incostituzionalità della sottrazione delle televisioni locali dalla normativa sulla par condicio. Di ciò parleremo nell'esame dell'articolo 3 del disegno di legge, al quale è stata presentata la maggior parte degli emendamenti relativi alle televisioni locali.
Vorrei preannunziare il voto favorevole dei deputati del gruppo della Lega forza nord per l'indipendenza della Padania sull'emendamento in esame, proprio perché è il primo che riguarda le emittenti locali e sottolinea quanto sia assurda la decisione di voler estendere loro una normativa sulla par condicio che le costringerà a non trattare più di politica e le metterà in grave difficoltà anche dal punto di vista economico; sappiamo, infatti, che le campagne elettorali rappresentano un'occasione anche dal punto di vista economico.

VINCENZO MARIA VITA, Sottosegretario di Stato per le comunicazioni. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

VINCENZO MARIA VITA, Sottosegretario di Stato per le comunicazioni. Intervengo molto brevemente, Presidente, per dire che forse i colleghi che hanno parlato da ultimi non hanno avuto ancora l'opportunità di verificare il nuovo testo, che è molto più favorevole all'emittenza locale, presentando insieme il rigore di cui parlava l'onorevole Massa ed un'apertura sui comportamenti concreti, che sono differenziati rispetto all'emittenza nazionale ed alla par condicio.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Roscia. Ne ha facoltà.

DANIELE ROSCIA. Signor Presidente, non vorrei risultare come l'oppositore dell'onorevole Calderisi - per l'amor di Dio -, di cui rispetto l'onestà intellettuale e le aspirazioni liberali, però ribadisco per l'ennesima volta un concetto: se anche nel mondo delle emittenti locali il signor Berlusconi (e farebbe bene a farlo, perché come imprenditore deve raggiungere il massimo del profitto e ciò gli è permesso da questa maggioranza) controlla, direttamente o indirettamente, metà delle emittenti private e controlla con la pubblicità le emittenti locali... Qui abbiamo il ministro Cardinale che, come sappiamo, è in forte ritardo nel far approvare al Senato il progetto di legge n. 1138: siete andati al Governo cercando di mettere il sale sulla coda a Berlusconi, ma non lo avete fatto. Forse vi state preparando a fare il salto della quaglia, magari in fase di esito elettorale delle prossime regionali, altrimenti non vi capisco! Questa è la verità.
Vogliamo dare un po' di ossigeno alle emittenti locali: è giusto e corretto, in virtù del pluralismo; però, signori miei, non è questo il modo di provvedere, e neppure è utile a quello scopo la «pezza»


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cui faceva riferimento il relatore. Bisogna intervenire alla radice, bisogna incidere sulla pubblicità, sulla raccolta della propaganda, sul canone televisivo, che va eliminato! Questi sono gli strumenti che possono portare veramente alla libertà di informazione, tutto il resto sono solo considerazioni che vanno a sostegno di una parte o dell'altra, ma che non servono a liberalizzare il settore, non servono a realizzare la democrazia, caro collega Calderisi! Certo, alcune posizioni si giustificano in virtù degli schieramenti. Torno a ripetere, sappiamo dove siete collocati ed una forza politica a voi molto vicina anche in queste elezioni non mi sembra abbia accettato l'omologa di Berlusconi: potete ancora esprimere una posizione diversificata. Non siete convincenti, per cui non voterò a favore dell'emendamento, anche se condivido ampiamente le vostre intenzioni.

PAOLO ROMANI, Relatore di minoranza. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PAOLO ROMANI, Relatore di minoranza. La brutalità dell'approccio al problema è a mio avviso sanzionata dall'approccio alla questione delle TV locali. Mi ha fatto piacere che il sottosegretario Vita abbia in questa sede riservato a se stesso il merito di aver compiuto un'apertura, ma vi ricordo che, dopo uno sforzo gigantesco volto a farvi comprendere come fosse totalmente impraticabile il meccanismo aberrante che avevate messo in piedi con i due famosi contenitori, alla fine, di fronte alla protesta e alla rivolta dell'emittenza locale e di una parte politica che ha cercato di difenderla, avete immaginato l'aumento da due a sei contenitori. Vi ricordo, infatti, che inizialmente il provvedimento prevedeva due contenitori, non i sei a cui siete arrivati oggi, e che nell'ultima riunione del Comitato ristretto da due eravate passati a quattro, per quanto riguarda il periodo non protetto. Quindi, caro sottosegretario Vita e caro onorevole Massa, su questo punto l'unico problema che avevate era la paura che Forza Italia, che non paga sedi e pletore di funzionari, non potendo più trasmettere gli spot sull'emittenza nazionale, perché l'avete chiaramente impedito, immaginasse di ricorrere all'emittenza locale. Quindi, vi siete inventati un meccanismo spaventoso, di cui poi avete verificato la totale inapplicabilità ed impraticabilità. Alla fine, avete trovato questa piccola soluzione, ma a mio avviso non potete accreditarla a vostro merito!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rogna Manassero di Costigliole. Ne ha facoltà.

SERGIO ROGNA MANASSERO di COSTIGLIOLE. Signor Presidente, se vivessimo in un paese ideale e non ci fosse una posizione dominante nel sistema televisivo, avrebbe ragione l'onorevole Taradash, avremmo una sufficiente articolazione della televisione locale per escluderla, come accade per la carta stampata, da una particolare disciplina. Non viviamo in questo paese ideale. C'è un pesante abuso di posizione dominante che riesce ad influenzare anche quel poco di pluralismo che è rimasto in questo paese grazie agli editori delle televisioni locali. Non dimentichiamo una vecchia massima degli editori di giornali: «Non ci sono giornali liberi se non hanno il bilancio in pareggio».
La riforma di questo sistema è un impegno che deve essere preso, perché la situazione attuale la rende necessaria. Per questo voteremo in favore di questa norma.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Calderisi 1.58, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.


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Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 408
Maggioranza 205
Hanno votato
sì 149
Hanno votato
no 259).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Selva 1.51, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 413
Maggioranza 207
Hanno votato
sì 147
Hanno votato
no 266).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Follini 1.4, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 407
Votanti 406
Astenuti 1
Maggioranza 204
Hanno votato
sì 144
Hanno votato
no 262).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Selva 1.46, nel testo riformulato, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 415
Votanti 406
Astenuti 9
Maggioranza 204
Hanno votato
sì 353
Hanno votato
no 53).

Passiamo alla votazione dell'articolo 1.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Armaroli. Ne ha facoltà.

PAOLO ARMAROLI, Relatore di minoranza. Il gruppo di Alleanza nazionale voterà contro l'articolo 1 per una ragione molto semplice: il testo alternativo congegnato dal relatore di minoranza limitava l'ambito di applicazione del provvedimento soltanto al periodo elettorale; invece, l'ambito di applicazione previsto dall'articolo 1 del testo governativo è sia il periodo elettorale sia quello non elettorale.
Tra l'altro, signor Presidente, è veramente singolare, lo avevo già rilevato in una precedente occasione, che il provvedimento governativo usi un lessico stigmatizzato a suo tempo da Orwell in 1984: si tratta, cioè, di una neolingua. Signor Presidente, mi fa piacere che ella sorrida.

PRESIDENTE. Pensavo alla post-lingua.

PAOLO ARMAROLI, Relatore di minoranza. Quando in questo provvedimento si afferma che la presente legge promuove la comunicazione politica, si tratta di una promozione che ha un significato esattamente contrario. Non solo non promuove, non solo penalizza, ma addirittura interdice praticamente la comunicazione politica. Anche perché, signor Presidente, se le limitazioni non possono veicolare messaggi - non occorre essere pubblicitari per capirlo - anche l'abbondanza stroppia. Quando in un contenitore vi saranno quindici persone che si avvincenderanno per fare comunicazione politica, l'unico elemento di salvezza sarà rappresentato dallo «sparacanali» che darà la possibilità di passare ad altro canale televisivo.


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Signor Presidente, questo è preoccupante anche per una ragione ben specifica. Noi tutti in quest'aula, ma anche al di fuori di essa, a cominciare da lei, ci siamo sempre preoccupati del fatto che il tasso di affluenza alle urne, mentre nelle prime legislature superava il 90 per cento, sia ora arrivato al 55 o 65 per cento. Noi temiamo che questo provvedimento abbia un'influenza negativa sull'affluenza alle urne.
Allora il rischio è che la democrazia degeneri in una «crazia»!
Per queste ragioni, signor Presidente, i deputati di Alleanza nazionale voteranno con convinzione contro l'articolo 1 di questo provvedimento.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 1, nel testo emendato.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (
Vedi votazioni).
(Presenti 426
Votanti 425
Astenuti 1
Maggioranza 213
Hanno votato
sì 269
Hanno votato
no 156.

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