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PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Manzione n. 3-05011 (vedi l'allegato
A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 8).
ROBERTO MANZIONE. Signor ministro, sulla Gazzetta Ufficiale dell'11 gennaio scorso è stato pubblicato il decreto ministeriale 23 dicembre 1999 in forza del quale è stata indetta una procedura finalizzata all'assegnazione del trattamento economico accessorio di sei milioni di lire da attribuire a circa 150 mila docenti i quali abbiano almeno dieci anni di anzianità. In buona sostanza e al di là del formalismo, si tratta di prevedere un compenso aggiuntivo di 500 mila lire lorde per mese dal 1o gennaio 2001.
PRESIDENTE. Il ministro della pubblica istruzione ha facoltà di rispondere.
LUIGI BERLINGUER, Ministro della pubblica istruzione. Grazie onorevole Manzione, la sua interrogazione mi offre l'opportunità di dare qualche chiarimento. Di questo la ringrazio sentitamente.
forse nella Commissione di merito, a discutere queste idee. Ho terminato, Presidente, voglio...
PRESIDENTE. Grazie, signor ministro.
GIOVANNI BERLINGUER, Ministro della pubblica istruzione. Mi lasci dire una sola cosa...
PRESIDENTE. È già fuori tempo, siamo in question time.
GIOVANNI BERLINGUER, Ministro della pubblica istruzione. Certo, ma...
PRESIDENTE. Ministro, le regole del question time sono tassative.
ROBERTO MANZIONE. Abbiamo un Presidente cerbero e ne prendiamo atto, ma d'altra parte i tempi sono i tempi.
L'onorevole Manzione ha facoltà di illustrarla.
Le modalità della selezione previste dal bando prevedono che i primi venticinque punti vengano attribuiti sulla base della valutazione dei titoli previsti nei vari curricula; che altri 25 punti vengano attribuiti sulla base della prova strutturata consistente nella risposta a quesiti a risposta multipla e 50 punti, infine, sulla base di una verifica da effettuarsi in una situazione che prevede una lezione simulata in aula.
C'è stato un coro di lamentele. Lei ha preso atto delle lamentele e ha differito correttamente - gliene do atto - la data del 4 aprile prevista per la selezione scritta. Vorremmo comprendere qualche cosa di più.
Prima di tutto, vorrei dire che questo nuovo istituto e questa nuova idea per cui chi più si impegna ha diritto di avere di più è giusta, è equo che così sia. È un'idea che è venuta fuori dal contratto degli insegnanti. Quindi, protagonisti di questo sono stati il Governo e i sindacati, i tre sindacati confederali e lo SNALS. Quindi è inutile gettare discredito sui sindacati perché loro, anche in controtendenza con alcuni umori della loro base, hanno fatto una scelta di merito e di qualificazione del merito. Va a loro onore questo fatto.
Vorrei aggiungere che noi siamo fermi nel mantenere tale principio perché si tratta di una innovazione importante che certamente crea anche delle tensioni, trattandosi di una novità nella cultura, nella mentalità, nel modo di comportarsi in tanti ambienti italiani e in particolare della scuola, però non ci si può preoccupare di questo aspetto (fortunatamente è molto largo il consenso sull'idea che vada mantenuto il principio di premio del merito). Tuttavia vorrei aggiungere anche un'altra considerazione.
Ci sono altri istituti nel contratto che premiano l'aumento dell'attività in ore aggiuntive con attività collaterali all'insegnamento. Questo istituto invece è dedicato esclusivamente alla valorizzazione della capacità del docente in classe nel suo rapporto diretto con i bambini, con i ragazzi, cioè con i suoi alunni e quindi qualifica soprattutto quei docenti che si dedicano interamente a questa attività, cosa che in genere non è stata considerata abbastanza nel passato. Anche i docenti più schivi e più timidi, che magari non hanno interesse all'attività collaterale o anche ad una certa vetrina o facciata, sono i destinatari primi dell'attenzione di questa procedura.
Ebbene, credo che la parte preponderante, anche se non la totalità, delle critiche che sono state rivolte in questi giorni riguardi le modalità di verifica di queste prove. Mi sembra giusto e ragionevole che il Governo, tenendo ferma la barra del timone verso questa innovazione, si dimostri invece molto ragionevole nei confronti dei dettagli o anche delle formule e delle modalità dell'attuazione di questo principio e faccia tesoro di tutto ciò che viene dalla proposta del paese. Noi siamo molto aperti ad ascoltare tutte le proposte. Si tratta di una cosa nuova ed è giusto che si sperimentino nel modo migliore i percorsi per attuarla. Noi siamo interessati anche in sede parlamentare,
Credo che lei sia già stato perfettamente esauriente.
L'onorevole Manzione ha facoltà di replicare.
Signor ministro, le do atto di grande correttezza nel momento in cui, raccogliendo tutte le voci che dal mondo della scuola si sono levate, ha deciso di differire il concorso.
Sono d'accordo con lei che non si può rinunciare ad un principio inserito in contratto che prevede di assegnare aumenti in base al merito e non più a pioggia.
Occorre porre fine ad un relitto ipocrita (mi consenta, postsessantottino) di egualitarismo, di cui bisogna sbarazzarsi. Nel merito, le do atto non solo della sua correttezza ma anche del fatto che ha previsto, nel percorso attraverso il quale verranno rimodulate le modalità del concorso, la possibilità di un passaggio parlamentare. Come gruppo dell'UDEUR, nel riconoscere il grande momento di partecipazione che anche le forze sindacali e lo SNALS hanno vissuto nel concorrere a questa innovazione, riteniamo che occorra recuperare maggiori risorse per ampliare la platea dei partecipanti; recuperare in via esclusiva al ministro le competenze, sia per le operazioni, sia per i materiali preparatori del concorso; prevedere una griglia nella valutazione dei titoli indicati nei curricula; andare verso una predefinizione dei requisiti dei commissari.
In questa logica, lei avrà, come sempre, il concorso costruttivo dell'UDEUR (Applausi dei deputati del gruppo dell'UDEUR).


