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PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Testa n. 3-05014 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 4).
LUCIO TESTA. Signor ministro, vorremmo essere rassicurati, insieme alla gran parte delle famiglie italiane, circa i possibili rischi di una nuova spirale inflazionistica che si accompagna ad un deprezzamento dell'euro nei confronti del dollaro e, soprattutto, degli effetti derivanti dall'incremento dei tassi di interesse, che si preannuncia in questi giorni nei provvedimenti della Banca federale degli Stati Uniti e della Banca centrale europea. L'Italia sta conoscendo un avvio di ripresa produttiva, di sviluppo ed anche di incremento dei posti di lavoro, sia pure timida; vorremmo che questo avvio non regredisse né si fermasse, vorremmo, al contrario, che si consolidasse. Noi democratici, signor ministro, riteniamo che il Governo debba molta attenzione a questa situazione e, se necessario, debba prendere misure di sviluppo di occupazione e di stabilità dei prezzi.
PRESIDENTE. Il ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica ha facoltà di rispondere.
GIULIANO AMATO, Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica. Sì, onorevole Testa, il Governo, e il Tesoro per primo, seguono con grandissima attenzione l'evolversi di andamenti economici e monetari che, come lei accennava, sono caratterizzati al momento da due fatti fondamentali. Da una parte, c'è una crescita ininterrotta dell'economia americana, che sembra essere in grado di mantenere livelli imprevedibili anni fa per un periodo così lungo e che per ciò stesso attira permanentemente capitali, ai quali assicura un ritorno medio superiore a quello di qualunque altra parte del mondo. Dall'altra parte, nell'area dell'euro, quindi anche in Italia, è in atto una ripresa che è vigorosa ma che, tuttavia, in ragione delle perduranti strozzature strutturali che caratterizzano diverse delle nostre economie, non è accreditata di un lungo respiro, paragonabile a quello dell'economia statunitense. I mercati, con tutta probabilità, scontano questa aspettativa di respiro non lungo, tanto con aspettative (mi ripeto) di interessi a medio termine, destinati a crescere se l'economia si surriscalda, quanto con riflessi sul valore della moneta.
tecnologia, il capitale per le imprese che innovano, la formazione, la fluidità maggiore dei nostri mercati del lavoro.
PRESIDENTE. L'onorevole Testa ha facoltà di replicare.
LUCIO TESTA. I Governi Prodi e il Governo D'Alema hanno risanato i conti dello Stato, signor ministro: un risanamento vero, non fittizio, come sostengono le opposizioni. L'aumento dei tassi di interesse, però, può avere indubbiamente dei riflessi negativi sul nostro sistema produttivo e sui consumi, in quanto restringe la domanda.
L'onorevole Testa ha facoltà di illustrarla.
In questa situazione, che è stata discussa proprio lunedì scorso dai ministri finanziari dell'Euro 11 e dello stesso Ecofin, la terapia - che io condivido e che il Governo italiano condivide - è quella di affrettare e rendere credibile il più volte proclamato impegno per un ventaglio di riforme strutturali che servano proprio a rassicurare sulla nostra capacità di rimuovere le strozzature, di dare respiro alla nostra ripresa e, quindi, di far riprendere insieme il valore della valuta e la stabilizzazione dei tassi di interesse. Qui il ventaglio delle riforme necessarie varia da paese a paese, ma di sicuro non riguarda soltanto il rispetto del patto di stabilità finanziaria bensì anche la concorrenza, la
Se questo accadrà e credibilmente verranno dati segni rapidi, tutto lascia ritenere che i segnali che abbiamo, tanto sulla valuta quanto sui tassi di interesse, potranno invertirsi. Se questo non dovesse accadere, potrebbero esserci le conseguenze negative che lei segnalava tanto per l'economia quanto per la finanza pubblica. Ma in questa situazione assumere le proiezioni annuali degli attuali andamenti è soltanto un esercizio teorico, che non ha ancora un'attualità politica.
Ma un riflesso serio - lei lo accennava - può esserci soprattutto sui conti pubblici. L'Italia, purtroppo, ha una brutta eredità dal passato: 2,5 milioni di miliardi che producono interessi in salita. Secondo le prime stime, signor ministro, un incremento dei tassi dallo 0,25 allo 0,50 per cento nel triennio 2000-2003, potrebbe portare a circa 12.000 miliardi di utili; si tratterebbe di una piccola manovra, non preoccupante da questo punto di vista. Occorre, però, che il Governo perseveri nella politica di sviluppo; ormai, per noi, è una via obbligata.
Lo sviluppo non può essere messo in discussione né dai tassi d'interesse né dai livelli di inflazione. Ovviamente, lei ha ricordato i vincoli europei, ma per questo obiettivo riteniamo che i provvedimenti sul mercato del lavoro, l'ammodernamento della struttura dello Stato e quello infrastrutturale debbano essere in qualche modo anticipati. Alcuni provvedimenti del Governo sul lavoro interinale, l'emersione del lavoro nero e il part time già sono operanti; vorremmo, signor ministro, vedere a breve altri più incisivi interventi in questo senso, magari finalizzati specificamente al mercato del lavoro nel Mezzogiorno dove la disoccupazione è più grave. È nostro dovere dare una speranza ai giovani.


