Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 664 del 2/2/2000
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(Posizione del Governo sullo svolgimento della «giornata dell'orgoglio omosessuale» a Roma)

PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Baccini n. 3-05015 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 2).
L'onorevole Baccini ha facoltà di illustrarla.

MARIO BACCINI. Signor Presidente, il Centro cristiano democratico vuole portare all'attenzione del Governo e del ministro dell'interno una situazione a nostro parere gravissima: su 99 città in Italia, si è scelta Roma nell'anno giubilare per una manifestazione sull'orgoglio gay. Denunciamo questo fatto e riteniamo responsabile il commissario per il Giubileo (il sindaco di Roma Rutelli) per aver consentito, in spregio del Vaticano e del Santo Padre e contro la comunità cristiana e cattolica della nostra città, una manifestazione di questo tipo.
Chiediamo, quindi, al Governo se non ritenga particolarmente utile indicare un'altra città per la manifestazione. Non vogliamo mettere il dito sulla libertà sessuale di chiunque, ma non riteniamo possibile una manifestazione del genere durante il Giubileo e in palese contraddizione con il Vaticano e il Santo Padre (Applausi dei deputati del gruppo misto-CCD).

PRESIDENTE. Il ministro dell'interno ha facoltà di rispondere.

ENZO BIANCO, Ministro dell'interno. Onorevole Baccini, le devo ricordare, purtroppo, che l'articolo 18 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza non prevede che gli organizzatori di manifestazioni pubbliche debbano ottenere alcuna autorizzazione, ma devono solo dare comunicazione della loro intenzione, specificando il programma della manifestazione stessa. Questa è la norma vigente nel nostro paese. Non esiste, pertanto, alcuna facoltà, né per il Governo, né per le autorità locali, di impedire lo svolgimento di una manifestazione per la quale (voglio ricordarlo) non vi è necessità di autorizzazione. Si tratta, quindi, dell'autonoma scelta delle organizzazioni del mondo omosessuale di tenere quest'anno, in Italia e a Roma, tale iniziativa.


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Posso, però, rassicurare l'onorevole Baccini, poiché comprendo il senso della sua preoccupazione, che il Governo, nella persona del ministro dell'interno, ha tenuto proprio ieri un incontro con il sindaco di Roma e con le autorità di pubblica sicurezza per definire quello che, certamente, faremo. Le modalità di svolgimento di questa iniziativa devono essere del tutto conformi al carattere di Roma ed agli impegni internazionali assunti dal Governo italiano, ma soprattutto agli impegni che il Governo ha preso con la Città del Vaticano e con la Chiesa in materia di Giubileo. Così come altre manifestazioni che si tengono in questi mesi in Italia devono essere compatibili, dal punto di vista logistico, organizzativo e della sicurezza, con le manifestazioni già programmate per il Giubileo, lo stesso dovrà avvenire anche per questa manifestazione. Le assicuro che le modalità di svolgimento della manifestazione dovranno essere, per impegno sia del comune di Roma sia del Ministero dell'interno e del Governo, compatibili con lo svolgimento del Giubileo e con quanto, naturalmente, dobbiamo a questa importante manifestazione.

PRESIDENTE. L'onorevole Baccini ha facoltà di replicare.

MARIO BACCINI. Signor Presidente, signor ministro, prendiamo atto del fatto che il Governo dichiara di non avere un'anima, in questo senso, perché si tratta di una questione di opportunità politica di fronte alla dichiarazione palese, fatta dagli stessi organizzatori, che questa manifestazione dell'orgoglio gay è in contrapposizione con l'anno santo.
Ricordiamo che Roma non è soltanto una città aperta, ma anche una città sacra, soprattutto in questo momento straordinario. In particolar modo, considerato che il sindaco di Roma è commissario del Governo e che Roma contribuisce con 350 milioni ad una manifestazione contro l'anno santo e contro il Santo Padre ed il Vaticano, chiediamo la revoca al sindaco Rutelli del mandato di commissario del Governo, perché ha gettato la maschera, mostrando chiaramente la sua vocazione naturale.
Vogliamo sottolineare, signor ministro, che in questa occasione si gioca l'identità culturale della nostra città e della nostra nazione nei confronti del mondo. Ripeto, noi non vogliamo discutere della libertà sessuale di nessuno, diciamo soltanto che non possiamo accettare, per questioni di ordine pubblico e di opportunità, che venga indetta una manifestazione antiGiubileo. Ci sembra che ciò inciderebbe sui valori della nostra storia e delle nostre radici, in un momento di preghiera, in un momento particolare per il nostro paese, in cui è aperta una finestra sul mondo. Le chiediamo quindi un intervento urgente perché su queste materie si rivela l'identità naturale del nostro paese, della nostra storia e della nostra cultura (Applausi dei deputati dei gruppi misto-CCD e di Forza Italia).

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