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PRESIDENTE. Passiamo all'interpellanza Selva n. 2-02166 (vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti sezione 7).
MANLIO CONTENTO. Con l'interpellanza in oggetto Alleanza nazionale solleva un problema nei confronti di un atteggiamento del Governo, in particolare del Ministero del tesoro, che riteniamo giusto evidenziare dal momento che sembra smentire tutte quelle affermazioni, ripetute anche da autorevoli esponenti del Governo, circa il rispetto da parte dell'esecutivo dell'autonomia regionale e, quindi, di quei connotati di federalismo sui quali molto spesso si impernia il dibattito politico.
alle battute che abbiamo appena accolto relativamente alla società Sviluppo Italia, anche in favore dell'aumento dell'occupazione.
PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per il tesoro, il bilancio e la programmazione economica ha facoltà di rispondere.
BRUNO SOLAROLI, Sottosegretario di Stato per il tesoro, il bilancio e la programmazione economica. Con la legge 18 ottobre 1955, n. 908, è stato istituito il fondo di rotazione per iniziative economiche nel territorio di Trieste e nella provincia di Gorizia. Il presidente del fondo è nominato con decreto del ministro del tesoro, e del bilancio e della programmazione economica, d'intesa con il presidente della regione Friuli-Venezia Giulia, ai sensi del comma 1 dell'articolo 15 del decreto del Presidente della Repubblica 15 gennaio 1987, n. 469.
Il problema, infatti, viene posto dalla regione interessata in via di principio, poiché, per quanto riguarda il candidato proposto, viene espresso, come si è detto, pieno riconoscimento delle relative qualità e capacità scientifiche e professionali. In tale prospettiva non può non considerarsi che, stando al tenore della disposizione del richiamato articolo 15, secondo comma, la prassi invocata dalla regione non ha fondamento nella legge, atteso che la disposizione medesima, nel momento in cui prevede che «il presidente della regione dà riscontro ed eventualmente l'assenso alla richiesta dell'intesa entro sessanta giorni dal ricevimento della richiesta stessa», presuppone chiaramente che del potere di proposta sia titolare il ministro del tesoro (che appunto deve formulare una «richiesta d'intesa» il cui oggetto non può che essere il nominativo proposto per la nomina a presidente). Ovviamente, la legge si può cambiare andando anche in una direzione diversa ed opposta.
PRESIDENTE. L'onorevole Contento, cofirmatario dell'interpellanza, ha facoltà di replicare.
MANLIO CONTENTO. Signor Presidente, sono divertito dalla risposta perché, come sicuramente non le sarà sfuggito, l'unica parte dell'interpellanza alla quale il Ministero competente si è guardato bene dal rispondere è quella nella quale si chiedeva come fossero andate le cose in passato; infatti, era di fondamentale importanza che il Ministero rispondesse in ordine alle nomine precedenti. Tale risposta, liquidata dicendo che non era interessante rispetto alla discussione sulla norma, avrebbe dimostrato inequivocabilmente che in passato la designazione proposta dalla regione a statuto speciale Friuli-Venezia Giulia è sempre stata accolta dal Ministero competente.
fossero in discussione le caratteristiche del soggetto che il Ministero competente ha proposto. In quella risposta, però, lo stesso Ministero competente si è guardato bene dal dire che il parere espresso dalle Commissioni competenti si è basato non, caro sottosegretario, sulle caratteristiche qualitative della persona, ma semplicemente sull'argomento che avrebbe avuto - badi bene - troppi incarichi, sulla scorta del curriculum allegato alla proposta.
poteva essere fatto - comunque alla nomina sulla base dell'indicazione formulata dalla regione Friuli-Venezia Giulia. Molto probabilmente, come ho detto, perché quella persona non riscuoteva il consenso di qualche amico della maggioranza di Governo!
L'onorevole Contento, cofirmatario dell'interpellanza, ha facoltà di illustrarla.
Ebbene, in occasione della designazione del presidente del Fondo di rotazione per le iniziative economiche del territorio di Trieste e della provincia di Gorizia, che ha lo scopo di intervenire a sostegno delle attività economiche, di sviluppo della regione e, in ultima analisi, delle possibilità occupazionali che da quelle iniziative scaturiscono. La regione, sulla scorta di quanto prevede la legislazione vigente, ha indicato al Governo e al Ministero competente il nominativo della persona che avrebbe dovuto rivestire la carica di presidente, sostituendo, tra l'altro, il presidente in carica il cui mandato è abbondantemente scaduto. A fronte di questa richiesta si è verificato un episodio abbastanza singolare: la Commissione parlamentare competente ha espresso parere negativo nei confronti di quella designazione. Su questo punto tornerò in sede di replica.
Il Ministero del tesoro rispetto a quell'episodio ha ritenuto di poter indicare, a sua volta, il nome della persona che doveva rivestire la carica di presidente del Fondo di rotazione «ingaggiando» uno scontro con la regione autonoma del Friuli-Venezia Giulia e ha tentato - sta tentando tuttora - di imporre a questa regione a statuto speciale e ad autonomia differenziata la persona che ritiene più consona a rivestire il ruolo di cui stiamo parlando.
Sappiamo che in questa materia la legge vigente prevede un'intesa tra regione e Ministero competente e sappiamo anche che, in base ai precedenti, non vi è stata mai alcuna occasione in cui l'esecutivo sia stato di diverso avviso, in ordine alla designazione del presidente del Fondo di rotazione, rispetto alle indicazioni che pervenivano dalla regione Friuli-Venezia Giulia. Sorge spontaneo il dubbio, come direbbe qualcuno, che l'atteggiamento dell'esecutivo - guarda caso - sia posto in relazione alla maggioranza che in questo momento governa la regione Friuli-Venezia Giulia che è, naturalmente, una maggioranza di centro-destra, quindi, forse non troppo simpatica rispetto alle opinioni che allignano nell'esecutivo.
L'interpellanza solleva questioni e pone interrogativi chiedendo se il Ministero e, in particolare, il ministro non creda che l'eventualità di questo scontro finisca per smentire le assicurazioni più volte fornite in ordine all'ispirazione federalista dell'esecutivo e al rispetto delle autonomie regionali, tanto più se a statuto speciale come quella in questione, più volte ribadite anche nel corso di esami parlamentari di provvedimenti legislativi. Si chiede, inoltre, se risponda al vero che, in passato, l'intesa di cui si tratta abbia sempre visto l'accettazione da parte del ministro dell'indicazione pervenuta dalla regione; quanti siano i casi analoghi di nomina regolata dall'intesa tra Stato e regioni; quali tra essi abbiano visto il rispetto dell'indicazione regionale e quali no, distinti naturalmente per regione, negli ultimi quattro anni e se non ritenga, infine, di avallare l'indicazione della regione Friuli-Venezia Giulia in ordine ad una nomina che concerne un istituto operante - e devo dire anche con un certo successo - nel territorio del Friuli-Venezia Giulia per lo sviluppo dell'economia e, richiamandomi
Ai sensi del comma 2 dello stesso articolo il presidente della regione dà riscontro, ed eventualmente l'assenso, alla richiesta dell'intesa entro 60 giorni dal ricevimento della richiesta stessa. In mancanza di riscontro, dispone la citata norma, si procede senza intesa.
Al riguardo si fa presente che con decreto del ministro del tesoro, in data 13 maggio 1999, sono stati nominati i componenti del comitato di gestione del fondo, con riserva di provvedere, non appena possibile, alla nomina del presidente. Sulla nomina del presidente del FRIE non si era infatti potuto raggiungere un'intesa con la regione, poiché sul candidato proposto dalla regione stessa, dottor Alberto Donaggio, si erano espresse in termini negativi le competenti Commissioni parlamentari.
Nel recepire i predetti pareri negativi, il ministro del tesoro aveva sottoposto al presidente della regione, con nota del 2 aprile 1999, una nuova proposta concernente la candidatura del dottor Biagio Celentano, invitando il presidente medesimo a pronunciarsi al riguardo.
Successivamente, in data 5 luglio 1999, il ministro aveva ribadito la posizione negativa già espressa circa la designazione del dottor Donaggio, riproponendo la candidatura del dottor Celentano e sollecitando il presidente della regione ad esprimere il proprio parere, essendo ormai decorso il termine previsto dall'articolo 15 del citato decreto del Presidente della Repubblica n. 469 del 1987.
Infine, il ministro del tesoro, tenuto conto che da parte del presidente della regione interessata non vi era stato alcun riscontro a tale proposta e non ravvisando peraltro l'opportunità di procedere alla nomina del dottor Celentano anche senza intesa, ha formulato, in data 9 settembre 1999, una nuova proposta di candidatura alla carica di presidente del FRIE, designando il professor Giovanni Caselli.
Anche con riferimento a quest'ultima candidatura, tuttavia, il presidente della regione Friuli-Venezia Giulia non ha espresso il proprio assenso, sia pure non per ragioni relative alle qualità e alle attitudini del candidato proposto, ma per motivi di procedura, atteso che, con nota del 16 settembre ultimo scorso, in risposta alla lettera del 9 settembre 1999 del ministro del tesoro, veniva ribadita la posizione della regione intesa a mantenere la prassi (ritenuta esplicativa del senso della legge) circa la nomina di candidati indicati dalla regione stessa.
Con ulteriore lettera del 12 novembre 1999 il ministro del tesoro ha voluto esperire un ultimo tentativo nella ricerca di un'intesa sulla candidatura del dottor Caselli, nei confronti del quale il presidente della regione, con lettera del 26 novembre 1999, ha espresso «pieno riconoscimento per le qualità e le capacità scientifiche e professionali», confermando tuttavia il proprio esclusivo interesse alla nomina di candidati designati dalla regione e non dal ministro del tesoro.
A tale lettera il ministro del tesoro ha replicato, in via definitiva, il 16 dicembre 1999, riservandosi di adottare le necessarie iniziative nelle competenti sedi per ovviare alla situazione sopra descritta e pervenire comunque alla nomina del presidente del FRIE.
Ciò premesso, considerata la necessità di dare attuazione alla disposizione del succitato articolo 15, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica n. 469 del 1987, al fine di evitare il protrarsi di una situazione di stallo suscettibile di determinare conseguenze negative sull'attuazione degli interventi di politica economica nella regione, il ministro del tesoro ha ritenuto, per ragioni di correttezza istituzionale, di sottoporre la questione all'attenzione dell'Avvocatura generale dello Stato, onde definire, con ogni urgenza, l'esatta portata del contenuto del riferito articolo 15, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica n. 469 del 1987, in particolare sul punto se, in mancanza dell'intesa sul nome del candidato proposto dal ministro del tesoro, ma in presenza di un riscontro da parte del presidente della regione, come nel caso in esame, il ministro possa procedere alla nomina.
In relazione alle caratteristiche di principio assunte dalla questione, non appaiono significative le prassi seguite in passato nel caso di specie, ovvero in casi simili.
Il parere è stato richiesto con lettera in data 29 dicembre 1999 ed al momento si è in attesa della risposta da parte dell'Avvocatura generale dello Stato.
Il Governo auspica, comunque, che sul nominativo proposto possa essere espressa l'intesa da parte della regione, dal momento che non esistono riserve sul nominativo stesso.
Questa è la storia. Se fosse oggetto di contestazione il principio fissato dal decreto presidenziale, si potrebbe modificare la legge e trovare, quindi, una soluzione diversa. Personalmente, sono un sostenitore del decentramento e pertanto, in linea di principio, sarei cointeressato a questo tipo di iniziativa. Tuttavia, la situazione legislativa in essere è quella indicata, all'interno della quale si è agito; mi sembra, quindi, che l'operato del Ministero del tesoro sia stato profondamente corretto.
Lei, signor sottosegretario, ha richiamato il testo delle disposizioni normative e, facendolo, ha posto l'elegante quesito rivolto all'Avvocatura dello Stato circa la possibilità di nominare il presidente del fondo di rotazione sulla scorta di una risposta data dal presidente della giunta regionale in ordine al fatto che non
Ricordi e rammenti che quella proposta, inviata alle competenti Commissioni, partiva esattamente dall'indicazione del presidente della giunta regionale, sulla base della prassi precedente e - potrei dire - sostanzialmente d'intesa con il Governo, considerato che a trasmetterla alle Commissioni competenti è stato, guarda caso, l'attuale Presidente della Repubblica che, come lei sa, allora rivestiva la carica di ministro del tesoro; tale proposta venne bocciata sulla base di argomentazioni che non attenevano alle caratteristiche personali relative all'ufficio da ricoprire.
Signor sottosegretario, se a tutto ciò aggiungiamo il fatto che il Presidente del Consiglio si è sostanzialmente dimenticato di invitare, dandogli un preavviso coerente, ragionevole e corretto, il presidente della giunta regionale del Friuli-Venezia Giulia all'incontro fissato per discutere della finanziaria; se a ciò aggiungiamo che nelle settimane scorse il Governo di cui lei fa parte non ha risposto alla richiesta di quel presidente della giunta (sottoscritta, tra l'altro, dalle categorie produttive della regione indicata) di un incontro relativo agli obiettivi comunitari e, quindi, ai fondi correlati a tali iniziative, cosa che, invece, a quanto ci risulta, il Presidente del Consiglio ha fatto nei confronti di altre regioni, magari guidate dal centrosinistra, assumendo le iniziative avanzate da dette regioni; se aggiungiamo a tutto questo ovviamente il sospetto che quanto lei ha citato in quest'aula circa il rispetto delle normative non significhi assolutamente nulla, ci si rende conto che quanto da noi rilevato è del tutto fondato.
E a questo aggiungerò di più, perché rimanga agli atti di questa Camera e perché possa essere utilizzato eventualmente in sede di conflitto di attribuzione dinanzi alla Corte Costituzionale. Forse lei non sa, sottosegretario, che il presidente della giunta del Friuli-Venezia Giulia ha chiesto più volte al ministro del tesoro, che oggi lei qui rappresenta, un incontro per definire, tra l'altro, tale questione! Forse non sa che tale richiesta è pervenuta anche dall'ufficio di gabinetto della vicina sede della regione a statuto autonomo Friuli-Venezia Giulia, che è esattamente di fronte al palazzo in cui risiede il Presidente del Consiglio! Forse lei non sa - e non gli e lo hanno scritto nella relativa risposta - che, nonostante queste ripetute richieste, per giungere a quella intesa pur difendendo le questioni di principio, a tutt'oggi non è pervenuta risposta alcuna!
Allora, signor sottosegretario, secondo lei dovrei ritenermi soddisfatto della risposta che mi ha fornito?
E quando lei mi risponde che il Governo e il ministro competente hanno sottoposto la questione all'Avvocatura dello Stato non ritiene che forse sarebbe stato un tantino più ragionevole accordare quell'incontro e affrontare l'intesa all'interno di quel confronto, che dovrebbe essere il frutto del principio di leale collaborazione richiamato dall'articolo 5 della nostra Carta Costituzionale?
Prendo atto che il Governo e il ministro del tesoro intendono procedere nella direzione che hanno indicato: probabilmente perché l'uomo che vogliono indicare come presidente del fondo di rotazione è un soggetto più affine alla maggioranza di Governo e forse meno alla maggioranza che governa la regione Friuli-Venezia Giulia!
Riguardo alla questione delle caratteristiche, le chiedo come mai le stesse che non venivano messe in discussione riguardo alla persona indicata dalla giunta e quindi dal presidente del Friuli-Venezia Giulia, non siano state sindacate dalle Commissioni competenti e come mai, quindi, non si sia proceduto - come
Sottosegretario, non invocate la legge quando vi fa comodo: il Governo pensi, invece (e potrebbe averlo fatto con un gesto di disponibilità), che io chiedo a lei - perché venga riferito al ministro del tesoro - di concedere quell'incontro e di affrontare in sede politica il rispetto di quei principi che un presidente della giunta regionale del Friuli-Venezia Giulia esprime non solo a nome delle categorie produttive, ma anche a nome di più di un milione di abitanti che quella regione ha e che meritano rispetto!


