Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 653 del 18/1/2000
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(Invasione dello spazio aereo civile da parte di aerei da guerra)

PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Nardini n. 3-03747 (vedi l'allegato A - Interpellanze e interrogazioni sezione 7).
Il sottosegretario di Stato per la difesa ha facoltà di rispondere.

GIOVANNI RIVERA, Sottosegretario di Stato per la difesa. Signor Presidente, la genericità del periodo indicato, pomeriggio del 9 aprile, nonché degli spazi aerei nei quali gli episodi si sarebbero manifestati, spazi aerei destinati alla navigazione civile, non consente la riferibilità ad alcun preciso evento, se non ad un generico quadro delle attività operative di volo condotte per la risoluzione della crisi nel Kosovo. Pur con tale limite, si può senz'altro argomentare che le restrizioni al traffico aereo e civile in occasione di operazioni militari sono sempre oggetto di specifiche comunicazioni, denominate in sigla NOTAM (notice to airmen) di tipo A, ovvero a massima diffusione internazionale, previo concerto con l'ente nazionale competente all'informazione delle compagnie aeree Civilavia.
Nell'occasione citata dalle onorevoli interroganti ciò è avvenuto con anticipo di oltre un mese prima dell'esigenza, con più ampio margine rispetto al termine di sette giorni normalmente in uso.

PRESIDENTE. L'onorevole Nardini ha facoltà di replicare.

MARIA CELESTE NARDINI. Signor Presidente, non posso certo dichiararmi soddisfatta della risposta poiché la mia interrogazione toccava un altro argomento; in particolare si riferiva al pomeriggio del 9 aprile 1999 quando in pratica eravamo in guerra, anche se il nostro paese non lo ha mai dichiarato. Anche questo è un elemento da sottolineare, il fatto cioè che eravamo in stato di guerra, che vi erano missili lanciati da una parte e forse anche dall'altra.
Il Governo avrebbe dovuto chiarire perché quel pomeriggio i responsabili della torre di controllo di Brindisi hanno dichiarato di non sapere nulla. Al di là della vicenda, ci chiediamo come sia possibile che l'ente di controllo del volo abbia dichiarato di non sapere nulla in merito ai voli di quel pomeriggio. Ciò significa che non aveva sotto controllo la situazione ed è proprio a questo elemento che non è stata data risposta. Il quesito rimane aperto e ci sembra di capire che quando accadono queste tristi e dolorose vicende noi siamo davvero sotto il cielo, nel senso che può accadere di tutto.

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