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ROCCO BUTTIGLIONE. I fenomeni di malcostume politico di cui siamo testimoni mostrano con evidenza che il bipolarismo all'italiana è fallito. Certe cose nella prima Repubblica non succedevano. Siamo tornati al trasformismo del periodo peggiore della storia del Parlamento italiano. Contro quel trasformismo don Sturzo invocava un sistema elettorale proporzionale, che noi oggi vogliamo corretto, e partiti con forti radici ideali, capaci di garantire un rapporto vivo fra eletti ed elettori. Il bipolarismo all'italiana è fallito. Ridateci la proporzionale.
FAUSTO BERTINOTTI. Volete cambiar rotta? Non lo farete, ma noi ci batteremo dall'opposizione per chiari obiettivi sociali e di democrazia. Avanzeremo proposte concrete, lotteremo per realizzarle.
MARIO CLEMENTE MASTELLA. Insistiamo perché essa diventi sempre più esplicitamente l'impegno del Governo. Si tratta di immettere il sud nella grande rete dello sviluppo, di abbattere le barriere culturali e infrastrutturali, di promuovere l'ingresso nella modernità di un'area che storicamente ha pagato un tributo all'unità nazionale e allo sviluppo delle regioni più forti.
delle istituzioni e dei grandi problemi comuni; se non verranno meno insomma le condizioni proprie di un paese maturo e progredito, i risultati premieranno il nostro impegno e le nostre speranze.
MAURO CUTRUFO. Per questo il mio «no» a riforme in senso maggioritario e, riallacciandomi alla mia storia, e alla storia di molti colleghi che siedono oggi in Parlamento, un appello a metterci immediatamente al lavoro per dare al paese una legge elettorale che consenta sì stabilità, ma che garantisca la partecipazione e quindi la democrazia.
Volete fare anche una sola cosa di sinistra? Non la farete, ma noi vi sfidiamo. Vi proponiamo di aumentare di 200 mila lire al mese le pensioni sociali, le pensioni al minimo e quelle integrate al minimo. Si tratta di 5,5 milioni di pensionati sotto le 700 mila lire al mese. Vi proponiamo di istituire in Italia un salario sociale per i giovani da lungo tempo disoccupati e un salario minimo orario garantito per tutti i lavoratori e in particolare per chi è precario.
Sono solo due proposte, ma danno il senso, credo, di cosa sarà la nostra opposizione, un'opposizione per l'alternativa.
Ma non c'è solo il sud, c'è il nord, c'è l'Italia, c'è anche una questione settentrionale perché i problemi della sicurezza e della solidarietà sociale valgono per il centro, per il nord e per il sud.
La velocità nel risolvere questa crisi ci è venuta anche dal bisogno di evitare che i rappresentanti all'estero della grande impresa e della piccola impresa fossero schermiti dai loro competitori perché esponenti industriali di un paese permanentemente in crisi.
Per questo abbiamo accelerato il passo. Non per altro, non per maliziosa competizione nei confronti degli alleati che speriamo sempre più alleati e vicini del Trifoglio. Ecco perché abbiamo preteso che il Governo venisse posto subito nella condizione di operare nella chiarezza e tuttavia senza temere l'alternativa di elezioni anticipate.
Sono lieto che la nostra lealtà sia stata riconosciuta. Credo che essa rappresenti un obiettivo fattore di forza e di stabilità. Il cammino deve quindi continuare.
Vediamo all'orizzonte un interessante dibattito sulle riforme, prima fra tutte la riforma elettorale. Vi parteciperemo con piena coscienza e con le nostre proposte, opereremo nel Parlamento con fattività e con spirito di iniziativa. I nostri uomini al Governo sapranno rendere un servizio utile al paese, siamo certi che, se non verranno meno le condizioni intorno a un progetto di cooperazione che vede la sinistra in una posizione non egemone né arrogante; la volontà di valorizzare i presupposti di un dialogo con il Trifoglio che nessuno di noi ha interesse a sminuire; l'intenzione di sviluppare un corretto e costruttivo confronto con quella parte dell'opposizione che avverte il senso
Con questa convinzione e con questi impegni confermo il voto favorevole dell'UDEUR al Governo presieduto dall'onorevole D'Alema, al quale rinnovo, come a tutti i colleghi, gli auspici per un Natale di pace e un 2000 di successi per l'Italia e per l'Europa.
Pertanto, auspicando riforme di contenuto opposto a quelle di cui all'intervento del Presidente del Consiglio, chiudo questa dichiarazione di voto confermando la mia astensione e gridando con forza, riappropriandomi della mia tradizione e della mia storia, viva la libertà, viva la democrazia, viva la Democrazia cristiana.


