Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 631 del 30/11/1999
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Sull'ordine dei lavori ed inversione dell'ordine del giorno (ore 17,15).

ELENA MONTECCHI, Sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà (Commenti del deputato Conti). Onorevole Conti, lei sa che il Governo può sempre intervenire.

ELENA MONTECCHI, Sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, il Governo chiede il rinvio ad altra data della prosecuzione della discussione - assai approfondita - sul decreto-legge in esame, in quanto ritiene di dover chiedere che si passi al seguito della discussione del disegno di legge comunitaria di cui al punto 6 dell'ordine del giorno.
Si tratta, infatti, di un provvedimento in terza lettura, che dovrà poi tornare al Senato. In relazione agli oneri e agli impegni internazionali del nostro paese, si rende necessario consentire, anche al Senato, una valutazione di merito in Commissione e la votazione in Assemblea. Il rispetto di una dimensione temporale assai ristretta (la giornata di oggi) consentirebbe anche al Senato di lavorare affinché il disegno di legge comunitaria sia approvato entro l'anno. Questo è l'obiettivo che il ministro per le politiche comunitarie ed il Governo nella sua collegialità si sono prefissi, con la condizione di essere puntuali nell'approvazione del disegno di legge comunitaria entro il 1999.

PRESIDENTE. È stata formulata, dunque, una proposta di rinvio ad altra seduta del seguito dell'esame del disegno di legge di conversione n. 6522 ed una proposta di inversione dell'ordine del giorno per passare subito al punto 6 dell'ordine del giorno, concernente il disegno di legge comunitaria 1999. Decideremo sulle due proposte con un unico voto.
Sulle proposte del rappresentante del Governo darò la parola, ove ne sia fatta richiesta, ad un oratore contro e ad uno a favore.

ELIO VITO. Chiedo di parlare contro.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


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ELIO VITO. Signor Presidente, da un certo punto di vista, la proposta del sottosegretario Montecchi sembrerebbe - sia pure ironicamente - accogliere i rilievi formulati dall'opposizione sul provvedimento in esame. Tuttavia, signor Presidente, in questa fase particolare della vita parlamentare (è accaduto anche l'anno scorso e, al riguardo, siamo fortemente preoccupati, in quanto non dovrebbe accadere) il Governo ha - o ritiene di poter avere - la disponibilità completa degli strumenti parlamentari, dell'ordine del giorno dei lavori parlamentari e di ogni tipo di iniziativa legislativa sulla quale ritenga di dover o poter intervenire. Mi spiego. Tutti sappiamo che i contenuti di questo provvedimento sostanzialmente sono stati già introdotti dal Senato nel testo della legge finanziaria - all'articolo 51 - cosa che noi contestiamo e che non dovrebbe essere ammessa, Presidente, anche alla luce delle nuove disposizioni che ci siamo dati. Si sta infatti determinando il rischio che la legge finanziaria torni ad essere il vecchio provvedimento omnibus che non avrebbe più dovuto essere; per evitare ciò fu introdotto il disegno di legge collegato, che a sua volta è diventato un omnibus sul quale noi, proprio per tale motivo, abbiamo posto mano. Invece, il disegno di legge finanziaria sta diventando peggio del collegato che si è voluto abolire.
Presidente, il Governo aveva presentato questo decreto-legge, ma poi ha ritenuto di dover seguire al Senato una strada impropria, quella dell'inserimento della questione nella legge finanziaria: ebbene, scelga una strada o l'altra.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE LUCIANO VIOLANTE (ore 17,16)

ELIO VITO. Se è vigente un decreto-legge, vuol dire che il Governo ha ritenuto che sussistessero gli elementi per fare ricorso a questo strumento normativo, quindi dovrebbe battersi per ottenerne la conversione. Ora, invece, troviamo che la materia è stata inserita al Senato nel disegno di legge finanziaria e noi abbiamo già chiesto in Commissione che questa norma venga soppressa o stralciata. Il Governo, che si era riservato di dare una risposta in merito alla richiesta da noi formulata in Commissione bilancio, con l'intento di provare nel frattempo ad ottenere la conversione di questo decreto-legge, visto che per quest'ultimo le cose si presentano male, decide di rinunciarvi, sapendo di poter comunque percorrere l'altra strada, quella della legge finanziaria. Eh no, il Governo non è padrone assoluto del Parlamento!
Vi sono poi anche un secondo ed un terzo episodio, Presidente, che mi permetto di richiamare brevemente. Vi era un altro decreto-legge, iscritto all'ordine del giorno dell'Assemblea, varato dal Governo in condizioni di necessità ed urgenza, relativo ai lavori socialmente utili: ebbene, il Governo all'improvviso fa presente alla Conferenza dei presidenti di gruppo di aver scoperto che quel decreto-legge non era necessario. Allora vi è stata una violazione dell'articolo 77 della Costituzione! Il Governo ha affermato che quel provvedimento non era necessario perché si è accorto di poter ottenere lo stesso risultato, questa volta, non attraverso la legge finanziaria, ma tramite una vecchia delega. Ma che Governo è mai questo? Adotta un decreto-legge e poi scopre che in realtà (poiché è impraticabile la via parlamentare, dal momento che in Commissione vi è stata una forte opposizione) poteva fare ricorso ad una delega che gli era già stata conferita.
Vi è poi un terzo caso, recentissimo, di oggi. Il Governo ha provato ad inserire nel disegno di legge finanziaria i contenuti di un provvedimento, già esaminato dalla Commissione finanze, sul mercato dell'oro. L'inserimento nel calendario di questo provvedimento - concluso, peraltro senza particolare contrasto, già da tempo dalla Commissione - non è stato sollecitato dal Governo con gli strumenti propri, ma l'esecutivo cerca di inserirne i contenuti nella legge finanziaria, dalla quale giustamente vengono cassati per estraneità di materia: allora il Governo ne chiede (e


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sembra che l'otterrà, anche se so che è prevista una riunione della Conferenza dei presidenti di gruppo) l'immediata e rapidissima - cosa senza precedenti - iscrizione in calendario per la seduta di domani, con termini abbreviati per la presentazione degli emendamenti, e così via. Così, anche un provvedimento che poteva non essere contrastato rischia di diventare un caso politico.
Allora, questo è il punto. La dichiarazione del sottosegretario Montecchi non spiega e non giustifica un atteggiamento di arroganza del Governo, che ritiene di poter fare, soprattutto in questo periodo dell'anno, tutto e il contrario di tutto. Adotta decreti-legge che poi scopre non necessari; adotta decreti-legge il cui contenuto inserisce nel frattempo nella legge finanziaria e di cui ora chiede il rinvio dell'esame ad altra data (in realtà, poi comparirà un emendamento per sopprimere questo testo): insomma, Presidente, noi vorremmo che fosse posto un limite allo strapotere del Governo. L'esecutivo ha i suoi poteri costituzionali ed è giusto che li eserciti; gode già di ampi strumenti, che i nostri regolamenti gli consentono, per esercitare liberamente la sua attività di governo del paese e per portare all'approvazione i propri provvedimenti, ma deve scegliere una sola strada e mantenere quella. Se ha scelto la strada sbagliata, basta, il provvedimento decade: non è possibile che ci siano decreti-legge che, a seconda di come vanno, non vengono esaminati, trasfusi in articoli della legge finanziaria o riutilizzati attraverso deleghe che il Governo improvvisamente scopre essere ancora attuali.
Signor Presidente, da qui nasce la nostra ferma contrarietà. Il decreto-legge, se è stato presentato, era urgente. Per noi la materia è estranea al disegno di legge finanziaria e chiederemo comunque lo stralcio dell'articolo 51; quindi si proceda con l'esame del disegno di legge di conversione. Certo, se si riconosce con chiarezza che abbiamo ragione sullo stralcio dell'articolo 51, si può anche provare a chiudere più rapidamente l'esame di questo provvedimento, ma ciò che fa insorgere i colleghi è il fatto che non ci sia risposta su questo punto e che sussistano, da una parte, l'articolo 51 della legge finanziaria e, dall'altra, il decreto-legge che vertono sulla stessa materia. Il Governo, quindi, in sostanza dice «vediamo dove mi va meglio: passerò da quella parte, rinunciando all'altra». Eh no, se si aderisce alla nostra richiesta di stralcio, allora esaminiamo gli emendamenti: non sono molti, si può andare rapidamente ad una conclusione; se, invece, non si aderisce alla richiesta di stralcio, è chiaro che sul decreto sorgono le preoccupazioni dei parlamentari dell'opposizione. In ogni caso, come lei sa, onorevole Montecchi, non è possibile seguire entrambe le strade: non è stato possibile per nessun Governo, non capiamo perché dovrebbe essere possibile per questo (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza nazionale).

PRESIDENTE. Sta bene. Passiamo ai voti.
Per facilitare il computo dei voti dispongo che la votazione abbia luogo mediante procedimento elettronico senza registrazione di nomi.
Pongo pertanto in votazione, mediante procedimento elettronico senza registrazione di nomi, la proposta di sospendere l'esame del disegno di legge di conversione n. 6522 avanzata dal rappresentante del Governo e di passare all'esame del disegno di legge n. 5619-B, al punto 6 dell'ordine del giorno.
(È approvata).

Il seguito dell'esame è pertanto rinviato ad altra seduta.

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