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PIERGIORGIO MASSIDDA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. A che titolo?
PIERGIORGIO MASSIDDA. Sull'ordine dei lavori. Voglio ricordare ai colleghi dell'Assemblea che lo scorso 18 novembre, in aula, vi fu l'assunzione di un preciso impegno da parte del Governo, nella persona del sottosegretario Barberi, ad intervenire con misure straordinarie a favore dei comuni della Sardegna colpiti da alluvione...
PRESIDENTE. Onorevole Massidda, mi scusi, cerchiamo di essere rispettosi del regolamento. Posso darle la parola in questo momento soltanto se il suo intervento riguarda il disegno di legge su cui dobbiamo votare; dopo il voto le darò volentieri la parola.
PIERGIORGIO MASSIDDA. Presidente, avevo chiesto la parola prima.
PRESIDENTE. Onorevole Massidda, mi scusi, non l'ho vista; adesso, però, non le posso dare la parola su questo argomento. Gliela darò appena avremo votato.
PIERGIORGIO MASSIDDA. Signor Presidente, dal momento che è stato dato il preavviso di venti minuti, potrebbe dimostrare un po' di sensibilità.
PRESIDENTE. Non è un problema di sensibilità ma di rispetto del regolamento; comunque, possiamo fare uno «strappo».
PIERGIORGIO MASSIDDA. Presidente, proprio per ragioni di correttezza mi sono avvicinato al banco della Presidenza e ho chiesto la parola. Il mio non è un atto di prepotenza...
PRESIDENTE. Va bene, la questione è chiarita.
PIERGIORGIO MASSIDDA. ...ma inteso a stimolare la sensibilità dei colleghi su un problema molto rilevante. Stiamo vivendo molte situazioni serie ma, in questo momento, una promessa non mantenuta sta suonando come una beffa; ciò vale soprattutto oggi che, come lei saprà, si stanno pagando il secondo acconto per l'IRPEF, l'IRAP ed i contributi INPS (fra venti giorni, poi, si pagherà l'ICI).
PRESIDENTE. Disperato dolor tu rinovelli, per parafrasare Dante.
PIERGIORGIO MASSIDDA. Credo vi sarebbero molti altri termini e richiami per spiegare la disperazione di queste popolazioni. Penso che il Governo, al di là delle grandi dichiarazioni di solidarietà e delle «pacche sulle spalle», debba fare qualcosa di concreto. Al momento attuale non è stata assunta alcuna iniziativa; noi chiediamo che il Governo riferisca in Assemblea, possibilmente senza prenderci in giro. Non è possibile, infatti, mancare di rispetto all'Assemblea promettendo in tempi brevi un intervento urgente senza sapere esattamente cosa sia stato fatto e cosa si intenda fare.
PRESIDENTE. Onorevole Massidda, per ragioni di serietà la Presidenza non deve rivolgersi alle persone ma alle istituzioni e, quindi, bisogna fare riferimento al Ministero dell'interno e al dipartimento della protezione civile.
PIERGIORGIO MASSIDDA. Esatto, Presidente.
PRESIDENTE. La Presidenza si farà carico della sua richiesta.
L'ordinanza, che è stata promessa già da venti giorni, non è stata ancora emanata; chiediamo che il Governo riferisca e dichiari cosa intenda fare, perché la situazione di tali popolazioni è disperata, è veramente una beffa. Considerato che in questi giorni stiamo esaminando il disegno di legge finanziaria, stiamo dichiarando di essere vicini e solidali con persone che soffrono, abbiamo inaugurato in pompa magna cattedrali o altro, lasciando le persone nei container, chiediamo che queste popolazioni, che per la loro dignità non hanno mai elemosinato nulla, vengano rispettate e che in quest'aula si affermi come realmente si intenda intervenire.
I comuni sono abbandonati. Desidero ricordare che in Sardegna sta aumentando la delinquenza e l'aggressività nei confronti delle istituzioni; se il Parlamento non intervenisse, non potreste più criticare le forze dell'ordine o altri, dal momento che le istituzioni non si dimostrerebbero in grado di dare risposte ai cittadini che soffrono veramente.
La invito ancora, signor Presidente, a chiedere all'onorevole Jervolino o al sottosegretario di Stato Barberi di riferire al più presto cosa il Governo intenda fare immediatamente, perché la situazione è estremamente critica e la reazione dei cittadini verso le istituzioni potrebbe degenerare.
Per consentire il decorso dei termini regolamentari di preavviso, sospendo la seduta.


