Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 631 del 30/11/1999
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(Ritardi dell'AIMA nell'erogazione di contributi comunitari alla regione Basilicata)

PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Domenico Izzo n. 3-04093 (vedi l'allegato A - Interpellanze e interrogazioni sezione 9).
Il sottosegretario di Stato per le politiche agricole e forestali ha facoltà di rispondere.

ROBERTO BORRONI, Sottosegretario di Stato per le politiche agricole e forestali. I pagamenti relativi al regolamento n. 2079/92 sono stati eseguiti dall'AIMA nei mesi di febbraio e marzo 1999 per l'importo di 3,5 miliardi a favore di 252 produttori e all'inizio del mese di settembre per l'importo di 2,6 miliardi a favore di 210 produttori.
I fondi nazionali destinati alle misure di accompagnamento della PAC (regolamento CEE nn. 2078/92, 2079/92 e 2080/92), esauritisi nel mese di marzo, sono stati infatti resi disponibili solo il 23 luglio 1999, data dalla quale l'AIMA ha potuto procedere agli ulteriori pagamenti.
Attualmente l'AIMA ha esaurito le liquidazioni relative agli elenchi regionali pervenuti entro il 30 giugno 1999, compresi quelli della regione Basilicata.
Per quanto riguarda il trattamento degli elenchi di liquidazione inviati dalle regioni, l'AIMA ha rappresentato che esso viene eseguito in ordine cronologico, effettuando controlli sia di carattere generale sull'elenco nel suo complesso, sia su singoli beneficiari.
In entrambi i casi, se il controllo non ha esito positivo, l'AIMA procede ad un supplemento di istruttoria e, qualora le anomalie permangano, provvede a segnalare la situazione alla regione interessata.
Va peraltro rilevato che taluni elenchi che pervengono all'AIMA esclusivamente su supporto cartaceo, non possono essere immediatamente elaborati perché necessitano di informatizzazione; in tali casi o in quelli in cui l'elenco non risulti elaborabile, l'AIMA, in attesa dell'acquisizione informatica dei dati, procede ovviamente all'elaborazione degli elenchi informatizzati pervenuti successivamente.

PRESIDENTE. L'onorevole Domenico Izzo ha facoltà di replicare.

DOMENICO IZZO. Signor sottosegretario, chi l'ha inviata qui a dare questa risposta ha dimostrato non tanto di avere disistima della mia intelligenza e della mia dignità, quanto piuttosto di avere disistima della sua intelligenza e della sua dignità, in quanto ella finisce con l'assumere la responsabilità oggettiva di falsi e di imbrogli clamorosi che la struttura delinquenziale dell'AIMA continua impunemente a perpetrare ai danni del mondo agricolo e del popolo italiano senza che il Ministero dell'agricoltura sembri avere la capacità di compiere sino in fondo il suo dovere di vigilanza e di controllo.
L'esaurimento dei fondi cui ella ha fatto cenno, avvenuto nel marzo 1999, non può certo essere invocato per pratiche datate 1996. I cittadini italiani avevano già atteso tre anni. E se tre anni, signor sottosegretario, possono essere considerati pochi per coloro i quali percepiscono lauti stipendi oltre a compiere le note ruberie, come dimostrano gli arresti delle ultime settimane, tre anni sono davvero tanti, anzi tantissimi, per povera gente che aspetta i benefici comunitari per poter sopravvivere.
Che poi gli elenchi abbiano bisogno di informatizzazione, questo significa che all'AIMA, oltre che di disonesti, c'è abbondanza di sfaticati, ossia c'è gente che non copia gli elenchi nel computer.
Signor sottosegretario, dovrebbero essere queste le giustificazioni del Governo? Guardi, io mi vergogno a dire di essere soddisfatto o meno. Circa la mia «soddisfazione», infatti, credo che le poche cose che ho detto siano sufficienti a risponderle.


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PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interpellanze e delle interrogazioni all'ordine del giorno.
Sospendo la seduta fino alle ore 15.

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