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PRESIDENTE. Passiamo alle interrogazioni Carmelo Carrara nn. 3-03242 e 3-04710 (vedi l'allegato A - Interpellanze e interrogazioni sezione 6).
LUCA DANESE, Sottosegretario di Stato per i trasporti e la navigazione. La normativa concernente il recepimento degli allegati alla convenzione ICAO è, com'è noto, disciplinata dal decreto del Presidente della Repubblica 4 luglio 1985, n. 461, che regola le modalità di recepimento degli allegati stessi, fissando i principi generali a cui attenersi.
PRESIDENTE. L'onorevole Carmelo Carrara ha facoltà di replicare.
CARMELO CARRARA. Signor Presidente, prendo atto di quanto ha dichiarato poco fa il sottosegretario e dico che sicuramente non ci dobbiamo fermare a questo punto, perché l'inadeguatezza della normativa nazionale rispetto a quella internazionale, in ordine ai vincoli alla proprietà privata nelle aree limitrofe agli aeroporti, discende dall'inerzia del Ministero del tesoro nel rendere attuale una normativa che l'Italia, con una legge apposita, aveva recepito: mi riferisco proprio all'annesso 14 ICAO, che detta norme in materia di superfici e di piani inclinati, che, tuttavia, prendono scaturigine dalla pista e non già dalla recinzione o dal sedime aeroportuale.
Viene quindi in gioco non soltanto la normativa internazionale da noi ancora inattuata - nonostante la commissione abbia ormai esaurito i suoi lavori, come ha detto il sottosegretario Danese -, ma anche l'inadeguatezza, che arriva fino al paradosso, della normativa nazionale così come è stata rivisitata agli articoli 714 e 717 del codice della navigazione.
Queste interrogazioni, che vertono sullo stesso argomento, saranno svolte congiuntamente.
Il sottosegretario di Stato per i trasporti e la navigazione ha facoltà di rispondere.
Questa amministrazione, verificata la mancata attuazione del suddetto decreto del Presidente della Repubblica, ha ritenuto di promuovere la costituzione di un'apposita commissione di studio, come il legislatore ha previsto all'articolo 13 del decreto legislativo 25 luglio 1997, n. 250, i cui lavori si sono recentemente conclusi.
Nell'ambito di detta commissione sono state individuati meccanismi amministrativi per il recepimento in via semplificata degli annessi ICAO, prevedendo altresì meccanismi parimenti semplificati di recepimento delle eventuali modificazioni degli annessi medesimi. Pertanto, saranno facilmente e adeguatamente superate le difficoltà lamentate dall'onorevole interrogante.
Non basta, quindi, che in tempi brevi e attraverso procedure semplificate il Ministero dia attuazione alla normativa internazionale, ma bisogna anche incoraggiare la rivisitazione della normativa di cui agli articoli 714 e 717, così come è stata proposta in un progetto di legge che reca la firma dell'onorevole Caveri ed anche la mia. Ciò consentirebbe di eliminare alcune situazioni paradossali che permettono la realizzazione di certi manufatti e non invece la realizzazione di opere pubbliche, ma anche private, soprattutto quando si tratta di superfici e piani inclinati, in territori che distano fino a quindici chilometri dalla recinzione aeroportuale: è il caso, ad esempio, dell'aeroporto Falcone-Borsellino, con situazioni particolarmente costrittive e penalizzanti per i comuni di Cinisi e Terrasini.
Occorre, quindi, ovviare a queste situazioni particolarmente paradossali e stabilire nuove e più appropriate limitazioni all'edificabilità nei territori in cui l'aeroporto è inserito, partendo appunto dal perimetro aeroportuale, che costituisce la delimitazione di proprietà del sedime e non invece una linea operativa di atterraggio, così come invece è configurato all'interno della normativa ICAO. Tutto ciò interessa solo le aree esterne all'aeroporto e non pone assolutamente limitazione alcuna nelle aree interne. Le nuove norme consentirebbero, quindi, di creare ostacoli in aree più vicine alla pista di volo, mentre di fatto oggi non lo consentono in aree più lontane dalla pista stessa.
Ritengo, quindi, che il Governo, oltre ad emanare il decreto, debba incoraggiare e premere affinché venga calendarizzata al più presto la proposta di legge che fa giustizia di tutte queste situazioni e che attualmente giace presso la Commissione trasporti, sollecitandone poi anche la definitiva approvazione, e che, in esecuzione del decreto, debba provvedere nuovamente alle mappature aeroportuali che oggi ancora giacciono presso i comuni interessati e che penalizzano non soltanto le amministrazioni pubbliche, ma anche i cittadini residenti in quei territori.


