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PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge, già approvato dal Senato: Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica di Capo Verde in materia di promozione e protezione degli investimenti,
con Protocollo, fatto a Roma il 12 giugno 1997, che la III Commissione (Esteri) ha approvato ai sensi dell'articolo 79, comma 15, del regolamento.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sulle linee generali.
GUALBERTO NICCOLINI, Relatore f.f.. Signor Presidente, siamo giunti all'ultimo provvedimento di ratifica della seduta odierna, riguardante l'accordo tra la Repubblica italiana e quella di Capo Verde in materia di promozione e protezione degli investimenti, firmato a Roma due anni fa.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo.
RINO SERRI, Sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Signor Presidente, sul provvedimento in esame svolgerò alcune brevi considerazioni, anche perché ho seguito personalmente la fase di preparazione dell'accordo e mi sono recato a Capo Verde per discutere con il Governo di quel paese.
PRESIDENTE. Non vi sono iscritti a parlare e pertanto dichiaro chiusa la discussione sulle linee generali.
Ha facoltà di parlare, in sostituzione del relatore, l'onorevole Niccolini.
Ultimamente, il Governo di Capo Verde ha adottato una serie di misure economiche per liberalizzare e diversificare l'economia, aprendo agli investimenti dei privati, soprattutto stranieri; indubbiamente, si tratta di un accordo che avvantaggia gli operatori italiani e che tutela i loro investimenti in quel paese.
Nel corso della discussione in Commissione è stata sollevata qualche perplessità in ordine al Governo dell'isola di Capo Verde; in sostanza, i dubbi riguardavano l'opportunità di liberalizzare gli investimenti e di tutelare gli operatori in situazioni forse ancora non del tutto democraticamente stabilizzate. Comunque, proprio in difesa e a tutela degli operatori italiani, anche il provvedimento in esame è stato licenziato all'unanimità dalla Commissione esteri, che ne chiede l'approvazione in tempi rapidi.
Due importanti ragioni ci spingono a provvedere alla ratifica in questione, la prima delle quali è rappresentata dalla presenza in Italia di una comunità capoverdiana di circa 10 mila persone, che ha rapporti anche economici con la madrepatria. La seconda ragione risiede nel fatto che vi sono già stati investimenti italiani in quest'isola, soprattutto nel settore turistico.
Per quanto riguarda la condizione politica del paese, certamente si può discutere su alcune scelte di politica economica, ma l'evoluzione democratica è ormai abbastanza consolidata, tant'è che ho incontrato sia una rappresentanza del Governo, sia il capo dell'opposizione, espressione del partito protagonista dell'indipendenza di Capo Verde. Quindi, è importante il cambiamento che si è determinato anche rispetto a chi aveva conquistato l'indipendenza. Ciò starebbe a dimostrare una certa solidità di questo paese, che - pur territorialmente angusto, trattandosi di un complesso di isole con poche centinaia di migliaia di abitanti - riveste una certa importanza, sia per quanto riguarda la vita dell'Africa nel suo complesso sia per quanto concerne i rapporti con l'Italia, che meritano di essere seguiti con attenzione. Pertanto, mi associo all'invito del relatore a ratificare questo accordo, che, pur essendo di contenuto apparentemente limitato, ritengo utile per il nostro paese.
Il seguito del dibattito è rinviato ad altra seduta.


