RISOLUZIONE
La Camera,
esaminata la relazione sull'attività svolta dalla Commissione d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività a esso connesse (trasmessa alle Camere ai sensi dell'articolo 1, comma 2, legge 10 aprile 1997, n. 97, come modificata dalla legge 14 giugno 1999, n. 184) che qui si intende riportata per intero;
premesso che, con l'entrata in vigore del decreto legislativo n. 22 del 1997, il nostro Paese sta compiendo notevoli passi avanti verso una gestione moderna, professionalmente accurata e tecnologicamente avanzata del ciclo dei rifiuti;
considerato tuttavia che permangono rilevanti differenze nel contesto nazionale, in virtù delle quali mentre al nord la situazione può dirsi nel complesso soddisfacente; al centro la situazione della programmazione può dirsi sufficiente ma è evidente uno scarto notevole con l'effettiva realtà gestionale; e al sud la realtà è per molti versi drammatica, come testimoniato anche dai provvedimenti di commissariamento per la Campania, la Puglia, la Calabria e la Sicilia;
rilevato che, per quanto riguarda la raccolta differenziata, vi sono ancora considerevoli differenze tra le varie regioni italiane e vi sono gravi ritardi in quelle meridionali;
osservato che in gran parte del territorio nazionale esiste un notevole deficit impiantistico;
ritenuto che, per quanto riguarda i rifiuti speciali, vi è un urgente bisogno di reperire metodi di rilevazione e calcolo della produzione che siano più affidabili e che consentano lo svolgimento di controlli più efficaci;
considerato che l'albo nazionale delle imprese esercenti servizi di gestione dei rifiuti non dispone ancora di un efficiente sistema informatizzato, che colleghi le diverse sezioni regionali dello stesso e consenta di avere un quadro aggiornato delle iscrizioni in tempo reale;
evidenziata la necessità e l'urgenza di avviare a sistemazione i rifiuti radioattivi italiani, poiché tale questione non può essere rinviata sine die senza seri rischi per la salute e l'ambiente;
rilevato che esistono rilevanti fenomeni di devianza e d'illegalità in parte dell'imprenditoria operante nel ciclo dei rifiuti e che per tale motivo è agevolata la formazione di cartelli e di rapporti con la criminalità organizzata;
accertato che quest'ultima si è gravemente intromessa nel business dei rifiuti, ora controllando la fase dello smaltimento,
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ora addirittura condizionando lo svolgimento degli appalti per i servizi di gestione di rifiuti, agevolando la formazione di veri e propri cartelli nel settore,
impegna il Governo
ad accelerare i tempo d'emanazione della normativa secondaria di propria competenza, al fine di consentire l'effettiva operatività dei principi legislativi contenuti nel decreto legislativo n. 22 del 1997, e a promuoverne un'applicazione il più possibile chiara e semplice;
a considerare che un'efficace ed ecologica gestione del ciclo può aversi sono con la creazione di un sistema industriale, cui partecipino fattivamente anche le imprese (sia quelle produttrici di rifiuti sia quelle che ne gestiscono le varie fasi del ciclo) e che, in tale contesto, occorre facilitare l'adozione dell'Environmental Management Audit Scheme (Emas) volto a indurre all'interno delle imprese meccanismi di responsabilizzazione e prevenzione ispirati a criteri di risparmio ecologico, che siano anche certificati col sistema ecolabel; ad attivare - a tal fine - un sistema d'incentivi sia fiscali che di bilancio, che consentano alle imprese grandi e medio-piccole di non sopportare da sole i costi per l'adozione di tali sistemi, e ad assumere iniziative d'informazione e promozione relative alle opportunità d'impresa e di lavoro esistenti nel settore dello smaltimento e del riciclo;
a individuare soluzioni che favoriscano e sostengano il mercato dei prodotti in materiale da riciclo, ivi comprese misure che impegnino soggetti pubblici a utilizzare tali prodotti;
a considerare con attenzione la materia degli imballaggi, la cui disciplina di derivazione comunitaria non dovrebbe essere stravolta nei principi e negli obiettivi con modifiche della relativa direttiva in tempi troppo precoci;
ad adoperarsi, anche sollecitando le regioni, affinché giunga a completamento il sistema dei controlli centrato sul raccordo ANPA-ARPA e sulle sezioni territoriali del NOE dei carabinieri;
a farsi promotore di un rapido ed efficace percorso di accordi di programma che consentano alle istituzioni coinvolte di raggiungere in tempi brevi i loro obiettivi di prevenzione, riciclaggio e recupero, con particolare riferimento al contenimento delle quantità di materiali inerti smaltiti in discarica e alla semplificazione amministrativa che dagli accordi può venire;
a dotare l'albo nazionale delle imprese esercenti servizi di gestione dei rifiuti di un efficiente sistema di acquisizione ed elaborazione dei dati utili allo svolgimento delle sue funzioni istituzionali;
a prevedere - nelle debite forme e sedi e con le opportune collaborazioni istituzionali (per esempio con le università) - lo stanziamento di fondi adeguati per la ricerca, finalizzata al life cycle analysis, alla riduzione delle quantità e della pericolosità dei rifiuti, alla creazione di nuove tecnologie e all'impulso alla produzione di combustibile da rifiuto e di compost di qualità;
a introdurre semplificazioni nel sistema di dichiarazioni MUD;
a procedere, in modo trasparente e partecipato, all'identificazione del sito nazionale per lo smaltimento dei rifiuti nucleari, rinnovando a questo fine anche le risorse umane e le competenze necessarie;
a dedicare particolare attenzione e a destinare le adeguate risorse umane, metodologiche e finanziarie alla lotta alle «ecomafie», la quale necessita di coordinamento e tempestività nell'azione di contrasto, considerevoli doti tecnico-professionali nel personale che vi si dedica e sanzioni severe per quanti delinquono.
(6-00120)
«Scalia, Gerardini, Marengo, Collavini».