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PRESIDENTE. Passiamo all'interpellanza n. 2-02021 (vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti sezione 3).
L'onorevole Borghezio ha facoltà di illustrarla.
MARIO BORGHEZIO. Signor Presidente, abbiamo rivolto questa interpellanza al Governo in quanto riteniamo molto importante ed urgente sottoporre all'attenzione dell'opinione pubblica, delle forze politiche e del Parlamento una questione estremamente rilevante, che si inserisce nel dibattito rovente di questi giorni sulle liste del KGB. Abbiamo aperto il capitolo riguardante la Stasi, capitolo che inizia con la caduta del muro di Berlino, quando un agente della CIA riesce ad acquistare in Unione Sovietica l'intero corpus della documentazione che, trasferita su CD-rom dai servizi segreti della Germania orientale, era stata acquisita dai servizi segreti dell'Unione Sovietica. Tale documentazione concerneva qualcosa come 317 mila spie al servizio della Germania orientale, delle quali pare che 20 o 30 mila operassero nei paesi occidentali e - si dice - 1.200 o 1.300 sul territorio italiano. Ora, è piuttosto singolare che, ad oggi, il Governo italiano non abbia mai ritenuto di dover dare comunicazione del ritrovamento di questa documentazione, di cui pure aveva avuto notizia. Mi pare incredibile che il Sismi non se ne sia mai occupato; mi pare poco credibile e, direi, piuttosto sospetto che di fronte alla tempesta politica di questi giorni e di queste settimane sugli elenchi del KGB molta parte della stampa italiana - direi quasi tutta - abbia ritenuto di sorvolare su questa realtà, che forse è più interessante di quella rappresentata dalla documentazione rivelata da Mitrokhin, in quanto ci troviamo di fronte ad una penetrazione dei servizi informativi della Germania orientale che non ha paragone con lo squarcio di realtà aperto da quella documentazione.
al Governo il quale, lo ripeto, non ci ha mai parlato delle liste Illarianov: eppure vediamo quanto danno hanno causato alla nostra difesa militare e sicuramente anche al settore, molto delicato, dello spionaggio informatico, delle comunicazioni e industriale, sia chimico sia petrolifero. Basta leggere il sommario delle informazioni pubblicato a pagina 9 del Corriere della Sera.
PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per la difesa ha facoltà di rispondere.
FABRIZIO ABBATE, Sottosegretario di Stato per la difesa. Con riferimento alla richiesta formulata dagli onorevoli interpellanti, riguardante il possesso da parte del Sismi di CD-rom contenenti l'elenco delle spie occidentali finanziate dalla Stasi - il servizio segreto della ex Germania orientale -, appare subito opportuno precisare che il Sismi non è in possesso di alcun elenco di agenti della Stasi nei paesi occidentali. Ciò di cui dispone il Sismi, fin dal 1991, all'indomani del crollo dell'URSS, è un elenco nominativo di dipendenti del Ministero per la sicurezza dello Stato della ex Germania orientale. Si tratta di cittadini tedeschi tra i quali ne figurano sette che, in base al cognome, potrebbero manifestare un'origine italiana. I controlli eseguiti su costoro fanno escludere che si tratti di cittadini italiani. In questo elenco, privo di interesse per il nostro paese, non risulta specificato se e quali di questi dipendenti si siano occupati di questioni italiane. Non si vede inoltre per quali ragioni il Sismi avrebbe dovuto trasmettere alla magistratura l'elenco in questione. Questo proprio per le motivazioni sopra esposte. In ogni caso, l'elenco è custodito dal Sismi ed occorre rilevare che la sua diffusione costituirebbe un atto di estrema gravità nei confronti degli interessati, della Repubblica di Germania e degli Stati Uniti.
PRESIDENTE. L'onorevole Borghezio ha facoltà di replicare.
MARIO BORGHEZIO. Signor Presidente, siamo totalmente insoddisfatti della risposta che il Governo ha dato alla domanda formulata. L'ultimo quesito contenuto nell'interpellanza era se la magistratura avesse aperto fascicoli relativi al fatto di specie e l'illustre rappresentante del Governo ci ha confermato che la magistratura ha effettivamente aperto un fascicolo riguardante queste attività. Peraltro, non poteva essere altrimenti, visto che il sottosegretario ci ha riferito che ove eventualmente questi elenchi vi fossero e qualora risultasse qualche nome ci attiveremmo e li chiederemmo alla CIA. Evidentemente non risulta al rappresentante del Governo, forse non casualmente, il seguito di queste rivelazioni giornalistiche (in questo paese, per fortuna, si muove di più quel poco d'informazione giornalistica libera e l'unica opposizione, la Lega forza nord per l'indipendenza della Padania, che su queste questioni sta andando a fondo), visto che questa notte, alle 0,56, l'ANSA ha diramato da Washington la notizia da cui traggo le seguenti poche righe testuali: «Gli Stati Uniti hanno accettato di trasferire alla Germania i dossier della CIA sugli informatori della Stasi, i servizi segreti della defunta RDT, tranne quei dati che potrebbero mettere in pericolo le fonti americane». Leggo ancora: «Lo scrive il quotidiano Washington Post, secondo il quale la CIA avrebbe però già consentito, in segreto, alla Germania e ad altri paesi della NATO, a partire dal 1994, di prendere visione dei dossier sulle spie della Stasi nei rispettivi paesi». Sottolineo l'espressione: «ad altri paesi della NATO».
distratto dal Fondo monetario internazionale? Con tale enorme disponibilità di denaro, o con una parte di essa, venne forse finanziata una agenzia internazionale che continua ancora ad operare? Continuiamo ad essere spiati? I nostri segreti, non solo militari ma anche industriali, continuano ad essere oggetto dell'attenzione di questa rete spionistica?
PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interpellanze urgenti all'ordine del giorno.
A proposito, però, dei silenzi del Governo, ciò che appare veramente incredibile è quello che è stato pubblicato oggi con grande evidenza, a tutta pagina, dal più diffuso quotidiano italiano, il Corriere della Sera, il quale dedica l'intera pagina 9 ad un nuovo elenco di 31 spie del KGB, alle quali non avevamo mai sentito far cenno da parte del Governo, mentre quest'ultimo ed il Sismi ne erano sicuramente a conoscenza. Le rivelazioni su queste 31 spie sono state fatte da Serghei Illarianov, che non è certo l'ultimo venuto dei servizi segreti dell'Unione Sovietica, ma addirittura l'ex viceconsole generale a Genova: nel linguaggio interno al KGB, viceconsole generale di una grande città significa, sostanzialmente, ex colonnello dei servizi segreti. Questi dirigeva una rete che operava all'interno del triangolo industriale Torino-Milano-Genova: si tratta di un'organizzazione di livello apicale che reclutava personaggi di uno spessore e di una pericolosità di un certo livello. Questa rete ha operato dal 1980 fino agli inizi del 1991: quindi, per oltre un decennio molto importante per l'evoluzione politica e industriale del nostro paese. Ad essa appartenevano: un distinto professore di ingegneria, il cui nome in codice è Vito, dell'università di Modena, il quale ha trasferito all'Unione Sovietica i test di propagazione acustica e di localizzazione passiva per la caccia sonar antisommergibile (in pratica, tutta la difesa dei sommergibili della NATO); l'agente principale Gans, altro nome in codice, con addirittura due subagenti, Nel e Wolf, gestito prima dallo stesso Illarianov e poi dal console generale di Milano, il quale procurò a Mosca i segreti del linguaggio IBM, il codice SIP per la rete telefonica gratuita Italia-USA; per non parlare di un altro agente, il cui nome in codice è Kapral-Kras, un ammiraglio in servizio della marina militare italiana, all'epoca dei fatti, il quale ha consegnato, in sostanza, l'80 per cento delle informazioni dello spionaggio militare concernenti i segreti navali della NATO.
Ci troviamo quindi di fronte ad una realtà che dovrebbe preoccupare il Governo e dovrebbe spingerlo a fornirci notizie particolareggiate in omaggio a quella dichiarata trasparenza che ci sembra sempre più rispondente a dichiarazioni di principio e non a realtà effettuale. Infatti, questi elenchi, questi nomi e queste notizie le dobbiamo sempre strappare
A me risulta, tra l'altro - ho presentato oggi un'interrogazione a risposta orale sulla questione -, che ieri o l'altro ieri, in provincia di Pavia, l'Arma dei carabinieri abbia condotto una brillante operazione, rinvenendo, sotterrati in un cascinale, alcuni bidoni contenenti armi e molta documentazione concernente la «Gladio rossa». Anche in questo caso, tutta la documentazione è stata segretata e acquisita dal Sismi: vorremmo sapere se dovremo attendere altri cinque anni per conoscere i nominativi contenuti in questa documentazione.
Inoltre, per quanto riguarda la Stasi vorrei sapere, oltre a quanto già richiesto nell'interpellanza, quali siano i nomi rilevanti di questa organizzazione apicale. Non mi interessano i nomi di quart'ordine rivelati, nella maggioranza dei casi, nell'archivio Mitrokhin: parliamo di un'organizzazione con personaggi di una certa rilevanza delle nostre strutture informative e istituzionali. Vorremmo sapere quali nomi il Governo conosca e quale uso intenda fare dei nominativi già a sua conoscenza. Vorremmo inoltre sapere quale sia la valutazione del danno che le spie al servizio della Germania orientale hanno recato alla nostra difesa militare e ai segreti industriali del nostro paese.
Si deve comunque aggiungere che il Governo ha dato indicazioni alla segreteria generale del Cesis ed al Sismi di chiedere ai rappresentanti della CIA in Italia se esistano notizie di agenti Stasi operanti in passato nel nostro paese, manifestando l'intenzione di acquisire pienamente tali notizie. Presso la CIA è in corso un'attività di elaborazione degli elenchi degli agenti della Stasi.
Il Governo ha quindi dato disposizione di acquisire gli elenchi in questione non appena si manifesterà la disponibilità degli Stati Uniti a fornirli.
Quanto alla richiesta relativa all'apertura di fascicoli da parte della magistratura, si fa presente che la procura della Repubblica di Roma ha costituito un fascicolo diretto ad accertamenti preliminari sull'esistenza e sui contenuti di documenti riconducibili ai servizi nella ex Germania orientale.
Vorrei allora sapere - quella che oggi rivolgiamo nuovamente al Governo in aula, dopo averla già posta nell'interpellanza, è una domanda retorica - se fra questi paesi sia da escludere il nostro (ci sembra molto strano).
In Europa su questa vicenda della Stasi sta esplodendo la polemica politica ed informativa. In data 19 ottobre - solo otto o nove giorni fa - un'intera pagina de Le Figaro era occupata dalla fotografia dei sacchi contenenti l'enorme documentazione acquisita. È un vaso di Pandora prezioso e provvidenziale per i servizi segreti occidentali ed è molto strano quello che l'esecutivo ci ha riferito circa il Governo italiano, il Sismi, il nostro Cesis e le altre sigle; tra l'altro, non abbiamo notizia dell'operazione svoltasi ieri e l'altro ieri, mentre il risultato dovrebbe essere comunicato all'opinione pubblica.
Per fortuna me lo hanno comunicato i servizi segreti padani; se, come parlamentare, aspettassi i servizi segreti italiani, me lo comunicherebbero nel 3000!
Vorrei sapere se il Governo confermi che gli elenchi in questione vengono trasmessi soltanto ora e che non ne ha mai preso visione. Eppure, nella dichiarazione riportata da un autorevole quotidiano americano, si riferisce che i servizi segreti dei paesi occidentali hanno preso visione di tale documentazione.
Tenendo conto del livello apicale degli infiltrati di questa temibilissima rete spionistica tedesco-orientale, è pensabile che gli Stati Uniti abbiano fatto trascorrere tre o quattro anni durante i quali le spie operanti nel nostro paese avrebbero potuto lavorare tranquillamente, senza comunicare i nomi degli agenti, che sarebbero 1.200-1.300? È vero o no ciò che si dice nei circoli dell'intelligence occidentale, ossia che sarebbero coinvolti personaggi rilevanti della politica, della magistratura, del giornalismo, prelati, forse un ex sottosegretario? Il Governo non ha forse paura di questi nomi? Per quale motivo, altrimenti, tarderebbe a darne comunicazione? Perché ha aspettato di rispondere alla mia interpellanza per affermare che forse potrebbe richiedere alla CIA detti elenchi che, secondo quanto sostengono giornali americani, la CIA sarebbe prontissima a trasmettere? Per quale motivo ha atteso fino ad ora?
Abbiamo notizia del fatto che tali reti, dopo la caduta del muro di Berlino, si sono formate di nuovo? Hanno forse qualcosa a che vedere con i 500 miliardi di dollari, una cifra rilevantissima (pari a circa 900 mila miliardi di lire), che i circoli, gli ambienti del KGB, dei servizi segreti dell'ex Unione Sovietica, hanno
Su tale vicenda vi è stata una campagna di stampa ed una campagna politica, almeno da parte nostra; infatti, molte forze politiche sono state silenziosissime di fronte allo scandalo della copertura, per anni e anni, degli elenchi (non ve ne è uno soltanto (ma due o tre) delle ex spie dei paesi dell'est operanti nel nostro paese, la cui identità forse è tuttora da scoprire considerato che molte persone sono coperte da nomi inintelligibili, come ha confermato il rappresentante del Governo. Vogliamo sapere perché non intendete rivelare questi nomi e, addirittura, vi rifiutate di acquisirli, dopo una settimana nel corso della quale sui giornali non si è parlato d'altro. Per quale motivo il Governo non ha chiesto immediatamente al Governo americano di comunicare i nomi delle spie della Stasi operanti in Italia? Questo ha dell'incredibile!
Sospendo la seduta in attesa delle deliberazioni dell'Ufficio di Presidenza.


