Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 610 del 25/10/1999
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(Repliche del relatore e del Governo - A.C. 6446)

PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare il relatore, onorevole Parenti.

TIZIANA PARENTI, Relatore. Signor Presidente, mi auguro che - come è avvenuto in Commissione -, al di là dei dialoghi a distanza con gli assenti, ciascuno senta la responsabilità della conversione del decreto-legge in esame. Ritengo che si sia ideologizzato troppo - mi riferisco alla questione delle associazioni - un problema che riguarda interi territori gravati da fatti estorsivi che non vengono denunciati, in quanto non vi è fiducia nelle istituzioni: persone che hanno denunciato fenomeni di usura restano spesso sole, proprio per i contrasti che emergono tra le diverse parti politiche e, talora, non sono nemmeno rappresentate in giudizio, quando hanno il coraggio di adire l'autorità giudiziaria. Ritengo che il provvedimento al nostro esame - di cui si chiede la proroga per gli effetti regolamentari - sia passato troppo - come si suol dire - in sordina. Temo che anche questa proroga passerà in sordina, forse perché oggi siamo distratti da molte altre questioni, positive o negative che siano.
Purtroppo, spesso ci dimentichiamo dei fatti reali e assai gravi che accadono nel nostro paese, nel quale una parte della società è schiava di una minoranza, perché lo Stato non ha abbastanza determinazione, non tanto in termini repressivi, quanto di incentivazione della fiducia verso le istituzioni e verso la magistratura, affinché possano intervenire tempestivamente le denunce e affinché chi denuncia non sia - come troppo spesso accade - veramente solo.
Se con la conversione in legge del decreto-legge in esame non vi sarà una tale inversione di tendenza, se ancora queste iniziative saranno messe in sordina, se ancora si litigherà su chi debba comporre o meno le associazioni, se ancora molte associazioni non si asterranno dal monopolizzare ed ideologizzare un fatto che appartiene alla civiltà di un paese e che non è di nessuno in particolare, avremo perso una grande battaglia per la resurrezione del costume sociale, della mentalità e dei rapporti tra i cittadini e lo Stato! Si tratta di un rapporto che vale molto di più della repressione che - a causa della scarsità delle denunce e della difficoltà di perseguire i colpevoli - lascia sempre più vasti territori in mano ai criminali.
Signor Presidente, non possiamo sottovalutare un problema del genere; mi auguro, dunque, che la coscienza di ciascun parlamentare sia tale da anteporre questa a tutta un'altra serie di questioni che, per quanto valide, non sono comunque sufficienti ad impedire una rapida conversione del decreto-legge.

PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare il rappresentante del Governo.

GIANNICOLA SINISI, Sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, onorevoli deputati, desidero innanzitutto ringraziare il relatore, onorevole Parenti, per le parole che ha pronunciato. Posso dire di condividere non soltanto le preoccupazioni di merito che hanno portato all'adozione in Commissione, con voto unanime, di alcune proposte emendative, ma anche le preoccupazioni legate ai tempi di approvazione del provvedimento, che rappresentano il vero grande problema che il Governo ha voluto sottolineare, non avendo certamente nulla da obiettare rispetto ai miglioramenti che sono stati apportati al testo del decreto-legge in esame.
L'onorevole Mantovano ha ricordato che la legge sul racket e sull'usura è stata


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il frutto di un'iniziativa del Governo, ma anche di un contributo fornito dall'opposizione, nel tentativo di trovare una soluzione rispetto alle difficoltà obiettive nel ristorare i danni patiti da una serie di cittadini, purtroppo anche con eventi drammatici che hanno squassato non solo le nostre coscienze, ma anche il paese. Credo che oggi con lo stesso spirito di collaborazione possiamo registrare le risposte contenute nell'interpretazione che ha voluto dare il senatore Maritati.
Mi permetto di aggiungere alcune osservazioni a quelle già formulate in Commissione rispetto a quelli che io ritengo non siano stati degli inadempimenti da parte del Governo. L'esecutivo aveva il dovere di emanare un regolamento di attuazione entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge ed io voglio ricordare che quel regolamento è stato emanato entro i termini previsti di sei mesi - anche se certamente non è entrato in vigore - e già nello scorso mese di luglio è stato sottoposto all'esame delle Camere per il parere.
Purtroppo è necessario smentire la facile convinzione secondo cui le leggi sarebbero più difficili da portare a compimento dei regolamenti: l'iter procedurale di questi ultimi è invece talvolta più complesso di quello legislativo. Sono stati infatti formulati alcuni rilievi da parte della Corte dei conti sul provvedimento, che aveva già ottenuto i pareri favorevoli di Camera e Senato. A questo proposito posso soltanto dire che il Governo ha esaminato tali rilievi ed ha ritenuto di doverli respingere: attendiamo quindi che la Corte dei conti, che abbiamo anche sollecitato a rendere una pronta risposta rispetto a tali rilievi riesamini la sua valutazione su quella bozza di regolamento, che tanto il Governo quanto il Parlamento avevano già giudicato positivamente, affinché sia possibile una immediata entrata in vigore di tale strumento fondamentale per l'entrata in funzione di tutte le norme contenute nella legge n. 44 del 1999. Posso anche preannunziare che qualora la Corte dei conti dovesse insistere su alcuni rilievi che Governo e Parlamento hanno ritenuto di non dover condividere probabilmente chiederemmo una registrazione con riserva, assumendoci la responsabilità di varare comunque il regolamento, perché sappiamo che il paese ne ha bisogno. Questo è quanto ci chiede l'opposizione, ma sappiamo che il Parlamento nella sua interezza auspica un atto di determinazione affinché la legge in questione possa entrare pienamente in funzione.
Non starò qui ad analizzare se fosse o meno necessario e funzionale per l'entrata in vigore della legge il decreto contenente l'elencazione delle associazioni ammissibili, però posso affermare che tale atto è stato firmato dal ministro dell'interno e dal ministro della giustizia ed anch'esso attende la registrazione da parte della Corte dei conti: insisteremo affinché ciò avvenga nel più breve tempo possibile.
Riguardo alle forme di finanziamento, tanto quelle evocate e relative all'articolo 18 comma 3 del regolamento, quanto quelle relative al fondo sull'usura, posso assicurare che vi è un dialogo aperto con il Ministero del tesoro e che sono in corso di approvazione, al Senato, le relative norme inserite nella legge finanziaria. Vi assicuro che non mancherà il sostegno del Ministero dell'interno affinché in quella sede sia data la massima attenzione all'istanza, che ritengo giusta, di poter ottenere non soltanto norme organizzative e di procedura, ma anche le risorse finanziarie necessarie a farle entrare pienamente in vigore.
Alla luce di questi chiarimenti, che spero siano stati soddisfacenti, e tenuto conto del testo normativo di cui stiamo discutendo e degli indubbi benefici che si ricaveranno per effetto della sua entrata in vigore, credo di poter legittimamente invocare, insieme al relatore, il pieno sostegno da parte di tutto il Parlamento per la conversione in legge di questo decreto-legge che, com'è ovvio, nel caso in cui verranno approvati nuovi emendamenti, dovrà passare nuovamente all'esame del Senato. Al di là dell'impegno, che possiamo assumere in questa sede, di lavorare assieme affinché questi obiettivi


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vengano raggiunti, come abbiamo fatto in passato, va tenuto conto - sono certo che ciascuno di noi lo farà - del fatto che la mancata conversione in legge di questo decreto-legge potrebbe avere conseguenze certamente non positive su quanti invocano e attendono un'attenzione maggiore da parte del Parlamento nei confronti di questi diritti negati che, fino ad oggi, non sono stati ancora ristorati.

PRESIDENTE. Il seguito del dibattito è rinviato ad altra seduta.

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