Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 610 del 25/10/1999
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(Repliche del relatore e del Governo - A.C. 6439)

PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare il relatore, onorevole Di Stasi.

GIOVANNI DI STASI, Relatore. Signor Presidente, replicherò con poche parole.
Ritengo necessario sottolineare che sul provvedimento al nostro esame vi è una convergenza di sostanza. Ho apprezzato lo sforzo dei colleghi di rifiutare l'opportunità di trovare con qualche bizantinismo un'occasione per differenziare le proprie posizioni; vi è stata, invece, una volontà costruttiva che è molto utile per una rapida conversione del decreto-legge. Vorrei però correggere l'impressione che credo si possa ricavare dal dibattito e che ritengo infondata. L'impressione è che il ruolo del Parlamento, rispetto alla vicenda della pesca in Italia, possa essere in qualche modo marginale e che non abbia un ruolo sufficientemente incisivo. Devo convenire su un dato oggettivo che riguarda l'approdo negativo cui è giunto il comparto della pesca in questi anni. Se è vero, come è vero, che oltre il 50 per cento dei prodotti ittici che noi consumiamo viene dall'estero, vi è una realtà da correggere.
Dobbiamo intervenire sia sul fronte dell'allevamento, sia su quello della disponibilità della biomassa in mare per correggere la grave distorsione che si è verificata. Il Parlamento, però, non è rimasto indifferente a questo tipo di problema. Voglio ricordare a questo proposito che c'è un approccio europeo, marginale e forse anche sbagliato, rispetto ai mari che non sono del nord, un approccio che punta alla limitazione dello sforzo di pesca. L'altro versante sul quale si può intervenire, quello appunto dell'accrescimento della bio-massa (se infatti lasciamo invariata la disponibilità di bio-massa non possiamo che ridurre lo sforzo di pesca), deve però essere oggetto soprattutto di un nostro lavoro, un lavoro che peraltro stiamo svolgendo da più punti di vista. È stato ricordato in questa sede un'indagine conoscitiva che è in corso presso la XIII Commissione per capire fino in fondo quali siano gli elementi che non funzionano nel nostro sistema economico con riferimento alla pesca. Si è inoltre fatto continuamente riferimento alla vicenda dell'Adriatico che, per la verità, è oggetto di una serie di intese bilaterali tra l'Italia e, in particolare, la Croazia (ovvero tra le marinerie di alcune zone dell'Adriatico per la costa italiana ed altre marinerie della Croazia). Soprattutto, in questa fase abbiamo il decollo di un'iniziativa importante, quella di Adriamed,


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che vede la presenza a Termoli di un centro della FAO, e che ha l'obiettivo preciso e specifico di chiamare tutti i paesi che si affacciano sull'Adriatico alla cooperazione, perché l'Adriatico stesso sia gestito in maniera unitaria e perché sia possibile mettere in atto una gestione che consenta di intervenire sulla qualità ambientale, sul ripopolamento, sulla scientificità del prelievo, in modo da disporre di una biomassa di natura diversa.
Sono questi problemi seri, le cui soluzioni sono state indicate proprio sulla base di una riflessione di parlamentari. La XIII Commissione ha affrontato la materia con l'espressione di pareri, così come se ne sono occupati la XIV Commissione ed il Governo. Ciò che voglio dire è che vi è stato un impegno importante che dobbiamo semplicemente far recepire anche a livello europeo e, per la verità, Romano Prodi si è dichiarato molto interessato ad esaminare e sostenere questo tipo di iniziative.
Si tratta, ovviamente, di fare un grosso lavoro, ma credo che il Governo stia per presentare un provvedimento di orientamento strategico per l'agricoltura e la pesca che dovrà fornirci gli strumenti per intervenire sulla riorganizzazione complessiva delle imprese di pesca, il cui bilancio è sempre più in difficoltà.
Sono già stati avviati dei cambiamenti, che riguardano la riallocazione delle funzioni presso i vari livelli istituzionali. Forse, vi è la necessità di affiancare all'indagine conoscitiva che stiamo svolgendo sulle attività di pesca una riflessione più complessiva su come le istituzioni si atteggino rispetto a questo settore, perché oggi abbiamo una situazione diversa dal passato ed abbiamo la possibilità di portare in qualche modo a sintesi uno sforzo che il Parlamento, nel suo complesso, ha fatto e che sarebbe del tutto ingiusto sottovalutare. Dobbiamo semplicemente giungere all'operazione finale di rilettura, di sintesi e di approntamento degli strumenti che possano dare al nostro paese una nuova politica per la pesca ed alle imprese di pesca una nuova possibilità di rimanere in attività stando sul mercato e confrontandosi positivamente, con successo, con le regole che questo difficile settore presenta nella realtà moderna.

PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare il rappresentante del Governo.

ROBERTO BORRONI, Sottosegretario di Stato per le politiche agricole e forestali. Desidero ringraziare il relatore per il lavoro svolto in ordine al provvedimento al nostro esame, per la relazione esposta ed anche per la sua replica, ricca di argomentazioni, che ha richiamato le iniziative oggi in campo, frutto dell'opera non solo del Governo ma anche del Parlamento. Vorrei ringraziare anche gli onorevoli Scaltritti, Aloi e Malentacchi non solo per gli interventi svolti nel corso della seduta odierna, ma anche per il contributo dato in Commissione al fine di migliorare il provvedimento in esame e, più in generale, quando sono stati discussi i problemi della pesca. Li ringrazio, soprattutto, perché hanno colto immediatamente le ragioni di necessità e di urgenza del decreto-legge in corso di conversione che, da un lato, intende garantire la sicurezza nello svolgimento delle operazioni di pesca e, dall'altro, mira ad offrire un ristoro per i danni subiti dai pescatori; in virtù anche delle modifiche introdotte dal Senato, l'azione di ristoro viene estesa ad altri soggetti. Inoltre, gli onorevoli Scaltritti, Aloi e Malentacchi meritano un ringraziamento per aver richiamato il Governo a prestare una attenzione sempre più puntuale ai problemi della pesca.
Il Governo accoglie tale sollecitazione e la considera molto importante e costruttiva anche per il tono usato e le argomentazioni svolte. Desidero ricordare, lo ha già fatto il relatore, che al Senato sono in discussione due provvedimenti che riguardano il settore in questione.
Da ultimo, credo sia opportuno segnalare che nei giorni scorsi è stata convocata dal ministro De Castro l'unità di crisi sulla pesca, facendo seguito anche alle sollecitazioni avanzate da associazioni del settore, nonché al dibattito e agli interrogativi


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che, come ricordava l'onorevole Aloi, in alcune occasioni sono stati posti in sede parlamentare. In questo incontro, che ha avuto carattere interministeriale (erano presenti i rappresentanti dei Ministeri della difesa, dell'ambiente, dei trasporti e della navigazione, oltre che delle politiche agricole e forestali), si è fatto il punto della situazione e si è deciso di assumere iniziative ulteriori al fine di proseguire un'azione di monitoraggio che può garantire la sicurezza delle operazioni di pesca.
Nel ringraziare di nuovo i colleghi intervenuti, il Governo non può che auspicare la rapida conversione in legge del provvedimento in esame.

PRESIDENTE. Il seguito del dibattito è rinviato ad altra seduta.

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