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PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Selva n. 3-04462 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 4).
GUSTAVO SELVA. Signor Presidente, ci sarà o non ci sarà la crisi di Governo? Francesco Cossiga la vuole? Qui si parla molto di asinelli, di centro-sinistra con o senza trattino, ma non so quanto la gente capisca queste cose! Cerco di far capire alla gente una cosa: il segretario del partito dei democratici di sinistra, Veltroni, ha dichiarato che il comunismo è incompatibile con la libertà. Ha voluto cioè dire agli italiani che si starebbe per chiudere - come ha scritto Ezio Mauro, direttore de la Repubblica - la stagione del post-comunismo. La mia è una domanda molto precisa: con crisi o senza crisi, continuerà a far parte della maggioranza di Governo e anche del Governo il partito dei comunisti italiani di Armando Cossutta, che le carte Mitrokhin indicano come collaboratore del KGB? Non le pare che questo sia un fatto che mette in causa la stessa democraticità del suo Governo?
PRESIDENTE. Il Vicepresidente del Consiglio dei ministri ha facoltà di rispondere.
SERGIO MATTARELLA, Vicepresidente del Consiglio dei ministri. Per la verità, le carte non indicano l'onorevole Cossutta come collaboratore del KGB e questo va detto per onore di verità, per la realtà delle cose, ma non è questo il tema. La domanda del collega Selva è chiarissima.
PAOLO ARMAROLI. Si dichiarano comunisti!
SERGIO MATTARELLA, Vicepresidente del Consiglio dei ministri. Ebbene, la invito, onorevole Selva, a enunciare un
solo punto del programma di Governo che abbia una ispirazione marxista-leninista.
PRESIDENTE. L'onorevole Selva ha facoltà di replicare.
GUSTAVO SELVA. E nel presente del suo Governo c'è il nome di un partito che si chiama «partito dei comunisti italiani». Se rinunciasse a quel nome, le parole che lei dice avrebbero forse maggiore credibilità. Ma l'astratto termine «comunismo» si è identificato in Italia con il partito comunista ed il partito di Cossutta è intenzionato a rivendicarne l'eredità ideologica e politica, anche nella parte dei rapporti con il partito comunista dell'Unione Sovietica, i cui soldi, le cui stazioni radio, forse anche le armi sono stati definiti da Cossutta in televisione come strumenti di difesa della democrazia italiana. Da parte di Cossutta non c'è nemmeno il disconoscimento delle origini comuniste. Quindi, onorevole Mattarella, che si colloca, mi scusi, alla sinistra di Veltroni, il quale è stato più esplicito di lei in ordine all'incompatibilità tra comunismo e libertà...
SERGIO MATTARELLA, Vicepresidente del Consiglio dei ministri. Questo mi sembra difficile!
GUSTAVO SELVA. ...la sua maggioranza, includendo il partito di Cossutta, nega la discontinuità che è stata ricercata da Veltroni.
L'onorevole Selva ha facoltà di illustrarla.
Vorrei dirgli che sono stato personalmente convinto - e il mio convincimento è di molto tempo anteriore ai dibattiti di questi giorni, avendo sempre militato, come sa l'onorevole Selva, in una forza politica che ha contrastato il comunismo quando questo era forte e quando comandava in molti Stati d'Europa - e lo sono tuttora che l'ideologia comunista o, volendo essere più precisi, il marxismo-leninismo rappresenti una negazione della libertà e sia in conflitto insuperabile con i principi di una democrazia liberale.
Sono tuttavia convinto analogamente che con la caduta del muro di Berlino, ciò di cui tutti dovrebbero prendere atto, e con la fine dei regimi comunisti il riferimento al comunismo assuma un significato più storico-politico e assai meno di attualità. In sede giudiziaria vanno accertati eventuali comportamenti illeciti; in sede storico-politica vanno formulati valutazioni e giudizi sul comportamento di singoli e di forze politiche in quella stagione ormai conclusa.
Ma, riaffermato tutto questo con chiarezza, va detto che occorre guardare soprattutto ai problemi di oggi e a quelli a venire. Il partito dell'onorevole Cossutta è parte della maggioranza e del Governo in quanto aderisce e sostiene il programma illustrato dal Presidente del Consiglio in Parlamento.
La politica estera di questo Governo è contraddistinta da un forte europeismo e dal riconoscimento del ruolo fondamentale svolto dalle strutture internazionali, anzitutto dall'ONU, e di quello della NATO, della nostra alleanza. Questo ci ha indotti ad assumerci tutte le nostre responsabilità prima in Kosovo e oggi a Timor Est.
In politica interna abbiamo proseguito il processo di privatizzazione dell'economia, per favorire l'affermazione dei principi di autonomia e di sana competitività tra soggetti economici che rappresentano i fondamenti dell'economia di mercato. La stessa riforma dell'amministrazione è ispirata alla volontà di creare uno Stato «leggero», che dia spazio sempre maggiore alle iniziative delle realtà locali e dei cittadini, alla libera iniziativa dei cittadini, senza alcun orientamento statalista.
Questo Governo, onorevole Selva, aspira ad essere giudicato dal Parlamento e anche e soprattutto dagli elettori per le scelte che compie (Commenti del deputato Armaroli), per le riforme che adotta, per le politiche che persegue nei diversi settori, tutte, lo ripeto, tutte di rigorosa ispirazione liberaldemocratica. Sono convinto che questo sia il metodo di valutazione al quale ricorrono i cittadini. Mi auguro che anche l'opposizione condivida che si vive in una società dove contano, accanto alla memoria storica, alle analisi storico-politiche, il presente e il futuro del nostro paese (Applausi dei deputati del gruppo dei popolari e democratici-l'Ulivo).
Ha ragione dunque Mario Tirani quando scrive che «Valter Veltroni sta tentando l'impossibile per disegnare un'identità in cui possa riconoscersi la famiglia - la stanca famiglia l'ha definita Vittorio Foa - dei DS. Ma a questo gli italiani non possono credere se poi il Governo mantiene, come sua componente essenziale e determinante, il partito dei comunisti italiani, che abbracciano un errore tragico che ha dietro di sé alcune decine di milioni di morti».
Vogliamo parlare anche noi del futuro, ma il nostro presente è legato anche al nostro passato e quello dell'onorevole Armando Cossutta è un passato che con questi tragici errori ha ancora dei collegamenti; li ha in base non soltanto al rapporto Mitrokhin, ma alle sue stesse confessioni (Applausi dei deputati del gruppo di alleanza nazionale).


