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La seduta, sospesa alle 13,45, è ripresa alle 15.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, alle quali risponderà il Vicepresidente del Consiglio dei ministri, onorevole Sergio Mattarella.
PRESIDENTE. Cominciamo con l'interrogazione Cosentino n. 3-04460 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 1).
NICOLA RIVELLI. Signor Presidente, leggerò il testo dell'interrogazione e successivamente aggiungerò un altro quesito.
assicurare la massima informazione all'opinione pubblica, nella piena collaborazione di tutta la comunità scientifica.
PRESIDENTE. Onorevole Rivelli, le ricordo i tempi.
NICOLA RIVELLI. Ho terminato, signor Presidente.
PRESIDENTE. Il Vicepresidente del Consiglio ha facoltà di rispondere.
SERGIO MATTARELLA, Vicepresidente del Consiglio dei ministri. Quest'ultima richiesta dell'onorevole interrogante apre un'altra questione, rispetto a quella contenuta nell'interrogazione annunziata e depositata, che è di altra dimensione, considerata la complessità di operazioni del genere da lui indicate, ben diversa essendo la nave da un'area geografica intensamente popolata. Peraltro si tratta di questioni anch'esse all'attenzione della protezione civile. Rispondo comunque a quanto è oggetto di maggiore attenzione da parte della pubblica opinione ed evidenziato nell'interrogazione.
dove si potranno verificare, in tempo reale, i dati relativi al monitoraggio e ricevere tutte le informazioni sui rischi possibili.
PRESIDENTE. L'onorevole Russo, cofirmatario dell'interrogazione, ha facoltà di replicare.
PAOLO RUSSO. Signor Presidente, in verità non registriamo grandi novità nella risposta del Governo. Speravo che vi fosse un sussulto di responsabilità rispetto ad una vicenda che investe la vita stessa di oltre 600 mila abitanti. Il Governo, al di là della disquisizione che talvolta sembra salottiera - sebbene si parli della vicenda che riguarda la vita di 600 mila persone - effettua tentativi abbastanza affannosi per mettere fine ad una vicenda che ha sostanziosi elementi di certezza dal punto di vista scientifico.
L'onorevole Rivelli, cofirmatario dell'interrogazione, ha facoltà di illustrarla.
Nelle scorse settimane si è registrato un notevole incremento dell'attività sismica connessa al Vesuvio, che ha suscitato vivo allarme nella popolazione interessata. L'Osservatorio vesuviano ha rassicurato sulla normalità di tali eventi; d'altra parte un noto studioso ha affermato che vi era il rischio che il fenomeno fosse stato pericolosamente sottostimato.
Esiste già un piano di evacuazione della numerosissima popolazione residente, ma varie perplessità sulla sua reale entità sono state manifestate.
Vorremmo sapere quali iniziative intenda adottare il Governo, innanzitutto per garantire la popolazione residente nella zona del Vesuvio e come intenda
Soprattutto, vorremmo sapere se fra le iniziative che il Governo intende adottare vi sia quella di fare una simulazione dei piani di evacuazione, magari studiata nell'orario di punta peggiore per il suo buon esito, analogamente a quanto avviene sulle navi, per esempio.
Il 9 ottobre scorso l'osservatorio vesuviano ha registrato, nelle prime ore della mattina, un evento sismico che è stato avvertito in alcune zone della Campania. La preoccupazione della popolazione si è accresciuta per le dichiarazioni - citate dall'interrogante - di uno studioso dell'ateneo napoletano secondo il quale il fenomeno rischiava di essere sottovalutato.
Il sottosegretario Barberi, oltre a seguire costantemente la situazione, ha convocato l'11 ottobre scorso la sezione rischio vulcanico della commissione grandi rischi, che è l'organo scientifico consultivo della protezione civile, che ha esaminato tutti i dati raccolti nelle aree di monitoraggio. Questa commissione, che è composta dai principali esperti nazionali in materia, ha concluso che non vi era più ragione scientifica per temere che l'attività sismica registrata preludesse alla riattivazione del vulcano.
Va precisato che un vulcano quiescente come il Vesuvio (l'ultima eruzione è del 1994), quando vi è una riattivazione delle eruzioni, essa si accompagna, oltre che ad un'attività sismica, anche ad altri fenomeni monitorati 24 ore su 24 dall'osservatorio vesuviano che in questo caso non si sono registrati.
Ciò posto, dato che la sismicità rientra nell'attività ordinaria di un vulcano, se non vi sono altri elementi - che non sono stati, infatti, registrati -, non si giustifica l'attivazione di un piano di emergenza del Vesuvio.
Vorrei ricordare che questo piano è stato elaborato dal dipartimento per la protezione civile nel 1995, sulla base dei dati forniti dal gruppo nazionale per la vulcanologia del CNR e, sottoposto a revisioni periodiche, è stato ultimamente aggiornato nel luglio 1999, quindi pochi mesi addietro.
A ciò si aggiunga che le aree vesuviana e flegrea possono contare su un sistema di sorveglianza moderno ed efficiente, recentemente potenziato anche a seguito dell'investimento di un contributo straordinario di 25 miliardi. È continua anche l'opera di preparazione particolareggiata degli strumenti operativi del piano. Una commissione speciale ha appena elaborato uno schema di intesa tra il dipartimento della protezione civile e le regioni italiane che, secondo il piano, in caso di emergenza dovrebbero accogliere le oltre 600 mila persone da evacuare nelle zone a rischio del Vesuvio.
Gli organi tecnici hanno, quindi, tutti gli strumenti per monitorare ed affrontare al meglio ogni eventuale, futura emergenza che si dovesse presentare.
Il Governo dedica, naturalmente, un'attenzione particolare anche all'educazione al rischio delle popolazioni interessate. È di imminente apertura un'esposizione presso il museo dell'osservatorio vesuviano
Quel che è certo - e che vorrei riaffermare per rassicurare gli onorevoli interroganti - è che ventiquattro ore su ventiquattro vi è un monitoraggio, nonché una verifica costante di quanto avviene nel vulcano, ad opera dell'osservatorio vesuviano.
Vi è una querelle propriamente scientifica, alla quale occorre rispondere con dati scientifici. Vi è un altro dato che si riferisce, invece, alla capacità organizzativa di uno Stato moderno di rispondere con efficienza a simili emergenze.
In realtà, al di là dei pur buoni propositi che il Vicepresidente del Consiglio dei ministri ha espresso, mi sembra che si registri un certo pressappochismo, insieme con incertezze, vaghe rassicurazioni, piani che non sono ancora pronti, simulazioni che non sono state fatte; vi sono comuni che vengono invitati a presentare piani comunali senza che si conoscano le vie di fuga dei comuni viciniori. Insomma, si registra un'incertezza che preoccupa gravemente perché rappresenta non solo il disagio di una vasta popolazione - i 600 mila abitanti dell'area vesuviana - ma, soprattutto, l'incapacità organizzativa rispetto ad eventi del genere in quell'area territoriale o in altre aree del nostro paese.
Signor Presidente, sono insoddisfatto per la risposta fornita dal Vicepresidente Mattarella ed indignato per la superficialità con la quale si ragiona su una questione che attiene alla vita di molte famiglie e alla certezza, nei rapporti sociali, di 600 mila abitanti (Applausi dei deputati del gruppo di forza Italia).


