Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 607 del 20/10/1999
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(Esame dell'articolo 1 - A.C. 6070)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 1 , nel testo della Commissione, identico a quello approvato dal Senato, e


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del complesso degli emendamenti ad esso presentati (vedi l'allegato A - A.C. 6070 sezione 1).
Ha chiesto di parlare l'onorevole Niccolini. Ne ha facoltà.

GUALBERTO NICCOLINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo dunque arrivati all'atto finale della discussione sul disegno di legge che riguarda la partecipazione italiana all'esposizione universale di Hannover del 2000.
Già in discussione generale e, oggi, davanti ad un'Assemblea forse disattenta, ma in un'aula comunque più affollata, debbo spiegare perché il mio gruppo ha presentato molti emendamenti e perché ha ostacolato il cammino del disegno di legge. Due anni fa l'Italia partecipò all'esposizione di Lisbona: il Governo, in quell'occasione, presentò un disegno di legge apposito duramente contestato, sia alla Camera sia al Senato, per le modalità con cui veniva decisa la partecipazione italiana, per la scelta del commissario e per il modo in cui tale commissario poteva utilizzare i fondi stanziati. L'esame del disegno di legge in questione terminò nel luglio del 1997. Ricordo che, sia alla Camera sia al Senato, ben tre sottosegretari - il sottosegretario Fassino, in seguito nominato ministro, ed i sottosegretari Toia e Serri - annotarono le critiche che, non solo dall'opposizione, ma anche da vari settori della maggioranza, derivarono alla formulazione di quel testo di legge relativamente alla scelta del commissario e alle modalità di spesa.
In quel caso erano in gioco 12 miliardi, ma il Governo si impegnò, con i suoi sottosegretari, a far sì che mai più ci si saremmo trovati di fronte ad un disegno di legge di quel tipo, che la partecipazione italiana alle esposizioni e alle fiere in genere sarebbe stata regolamentata in maniera diversa e che sarebbero stati individuati i mezzi attraverso i quali il Parlamento avrebbe potuto controllare la questione in generale.
Tuttavia, neanche due mesi dopo - ancora doveva prendere il via l'esposizione di Lisbona -, con proprio decreto il ministro Dini nominò commissario dell'esposizione universale di Hannover lo stesso commissario dell'esposizione di Lisbona. Tale esposizione ha in seguito registrato numerose critiche anche da parte dei parlamentari che l'hanno vista: pertanto, si sarebbe dovuto prima fare un bilancio dell'esposizione di Lisbona prima di prendere qualsiasi decisione relativamente alla successiva. Tuttavia, lo ripeto, il ministro Dini nominò commissario dell'esposizione di Hannover la stessa persona nominata per l'esposizione di Lisbona, già peraltro contestata sia in fase preliminare sia in quella successiva.
Il decreto di nomina venne a conoscenza delle due Camere molto tempo dopo, quando, all'inizio del 1999, il Governo presentò un disegno di legge identico a quello presentato in occasione dell'esposizione di Lisbona con un'unica differenza: il costo della partecipazione non ammontava più a 12 miliardi ma a 45 miliardi. Vi sono ricomprese tutte le modalità previste nel primo disegno di legge quale, ad esempio, la possibilità del commissario di non indire i concorsi e di eludere le norme relative alla contabilità dello Stato. Quindi, esattamente tutto come prima: erano state dimenticate le promesse fatte da tre sottosegretari al Parlamento (in fase di discussione generale ho citato testualmente le parole da loro dette in sede di discussione del disegno di legge relativo alla partecipazione italiana all'esposizione di Lisbona).
Il gruppo di forza Italia ha contestato il metodo, le scelte, ma soprattutto il costo di questa partecipazione e lo abbiamo fatto sia alla Camera sia al Senato. Il Governo, come «contentino», ha deciso di stanziare 37 miliardi al posto dei 45 previsti; ha accompagnato il provvedimento con una relazione tecnica insufficiente in cui non veniva chiarito il motivo per cui fino a qualche mese fa occorrevano 45 miliardi per partecipare a tale esposizione e oggi ne bastano 37: in realtà, sono state tagliate le retribuzioni di chi sarebbe andato ad Hannover, tranne che, guarda caso, quella del commissario.


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Noi riteniamo che la partecipazione italiana a tale esposizione sia importante, anche se non vitale per il nostro paese, ma non è detto che si debba partecipare a questi costi e con questi sistemi. Da qui le motivazioni che sono alla base degli emendamenti presentati dal mio gruppo (accettiamo l'inammissibilità di alcuni di essi). Con tali emendamenti intendiamo in primo luogo ridurre le spese e, in secondo luogo, controllare qualsiasi attività che verrà svolta con i soldi dei cittadini italiani. Temiamo, tuttavia, che, nel momento in cui noi discutiamo il provvedimento, molti di quei soldi siano stati già spesi. Crediamo, infatti, che il lavoro sia già iniziato tanto è vero che nel febbraio scorso si è detto che, se il provvedimento non fosse stato approvato al più presto, avremmo rischiato di non partecipare all'esposizione di Hannover. A me risulta che l'Italia parteciperà a questa esposizione; conseguentemente, i soldi sono già stati spesi, le decisioni adottate e quindi, a questo punto, stiamo discutendo, diciamo, a «babbo morto» o «a vacche scappate»!
In ogni caso continueremo a insistere su questa vicenda. Si parla di riordino, di riassetto e di semplificazione legislativa, è mai possibile allora che non si riesca a fare - e l'abbiamo già chiesto due anni fa al Governo - una legge complessiva in cui siano specificate le modalità con le quali l'Italia deve partecipare a simili esposizioni e in cui vengano precisate le somme da spendere e i controlli da fare?
Sulla base di queste considerazioni abbiamo presentato i nostri emendamenti, sui quali mi riservo di intervenire per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Nessun altro chiedendo di parlare, invito il relatore per la maggioranza ad esprimere il parere della Commissione.

VINCENZO TRANTINO, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, esprimo parere contrario sull'emendamento Niccolini 1.1 in quanto la soppressione dell'articolo 1 distruggerebbe lo stesso impianto della legge.
In ordine all'emendamento Niccolini 1.2, già dichiarato inammissibile, aggiungo anche che esso contrasta con la vigente normativa contabile in materia di contenuto proprio della legge finanziaria.

DARIO RIVOLTA, Relatore di minoranza. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DARIO RIVOLTA, Relatore di minoranza. I colleghi possono rendersi conto, anche dalla lettura della relazione di minoranza, che ci troviamo dinanzi ad un provvedimento pieno di ombre e che, qualora fosse approvato, getterebbe un'ulteriore ombra su molte delle decisioni che questo Parlamento ha preso e sta prendendo.
Va da sé che come relatore di minoranza invito i colleghi ad esprimere un voto favorevole su tutti gli emendamenti presentati, il cui spirito è quello di denunciare che siamo di fronte ad uno spreco, ed eventualmente, se questo spreco in qualche modo dovrà esserci, di cercare di far sì che non ci si trovi di fronte anche ad un furto (Applausi dei deputati del gruppo di forza Italia).

PRESIDENTE. Il Governo?

PATRIZIA TOIA, Sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Il Governo esprime parere contrario.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Niccolini 1.1.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Calzavara. Ne ha facoltà.

FABIO CALZAVARA. Come rappresentante della lega forza nord per l'indipendenza della Padania vorrei richiamare l'attenzione dei colleghi sul fatto che questo è un caso - purtroppo non isolato - in cui bisogna vergognarsi di essere italiani e di avere un Governo che agisce in questo modo.


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Questo provvedimento, infatti, è una vergogna non tanto per la partecipazione italiana all'esposizione di Hannover, ma soprattutto per il modo in cui esso è stato impostato, portato avanti, per le sue finalità e per gli sprechi che esso comporta. Ciò è quanto ha denunciato la lega forza nord al Senato e presso la Commissione esteri della Camera. Abbiamo visto che l'opposizione è stata compatta nel denunciare quanto ho testé affermato.

La maggioranza stessa avrà difficoltà a spiegare l'impostazione fasulla e bugiarda di questo provvedimento. Chi è bugiardo è falso e anche ladro! L'improvvisazione vergognosa di questo provvedimento ha fatto sì che esso passasse, senza alcuna spiegazione, dalla proposta di aumentare il finanziamento a più di 50 miliardi, a quella di un ridimensionamento dei 47 miliardi previsti, fino ad arrivare, per motivi strategici, alla cifra citata nel testo.
Esprimo, dunque, parere favorevole su questo emendamento soppressivo perché la sua approvazione impedirebbe il prosieguo dell'esame del disegno di legge per la sua vaga progettualità, i suoi indirizzi assolutamente incerti e per le spiegazioni approssimative fornite sia alla Camera sia al Senato.
Questo provvedimento altera, inoltre, la logica di spesa sottesa all'opportunità di partecipare a questo tipo di eventi e nega la certezza del diritto amministrativo, perché introduce un'impossibile deroga ai controlli e alle leggi vigenti effettuata da uno Stato che esige dai propri cittadini la massima correttezza e la massima trasparenza. Chiediamo allo Stato e al Governo la medesima correttezza e trasparenza e non deroghe vergognose come quelle previste da questo provvedimento (Applausi dei deputati del gruppo della lega forza nord per l'indipendenza della Padania).

PRESIDENTE. Poiché molti deputati del gruppo della lega forza nord hanno chiesto di intervenire a titolo personale e considerato che per tali interventi il tempo a disposizione è di un'ora, con il limite massimo di dieci minuti per ciascun deputato, ritengo opportuno, secondo le consuetudini, assegnare due minuti per ogni intervento a titolo personale.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Borghezio. Ne ha facoltà.

MARIO BORGHEZIO. Presidente, non utilizzerò i due minuti che generosamente lei concede a me e ai colleghi per intervenire su questo provvedimento-scempio perché vorrei semplicemente fare una breve dichiarazione di totale contrarietà. Il Parlamento italiano sta per approvare un disegno di legge che fa a pugni con i criteri di trasparenza e di contabilità pubblica, prevedendo addirittura deroghe alle regole che uno Stato serio pone a tutela dell'interesse generale diffuso dei cittadini in tema di contabilità dello Stato. Esso elude le regole che uno Stato appartenente all'Unione europea dovrebbe rispettare, soprattutto in un tema così delicato e importante come quello della partecipazione dello Stato ad una manifestazione di carattere internazionale. Il mio intervento è finalizzato a dichiarare che il governo della Padania prende le più ampie distanze dalla brutta figura che lo Stato e il Governo italiano procurano a coloro che, padani o italiani, si devono sentire rappresentati a livello internazionale da questo scempio da prima Repubblica (Applausi dei deputati del gruppo della lega forza nord per l'indipendenza della Padania).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Cavaliere. Ne ha facoltà.

ENRICO CAVALIERE. Presidente, se non si è capito, abbiamo dichiarato guerra a questo provvedimento!
La lega forza nord per l'indipendenza della Padania dichiara guerra ad un disegno di legge vergognoso. Il Governo dovrebbe vergognarsi di presentare all'Assemblea un progetto tanto inverosimile. Mi dispiace che il collega Trantino di alleanza nazionale si sia lasciato «infinocchiare» accettando di essere il relatore di questo vergognoso provvedimento.


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Sono sorpreso che molti deputati della maggioranza si siano turati il naso, anche durante i lavori di Commissione, e abbiano sostenuto questa porcheria. Non è solamente una questione di deroga, come diceva anche il collega Borghezio, alle giuste regole europee sulla contabilità generale dello Stato, ma è un furto! Si tratta di un furto ai danni dei cittadini contribuenti italiani! Vengono stanziati 37 miliardi che saranno gestiti da un certo individuo a sua totale discrezionalità! Vengono attribuiti incarichi per centinaia di milioni a funzionari burocrati del Ministero degli esteri che quella persona sceglierà! Sceglierà i suoi amici e deciderà chi guadagnerà questi soldi. Sceglierà, anzi l'ha già scelto, lo studio che progetterà il padiglione. Sceglierà le imprese che realizzeranno l'opera. Questa è una vergogna, signori! E mi sorprendo di come in questa maggioranza ci sia qualcuno disposto a votare questo provvedimento. Non abbiamo presentato molti emendamenti, perché non vogliamo presentare emendamenti poco qualificati e poco qualificanti, ma ne abbiamo presentati pochi, volti a riportare le regole all'interno di questo provvedimento. Vogliamo che le gare siano il presupposto dell'assegnazione degli incarichi per le opere, per la progettazione, per l'attribuzione della responsabilità. Vogliamo che ci sia il controllo degli organismi istituzionalmente a ciò deputati e che il Parlamento decida chi deve gestire questa expo (Applausi dei deputati del gruppo della lega forza nord per l'indipendenza della Padania).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Luciano Dussin. Ne ha facoltà.

LUCIANO DUSSIN. Devo denunciare all'Assemblea che questo è senz'altro uno dei provvedimenti clientelari più pazzeschi al quale abbia potuto assistere nei lavori di questa legislatura.
Innanzitutto, sarei curioso di verificare quanto saranno pagati gli altri commissari europei che dovranno svolgere la stessa attività del nostro: sicuramente, non le centinaia e centinaia di milioni che si porterà a casa questo signore.
Mi sono fatto tra l'altro un'idea di questo commissario: secondo me è un uomo dalla «masticazione» micidiale, perché riesce a masticare di tutto. Ho un curriculum di questo signore, dal quale ho avuto modo di verificare le sue infinite capacità. «Mastica» di sanità, perché è stato nominato nell'Istituto superiore di sanità. «Mastica» di politiche sull'amministrazione pubblica. «Mastica» di problemi del settore agroalimentare. Si intende di banche, perché è stato presidente di banche. È stato riciclato nelle biotecnologie. Si intende addirittura di chiese. Siete stati baciati dalla fortuna, perché non so dove siate riusciti a trovare un uomo così (Applausi dei deputati del gruppo della lega forza nord per l'indipendenza della Padania)! Questo è il classico personaggio della prima Repubblica riciclato. Sappiamo benissimo che voi siete la continuazione della peggiore prima Repubblica, però un po' di contegno non guasterebbe. Questo provvedimento dimostra la mancanza di decenza di chi lo presenta. Non è possibile...

PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Luciano Dussin (Applausi dei deputati del gruppo della lega forza nord per l'indipendenza della Padania).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Stucchi. Ne ha facoltà.

GIACOMO STUCCHI. I colleghi Borghezio, Cavaliere e Luciano Dussin prima hanno spiegato chiaramente la presa di distanza del gruppo lega forza nord per l'indipendenza della Padania da questo provvedimento.
Quando si decide per la partecipazione, di uno Stato che si vuole definire serio, ad una manifestazione come l'expo di Hannover del 2000, credo sia necessario partire con il piede giusto e purtroppo con questo provvedimento non lo si fa. Ci sono parecchie cose che non funzionano, a parte l'importante aspetto della mancata


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osservanza delle disposizioni sugli appalti e sulla fornitura dei servizi attualmente in vigore in Italia. Ricordo questa strana gestione dei fondi; ricordo questo incarico, che conferisce potere di decidere vita, morte e miracoli ad un commissario che già non ha dato prova positiva di sé nell'expo di Lisbona. Si deve poi sottolineare che partecipare a questa expo non è questione di vita o di morte. Piuttosto che fare una brutta figura, quale probabilmente andrete a fare (perché sarà prioritariamente il Governo italiano a farla), forse vi converrebbe ritirare il provvedimento ed accantonarlo. Se poi l'Italia non parteciperà all'expo internazionale di Hannover, non ci saranno problemi; sarà per la prossima volta, se riuscirete a trovare il metodo di lavoro che permetterà allo Stato di fare una buona figura. In questo caso è meglio rinunciare e restare a casa.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Caparini. Ne ha facoltà.

DAVIDE CAPARINI. Non so se i miei colleghi hanno già detto il nome del commissario, mentre mi sembra importante ricordarlo a tutti i colleghi oggi presenti. Coloro i quali voteranno a favore del provvedimento in esame si allineeranno completamente alla logica partitocratica, da prima Repubblica, e toglieranno qualsiasi dubbio - qualora ve ne fossero - sul fatto che questo Parlamento ne è la continuazione, anche come metodi e come scelta delle persone. Stiamo parlando del commissario nominato, Violenzio Ziantoni, nonché di una cospicua parcella, ben 728 milioni, per svolgere quell'incarico con pieni poteri. Si tratta di un commissario il quale quindi, in deroga alle vigenti disposizioni, può fare scelte in completa autonomia sulla gestione dei fondi, sulle persone e, dunque, sulla scelta dello staff.
Voi tutti sapete quale voragine possa aprirsi quando si opera in deroga alle disposizioni vigenti e quali possibilità di clientelismo offra questa deroga.
Stiamo parlando di una spesa di quasi 2 miliardi e mezzo di parcelle e di progettazioni, una somma che è a completa disposizione di quel commissario. Vi sembra...

PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Caparini.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Morselli. Ne ha facoltà.

STEFANO MORSELLI. Signor Presidente, credo sia superfluo ricordare la battaglia che alleanza nazionale ha condotto in Commissione ed in aula per cercare di migliorare il provvedimento in esame. Voglio assicurare ai colleghi della lega che l'onorevole Trantino non si è certo lasciato «infinocchiare»; egli è uomo troppo colto e troppo esperto...

PRESIDENTE. Onorevole Morselli, penso che nessuno in quest'aula ritenga che il collega Trantino si faccia «infinocchiare». Questo lo darei per scontato (Commenti del deputato Caparini).

STEFANO MORSELLI. Vorrei ribadire che aver affidato questo provvedimento ad un parlamentare navigato, ad un uomo esperto, da tutti riconosciuto di grande talento, denota proprio la volontà, non solo della Commissione, ma soprattutto di alleanza nazionale, che fin dall'inizio ha osteggiato questo provvedimento, di cercare di migliorarlo il più possibile.
Noi vogliamo che l'Italia partecipi all'expo di Hannover e che l'immagine del nostro paese sia messa sullo stesso piano di quella degli altri grandi paesi. Logicamente vogliamo anche che questa manifestazione si svolga nel modo più trasparente possibile, con un utilizzo corretto e rigoroso del denaro pubblico.
L'onorevole Trantino come relatore si è impegnato riuscendo anche a portare a casa numerosi risultati. Per questo siamo contrari all'emendamento in esame, perché riteniamo giusto - lo ribadisco - che l'Italia partecipi all'expo di Hannover.
Altra cosa è l'impianto generale del provvedimento perché, nonostante sia stato


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migliorato, indubbiamente presenta grosse pecche e lacune; il senso istituzionale del relatore, però, non deve assolutamente essere messo in discussione.
Ci avrebbe fatto sicuramente piacere se la lega, fin dall'inizio, avesse condotto l'ostruzionismo e la battaglia che altri partiti hanno fatto in Commissione per migliorare il testo e non si fosse svegliata solamente per un motivo di risonanza, trovandoci oggi nella solennità dell'Assemblea.

FABIO CALZAVARA. Non è vero!

STEFANO MORSELLI. Il problema del commissario è stato sollevato fin dall'inizio dal sottoscritto e dal gruppo che ho l'onore di rappresentare in Commissione (Commenti del deputato Dozzo). Ho chiesto formalmente al Governo di sostituire il commissario, dicendo a chiare lettere che non è persona degna di ricoprire tale incarico; si tratta di una persona buona per tutte le stagioni, che già una volta ha tradito la fiducia dell'Assemblea e delle Commissioni, e che, al di là dei 758 milioni di indennità (il collega della lega ne ha ridotti 30 e, quindi, sarà imbestialito perché i milioni sono 758 e non 728), sicuramente non è affidabile. Già il fatto che il Governo abbia preso tempo e abbia meditato un giorno intero per dare una risposta compiuta alla Commissione sta a significare che anche all'interno del Governo vi sono grosse perplessità, nate anche dal fatto che alla Farnesina vi sono fior di diplomatici capaci, preparati e certamente in grado di assolvere il compito di commissario generale dell'expo. Non aver scelto un diplomatico della Farnesina umilia, mortifica, avvilisce il nostro corpo diplomatico, «pescando» un consulente che non ha niente di buono, che da anni ed anni «opera il salto», che si fa riciclare in tutti i posti chiave di potere e sottopotere.

DIEGO ALBORGHETTI. Voi lo volete! Sei disonesto, voi lo volete!

STEFANO MORSELLI. È chiaro che la nostra ispirazione sarà fortemente contraria al provvedimento in esame, ma vogliamo che l'Italia sia al passo con gli altri paesi anche perché, probabilmente, i giochi sono già fatti.
Signor sottosegretario, di fatto ci troviamo a ratificare una decisione già assunta; sappiamo che, purtroppo, l'expo di Hannover è già in moto, che il progetto è stato già presentato, che gli appalti cominciano già ad essere operativi perché i progetti sono ormai esecutivi; pertanto, dobbiamo prendere atto di una realtà amara, ma sicuramente alleanza nazionale si è impegnata finora per cercare di migliorare il più possibile...

ENRICO CAVALIERE. Non ci sono i progetti esecutivi, mancano i capitolati!

STEFANO MORSELLI. ...un provvedimento la cui base sicuramente non ci piace.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Rizzi. Ne ha facoltà.

CESARE RIZZI. Signor Presidente, a prescindere dal fatto che questo è un «provvedimento truffa», che il Governo dovrebbe vergognarsi di presentare in Parlamento, a proposito del relatore per la maggioranza, onorevole Trantino, del quale poco fa ho sentito parlare come di un uomo di grande trasparenza, vorrei dire che a nostro avviso dovrebbe addirittura rimettere il mandato di relatore. Considerato che si parla della lega dicendo che essa cerca di fare ostruzionismo solo in determinati momenti, vorrei capire come mai vi siano un relatore per la maggioranza di alleanza nazionale e un relatore di minoranza di forza Italia; già questo spiega tutto.
Se poi torniamo al personaggio Ziantoni, dobbiamo dire che questo è un grosso personaggio. A nostro avviso questo signore è uno scienziato perché tra i titoli di merito posseduti annovera quello di commendatore dell'ordine di san Gregorio Magno. Di solito questi titoli si danno ai


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sommelier, perché i san Gregori e tutta quella gente lì non so che gente sia.

PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Rizzi, siccome lo sono anch'io, mi sento coinvolto quando lei parla di sommelier. La ringrazio.

CESARE RIZZI. Mi lasci terminare. Egli è grande ufficiale al merito della Repubblica italiana. Qui tutti sono grandi ufficiali senza il cavallo. Ha frequentato la facoltà di giurisprudenza (avrà fatto una presenza questo signore)! Ma li trovate tutti voi, questi! A mio avviso, li sorteggiate nelle lotterie dei paesi.

PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Rizzi.

MARCO ZACCHERA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole Zacchera non è il caso che le ricordi che le posso dare la parola se il suo intervento inerisce a questo problema.

MARCO ZACCHERA. Ovviamente!
Signor Presidente, tutti oggi hanno voglia di fare tutto tranne che le cose men che serie.
Il mio intervento è strettamente relativo a questo problema e strettamente correlato a quanto pronunciato dal nostro capogruppo in Commissione, l'onorevole Morselli, pochi minuti fa.
Signor Presidente, vorrei porle una domanda. Siccome pare accertato (così almeno è emerso in Commissione) che di fatto noi oggi stiamo approvando un documento (state perché io non lo voterò) che consente di spendere dei soldi per la fiera di Hannover, ma in pratica l'operazione è già in fase avanzata, infatti questa persona di fatto ha già ricevuto l'incarico, i lavori sono iniziati e si sono incominciati a spendere i soldi, io mi domando se sia legittimo che la Camera approvi un provvedimento dopo che si è già cominciato a sostenerne i relativi costi. Non è stato già, di fatto, bypassato il Parlamento e la sua decisione?
Dunque sull'ordine dei lavori mi pongo, e pongo alla Presidenza la questione, se sia legittimo procedere in questa discussione poiché, al di la delle nostre volontà parlamentari le cose sono già iniziate e si stanno già spendendo dei soldi.
A questo punto come possiamo proporre degli emendamenti per cambiare dei titoli di spesa, se si sono già cominciati a spendere questi fondi (Commenti del deputato Mantovani)?

PRESIDENTE. Onorevole Zacchera, questo rientra nella responsabilità del Governo. Non è compito del Parlamento che non è in grado di saperlo.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pezzoni. Ne ha facoltà.

MARCO PEZZONI. Signor Presidente, vorrei dare delle risposte ad alcune domande emerse nel dibattito, perché credo sia opportuno avere alcuni chiarimenti.
Il primo problema che credo sia abbastanza importante è come mai in quest'aula il relatore per la maggioranza, e ovviamente di una maggioranza trasversale, è l'onorevole Trantino. Questo è dovuto al fatto che, come sapete...

ROLANDO FONTAN. Ha il padiglione!

MARCO PEZZONI. ...nella Commissione esteri noi abbiamo una tradizione che credo sia molto importante, cioè quella di avere un atteggiamento bipartisan per quanto riguarda le scelte e le responsabilità del nostro paese.

ENRICO CAVALIERE. Dei furti ci preoccupiamo noi della lega!

PRESIDENTE. Onorevole Cavaliere, la richiamo all'ordine!

MARCO PEZZONI. In realtà inizialmente come relatore era stato indicato proprio un parlamentare della maggioranza.


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C'è stato un dibattito assai travagliato e trasversale che ha portato anche al cambio di relatore individuato nella persona dell'onorevole Trantino perché, su questo provvedimento così travagliato, si è manifestata una differenza di fondo e trasversale in Commissione. Il primo nodo da sciogliere ha riguardato il fatto se fosse opportuno o meno che l'Italia partecipasse all'expo di Hannover perché, a questo punto giustamente, parte dell'opposizione che ha voluto la responsabilità di svolgere la relazione di minoranza, si è battuta contro la partecipazione dell'Italia all'expo universale di Hannover.
Voi capite che, oltre ad altre questioni di cui parlerò, questa è una questione politica cruciale e fondamentale. Alleanza nazionale in modo particolare ha tenuto un atteggiamento diverso da forza Italia e soprattutto dal suo capogruppo. La posizione legittima era quella di fare in modo l'Italia non partecipasse ad Hannover perché questa era considerata una scelta di poca importanza. Evidentemente, vi è stato un accordo trasversale in Commissione su questo punto fondamentale: quello concernente l'opportunità che l'Italia partecipasse all'esposizione di Hannover. Dico questo anche perché in questa Europa ormai regionalizzata, del pluralismo e di una partecipazione assai varia con più figure istituzionali, dobbiamo sapere che le province di Trento e di Bolzano ha giustamente deciso di partecipare - perché lo può fare - all'expo universale di Hannover. Ricordo che ben 170 paesi hanno deciso di partecipare all'esposizione di Hannover perché si sta costruendo un'Europa integrata ed unita anche sul piano economico e perché è giusto ed opportuno che l'Italia partecipi con le proprie imprese a questa importante iniziativa. Sarebbe stato sbagliato - e lo ritengo tuttora tale - se l'Italia avesse rinunciato a partecipare a tale esposizione; sarebbe stata l'unico paese dell'Unione europea a non essere presente a questa manifestazione!
Ho rimproverato i colleghi di forza Italia perché ritenevo importante che, se su questo punto vi fosse stato fin dall'inizio un accordo unitario di tutta la Commissione, il Parlamento e la Commissione esteri avessero maggiore potere contrattuale anche nei confronti del Governo.
Non vi è dubbio - e questo è il secondo punto che intendevo sottolineare - che la questione del commissario ha diviso la Commissione; direi di più: ha diviso la Commissione in quanto tale con il Governo! Al riguardo, però, è necessario fare chiarezza e precisare che la nomina del commissario è una competenza strettamente governativa. Noi oggi, infatti, non votiamo sulla nomina del commissario Ziantoni all'expo di Hannover, ma sulla partecipazione dell'Italia a tale esposizione e sul finanziamento della relativa struttura.
Sottolineo peraltro che, grazie anche ad un impegno della Commissione esteri, il Governo ha ridotto il relativo stanziamento di quasi 9 miliardi, portando la spesa complessiva da 45 a 37 miliardi. Onorevole Niccolini, non è vero che ciò si è verificato solo perché sono state tagliate alcune spese relative al personale; ma dobbiamo sapere che il taglio più grande di spese è stato effettuato soprattutto sulla struttura stessa: noi, come Commissione, abbiamo chiesto chiarimenti al Governo ed esso ci ha detto che il taglio andrà a pesare soprattutto sull'ampiezza della struttura espositiva di Hannover. Ho inteso fare questa precisazione perché ritengo giusto che l'Assemblea fosse informata su tale questione.
Tornando alla nomina del commissario Ziantoni, dobbiamo dire che ci troviamo in uno Stato di diritto nel quale le responsabilità del Governo sono di un tipo e quelle del Parlamento sono di un altro tipo: concernono cioè i poteri di indirizzo e di controllo.
Ricordo che la Commissione esteri, su iniziativa del sottoscritto, chiese al Governo precedente, nella persona del sottosegretario Fassino, di assumere l'impegno di venire alla Camera e soprattutto alla Commissione esteri a discutere sulle modalità di nomina del nuovo commissario. Il Governo ha proceduto unilateralmente nella nomina di questo commissario


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perché ha espresso su di essa un giudizio positivo, diversamente da alcuni gruppi della Commissione esteri. Ha proceduto poi al rinnovo della nomina senza consultare la Commissione esteri.
Sottolineo che i gruppi della maggioranza ed il mio, i democratici di sinistra, sono stati chiari: abbiamo detto al Governo che, se voleva «parlamentarizzare» la nomina, avrebbe dovuto azzerarla e venire in Commissione per discuterne. Ovviamente, il Governo sapeva benissimo che tale modo di procedere avrebbe comportato una scelta chiara e netta: come Commissione non potevamo evidentemente, una volta che fosse stato rispettato il principio di parlamentarizzare la nomina del commissario, nominare nuovamente quel commissario. Il Governo, nella sua autonomia e nella sua responsabilità, ha ritenuto di non parlamentarizzare questa scelta, visto che i progetti ed i programmi erano in uno stato avanzato e che il nostro paese era in ritardo nella tabella di marcia per partecipare all'esposizione universale di Hannover. Questa scelta rientra tra le sue competenze e nelle sue possibilità. Noi, ovviamente, rappresentanti di tutti i gruppi di maggioranza ed opposizione, avremmo preferito procedere altrimenti, perché questo era stato l'impegno del Governo...

GUALBERTO NICCOLINI. Il Governo non ha però mantenuto l'impegno.

MARCO PEZZONI. Sul punto ovviamente non possiamo che rispettare la scelta autonoma del Governo e sua è la responsabilità della nomina del commissario Ziantoni; a noi, come Commissione e come Parlamento, rimane il potere di indirizzo e di controllo. Pertanto, è responsabilità del Parlamento fare in modo che non partecipino solo le province di Bolzano e di Trento, ma il sistema paese con le sue imprese perché si tratta di un'expo universale, ma soprattutto perché il Governo, il Parlamento ed il paese, in generale, sono impegnati nei processi di integrazione europea. Certo, non cadrebbe il mondo, ma non partecipare all'expo universale di Hannover sarebbe un errore.
Il secondo punto: noi abbiamo un potere di controllo ed il nostro gruppo condivide l'ordine del giorno Saraca n. 9/6070/1...

PRESIDENTE. Onorevole Pezzoni, deve concludere.

MARCO PEZZONI. Esiste, infatti, la possibilità di essere estremamente rigorosi - come ha affermato anche il collega Morselli - approvando gli emendamenti presentati dalla Commissione e il suddetto ordine del giorno, al fine di avere un ruolo di controllo sulle spese che il commissario ed il Governo sosterranno per la partecipazione dell'Italia all'expo universale di Hannover.

PRESIDENTE. A questo punto, visto che hanno chiesto di intervenire per dichiarazione di voto per il gruppo di forza Italia gli onorevoli De Luca e Niccolini, chiedo chi intenda parlare a nome del gruppo e chi a titolo personale per capire come distribuire il tempo a disposizione di ciascuno.

GUALBERTO NICCOLINI. Signor Presidente, interverrò io a nome del gruppo.

PRESIDENTE. Sta bene, lei ha a disposizione 5 minuti. Ne ha facoltà.

GUALBERTO NICCOLINI. Signor Presidente, abbiamo presentato l'emendamento 1.1 che, indubbiamente, se approvato, farebbe cadere l'impianto della legge. Chiarisco che non siamo stati pregiudizialmente contrari alla presenza italiana all'expo, nessuno lo era, però ci siamo chiesti a quali costi e con quali modalità. Caro Pezzoni, il Governo ha tradito gli impegni presi in quest'aula e al Senato (Commenti del deputato Pezzoni). Pertanto, noi abbiamo detto: a questo punto e a queste condizioni non intendiamo partecipare. Dalle dichiarazioni del commissario Ziantoni abbiamo appreso che l'industria italiana non è interessata alla questione, quindi non facciamo un discorso a danno della stessa.


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Quando abbiamo sostenuto che l'Italia non dovesse partecipare all'esposizione di Hannover? Quando il Governo si è ripresentato esattamente con lo stesso provvedimento, lo stesso commissario ed un aumento notevole dello stanziamento, vale a dire 45 miliardi, che poi sono stati ridotti a 37 - quindi probabilmente si sarebbe potuto partire già da 37 - che sicuramente consentono una presenza dignitosa all'expo. Continuiamo ad opporci alla partecipazione italiana alla stessa non in quanto tale, ma con le modalità ed i sistemi sopraindicati.
Per quanto riguarda il commissario Ziantoni, ancora una volta, chiediamo al Governo se sia disponibile a nominarne un altro perché, in quel caso, il gruppo di forza Italia sarebbe disponibile a rimeditare gli emendamenti. Cerchiamo di venire incontro anche in questo modo; non vogliamo parlamentarizzare la nomina del commissario, ma chiediamo che il Governo mantenga gli impegni presi. Ricordo che vi è stato un sottosegretario, poi diventato ministro, che non è tornato in Commissione e non ha discusso con noi sul metodo, non la nomina in sé, che chiaramente non spetta alla Commissione esteri. Al Governo ed alla Commissione insieme spettava, invece, la decisione sulle modalità della nomina, della spesa e dell'entità della stessa. Per questo motivo abbiamo dichiarato di non volere che l'Italia partecipasse all'esposizione universale di Hannover. Ripeto, non vogliamo che partecipi alle suddette condizioni, a fronte di un tradimento del Governo rispetti agli impegni presi nei confronti del Parlamento.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Bosco. Ne ha facoltà.

RINALDO BOSCO. Signor Presidente, ho ascoltato con attenzione il relatore; personalmente non sono contrario alla partecipazione dell'Italia all'expo di Hannover, ma ritengo che sia importante la presenza degli imprenditori. In un sistema competitivo essi si devono presentare con le loro forze. Quindi, è necessario che sia presente lo Stato per assisterli, ma credo che questa assistenza non possa costare 37 miliardi. Non riesco a credere che, ancora una volta, questi quattrini e la gestione della nostra presenza vengano affidati al solito uomo che viene dal passato - e che sembra abbia uno splendido futuro -, che nella vita ne ha fatte di tutti i colori, fuorché lavorare.
Infatti, dal suo curriculum sappiamo che è stato presidente di una banca, direttore di ospedali - quegli ospedali in cui si muore per la sporcizia - ed è passato alla Cirio quando era un'industria pubblica. È il solito uomo che si ricicla e che ha un futuro prospero in un sistema che non vuole cambiare e non vuole dare nuove prospettive al paese, con uomini nuovi, senza determinare costi così assurdi e pesanti per tutta la collettività.
Ritengo che gli stipendi e i compensi vadano sempre rapportati alla capacità professionale delle persone e non credo che per questo signore siano giustificati introiti così onerosi per tutti noi. Stiamo conferendo incarichi a persone che guadagnano cifre iperboliche, mentre noi siamo costantemente sotto il tiro della stampa per i nostri redditi, quando magari ci piacerebbe ricordare che finalmente questo Parlamento ha deciso giustamente di tassare il 100 per cento delle indennità, mentre in passato, prima che in Parlamento arrivasse la lega forza nord, non era così.
Siamo contrari a questo sistema vecchio e a questi vecchi personaggi da prima Repubblica che ancora vediamo riciclati in quest'aula, in cui, per il provvedimento in discussione, vi è un relatore per la maggioranza del Polo ed uno di minoranza, sempre del Polo (Applausi dei deputati del gruppo lega forza nord per l'indipendenza della Padania) ...

PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Bosco.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Stefani. Ne ha facoltà.


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STEFANO STEFANI. Signor Presidente, come ha detto giustamente il collega Bosco, non entriamo nel merito della questione se sia opportuno o meno partecipare a questa esposizione. Infatti, come è stato ricordato in quest'aula, tutti gli Stati d'Europa sono presenti e ci mancherebbe altro che il nostro paese, che fa parte dell'Europa, non partecipasse.
Ciò che si contesta è come e quanto viene speso, perché nessuno qui ha avuto il coraggio di dire che gli investimenti fatti dalle altre nazioni sono di gran lunga inferiori ai 37 miliardi stanziati nel provvedimento e non credo che gli altri Stati vogliano fare una figura diversa da quella che intende fare l'Italia.
In questa sede non è stato ricordato che, anche se all'esposizione universale di Hannover si intende promuovere il lavoro e l'impresa italiani, ancora una volta ci si è dimenticati di quella che, a detta di tutti - nelle parole, ma non nei fatti -, è la parte trainante dell'impresa italiana, cioè la piccola e media impresa: ciò è nelle cose, perché è difficile rappresentare la piccola e media impresa in un'esposizione internazionale.
Allora, ci si domanda se veramente questo investimento sia stato fatto come si dovrebbe, se sia gestito come dovrebbe esserlo qualsiasi investimento pubblico...

PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Stefani.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Fongaro. Ne ha facoltà.

CARLO FONGARO. Signor Presidente, ho letto il curriculum di questo personaggio. Giustamente il collega Luciano Dussin ha fatto notare la poliedricità delle sue competenze, tanto da far sospettare che forse non ne abbia veramente alcuna approfondita.
Mi vorrei soffermare su un punto del curriculum: questo signore nei primi anni novanta era amministratore delegato della Cirio-Bertolli-De Rica e, fatalità, proprio in quegli anni, quando era presidente dell'IRI l'altro «democristianone», quello che è attualmente presidente dell'Unione europea, la Cirio-Bertolli-De Rica veniva venduta alla Unilever.
Ora alla presidenza dell'Unione europea c'è Prodi e questo signore riceve un incarico estero da 700 milioni.
È un'operazione che sa molto di prima Repubblica, tanto che viene da domandarsi se la seconda Repubblica sia mai iniziata perché ormai sono talmente tante le situazioni e tanti i cattivi costumi che continuano a perpetuarsi nel tempo da indurre a pensare che la prima Repubblica non sia mai finita.
Infine vi è da notare la stranissima donazione al comune di Bari...

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Fongaro.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Saraca. Ne ha facoltà.

GIANFRANCO SARACA. Signor Presidente, all'esposizione universale di Hannover sono presenti oltre 170 paesi e molte organizzazioni internazionali con aree espositive attrezzate. Accenno appena il tema dell'esposizione: l'uomo, la natura e la tecnologia, e già dal contenuto del tema possiamo comprendere l'importanza nel 2000 di partecipare a questa esposizione.
Gli oltre 170 paesi che si stanno impegnando in modo significativo non stanno spendendo molto meno di noi perché, a quanto mi risulta, Germania, Francia e Spagna spendono tra i 60 e i 90 miliardi, ma questo non significa nulla perché il problema è solo quello del livello e della qualità della partecipazione.
Sono presenti, oltre l'Unione europea, l'Organizzazione delle Nazioni Unite, l'ASEAN (Association of south east asian nations), la Banca interamericana di sviluppo (BID), la Lega araba, il Caricom (Caribbean comunity), la Croce rossa internazionale ed altri ancora. Quindi la partecipazione italiana all'expo di Hannover non è un'amenità, mentre è amena la tesi che non serva la partecipazione quando abbiamo sentito che anche le


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provincie di Trento e Bolzano partecipano.
Ci è stato detto che il padiglione dovrebbe essere pronto entro il febbraio del 2000. Se ci viene concessa una deroga sui tempi, dovendo essere l'expo inaugurata nel mese di giugno, è immaginabile che il padiglione sia pronto nei mesi di marzo o aprile. Domando ai colleghi delle Commissioni competenti come sia possibile nell'arco di quattro o cinque mesi regolamentare o gestire questa partecipazione se non in deroga alle vigenti disposizioni della contabilità dello Stato in materia di contratti ed alle leggi che regolano l'appalto dei lavori pubblici. Basti pensare che soltanto per la pubblicazione occorre l'intervallo di tempo che va da oggi alla data fissata per il termine dei lavori.
È d'obbligo che si agisca in deroga alle norme sulla contabilità generale dello Stato in materia di contratti ma è ancora più importante che in una procedura ristretta come questa si seguano regole di indirizzo di buona gestione e di controllo sulla correttezza, sull'entità e congruità della spesa, sull'individuazione di ogni condizione di massima convenienza dal punto qualitativo che della spesa, oltre che dal punto di vista del ritorno dell'immagine dell'Italia.

Un'ultima osservazione. Non è sui nomi delle persone che si fanno le battaglie; le battaglie si debbono fare sui principi, sulle norme e sulle procedure per tutelare il buon comportamento ed un buon percorso. All'esecutivo rimane la responsabilità. Il Governo risponderà delle scelte; ne risponderà - di ciò il Governo è cosciente - in tutte le sedi: in Parlamento e nelle sedi competenti, se vi saranno episodi - che oggi non possiamo ipotizzare - che possano configurare comportamenti non corretti.
In conclusione, per riportare la questione su un percorso di maggior correttezza possibile e per stabilire dei paletti, visti i timori espressi dai colleghi che stanno facendo ostruzionismo ed opposizione, abbiamo pensato di presentare un ordine del giorno. Preannuncio, pertanto, la presentazione di un ordine del giorno - che mi auguro il Governo accolga e l'Assemblea approvi - assai impegnativo, che sollecita la previsione e l'impiego di tecnologie, materiali, imprese e soggetti consulenti italiani; per controllare la spesa relativa alle parcelle, esso richiede l'adozione dei parametri vigenti per le tariffe professionali - che sono determinate da leggi dello Stato - e l'adozione di preziari delle pubbliche amministrazioni, ovviamente corretti nel modo dovuto, in quanto si tratta di un intervento all'estero: può essere, pertanto, che si spenderà di meno o di più. In ogni caso, si fa un primo preciso riferimento all'adozione dei preziari degli organi di amministrazione dello Stato.
Inoltre, l'ordine del giorno sollecita la nomina di un comitato composto da tre personalità del mondo della cultura, della scienza e della tecnica, visto che questi saranno i temi dell'esposizione; sollecita, altresì, l'impegno a non prevedere indennità di missione per funzionari di ruolo, ad adottare rigorose analisi...

PRESIDENTE. Onorevole Saraca, potrà illustrare il suo ordine del giorno al momento opportuno; il tempo a sua disposizione è ormai terminato; la prego, pertanto, di concludere.

GIANFRANCO SARACA. Signor Presidente, mi scusi, ma quello che sto dicendo è importante, in quanto questi temi sono alla base dell'ostruzionismo che, tra l'altro - come si vede -, non è basato su motivazioni serie: basti pensare che a febbraio prossimo i lavori dovranno chiudere. Pertanto, è inutile parlare di procedure conformi alle norme sui lavori pubblici.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole De Luca. Ne ha facoltà.

ANNA MARIA DE LUCA. Signor Presidente, prendo spunto dalle osservazioni svolte dall'onorevole Saraca il quale ha affermato che non è sul nome delle


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persone che si fanno le battaglie; onorevole Saraca, non si tratta soltanto del nome di una persona e dell'indicazione di un commissario; qui si tratta di tutta una serie di cose che non funzionano e che hanno innescato un meccanismo negativo che non deve più andare avanti! Ho sostenuto più volte, in Commissione, che le procedure seguite nel corso della discussione sul disegno di legge in esame non sono state corrette.
Nella società civile, quando si decide di partecipare ad una fiera o ad un investimento, si fa un ragionamento nel quale si confrontano qualità, costi e ricadute dell'iniziativa. Siamo di fronte ad un investimento improduttivo ed eccessivamente oneroso. Il suo costo è eccessivo anche in relazione alle ricadute che esso dovrebbe avere, che sono quasi inesistenti. Prova ne è la partecipazione italiana all'esposizione di Lisbona, che non ha portato quasi nulla al nostro paese. In più, vi è un' aggravante: gli impegni del Governo - è stato già detto da altri colleghi - non sono stati ripetutamente rispettati. Le promesse, quindi, sono vane. Questo Governo non è credibile! Le procedure sono state stravolte.
La direzione dell'iniziativa è stata affidata ad un commissario che non è stato nominato con il consenso del Parlamento. Le Camere hanno il diritto di esprimere il proprio parere. Non è possibile - per questo, come per altri provvedimenti - che il Governo continui ad andare arrogantemente per la propria strada! Noi siamo gli eletti dal popolo ed abbiamo il diritto di dire la nostra opinione, se siamo in un paese democratico. Non voglio discutere...

PRESIDENTE. Onorevole De Luca, la prego di concludere, in quanto il tempo a sua disposizione è terminato.

ANNA MARIA DE LUCA. Vorrei dire un'ultima cosa. Di questa esposizione il Governo ne era al corrente già da due anni: non è possibile chiedere una deroga alle procedure a causa dell'enorme ritardo accumulato quando si è avuto tutto il tempo di intervenire (Applausi dei deputati del gruppo di forza Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Apolloni. Ne ha facoltà.

DANIELE APOLLONI. Signor Presidente, tra le caratteristiche più ineffabili del nostro ordinamento vi è, senza dubbio, lo spreco di eufemismi e locuzioni caste e ipocrite.
Il disegno di legge al nostro esame è come la valigia del contrabbandiere il cui il reale contenuto non è mai quello apertamente dichiarato. È giusto che i cittadini padani sappiano come vengono sperperati 37 miliardi. I colleghi che mi hanno preceduto con i loro interventi hanno chiesto la valutazione fatta del beneficio che verrà da tale spesa. Mi è sembrato di capire che non vi sarà alcuna ricaduta positiva, come è del resto avvenuto in tutte le manifestazioni in cui ha partecipato l'Italia.
Non voglio insistere ulteriormente sulla questione specifica relativa ai poteri concessi al commissario che può derogare a disposizioni contabili al fine di gestire gli stanziamenti previsti.
È giusto che i cittadini padani sappiano come verranno gestiti 37 miliardi da un certo Violenzio Ziantoni che, per essersi preso questo disturbo, si porterà a casa 758 milioni di lire. Da una nostra indagine abbiamo evidenziato, tra l'altro, che questa persona non ha le caratteristiche tecniche per gestire questi fondi...

PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Apolloni.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Michielon. Ne ha facoltà.

MAURO MICHIELON. Signor Presidente, ritengo che le difficoltà palesi in cui si trova la maggioranza siano ormai chiare; del resto, anche alleanza nazionale non sa più giustificare un misfatto di tal genere.


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Si continua a parlare della validità e dell'importanza dell'esposizione universale di Hannover che nessuno ha mai messo in dubbio, tranne il Governo, il quale ha stanziato una cifra per poi ridurla a 37 miliardi.
La cosa a dir poco vergognosa è che il padiglione ha un prezzo così alto - pari a 24 miliardi - perché è smontabile: questo sarà in seguito donato al comune di Bari. Vorrei sapere per quale motivo è stato scelto il comune di Bari. Non so se il sindaco appartenga al centrodestra: se così fosse, è stata usata la buona fede del relatore per la maggioranza, onorevole Trantino, per fare un regalo al centrodestra.
Inoltre, si è parlato del ricorso alla trattativa privata perché siamo in ritardo con i tempi. Ma è il Governo che è in ritardo! Il Governo non sapeva forse che ad Hannover si sarebbe tenuta l'esposizione universale del 2000? Lo hanno forse avvertito un mese fa? Mi sembra che tutto sia stato fatto in maniera scientifica al fine di andare a trattativa privata.
Il Governo deve smetterla di imporre agli enti locali norme sugli appalti e sulla trasparenza, conferendo poi una delega in bianco al fine di operare a trattativa privata. Tutto ciò mi sembra vergognoso. Ci è stato detto che 37 miliardi non sono poi molti. Questo è vero, ma il problema è un altro: 24 dei 37 miliardi saranno spesi per un padiglione smontabile. Purtroppo non è presente l'onorevole Tremaglia...

PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Michielon.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Armani. Ne ha facoltà.

PIETRO ARMANI. Vorrei annunciare il mio voto contrario sul provvedimento in esame qualora non vengano approvati tutti gli emendamenti presentati dall'onorevole Niccolini sui quali annuncio il mio voto favorevole.

ANTONIO RIZZO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. A che titolo?

ANTONIO RIZZO. Sull'ordine dei lavori: vorrei richiamare la sua attenzione, Presidente, su un episodio importantissimo. La pioggia abbondante che è caduta in questi giorni...

PRESIDENTE. Onorevole Antonio Rizzo, debbo rispettare il regolamento e quindi le darò la parola dopo che avremo terminato l'argomento attualmente in discussione.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Galli. Ne ha facoltà.

DARIO GALLI. Personalmente non ritengo che la partecipazione dell'Italia a questa esposizione sia particolarmente significativa. Lo dimostra il fatto che il mondo industriale non sta dando un grande supporto economico a questa manifestazione. Non vorrei che andasse a finire come quella di Lisbona, dove come simbolo avevamo esposto il pupazzo di Pinocchio!
Inoltre, non vedo che cosa potrebbe esporre il nostro paese in una manifestazione internazionale, al di là di quattro prodotti che miracolosamente l'industria padana riesce ancora a produrre.
Approfitto di questa occasione e anche del fatto che vi è gente che ci ascolta per radio, per sottolineare nuovamente le condizioni in cui è stato fatto questo disegno di legge.
Già da dieci anni si sapeva che si sarebbe dovuta tenere questa manifestazione; ebbene, arriviamo all'ultimo momento e con questa scusa attribuiamo dei poteri straordinari ad un personaggio che dovrà fare il commissario straordinario. Ricordo che a tale personaggio diamo 750 milioni (tre quarti di miliardo), ossia quanto guadagna un impiegato normale in 35 anni di vita lavorativa. Ma su questo nessuno ha alcunché da dire!
Agli altri consulenti, che già hanno uno stipendio, vengono date parcelle dell'ordine di 300-400 milioni (Applausi dei deputati del gruppo della lega forza nord per l'indipendenza della Padania).


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Concludo sottolineando un fatto che ha dell'incredibile: sia il relatore per la maggioranza che quello di minoranza appartengono al cosiddetto Polo per le libertà; questo significa che i colleghi della sinistra hanno dimostrato ancora una volta di essere più intelligente degli altri (Applausi dei deputati del gruppo della lega forza nord per l'indipendenza della Padania)!
Come sindaco di un piccolo comune del nord, vorrei anche dire che il relatore di minoranza, che però svolge le funzioni di quello per la maggioranza, ha proposto un emendamento per regalare alla città di Bari il nostro padiglione all'esposizione di Hannover. Mi piacerebbe capire a quale titolo, con i soldi nostri, paghiamo una manifestazione quando poi il nostro padiglione verrà regalato al comune di Bari.
Se andiamo a vedere quale sia il collegio elettorale del collega Trantino, certe cose hanno una spiegazione (Commenti). Dopo aver parlato pochi minuti fa dell'importanza di portare il nostro paese verso un sistema bipolare, stiamo ancora usando sistemi da prima Repubblica. Si danno 2 miliardi e mezzo per consulenze in modo che poi ognuno abbia la sua parte.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Rodeghiero. Ne ha facoltà.

FLAVIO RODEGHIERO. Presidente, ribadisco la contrarietà a questo provvedimento.
Oltre alle motivazioni specifiche, di merito, già messe in evidenza dai colleghi, credo vi sia anche una motivazione di principio che sta alla base della contrarietà manifestata dal nostro gruppo. Sto parlando dell'esigenza di trasparenza nella gestione delle risorse pubbliche. Ciò vale in particolar modo per un provvedimento di questo tipo che dovrebbe promuovere l'immagine dell'Italia nel mondo quando sappiamo che soprattutto nel nord, nel Veneto, moltissime imprese spesso sono state costrette ad «emigrare» per continuare quell'attività che qui non riuscivano più a portare avanti. Lo hanno fatto da sole, senza alcun supporto da parte dello Stato, da parte cioè di quelle strutture che avrebbero questo compito, questa funzione. Lo hanno fatto non solo senza lo Stato ma nonostante lo Stato!
Sono piccole e medie imprese che sono state capaci di promuovere l'immagine del nostro paese, di promuovere la produttività soprattutto al nord, di essere competitive dimostrando un orgoglio professionale, e quel senso del rischio che caratterizza l'impresa familiare. Tutto ciò sta alla base del successo di moltissime imprese.
Proprio ieri abbiamo presentato un'interrogazione concernente le imprese della subfornitura; il rappresentante del Governo ci ha risposto in maniera assolutamente incompleta e questo perché non si vuole affrontare una realtà che è molto grave, cioè il fatto che queste imprese sono costrette ad andare all'estero senza alcun supporto da parte delle strutture pubbliche.

Lo fanno, nonostante tutto, con grande capacità di risultato. Ecco il senso della battaglia della lega: non si possono sprecare così 37 miliardi, soprattutto se non vi sarà alcuna ricaduta sul tessuto produttivo di realtà positive come quelle del nord. Le imprese potrebbero, invece, utilizzare queste risorse per promuovere, ancor meglio e ancor più, la capacità, la produttività e la competitività che, da sole, finora sono riuscite a sostenere.
Questo è il senso della nostra battaglia, al di là degli interessi delle persone che hanno ricevuto l'incarico di commissario generale e di tutti coloro che beneficeranno di risorse pubbliche senza alcun controllo. Vogliamo una corretta gestione delle risorse, nonostante le scelte del Governo che hanno ricevuto l'appoggio del Polo, della supposta opposizione. Questo provvedimento nega la politica che noi sosteniamo, nonostante le affermazioni fatte ieri dal sottosegretario a proposito delle piccole e medie imprese.
Non si tratta, quindi, come è stato detto dal collega Morselli, di un'iniziativa estemporanea della lega; essa si pone,


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anzi, in continuità con una battaglia che, a tutti i livelli, abbiamo sostenuto contro lo spreco pubblico.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Rodeghiero.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Paolo Colombo. Ne ha facoltà.

PAOLO COLOMBO. Presidente, vorrei evidenziare che, nell'approvazione di questo disegno di legge, si sta evidenziando una delle questioni che minano l'ordinamento democratico e la convivenza civile di questo Stato italiano. Benché esso abbia un contenuto limitato, evidenzia, tuttavia, i metodi utilizzati dallo Stato italiano per gestire i soldi pubblici: procedure d'urgenza, nomine di commissari ad acta, possibilità di gestire fondi ingenti a proprio uso e consumo senza nessun controllo, deroghe a tutte le legislazioni nazionali e comunitarie e nessuna assunzione di responsabilità politica. Destra e sinistra hanno espresso solo la voglia di partecipare alla «pappatoia» di questo denaro!
In questa situazione vergognosa, simile a quella di mezzo secolo di storia repubblicana, si ripropone la divisione di questo paese che non è tra destra e sinistra, ma tra nord e sud: un relatore di maggioranza del sud, esponente di un partito dell'opposizione, che sostiene questo disegno di legge per avere benefici per il comune di Bari che riceverà - non so a quale titolo - un padiglione nell'esposizione, e un relatore di minoranza che appartiene sempre all'opposizione, ma che è un uomo del nord, che cerca di difendere, invece, alcuni criteri di correttezza. Ecco la spaccatura di questo Parlamento: non tra destra e sinistra - lo ripeto -, ma tra nord e sud; un sud continuamente aggrappato alle assistenze dello Stato italiano e un nord che è stanco di lavorare e pagare per tutti, per mantenere questi lazzaroni che non hanno mai fatto niente nella vita e hanno solo mangiato alle spalle dei padani (Applausi dei deputati del gruppo della lega forza nord per l'indipendenza della Padania)!

ENRICO CAVALIERE. Terroni!

PAOLO COLOMBO. La nostra sarà un'opposizione durissima...

PRESIDENTE. Grazie ... (Vive proteste del deputato Paolo Colombo). Onorevole Paolo Colombo, la richiamo all'ordine per la prima volta (Proteste del deputato Paolo Colombo)! La richiamo all'ordine per la seconda volta! Onorevole Colombo, lei è stato richiamato all'ordine per due volte!

VINCENZO CERULLI IRELLI. Dovrebbe essere espulso, Presidente!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Covre. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE COVRE. Signor Presidente, l'esposizione di Hannover è assolutamente inutile perché, come tutti sappiamo, interessa il turismo più che gli operatori economici.
Negli ultimi anni le fiere importanti, visitate dagli operatori economici di tutto il mondo, sono quelle settoriali e specifiche che hanno registrato un vero sviluppo e lo avranno anche per il futuro. Queste esposizioni universali sono soltanto un evento turistico, certamente importante, ma che non riguarda il mondo della produzione e dell'industria. Sprecare queste risorse - 37 miliardi - per fare del turismo in Germania, secondo me, è una cosa veramente molto grave. Sarebbe molto più opportuno che queste risorse fossero utilizzate nelle infrastrutture, e parlo soprattutto di quelle del nord, perché io sono un parlamentare del nord e so quanto è importante per le nostre imprese creare una rete di infrastrutture che oggi è assolutamente carente.
Manifesto quindi tutta la mia opposizione, tra l'altro anche come imprenditore, a questo sperpero di denaro a scopi turistici. Poi si tratta di vedere se è un turismo positivo o negativo, perché l'Italia molto spesso fa anche una brutta figura all'estero. Sarebbe molto più utile investire questo denaro nelle infrastrutture,


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naturalmente dell'area che più produce, cioè del nord (Applausi dei deputati del gruppo della lega forza nord per l'indipendenza della Padania).

PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Covre...
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Dozzo. Ne ha facoltà.

GIANPAOLO DOZZO. Se è fallito il patto della crostata, questo disegno di legge si può definire «patto della ciambella», con riferimento alla ciambella di salvataggio che alleanza nazionale ha dato alla maggioranza facendo sì che un proprio esponente fosse relatore di questo pessimo provvedimento.
Signor Presidente, qui nessuno mette in dubbio la partecipazione all'expo di Hannover; però il metodo che il Governo ha seguito con questo disegno di legge è veramente indecente. Introdurre deroghe alla contabilità generale dello Stato e in materia di contratti vuol dire veramente mettere una pietra miliare su ciò che d'ora in avanti il Governo potrà fare per quanto riguarda gli appalti pubblici e l'assegnazione di incarichi a commissari, come nel caso dell'expo di Hannover.
Molti miei colleghi hanno ricordato che questo commissario è stato nominato e voluto dal Governo, anche con la maggioranza contraria, come mi è sembrato di capire dall'intervento del collega Pezzoni. Il Governo ha continuato sulla sua strada e allora non vedo il motivo per cui la maggioranza debba sostenere un disegno di legge che nomina un commissario onnipresente e onniscente, come abbiamo appreso dagli interventi dei colleghi.
Voterò per la soppressione dell'articolo 1, perché questo modo di fare del Governo va contro i principi della democrazia e contro l'etica politica che tutti noi qui dentro cerchiamo di rispettare. Quindi, signor Presidente, voterò a favore dell'emendamento Niccolini 1.1.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti (Proteste dei deputati del gruppo della lega forza nord per l'indipendenza della Padania) Non si può scherzare su queste cose! Ho guardato a lungo per vedere se ci fossero richieste di intervento!

DAVIDE CAPARINI. Presidente, con lei è sempre così!

PRESIDENTE. Va bene, però vi pregherei di segnalare per tempo alla Presidenza l'intenzione di intervenire.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Guido Dussin. Ne ha facoltà.

GUIDO DUSSIN. Presidente, rinuncio ad intervenire per rispetto nei suoi confronti e mi riservo di farlo successivamente.

PRESIDENTE. La ringrazio.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Cimadoro. Ne ha facoltà.

GABRIELE CIMADORO. Signor Presidente, intervengo per preannunciare, a titolo personale, un voto contrario, anche perché il mio impegno in politica si è sempre caratterizzato per essere in contrasto con questo tipo di iniziative. Avevamo già fatto una brutta figura a Lisbona e lo stesso personaggio - non so come definirlo - è stato poi riconfermato per una mostra universale così importante come quella di Hannover. Poiché ritengo che questa scelta non avrebbe dovuto essere fatta, preannuncio convintamente il mio voto contrario.

DARIO RIVOLTA, Relatore di minoranza. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DARIO RIVOLTA, Relatore di minoranza. Vorrei far osservare ai colleghi in primo luogo che oggetto del voto che ci accingiamo ad esprimere è un emendamento interamente soppressivo dell'articolo 1, non ha altri contenuti. Immagino


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pertanto che il collega Cimadoro volesse preannunciare un voto contrario sul provvedimento.

PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Rivolta: essendovi un unico emendamento interamente soppressivo, si voterà il mantenimento dell'articolo.

DARIO RIVOLTA, Relatore di minoranza. Quindi, chi condivide l'emendamento voterà contro il mantenimento dell'articolo. È così?

PRESIDENTE. È esatto.

DARIO RIVOLTA, Relatore di minoranza. Signor Presidente, quando si tratta di assumere delle decisioni può capitare - nella vita si verifica tutti i giorni - di avere la tentazione di astenersi dal farlo, di ritenere che magari non è necessariamente di nostra competenza. In quest'aula ho sentito formulare argomentazioni che sono esattamente, quasi parola per parola, almeno da quanto arguiamo in base alla storia, quelle che usò Ponzio Pilato quando volle sottrarsi alla decisione in merito alla sorte di Gesù Cristo.
È stato chiesto poc'anzi se la nomina di una persona sia responsabilità del Governo oppure no. È vero, la responsabilità è dell'esecutivo, ma è nostra responsabilità adesso avallare quella decisione, rendendoci complici (magari involontariamente, può essere non ci sia niente di male) di una scelta che il Governo ha fatto. Riteniamo questa scelta giusta o sbagliata? Non possiamo fare Ponzio Pilato dicendo che non è competenza nostra. Se riteniamo quella scelta giusta, votiamo con il Governo; se invece riteniamo questa scelta, per qualunque motivazione, sbagliata, e se non vogliamo fare come Ponzio Pilato, dobbiamo votare contro. Ognuno decida secondo la propria coscienza.
Per quanto riguarda la partecipazione italiana all'expo di Hannover, le motivazioni della nostra contrarietà, come è stato detto anche dal collega Niccolini, il quale parlava a nome di forza Italia, non erano aprioristiche, ma sono dovute proprio al contenuto del disegno di legge, a quello che la sua approvazione implica, al potenziale malaffare che esso, così come formulato, porta con sé. Non dobbiamo però credere - ho sentito invece interventi in questo senso - che partecipare all'esposizione di Hannover sia una necessità obbligatoria, una questione di vita o di morte per l'immagine del nostro paese. Non è così.
Noi potremmo - o avremmo potuto - anche partecipare all'esposizione, ma prendere parte a questa manifestazione, che non è una fiera, non è così indispensabile come qualcuno vuol far credere (Applausi dei deputati del gruppo della lega forza nord per l'indipendenza della Padania). Volete che vi dica perché? Ci sono due considerazioni di fondo, la prima delle quali è di carattere storico. Basta guardare al passato.
Le prime expo avevano un'importanza eccezionale ed unica per ciò che rappresentavano nel mondo della comunicazione, degli scambi, dell'affermazione e della presenza degli Stati, perché non vi era facilità di spostamento né di comunicazione e vi erano pochi media. Oggi, invece, ci si sposta in pochissimo tempo, si gira il mondo, si hanno, attraverso la televisione, immagini di paesi in cui non siamo mai stati; addirittura, si conoscono immediatamente, via Internet, le scoperte che possono essere compiute in qualunque campo della scienza e dell'arte, anche nei posti più reconditi del mondo. Dunque, la funzione che le esposizioni avevano una volta, un secolo fa, quando a Parigi fu costruita perfino la torre Eiffel per celebrarne una, non è più quella di oggi.
Posso dimostrare quanto sto dicendo, anche se chiunque con il buon senso e un po' di intuito, soprattutto se viene dal campo dell'industria o del commercio, può arrivarci senza bisogno di dimostrazioni. Il commissario nominato dal Governo ha calcolato quale potrebbe essere l'afflusso nei quattro mesi in cui il padiglione dovrebbe eventualmente essere aperto. Ebbene, l'afflusso calcolato dal


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commissario, nella migliore delle ipotesi, è di tre milioni di persone. Questa è la più ottimistica in assoluto delle stime, che però sposo a fini di tesi.

Dato che la fiera si tiene ad Hannover, in Germania, dei tre milioni di visitatori quanti pensate non siano tedeschi? Statisticamente, credo potremmo concordare che i tedeschi che andranno ad Hannover per fini turistici saranno almeno un milione e mezzo. Su 3 milioni, quindi, soltanto un milione e mezzo di persone non saranno tedesche; quanti di questo milione e mezzo apparterranno a paesi dell'Unione europea? Presumibilmente, per vicinanza, prossimità, comodità, non necessità di visti, potremmo concordare che almeno 800 mila persone saranno di altri paesi europei, ma ragiono per difetto. Un milione e mezzo di tedeschi, ai quali aggiungere 800 mila persone di altri paesi europei, danno un totale di 2 milioni 300 mila persone; potenzialmente, nella migliore delle ipotesi, solo 700 mila persone saranno cittadini non europei che, solo andando ad Hannover, potranno avere visione, se si dovesse realizzare tale padiglione e se esso fosse degno della nostra storia e della nostra cultura, dell'Italia.
Settecento mila persone per le quali spendiamo 37 miliardi; questa non è una fiera ma un'expo, dove andiamo, come dice lo stesso commissario, semplicemente per metterci in mostra e promuovere un'immagine di carattere generale. Al riguardo, svolgerò un'ulteriore considerazione. Istituzionalmente, nel nostro paese già esistono diversi enti che hanno il compito di diffondere l'immagine dell'Italia e della sua cultura all'estero; si tratta degli istituti italiani di cultura presenti in numerosi paesi del mondo. Ebbene, tali istituti (ne sono più di 100) diffusi nel mondo lavorano un anno intero e sapete qual è il budget che viene messo operativamente a loro disposizione? Meno di 20 miliardi, mentre con questo provvedimento si «gettano» 37 miliardi per una singola iniziativa che dura quattro mesi e che si svolge in un paese a noi vicino (Applausi dei deputati dei gruppi di forza Italia, della lega forza nord per l'indipendenza della Padania e di deputati di alleanza nazionale)! Aggiungo che, nella migliore delle ipotesi, visiteranno questa expo soltanto 700 mila persone non appartenenti a paesi dell'Unione europea, molti dei quali già conoscono l'Italia!
Dicevo all'inizio del mio intervento che questo è uno spreco, che non possiamo accettare (Applausi dei deputati dei gruppi di forza Italia, della lega forza nord per l'indipendenza della Padania, di deputati del gruppo di alleanza nazionale e del deputato Volontè).

ENZO TRANTINO, Relatore per la maggioranza. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ENZO TRANTINO, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, onorevoli colleghi (Commenti dei deputati della lega forza nord per l'indipendenza della Padania), ...

LUCIANO DUSSIN. Quest'estate vai in ferie sotto il tuo capannone, non al padiglione!

ENZO TRANTINO, Relatore per la maggioranza. ...rappresentante del Governo, ...

LUCIANO DUSSIN. Vattene a Bari, vattene via (Interruzione del deputato Rizzi)!

PRESIDENTE. Onorevole Luciano Dussin, la richiamo all'ordine! Onorevole Rizzi! Sembra di essere ad una partita di football! Perché volete farvi espellere? Per cortesia.

ENZO TRANTINO, Relatore per la maggioranza. ...non sono certamente argomenti senza motivazione a poter disturbare un intervento che intende «moralizzare», dal punto di vista istituzionale e regolamentare, la scelta del relatore.
Qualcuno non sa, per ignoranza o malafede (non escludo né l'una né l'altra ipotesi), che non mi sono candidato ad essere relatore...


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DOMENICO GRAMAZIO. Bravo!

ENZO TRANTINO, Relatore per la maggioranza. ...ma che mi sono limitato ad adempiere correttamente al dovere istituzionale, che il Presidente della Camera spiegherà a chi ancora non lo conosce, secondo il quale se il relatore di un provvedimento non ottiene il consenso della maggioranza dell'Assemblea (aula o Commissione), l'incarico passa ad un esponente di opposizione (Commenti del deputato Bianchi Clerici). In quella situazione, sapendo che vi era un argomento né accattivante, né popolare, mi sarebbe stato facile rifiutare, ma ho improntato tutta la mia vita in questo ramo del Parlamento, per ventisette anni, al servizio delle istituzioni, che vengono prima del «distintivo» o della vetrina fatua.

ROLANDO FONTAN. Vai in pensione!

ENZO TRANTINO, Relatore per la maggioranza. In quel momento ho ubbidito, quindi, ad un dovere che altri non possono conoscere per carenza di cultura del senso dello Stato, che impone sacrifici; intendo sopportare tali sacrifici fino alla fine. Che sia popolare per altri e impopolare per me, non mi turba più di tanto.
La ringrazio, signor Presidente, poiché ella è intervenuta per presentare un mio identikit che qualcuno di lor signori non conosce.
La parola «infinocchiare» ha solo due possibilità di interpretazione: aromatizzare oppure ingannare. Poiché non sono suscettibile di essere aromatizzato poiché non mi considero allo spiedo, devo convenire che si tratta di un inganno. Detesto l'ingannatore, ma non ci sto nel ruolo dell'ingannato. È una scelta seria, responsabile, per cui i miei colleghi sanno di avere libertà di coscienza nel votare. In questo momento colui che parla non è il relatore di alleanza nazionale ma, se lei mi consente, per la qualità della scelta, è il relatore delle istituzioni, è il relatore della Camera che non ha certamente sigle di partito al suo fianco in questa vicenda (Commenti dei deputati del gruppo della lega forza nord per l'indipendenza della Padania)!
La presenza dell'Italia (non esserci è più visibile dell'esserci), a mio modo di vedere, è la stella polare che mi ha guidato...

ENRICO CAVALIERE. Quella del sud!

ENZO TRANTINO, Relatore per la maggioranza.. ...con tutti i difetti che questo provvedimento contiene. Infatti, se ci fosse stato un atteggiamento responsabile da parte di quelli che latrano (e altro non sanno fare), si sarebbe confrontato il testo originario con quello uscito dal mio esame e sottoposto all'Assemblea e alla Commissione che ha tutta una serie di paletti e di griglie che hanno stravolto l'impostazione originaria sul piano dei controlli i più profondi, i più capillari.
Quindi, io vado a testa alta e ho la coscienza a posto di aver fatto tutto quello che mi era consentito fare.

GIACOMO CHIAPPORI. L'hai detto troppe volte!

PRESIDENTE. Onorevole Chiappori la richiamo all'ordine (Proteste del deputato Chiappori)!
Onorevole Chiappori, la richiamo all'ordine per la seconda volta! Non si faccia cacciare fuori!

ENZO TRANTINO, Relatore per la maggioranza. Il massimo di visibilità positiva per l'Italia, come è stato detto con molta correttezza dal collega Morselli (Commenti del deputato Cavaliere), è ciò che intendo difendere con tutte le critiche legittime, quando esse sono motivate, come molte di quelle che ho ascoltato. Però, quando sento dire che nel caso di specie il fantasma, estraneo al provvedimento e al relatore, deve essere l'argomento centrale di un provvedimento che non prevede né nome né cognome e che su questo il Governo si deve assumere la responsabilità di una scelta eventualmente inopportuna, allora, dopo aver spiegato


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come il relatore per la maggioranza è entrato in questa vicenda, mi permetto di dire, seppure lo dica soltanto per «intrigo intellettuale», che mi ha molto divertito il fatto di aver trasferito il mio collegio a Bari. Signor Presidente, ci tengo al mio collegio. Faccia di tutto perché qualcuno che mi vuole candidato a Bari, anche per non turbare i colleghi di Bari, sappia che il mio collegio è così distante da Bari da non farmi temere in alcun modo rischi derivanti dalla contiguità territoriale.
Perché Bari? Perché questa proposta di legge è giunta al nostro esame dopo che il Presidente del Consiglio si è recato a Bari e ha definito Bari la porta del levante, con la sua fiera che ha tanto in comune con quella di Hannover. Quindi la scelta di Bari aveva ed ha quest'unico senso (Commenti del deputato Santandrea).
Infine, quando si dice che la «pietra miliare» equivale alla pietra tombale (così testualmente), credo che la gaffe (sono generoso...) qualifica un'intera battaglia di un gruppo parlamentare. E se qualcuno insiste nel chiedere: perché relatore? Mi permetto di rispondergli con Kant: e perché no (Applausi)?

PRESIDENTE. Onorevole Trantino, è inutile che le dica che la Presidenza ha sempre apprezzato ed apprezza la sua attività in Parlamento, anche in questo caso.
Il Governo intende intervenire?

PATRIZIA TOIA, Sottosegretario di Stato per gli affari esteri. No, Signor Presidente.

PRESIDENTE. Avverto che, essendovi un solo emendamento soppressivo dell'intero articolo, porrò in votazione il mantenimento del testo.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 1.

(Segue la votazione).

ENRICO CAVALIERE. Guarda i «peperoni» che votano a favore (Una voce dai banchi dei deputati del gruppo della lega forza nord per l'indipendenza della Padania: «Rosso»!!

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (
Vedi votazioni).

(Presenti 380
Votanti 369
Astenuti 11
Maggioranza 185
Hanno votato sì 193
Hanno votato no 176).

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