(Sezione 3 - Contributi pubblici per l'assistenza di malati non autosufficienti o affetti da problemi psichiatrici)
C) Interpellanza:
Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro della sanità, per sapere - premesso che:
il signor Otello Cerioni, residente a Jesi, soffre, fin dall'infanzia, di gravi problemi
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psichiatrici (epilessia, oligofrenia e turbe del comportamento, così come diagnosticato dal dipartimento territoriale di salute mentale) che lo hanno costretto a numerosi ricoveri;
nel settembre del 1997, durante un ricovero al reparto di psichiatria dell'ospedale di Jesi, il signor Cerioni ha subìto la rottura del femore che ha determinato, nonostante il successivo intervento operatorio, una menomazione fisica permanente che ha peggiorato la situazione rendendolo claudicante;
questa ulteriore complicazione ha moltiplicato i problemi dei familiari che non riescono a trovare una struttura residenziale per il proprio congiunto, non esistendone alcuna nel territorio in grado di accogliere malati cronici non autosufficienti e malati di mente non assistibili a domicilio;
subito dopo la menomazione subìta dal signor Cerioni, la casa di riposo di Filottrano (Ancona), dove lo stesso era ospitato, informava i familiari che il loro congiunto non si poteva più considerare autosufficiente in quanto in alcuni momenti appariva pericoloso per sé e per gli altri, poiché erano diventati più frequenti gli episodi d'intolleranza e di violenza, e ne richiedeva di conseguenza l'allontanamento;
nel dicembre del 1997, l'Azienda sanitaria n. 5 di Jesi comunicava (in seguito a relazione fornita dal responsabile del dipartimento di salute mentale) ai familiari che: «il signor Otello Cerioni non può considerarsi malato di mente in senso stretto in quanto lo stesso è affetto da handicap fisico con conseguente disturbo di comportamento. Il caso rientra quindi nella fattispecie dell'handicap adulto da supportare con adeguata tutela sociale»;
in una precedente certificazione medica, del 1993, lo stesso responsabile del dipartimento salute mentale dichiarava che: «il problema organico viene molto complicato da quello psichiatrico e comportamentale per cui il paziente deve essere considerato non autonomo ed abbisognevole di continua assistenza»;
l'ambiguità delle certificazioni e la loro contraddittorietà a fronte dell'evidenza della malattia che produce evidenti effetti nel comportamento del signor Cerioni ha accresciuto le difficoltà dei familiari con le case di riposo, disponibili a «sperimentali» accoglienze del signor Cerioni, non riconosciuto ufficialmente malato di mente, a costi insostenibili per la famiglia, poiché l'Asl non si assume eventuali oneri per la permanenza in una struttura protetta ed adeguata alle necessità;
il riconoscimento della malattia mentale consentirebbe ai familiari del signor Cerioni di potere usufruire delle agevolazioni, previste da una delibera regionale, consentendo loro di pagare solo il 30 per cento della retta complessiva;
questa situazione di persone da sempre seguite dai servizi psichiatrici che improvvisamente, al momento della necessità di un ricovero in un servizio residenziale, non hanno più necessità di tutela sanitaria ma solo di assistenza sociale, sembrerebbe, oltretutto, ripetersi troppo spesso con la conseguenza di lasciare i familiari soli con se stessi ad affrontare problemi di cui possiamo ben immaginare la gravità -:
se non intenda procedere, anche d'intesa con la regione, ad una verifica ispettiva del comportamento professionale dei responsabili del dipartimento di salute mentale di Jesi per risolvere il caso del signor Otello Cerioni e per evitare il ripetersi di situazioni simili affinché i parenti, che responsabilmente non abbandonano un proprio congiunto in difficoltà, non si ritrovino soli ad affrontare una situazione che, al contrario, dovrebbe vedere l'appoggio totale delle strutture sanitarie presenti nel territorio.
(2-01414) «Sbarbati, Mazzocchin».
(7 ottobre 1998)