(Sezione 2 - Attività e gestione dell'Istituto mediterraneo per i trapianti - ISMETT - di Palermo)
B) Interpellanza e interrogazioni:
Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro della sanità, per sapere - premesso che:
la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome ha approvato il progetto di sperimentazione gestionale «Partnership tra il dipartimento interaziendale Civico-Cervello e l'University of Pittsburgh Medical Center per la realizzazione di un dipartimento di trapianti d'organi a Palermo» successivamente denominato Istituto mediterraneo per i trapianti e terapie ad alta specializzazione (Ismett);
il 20 marzo 1997 la Conferenza ha adottato il relativo protocollo d'intesa con la regione siciliana;
l'articolo 9-bis del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, al comma 3 dispone che «la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome verifica annualmente i risultati conseguiti dai progetti di sperimentazione gestionale sia sul piano economico che su quello della qualità dei servizi» e tale compito è stato assegnato dalla Conferenza al nucleo di valutazione della segreteria;
il progetto di sperimentazione gestionale approvato dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome prevede che siano
Pag. 13
raggiunti entro il primo anno di sperimentazione (e cioè entro il 20 marzo 1998) i seguenti obiettivi: inizio dei lavori di costruzione della sede definitiva dell'Ismett entro il mese di gennaio del 1998; incremento del 20 per cento dei prelievi di organi nella regione; incremento del 30 per cento dell'attività di trapianto di rene; inizio dell'attività di trapianto di fegato entro il 1997; inizio dell'attività di alta chirurgia epatobiliare entro il 1997;
la regione Sicilia, in esecuzione del progetto di sperimentazione gestionale e dei conseguenti accordi contenuti nell'Accordo di programma siglato a Roma alla presenza del Ministro della sanità dal presidente della regione siciliana, dall'assessore regionale per la sanità e dal presidente dell'University of Pittsburgh Medical Center System (Upmcs), ha autorizzato le aziende sanitarie Civico e Cervello di Palermo a costituire con l'Upmcs l'Istituto Mediterraneo per i trapianti e terapie ad alta specializzazione (Ismett), ha erogato a tale istituto la somma complessiva di 38 miliardi e 450 milioni di lire per la corresponsione del compenso annuo di gestione al partner Upmcs per il 1997 e per il 1998 e circa sei miliardi di lire per le spese correnti dell'Istituto;
non risulta che l'Ismett abbia svolto fino ad oggi attività clinica di alcun genere né che alcuno degli obiettivi su indicati sia stato raggiunto né nel 1997 né nel 1998, né nei primi mesi del 1999;
con atto del 18 dicembre 1997 (atto repertorio n. 381) la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome ha adottato l'integrazione al protocollo d'intesa con la quale è stato affidato all'Istituto Mediterraneo per i trapianti e terapie ed alta specializzazione (Ismett) il compito di provvedere a tutte le procedure connesse alla realizzazione della costruzione della sede definitiva dell'Istituto su area di proprietà dell'Azienda sanitaria Civico di Palermo, «attraverso procedure di evidenza pubblica e nel rispetto delle normative nazionali, regionali e comunitarie e con i fondi messi a disposizione per effetto della delibera Cipe, a valere sugli articoli 20 della legge 11 marzo 1988, n. 67 e 3 ultimo comma della legge 31 gennaio 1996, n. 34» per un importo complessivo di 102 miliardi;
non è noto quali procedure siano state seguite nella elaborazione e nella gestione degli atti di gara per la costruzione della sede definitiva dell'Ismett e se tali procedure risultino «nel rispetto delle normative nazionali, regionali e comunitarie» -:
come il Governo valuti l'effettiva utilità in termini di efficienza e di economicità del progetto di sperimentazione gestionale, i cui costi sono interamente sostenuti dalla regione siciliana, e i rilevanti esborsi finanziari sostenuti dal servizio sanitario nazionale a favore di una struttura che non ha fin qui effettuato alcuna attività clinica e non ha ottenuto alcuno degli obiettivi prefissati;
quali supporti il Governo intenda invece garantire alle strutture sanitarie che da molti anni effettuano interventi di prelievo e di trapianto di organi.
(2-01825) «Baiamonte».
(27 maggio 1999)
LO PORTO e NERI. - Al Ministro della sanità. - Per sapere:
a che punto sia la realizzazione in Palermo del complesso ospedaliero di chirurgia dei trapianti, di cui la stampa ha da tempo dato notizia e lo stesso Ministro ha decantato l'utilità;
se tale complesso ospedaliero sia finanziato a totale carico dello Stato e della regione siciliana, e se risulti che sia affidato ad una società di gestione, denominata Ismett (Istituto Mediterraneo per la terapia dei trapianti), costituita in Palermo con la partecipazione dell'ospedale civico di Palermo, dell'ospedale Cervello e dell'università di Pittsburg (Usa), e con l'aggravio per la regione siciliana di corrispondere all'Ismett la somma di lire 16 miliardi
Pag. 14
l'anno a titolo di sostegno per gli oneri gestionali;
quali siano le ragioni per le quali, a fronte di un impegno finanziario totalmente pubblico (Stato e regione), il consiglio di amministrazione dell'Ismett sia composto da tre rappresentanti dell'università di Pittsburg e da due rappresentanti, rispettivamente dell'ospedale civico e dell'ospedale Cervello, di fatto concedendo al partner straniero il totale controllo della struttura e il più incondizionato potere di gestione, compreso quello dell'assunzione di personale paramedico;
quali misure e iniziative siano state prese per valorizzare le professionalità locali che in Sicilia presentano esempi di tutto rispetto, non solo presso le tre università siciliane ma anche presso strutture ospedaliere dove l'attività dei trapianti è da tempo esercitata con riconoscimenti mondiali;
quali garanzie il Ministro abbia chiesto e ottenuto in relazione al ruolo del mondo sanitario italiano che, lasciato interamente in balia della gestione straniera, rischia di essere espulso da una struttura che, vista la sua natura strategica e la sua collocazione mediterranea, promette importanti sviluppi sia scientifici che professionali;
se risulti come siano stati già spesi circa trenta miliardi erogati dalla regione siciliana per spese correnti effettuate dall'Ismett, e se sia vero che la costruzione della struttura, originariamente affidata ad una gara d'appalto indetta dall'ospedale civico di Palermo, sia stata affidata all'Ismett malgrado la proprietà del complesso immobiliare sia dell'Azienda ospedale civico;
a tale riguardo, quali forme di controllo vengano esercitate per garantire la bontà della spesa e la trasparenza delle procedure, considerato che sia il rappresentante dell'ospedale civico, sia il rappresentante dell'ospedale Cervello non vengono messi al corrente di alcunché abbia riferimento con la realizzazione e la gestione dell'impresa;
se non sia venuto il momento di intervenire al fine di rendere costruttivo e almeno paritario il rapporto con l'università di Pittsburg, a salvaguardia delle prerogative e del prestigio dell'amministrazione pubblica, sia statale che regionale. (3-02717)
(22 luglio 1998)
NERI e BONO. - Al Ministro della sanità. - Per sapere - premesso che:
in Sicilia sono attivi tre centri di trapianto del rene (ospedale civico di Palermo, policlinico universitario di Palermo e policlinico universitario di Catania), un centro di trapianto cardiaco (ospedale Ferrarotto di Catania), due centri di trapianto di midollo osseo (ospedale Cervello di Palermo ed ospedale Ferrarotto di Catania) e più centri di trapianto di cornea, mentre non esistono centri di trapianto epatico;
tali centri operano non al pieno delle loro possibilità soprattutto a causa dell'insufficiente donazione di organi, oltre che per il disinteresse della regione Sicilia che non destina risorse ai centri esistenti;
per dare risposta a questi problemi la regione Sicilia ha presentato nel marzo 1996 un progetto di sperimentazione gestionale che ha portato alla costituzione dell'Istituto mediterraneo per i trapianti e terapie ad alta specializzazione (Ismett) srl, al cui capitale concorrono soltanto l'Azienda ospedaliera civico di Palermo (35 per cento), l'Azienda ospedaliera Cervello di Palermo (20 per cento) e l'University of Pittsburgh Medical Center System (Upmcs) (45 per cento) ed in cui non sono state coinvolte ad alcun livello, didattico, scientifico o assistenziale, le tre università siciliane e le restanti aziende ospedaliere sede di centri di trapianto;
tale istituto avrebbe l'obiettivo di migliorare il sistema sanitario in termini di efficienza ed economicità;
pur essendo a capitale (pubblico) italiano, il consiglio di amministrazione dell'Ismett è composto per tre quinti da persone
Pag. 15
nominate dall'Upmcs, fra cui anche il direttore ed amministratore delegato, che gode di ampi poteri di gestione in nessun modo paragonabili a quelli dei responsabili dei centri di trapianto pubblici italiani;
la convenzione che ha dato vita all'Ismett prevede un esborso di circa duemila miliardi in diciotto anni, mentre si lesinano risorse al sistema della sanità pubblica, si versa in stato di cronica insolvenza nei confronti di quella convenzionata ed i centri trapianto oggi esistenti in Sicilia hanno strumenti, attrezzature e personale medico, paramedico e tecnico che attendono da anni finanziamenti e risorse per ottimizzare l'assistenza ai trapiantati (il centro trapianto del cuore «Marta Russo» dell'Università di Catania, per esempio, attende ancora una risposta alla richiesta di finanziamento di due miliardi per l'impianto del primo cuore artificiale in Sicilia);
le tariffe stabilite dall'Ismett risultano pari a circa il doppio rispetto a quelle stabilite dal ministero della sanità per i centri trapianto inseriti nel servizio sanitario nazionale (per esempio il trapianto di rene eseguito presso una struttura pubblica costa lire 70 milioni, mentre presso l'Ismett ne costa 118);
i trattamenti economici per il personale medico e paramedico, ivi compreso il direttore dell'Istituto, sono di gran lunga superiori a quelli del personale pubblico espletante analoghe mansioni, né sarebbero rispettate le norme vigenti in materia di assunzione del personale e gestione del centro, specie con riferimento a tutti gli obblighi gravanti sul responsabile di un centro trapianti pubblico;
non si comprende come possa giustificarsi un'attività talmente onerosa e contrastante con il persistente divieto di finalità di lucro nell'attività di trapianto;
a fronte di anticipazioni già effettuate all'università di Pittsburgh, prossime a cinquanta miliardi di lire, nessun trapianto è stato ancora eseguito dall'Ismett, né tantomeno si è dato avvio ai trapianti epatici che potrebbero invece essere effettuati in tempi brevi e con ragionevole impiego di risorse (alcune centinaia di milioni), nell'ambito della collaborazione tra i centri pubblici del nostro Paese che già li effettuano ed i centri pubblici della regione Sicilia;
l'Ismett si sovrappone ai centri trapianto esistenti, mentre sarebbe stato necessario e sufficiente colmare la lacuna esistente riguardante i trapianti epatici;
le ingenti risorse destinate all'Ismett vengono sottratte al sistema sanitario pubblico per essere destinate ad un istituto privato gestito da personale ed amministratori (lautamente compensati) appartenenti ad istituzione straniera, così ulteriormente mortificando le alte professionalità formatesi nei centri trapianto siciliani;
mentre vengono alla luce preoccupanti convergenze politico-mafiose nella gestione delle strutture e del sistema della sanità siciliana, desta allarme la destinazione di migliaia di miliardi ad una struttura privatistica che si sovrappone immotivatamente a quelle pubbliche esistenti, di fatto sottraendosi ai criteri ed agli obblighi previsti nel settore dalla legislazione italiana -:
quali iniziative intenda assumere perché sia riportata a normalità la situazione in Sicilia e sia assicurato che eventuali iniziative si sviluppino davvero con la finalità di migliorare efficienza ed economicità del sistema sanitario pubblico nel rispetto delle normative vigenti.
(3-04405)
(8 ottobre 1999)
(ex 4-23327 del 7 aprile 1999)