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GUALBERTO NICCOLINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUALBERTO NICCOLINI. Signor Presidente, intervengo per denunciare un gravissimo fatto istituzionale verificatosi tra il Governo e la regione Friuli-Venezia Giulia. Le cinque regioni a statuto speciale dovrebbero essere invitate a partecipare alle riunioni del Consiglio dei ministri in cui si trattano materie riguardanti la vita di tali regioni. Ciò è sempre avvenuto fin dal 1964.
LUCIANO CAVERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUCIANO CAVERI. Vorrei precisare che, almeno per quanto riguarda la regione Valle d'Aosta e la provincia autonoma di Bolzano, vi è stata una comunicazione tempestiva del Governo per la riunione del Consiglio dei ministri. Dopo aver appurato che non vi erano tematiche particolari che riguardavano le nostre autonomie speciali, i presidenti degli enti locali che ho richiamato hanno liberamente deciso di non partecipare alla riunione del Consiglio dei ministri.
LUIGI OLIVIERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUIGI OLIVIERI. Per quanto riguarda il Trentino, mi associo alle parole del collega Caveri.
ELENA MONTECCHI, Sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Così potrà rispondere per il complesso universo delle regioni.
ELENA MONTECCHI, Sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento. Vorrei informare l'Assemblea che il Consiglio dei ministri si è riunito il 29 settembre per licenziare il testo della manovra finanziaria ed è stato convocato per tutti i soggetti interessati nella prima mattinata di quel giorno. La riunione del Consiglio, che era già stata più volte annunciata persino dagli organi di stampa, fu fissata alle 16,30 per consentire ad alcuni ministri di potervi partecipare: mi riferisco al ministro Visco, che era impegnato a rispondere in quest'aula alle interrogazioni a risposta immediata; al ministro Scognamiglio, che nella stessa giornata era impegnato in quest'aula nella discussione delle mozioni relative alla vicenda di Timor Est; al ministro Amato, che stava rientrando da Washington.
Quest'anno, per la prima volta, la giunta regionale del Friuli-Venezia Giulia, assieme alle altre ragioni a statuto speciale, non ha potuto presenziare alla riunione del Consiglio dei ministri in cui si è esaminata la legge finanziaria. È cioè la prima volta che la regione a statuto speciale Friuli-Venezia Giulia è rimasta fuori dalla sala in cui si riuniva il Consiglio dei ministri.
Al presidente della giunta regionale l'invito a parteciparvi è arrivato soltanto il giorno stesso della riunione del Consiglio dei ministri. Più precisamente, alle 8,40 è arrivato sul tavolo del presidente il fax contenente l'invito ad essere presente alla riunione del Consiglio dei ministri delle ore 16. Dato il poco tempo a disposizione, è stato pressoché impossibile per il presidente raggiungere Roma anche a causa degli scarsi collegamenti aerei che l'Alitalia assicura tra gli aeroporti di Ronchi e Fiumicino.
Per un anno il presidente della giunta regionale aveva sollecitato il Governo ad una serie di confronti sulla base anche di un programma congiunto tra Governo e regioni, che però non è stato completamente attuato.
Nello scorso mese di settembre il presidente della giunta regionale ha scritto per quattro volte al Presidente D'Alema e al sottosegretario Minniti sollecitando incontri proprio sulla finanziaria; ebbene, l'invito è arrivato il giorno 29 alle 8,40 del mattino, a poche ore dall'inizio della riunione del Consiglio dei ministri. Siamo quasi di fronte ad una violazione costituzionale e per tale motivo presenteremo un'interpellanza urgente al Governo perché vogliamo capire per quale motivo il Friuli-Venezia Giulia, assieme alle altre regioni a statuto speciale, non sia stato correttamente invitato alla riunione del Consiglio dei ministri in cui si varava la legge finanziaria. Ci riserviamo poi di intraprendere altre azioni perché questo è un sistema anticostituzionale e sicuramente molto grave in termini di rapporto istituzionale fra Governo e regioni.
Tenevo a fare questa precisazione perché, poiché si dava l'impressione di parlare per tutte le regioni a statuto speciale, risultasse evidente che, almeno per quel che ci riguarda, avevamo ricevuto tempestivamente le apposite comunicazioni.
Sin dalla tarda serata di martedì, quindi, l'orario di convocazione fu incerto.
Chi le parla, peraltro, non ha la responsabilità istituzionale - né tanto meno quella tecnica - della convocazione del Consiglio dei ministri. Per tale motivo, ho chiesto all'ufficio competente i dati relativi alla trasmissione dei fax per l'usuale invito rivolto ai rappresentanti delle regioni a statuto speciale a partecipare al Consiglio dei ministri. Da tale verifica, è risultato che alle ore 9,02 furono inviati (la correggo: non alle 8,40!) i fax ai presidenti delle giunte delle regioni a statuto speciale (fa testo la ricevuta di trasmissione delle 9,06).
Come è stato ricordato in questa sede dai colleghi Caveri e Olivieri, i presidenti della regione Valle d'Aosta e delle province autonome di Bolzano e di Trento, in forme diverse (il presidente della regione Valle d'Aosta ha inviato un telegramma; il presidente della provincia di Bolzano ce lo ha comunicato, come pure il presidente della provincia di Trento) ci hanno informato - dopo aver ringraziato per l'invito - che non avrebbero partecipato a quella riunione. In maniera differente si è invece comportato il presidente della giunta regionale siciliana che ha partecipato alla riunione.
Aggiungo che i ministri sono stati convocati successivamente, cioè a partire dalle ore 9,08; tant'è vero che vi sono le ricevute di ritorno che riportano l'orario delle 9,21.
Questa era la risposta che le dovevo, onorevole Niccolini perché, pur comprendendo il rammarico che è stato espresso, non comprendo invece la polemica relativa a fatti che riguardano altre questioni.
Preciso che sulla questione della finanziaria e sulla possibilità - oltre alle sollecitazioni - di incontrarsi con la Presidenza del Consiglio vi è la nostra disponibilità. Preciso quindi che, da una parte, ci dichiariamo disponibili ad un confronto e ad una discussione mentre, dall'altra parte, relativamente alle procedure di convocazione, non vi è stata la violazione di alcuna regola.


