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PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Lenti n. 3-03570 (vedi l'allegato A - Interpellanze ed interrogazioni sezione 7).
LUIGI VIVIANI, Sottosegretario di Stato per il lavoro e la previdenza sociale. Signor Presidente, l'interrogazione in oggetto riguarda le modalità di liquidazione delle prestazioni di disoccupazione da parte della sede INPS di Lamezia Terme. Al riguardo, vorrei rassicurare l'interrogante che da comunicazioni ricevute dalla sede centrale dell'INPS si è appreso che la sede di Lamezia Terme ha provveduto alla definizione di tutte le domande, relative agli anni 1997 e 1998, dirette ad ottenere l'indennità di disoccupazione con requisiti ridotti.
PRESIDENTE. L'onorevole Lenti ha facoltà di replicare.
MARIA LENTI. Signor Presidente, signor sottosegretario, per la verità non ho capito se nell'acquisizione delle domande da parte dell'INPS, cui si è riferito il sottosegretario, sia contemplata la liquidazione dell'indennità di disoccupazione, per lo meno per l'anno 1997, cui si riferiva la mia interrogazione. Debbo dire che, sotto un profilo linguistico, la questione mi sembra dubbia e non chiara. Che vuol dire acquisire le domande? Se si acquisisce una lettera, non è detto che vi si risponda. In tal senso avrei voluto una risposta più precisa.
LUIGI VIVIANI, Sottosegretario di Stato per il lavoro e la previdenza sociale. Ho parlato di definizione.
MARIA LENTI. Definizione, quindi, vorrebbe dire che si è liquidato?
LUIGI VIVIANI, Sottosegretario di Stato per il lavoro e la previdenza sociale. Sì.
MARIA LENTI. Bene. Dunque, mi dichiaro soddisfatta. Tuttavia, vista la particolarità della mia interrogazione - che è del marzo 1999 - si deve tener conto che sono passati dieci mesi dalla presentazione. Chiedo, pertanto, una maggiore celerità nella risposta agli atti di sindacato ispettivo. Forse non è questo il luogo né il momento per fare una tale richiesta, tuttavia, vi sono atti ispettivi che non hanno mai ricevuto risposta, né la riceveranno mai. Ciò è accaduto nella scorsa legislatura e accade in quella attuale. Mi rivolgo anche al Presidente di turno, onorevole Acquarone: è possibile che il Governo possa rispondere con maggiore celerità? La mia interrogazione era molto semplice e sarebbe bastata una telefonata per risolvere la questione.
PRESIDENTE. Onorevole Lenti, poiché lei ha richiesto dei chiarimenti alla Presidenza, le riferisco che nel corso di questa legislatura sono state presentate 6.321 interpellanze ed interrogazioni a risposta orale, ne sono state trattate 3.060 e quindi ne rimangono da svolgere 3.261: siamo, dunque, circa al 50 per cento, contro il 26 o 27 per cento della scorsa legislatura. Mi rendo conto che gli onorevoli interpellanti sentano con forza la necessità della risposta, ma bisogna anche considerare il notevole impegno che debbono affrontare il Governo e gli uffici della Camera di fronte a 6.321 atti di sindacato ispettivo a risposta orale, che coinvolgono l'attività delle Commissioni o dell'Assemblea. Tutto sommato, i risultati sinora raggiunti, con il 48,8 per cento di risposte già rese, seppure, forse, non possono essere definiti ottimi, indicano senz'altro che ci troviamo sulla buona strada.
MARIA LENTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARIA LENTI. La ringrazio molto, signor Presidente, per questa precisazione, che conferma l'ottimo lavoro svolto dalla Camera e dai suoi uffici; per la verità, per quanto mi è stato possibile, ho sempre riconosciuto ai funzionari ed a tutti coloro che sono impegnati attorno a questa nostra attività di fornire un supporto davvero competente ed ammirevole, per il quale non mi bastano gli aggettivi. Questa
mia convinzione è ben conosciuta dai funzionari delle Commissioni in cui ho lavorato e lavoro.
PRESIDENTE. Onorevole Lenti, per quanto riguarda le interrogazioni a risposta scritta l'impegno è ancora maggiore. Effettivamente ha ragione lei, la percentuale delle risposte rese non è molto alta, fermandosi al 33 per cento: ma sa quante sono state le interrogazioni a risposta scritta presentate in questa legislatura? Sono state 25.871, al 1 ottobre. Se da parte di tutti noi vi fosse una maggiore concentrazione sulle questioni più rilevanti e venissero tralasciate interrogazioni, senz'altro legittime, ma che magari riguardano il trasferimento di un bidello da una scuola all'altra, probabilmente si potrebbero avere risposte in tempi più brevi.
MARIA LENTI. Allora potrebbero darci la possibilità di interpellare il Governo e avere la sua risposta per telefono!
PRESIDENTE. Onorevole Lenti, è un'idea da studiare! Ritengo tuttavia che ciò avvenga già in molti casi.
Il sottosegretario di Stato per il lavoro e la previdenza sociale ha facoltà di rispondere.
Signor sottosegretario, si tratta di lavori e lavoratori precari, che già soffrono il disagio della precarietà e di garanzie ridotte. Aggiungere a tali disagi i ritardi nel pagamento dell'indennità di disoccupazione per il 1997 è - per usare un proverbio popolare - aggiungere acqua a chi è già bagnato. L'INPS non è nuovo a tali ritardi: al riguardo, sono state molte le interrogazioni presentate non da parte mia, ma da altri colleghi, in questa legislatura. Il Governo, ogni volta, si è impegnato a far rispettare - non dico anticipare - all'INPS i termini di legge. Si chiede, dunque, che il Governo vigili perché l'INPS rispetti tali termini.
Non vorrei che fra qualche mese si fosse costretti a presentare un'analoga interrogazione in riferimento al 1999.
Signor sottosegretario, spesso in quest'aula nella terminologia politica ed anche sui giornali si usa l'espressione «coazione a ripetere», che deriva dalla psicanalisi e si riferisce al subconscio, dunque a qualcosa di non voluto. Se, invece, tale espressione viene utilizzata in riferimento ad una condotta politica, per indicare una mancanza, ritengo sia molto grave, perché ciò che è proprio dell'inconscio viene trasferito nel conscio, cioè nella sfera della volontà. Ciò è a mio avviso, ripeto, molto grave, perché le disposizioni legislative non hanno nulla di inconscio: sono chiare, o almeno dovrebbero esserlo, comunque senz'altro risultano chiare le date e gli indirizzi che recano. Dunque, se una disposizione legislativa che regola i rapporti tra Stato e cittadini non viene rispettata e si è costretti addirittura a presentare atti di sindacato ispettivo affinché ciò avvenga, ci troviamo di fronte a mancanze davvero molto gravi.
Ringrazio il sottosegretario per la risposta e mi auguro che la vigilanza da parte del Governo sia più attenta.
La mia sottolineatura precedente, per la verità, era rivolta al Governo, che non risponde nemmeno alle interrogazioni a risposta scritta. In molti casi, per queste ultime sarebbe davvero sufficiente una telefonata da parte del Governo ai suoi uffici periferici, anche per verificare l'esattezza delle interrogazioni. Si tenga conto che noi, a nostra volta, dobbiamo poi rispondere a quanti sono interessati alle varie questioni.
Comunque la ringrazio per le sue precisazioni, Presidente.


