Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 596 del 5/10/1999
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(Agibilità della sede del CNR di Palermo)

PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Giacalone n. 3-04347 (vedi l'allegato A - Interpellanze ed interrogazioni sezione 5).
Il sottosegretario di Stato per l'università e la ricerca scientifica e tecnologica ha facoltà di rispondere.

ANTONINO CUFFARO, Sottosegretario di Stato per l'università e la ricerca scientifica e tecnologica. Desidero ringraziare l'onorevole Giacalone per aver sollevato il problema di cui alla sua interrogazione, dandomi modo di rispondere ufficialmente, anche se la mia sarà una risposta interlocutoria, a quesiti posti in un convegno indetto dalle organizzazioni sindacali


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a Palermo sulla situazione della ricerca, convegno al quale ero presente.
Effettivamente intorno all'insediamento del CNR a Palermo si sono svolte una serie di vicende a dir poco travagliate, di cui siamo ancora impegnati a capire l'origine. Io stesso ho avuto modo, onorevole Giacalone, di sollevare (non ricordo se nell'VIII o nella IX legislatura) il problema dell'edificio acquistato a suo tempo dal CNR vicino al cantiere navale di Palermo, costruito da una ditta, poi fallita, veramente molto chiacchierata.

DOMENICO GRAMAZIO. È fallita!

ANTONINO CUFFARO, Sottosegretario di Stato per l'università e la ricerca scientifica e tecnologica. Chiacchierata già al momento dell'acquisizione dell'edificio e successivamente fallita. Addirittura, l'acquisto di quell'edificio era stato giustificato con la vicinanza all'università di Palermo, fatto non corrispondente al vero (di quella seduta ci sono i verbali).
Nel quadro della recente rimodulazione dell'intesa tra Ministero dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica e CNR si stanno facendo concorsi per attivare un migliaio di posti di lavoro per ricercatori (fra CNR ed ENEA). Ebbene, proprio a causa delle travagliate vicende attorno alla sede dell'area di ricerca, il CNR, correttamente, ha cancellato l'ipotesi di comprare in questo momento edifici a Palermo ed i fondi che erano stati destinati all'acquisto sono stati parzialmente trasferiti all'incremento dell'occupazione. Stanziamenti futuri per sistemazioni logistiche degli impianti e dell'area saranno individuati soltanto se si troverà una soluzione adeguata sotto tutti i profili, sia sotto quello degli standard, sia dal punto di vista della trasparenza del progetto. Il CNR è tuttora insediato in un complesso di edifici che non ha ottenuto dalle autorità comunali l'indispensabile autorizzazione relativa all'agibilità; ritengo che la permanenza in tali edifici sia insostenibile. Per quanto riguarda l'insediamento di laboratori e di strutture di ricerca del CNR, bisogna cercare una soluzione non temporanea, ma definitiva.
Il Ministero dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica ha preso contatti con l'amministrazione comunale di Palermo per trovare una risposta al problema che assicuri una soluzione stabile, adeguata e rispettosa degli standard auspicabili e previsti per insediamenti di ricerca; comprendo, infatti, la notazione critica contenuta nell'interrogazione e relativa al fatto che ci troviamo di fronte ad una situazione anomala non solo per quanto riguarda l'agibilità, ma anche rispetto agli standard, alla fisionomia che dovrebbe caratterizzare gli insediamenti per la ricerca.
Ho temporaneamente sospeso i contatti per fissare l'incontro decisivo in considerazione del fatto che è in corso un processo di ristrutturazione - lo dicevo anche in precedenza in risposta ad altri interroganti - degli organismi del CNR. Siamo in attesa delle decisioni del nuovo consiglio direttivo, che riguarderanno lo stesso assetto delle aree di ricerca; il CNR si sta interrogando sull'opportunità di mantenere i diversi organismi collegati secondo un assetto funzionale garantito dall'area oppure se accorpare istituti ed organismi con criteri diversi. Teniamo conto, quindi, che sarà possibile rivedere l'organizzazione dell'area e la sua stessa esistenza e che vi potranno essere scomposizioni e riaggregazioni di istituti. Appena sapremo quale sarà il destino di tali organismi riprenderemo immediatamente i contatti con l'amministrazione comunale di Palermo per trovare una soluzione che, dal punto di vista urbanistico, sia funzionale alle esigenze della ricerca e che vada bene per il CNR.
Come vede, onorevole Giacalone, la risposta è interlocutoria. Io stesso desidero riprendere l'argomento appena sarò in grado di fornire informazioni sicure e dettagliate; sarà mia premura dare a lei tali informazioni nel caso in cui volesse riproporre in futuro gli interrogativi che riguardano la sorte dell'area di ricerca del CNR di Palermo.

PRESIDENTE. L'onorevole Giacalone ha facoltà di replicare.


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SALVATORE GIACALONE. Signor Presidente, onorevole sottosegretario, la ringrazio per la sua risposta, che, pur essendo interlocutoria, come lei ha detto, quantomeno, mi dà la possibilità di affrontare e risolvere, anche se nel medio termine, il problema del CNR di Palermo.
Sulla vicenda del CNR si è innescata una querelle - di cui lei ha parlato - anche di natura sindacale: UIL, CGIL, pro o contro, giustizialisti e possibilisti. Vi è stata quindi l'attenzione della Commissione antimafia sul problema dell'edificio.
Mi pare che questa sia una di quelle vicende che risultano essere nello stesso tempo paradossali e paradigmatiche delle «cose nostre» siciliane: ho utilizzato a ragione le parole «cose nostre» siciliane. Devo rilevare che il 50 per cento delle abitazioni edificate nella città di Palermo ha qualche cosa a che vedere con quel sacco edilizio che fu attuato alcuni anni or sono.
Signor sottosegretario, la ringrazio per aver ringraziato il sottoscritto per aver sollevato la questione perché, quando presentai l'interrogazione, da più parti mi fu detto che forse non era bene che anche da parte della maggioranza venisse affrontato il problema, perché su tale aspetto erano già state accese tante luci (quasi che io volessi sposare una tesi di parte rispetto ad un'altra). In realtà, mi interessava sapere se, in presenza di un nodo intricato, vi fosse la volontà di tagliarlo e di andare avanti: in tal modo, peraltro, si sarebbe preso il toro per le corna.
Pur rimanendo talune difficoltà in ordine non solo al problema della sede ma anche all'impostazione generale che si era dato il CNR di Palermo nel tentativo di porsi quale interfaccia più amichevole tra i settori della ricerca, delle istituzioni, del mondo della scuola e delle imprese, probabilmente anche questo tipo di indirizzo andrebbe rivisto in alcune sue parti; in tale prospettiva, però, prendo come oro colato la sua intenzione di ritornare su questo argomento, di seguire questa vicenda per dire una parola di certezza su di essa e per evitare che la «palude» delle indecisioni prenda il sopravvento in un settore nel quale invece la razionalità e la sperimentazione dovrebbero guidarci verso un buon esito della vicenda.

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