Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 596 del 5/10/1999
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(Attivazione del piano telematico per la Calabria)

PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Armando Veneto n. 3-03548 (vedi l'allegato A - Interpellanze ed interrogazioni sezione 2).
Il sottosegretario di Stato per l'università e la ricerca scientifica e tecnologica ha facoltà di rispondere.

ANTONINO CUFFARO, Sottosegretario di Stato per l'università e la ricerca scientifica e tecnologica. Signor Presidente, ho chiesto dettagliate informazioni al nostro dipartimento per la ricerca e lo sviluppo delle attività di innovazione tecnologica: ho quindi la possibilità di precisare che il piano telematico della Calabria, trasferito dall'intervento straordinario al Ministero dell'università, in ragione dell'articolo 6 del decreto legislativo n. 96 del 1993, aveva uno stanziamento massimo lordo di 409 miliardi, stanziamento che peraltro doveva essere ridefinito nell'ambito dell'importo massimo in base a piani operativi progettuali. Il consorzio Telcal, realizzatore dell'intervento, si è costituito preliminarmente all'affidamento del piano: tale consorzio era il realizzatore del piano e l'Intersiel, socia del consorzio, non era contrattualmente prevista come partner esecutivo di Telcal.
La soppressione dell'intervento straordinario ed il trasferimento al Ministero dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica dell'intervento non ha bloccato le risorse, anche se vi sono stati dei rallentamenti nelle erogazioni a causa della mancata approvazione di alcuni piani, valutati attentamente e divenuti obsoleti dalla data della loro redazione, ed anche per il mancato riconoscimento di alcune spese effettuate dal consorzio in ragione di un'attenta verifica. Per i sei progetti «cantierati» sui dodici programmati, la continuità nelle erogazioni si ricava dalla data dei pagamenti effettuati: dalla soppressa Agenzia per il Mezzogiorno, il 26 novembre 1993, sono stati erogati 46 miliardi 80 milioni; dal Ministero dell'università, dalla data del trasferimento alla data del 29 luglio 1997 (data di risoluzione del contenzioso apertosi con Telcal), sono stati erogati 75 miliardi 835 milioni. Quest'ultimo importo è stato liquidato dal Ministero dell'università, su fideiussione, nelle more della definizione tecnico-amministrativa concordata con Telcal del contenzioso in atto, proprio al fine di evitare danni a terzi, quali i fallimenti richiamati nell'interrogazione.
Riguardo alle difficoltà economiche di Intersiel, vogliamo fare presente che tale società, costituita in epoca antecedente alla convenzione Agenzia per il Mezzogiorno-Telcal, era fornitrice di commesse pubbliche a varie amministrazioni; al contratto Telcal-Intersiel, il Ministero dell'università era estraneo, essendo la realizzazione degli interventi affidata a Telcal, cui le erogazioni venivano effettuate subordinatamente alla validità tecnica ed alla congruità economica dei prodotti resi. La risoluzione amministrativa, avvenuta in


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data 29 luglio 1997, ed il conseguente atto contrattuale aggiuntivo componevano la vertenza in corso, per cui, riprogettati i piani in precedenza non attivati in quanto obsoleti, venivano riprese le attività riguardanti tutti i comparti del piano.
I vertici di Telcal, presidente e direttore, stanno operando nell'ambito dello svolgimento del piano, in conformità delle direttive impartite dal nostro ministero, sulla base di istruttorie e valutazioni di efficacia degli interventi resi dagli esperti dell'apposito comitato tecnico-scientifico previsto dall'articolo 6 della legge n. 64 del 1986. L'erogazione dei fondi da parte del Ministero dell'università, per il residuo non speso (circa 300 miliardi), riguarda interventi monitorati sul territorio da un'apposita commissione di esperti sotto l'aspetto scientifico, produttivo, occupazione e procedurale.
Da quanto precede si evince che il Ministero, in qualità di committente, verifica il prodotto reso, essendo rimessa ogni responsabilità di realizzazione a Telcal. Le valutazioni del Ministero, nel rispetto della normativa vigente, pertanto, non investono gli strumenti operativi di realizzazione, fatto salvo che lo strumento risulti inadeguato ai risultati che si vogliono raggiungere, risultati che, allo stato, sono coerenti e congrui con gli obiettivi programmati, come risulta dalle verifiche ministeriali e dai monitoraggi degli esperti scientifici. I criteri di scelta dei nove comprensori sperimentali proposti da Telcal, su indicazione degli enti territoriali, regione e provincia, sono stati convalidati da un'apposita commissione di esperti designata dal comitato tecnico scientifico operante presso il Ministero per l'università e la ricerca scientifica e tecnologica ed approvati dallo stesso.
Il costo della riprogettazione per attualizzare il piano, che ammonta a lire 2.957 miliardi più IVA, rientra nei parametri di legge: tale costo, differenziato per singolo progetto, è stato verificato dalla predetta commissione e quindi dal comitato tecnico scientifico aree depresse.
La commissione di esperti, nominata dal Ministero, su individuazione del CTS è così costituita: professor Francesco Tisato del dipartimento scienze dell'informazione dell'università degli studi di Milano; professor Giancarlo Prini del dipartimento scienze dell'informazione dell'università degli studi di Milano; professor Riccardo Melen del dipartimento elettronica e informazione del politecnico di Milano.
La riprogrammazione del piano è avvenuta ad opera di Telcal, che ha operato tramite le consorziate, secondo le loro competenze istituzionali, con il coinvolgimento di imprese locali.
Il comitato tecnico scientifico aree depresse è per legge presieduto dal ministro, che delega un suo rappresentante membro del comitato stesso. All'epoca dell'approvazione della riprogettazione (giugno 1998) il ministro Berlinguer aveva delegato alla presidenza del comitato il professor Federico Rossi.
Come già precisato, la situazione Intersiel non è stata fatta mai oggetto di esame, in quanto facente parte di un rapporto derivato da Telcal, cui il Ministero dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica per legge e convenzione era estraneo.
Della legittimità procedurale degli affidamenti risponde Telcal, fatti salvi i controlli Ministero di rispetto della vigente normativa sulla concorrenza.
Intersiel ha la certificazione ISO 9000; l'assunzione del personale contrattualmente prevista ed assicurata tramite le imprese o enti partecipanti al piano avverrà con modalità e strumenti specifici che Telcal dovrà sottoporre al Ministero. Per la verifica di correttezza degli interventi, la regione Calabria, socia di Telcal in base alla legge regionale n. 10 del 1991, ha designato nel consiglio direttivo dei consorzi cinque membri tra i quali il vicepresidente del consorzio.
Riguardo alla verifica di correttezza amministrativa, la regione opera i controlli tramite il collegio dei sindaci, nel quale due membri, compreso il presidente sono nominati dalla regione.
Sempre in relazione alle modalità di controllo, il consiglio direttivo del consorzio su richiesta della regione, ha nominato


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una società di revisione internazionale per la certificazione dei bilanci, che sono quindi annualmente approvati dal presidente della giunta regionale.
Telcal sta sviluppando i business plan dei vari servizi ai fini della gestione da parte delle amministrazioni destinatarie (regione e Ministero della giustizia). I contratti di servizi, ai fini della congruità, sono stati sottoposti ad un pool di esperti delle amministrazioni destinatarie degli stessi. Il finanziamento dato a Telcal esclude altri tipi di finanziamento al consorzio per le stesse attività rilevate dall'interrogazione. Infine, il CED di Germaneto è stato ceduto alla regione previa messa a punto di un piano di ottimizzazione del know-how professionale. L'ubicazione del centro servizi laboratori di eccellenza a Lamezia Terme è stata concordata da Telcal con la regione, che è proprietaria dell'immobile in cui il centro viene installato.
La scelta del centro, avvenuta previa verifica per bando delle disponibilità immobiliari sul territorio, è stata determinata: dalla sua ubicazione limitrofa alle principali infrastrutture regionali, nonché baricentrica rispetto alle altre strutture della Calabria; dal comodato gratuito dei locali; dall'ampia disponibilità degli spazi in relazione ai fabbisogni del Consorzio Telcal. Ho a disposizione anche i dati relativi ai raffronti del costo per metro quadrato rispetto ad altre soluzioni, ma credo che siano superflui. Faccio presente che il costo affrontato per la nuova struttura è molto inferiore alla metà di quello che si sarebbe potuto prevedere per una localizzazione in altro sito.
Mi pare di aver risposto a tutte le singole parti dell'interrogazione, che era davvero molto dettagliata, e mi scuso con la Presidenza per la lunghezza della risposta.

PRESIDENTE. L'onorevole Armando Veneto ha facoltà di replicare.

ARMANDO VENETO. Signor Presidente, desidero anzitutto ringraziare il sottosegretario per l'ampiezza e la puntualità della risposta, che dà notizia di tutta una serie di circostanze che tranquillizzano in ordine al fatto che il Ministero dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica sia attento ai problemi che ho sollevato.
Onorevole sottosegretario, ho notato - mi consenta questa libertà - che ella, non avendo individuato il firmatario dell'interrogazione, guardava verso i banchi dell'opposizione, così che a me è parso di ricavarne che ella avesse creduto che questa interrogazione, per la verità pungente, provenisse dall'opposizione.

ANTONINO CUFFARO, Sottosegretario di Stato per l'università e la ricerca scientifica e tecnologica. Me ne scuso.

ARMANDO VENETO. No, arriva proprio dalla maggioranza, nello spirito costruttivo, ma attento ai problemi di una Calabria disperata, che deve animare chi governa questo paese, ma, nello stesso tempo, pretende e vuole che ciò sia fatto con chiarezza e trasparenza.
Sono rimasto soddisfatto per le soluzioni e le indicazioni che ella ha dato, ma con qualche preoccupazione residua, che affido all'attenzione sua, del ministro Zecchino e del Ministero dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica.
Ella ha detto che il Ministero verifica il prodotto reso: io chiedo qualcosa di più ed è proprio a tale proposito che non viene data risposta agli ultimi due capoversi della mia interrogazione (così diremmo se fossimo in un'aula di giustizia).
Infatti, avevo chiesto quanto del budget disponibile sia destinato all'infrastrutturazione telematica e quanto sia stato assorbito da consulenze e servizi che lasceranno poco o nulla nel territorio e cosa intenda fare il ministro: ad esempio, nominare una commissione di vigilanza super partes che controlli non solo il prodotto reso, ma il metodo attraverso il quale ciò avviene. Infatti, il valore autentico sul piano politico non è nel prodotto che si rende, ma nel metodo, nel sistema attraverso il quale si giunge a quel prodotto. Ebbene, il metodo lascia intravedere


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opportunità di intervento, di controllo e di recupero di chiarezza di fronte alle popolazioni della Calabria.
Onorevole sottosegretario, la questione vera è costituita dalla circostanza che Telcal si muove come una grande Ferrari che non riesce ad uscire dai box, scarica molta energia, consuma molto denaro, ma non produce risultati; dunque, non sono d'accordo nel momento in cui si dice che attendiamo il risultato per stabilire se Telcal svolga compiutamente il suo lavoro.
Il resto lo lascio alla sua sensibilità politica, non senza aver ulteriormente osservato che vigileremo, con i pochi mezzi a disposizione, ma certamente con la disponibilità del Ministero dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica, perché non si passi ad un controllo solo a risultato acquisito, come troppo spesso accade in Italia, ma ciò avvenga in corso d'opera per verificare se l'opera stessa corra dritta verso il traguardo.

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