Allegato A
Seduta n. 582 del 15/9/1999


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INTERPELLANZE E INTERROGAZIONI

(Sezione 1 - Sulla morte dell'allievo paracadutista Emanuele Scieri appartenente alla brigata Folgore)

Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri e il Ministro della difesa, per sapere - premesso che:
il 16 agosto 1999, all'interno della caserma «Gamerra» di Pisa, sede del centro di addestramento dei paracadutisti della brigata Folgore, è stato trovato morto Emanuele Scieri, un giovane paracadutista in servizio di leva, in forza solo da poche ore presso la stessa caserma;
il corpo del giovane viene ritrovato all'interno della caserma davanti ad una scala-torre, da dove sarebbe caduto dopo un volo di oltre dieci metri, a quasi tre giorni dalla sua scomparsa;
dalla tarda serata di venerdì 13 agosto, giorno in cui Emanuele Scieri è risultato assente al contrappello fino al ritrovamento del suo corpo, avvenuto il lunedì successivo, nessuno ha ordinato né effettuato alcuna ricerca all'interno della caserma, anche se alcuni commilitoni avevano confermato con certezza agli ufficiali che avevano visto Emanuele Scieri rientrare il venerdì stesso;
su tutta questa vicenda pesa fortemente il sospetto di un ennesimo atto di nonnismo, anche alla luce dell'autopsia effettuata sul corpo del giovane;
immediatamente i vertici militari (dal colonnello Corradi al generale Calogero Cirneco, fino al capo di stato maggiore del comando militare centro, generale Alfonso Sportelli) hanno fatto irresponsabilmente quadrato nel respingere a priori qualunque ipotesi legata al nonnismo;
il generale Enrico Celentano, comandante della brigata Folgore, ha redatto una sorta di vergognoso «zibaldone» di 120 pagine, una sorta di materiale da lui raccolto nel corso degli anni, giustificato dallo stesso generale come un insieme di «idee positive accanto a provocatorie esperienze dissacranti e incivili» da utilizzare nei dibattiti, ma che in realtà, ad avviso dell'interpellante, risulta essere un dossier pieno di incitamenti al nonnismo e al razzismo, tanto da creare qualche dubbio perfino al suo ideatore che nel luglio scorso ne aveva infatti chiesto il ritiro;
non è la prima volta che a Pisa si verificano episodi di nonnismo, e comunque troppi sono i casi che hanno visto protagonisti reparti di parà della Folgore; per ultimi, solo un anno fa, due episodi: un militare picchiato e costretto a bere un bicchiere di urina, e un altro ricoverato in ospedale per un calcio ai testicoli, che avevano comportato a quanto risulta all'interpellante la rimozione del comandante del centro addestramento dei parà, colonnello Enrico Ansano Nardi;
l'Osservatorio permanente sul nonnismo istituito dallo stato maggiore della Difesa evidenzia come solo nel 1998 sono stati denunciati 268 episodi (che hanno avuto come vittime 375 soldati) riconducibili al nonnismo -:
se non si ritenga necessario avviare un'ispezione ministeriale al fine di verificare


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le eventuali responsabilità nella gestione della caserma riguardo all'osservanza delle disposizioni per combattere il fenomeno del nonnismo;
se non sia giunto il momento - ancora prima che vengano accertate eventuali responsabilità penali - di dare un forte e concreto segnale di cambiamento, mettendo in atto una vera e propria campagna per la sicurezza nelle caserme;
se - al fine di favorire lo strumento della denuncia, quale importante deterrente all'incivile pratica del nonnismo - non ritenga utile studiare un meccanismo che preveda la massima tutela del giovane che denunci casi di sopraffazione, pensando, per esempio, ad un'immediata sua messa in congedo temporaneo, in attesa degli accertamenti dell'autorità giudiziaria, così da sottrarlo alla paura di possibili e probabili ritorsioni.
(2-01903)«Paissan».
(10 settembre 1999).

Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri e il Ministro della difesa, per sapere - premesso che:
il comunicato del 24 agosto 1999 del Ministro della difesa, senatore Scognamiglio, sulla destituzione del generale Celentano dal comando della brigata Folgore non chiarisce assolutamente nulla, sembra anzi confermare l'allontanamento dell'alto ufficiale tra poche settimane, contrariamente alla normale aspettativa di un altro anno di comando della brigata;
in un'intervista apparsa lo stesso giorno sul Corriere della Sera il Sottosegretario alla difesa, onorevole Gianni Rivera, si dice «stupito della rimozione del generale Celentano dal comando della brigata Folgore, notizia appresa dai giornali»;
il Capo di stato maggiore della difesa, generale Arpino, si è detto a sua volta all'oscuro del provvedimento;
il maldestro e poco motivato atteggiamento del Governo e le speculazioni politiche di gruppi della maggioranza hanno creato una situazione di confusione nelle forze armate, vittime in questi giorni di una forsennata campagna di denigrazione e delegittimazione -:
chi abbia deciso la destituzione del generale Celentano e se il Presidente del Consiglio dei ministri ed il Capo di stato maggiore della difesa abbiano avallato o meno tale decisione.
(2-01918)«Giovanardi».
(10 settembre 1999).

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro della difesa, per sapere - premesso che:
la morte del giovane Scieri, paracadutista di leva in servizio a Pisa, ha confermato la drammatica gravità dei fenomeni di violenza nelle caserme, troppo spesso semplicisticamente accomunati sotto l'etichetta di «nonnismo» -:
quali iniziative il Governo abbia preso o intenda urgentemente intraprendere per scongiurare per l'avvenire il ripetersi di eventi delittuosi nelle caserme ai danni di giovani di leva e quali iniziative l'esercito abbia intrapreso per accertare in particolare i responsabili del gravissimo incidente di Pisa.
(2-01910)«Soro, Romano Carratelli».
(10 settembre 1999).

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro della difesa, per sapere - premesso che:
la oscura vicenda della morte nella caserma «Gamerra» di Pisa del giovane paracadutista della Folgore Emanuele Scieri ha suscitato vivissimo allarme nella opinione pubblica e grande dolore ed inquietudine per le modalità della morte -:


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quali siano i risultati finora raggiunti nelle indagini e se siano state accertate responsabilità;
quanti siano gli episodi di nonnismo registrati dalle competenti autorità militari;
quali iniziative siano state assunte e si intendano intraprendere in ragione degli episodi di violenza registrati in diverse caserme;
se il Governo ritenga di avviare una indagine approfondita sulla situazione nelle caserme e sulla condizione militare, anche in vista della progettata riforma generale della leva e dell'introduzione del servizio militare femminile.
(2-01916)
«Tassone, Volontè, Teresio Delfino, Grillo».
(10 settembre 1999).

La sottoscritta chiede di interpellare il Ministro della difesa, per sapere - premesso che:
il 16 agosto 1999 è stato ritrovato all'interno della caserma «Gamerra» di Pisa il cadavere del militare di leva Emanuele Scieri, scomparso la sera del 14 agosto, poche ore dopo essere giunto alla Scuola militare di paracadutismo;
gli elementi emersi fino a questo momento sulle modalità del decesso del militare, confermati dal perito medico legale di parte, inducono a credere che non si sia trattato di un suicidio o di una morte accidentale;
ciò che si è appreso finora del tragico episodio porta a privilegiare l'ipotesi che il giovane possa essere rimasto vittima di un atto di «nonnismo»;
la morte sarebbe stata causata dalla caduta da una torre della caserma, avvenuta la sera del 14 agosto, e Scieri sarebbe rimasto agonizzante per circa 10 ore all'interno della caserma senza che alcuno lo vedesse e gli prestasse soccorso. Il cadavere è stato rinvenuto nel primo pomeriggio del 16 agosto, pur essendo la zona sottoposta a controlli più volte nell'arco delle 24 ore;
contro ogni evidenza, i vertici militari del corpo e della caserma, e perfino il cappellano militare, smentiscono che possa essersi trattato di un episodio di «nonnismo», ma non forniscono spiegazioni compatibili con la dinamica dei fatti per quella che appare una morte certamente non accidentale avvenuta all'interno di una caserma -:
quali urgenti iniziative intenda adottare il Governo in relazione alla sua politica generale di controllo e di indirizzo sull'attività militare;
se non ritenga di dover riferire in tempi brevissimi al Parlamento su un episodio di inaudita gravità, avvenuto peraltro in un reparto che nel recente passato è stato al al centro di polemiche per episodi di «nonnismo»;
se risulti al vero che la vita del giovane paracadutista poteva essere salvata ove i controlli all'interno della caserma fossero stati efficaci ed avessero consentito il ritrovamento del militare ferito e se non ritenga di dover rimuovere dagli incarichi il responsabile della caserma ed il responsabile del reparto che hanno dimostrato di non essere in grado di assicurare l'incolumità dei giovani loro affidati e controlli adeguati all'interno della caserma, come evidenziato del fatto che il cadavere di Scieri è stato ritrovato dopo oltre 60 ore dalla caduta, dopo una lunga agonia, che ne ha causato la morte;
se non ritenga grave che lo stesso comandante, generale Enrico Celentano abbia diffuso tra le giovani reclute lo «Zibaldone» il cui contenuto - ormai noto - punta ad esaltare la violenza, il machismo e l'antimeridionalismo, culture certamente in contraddizione con il principale fine del servizio di leva e cioè la formazione di una forte coscienza nazionale;
se risulti che, nonostante le dichiarazioni dei responsabili militari riportate dalla stampa, i quali escludono il «nonnismo» quale possibile causa della morte di Emanuele Scieri, un militare della stessa compagnia cui era stato assegnato il militare siciliano, era stato punito nei giorni


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scorsi per atti di prevaricazione e violenza nei confronti delle reclute;
se non ritenga indispensabile avviare immediatamente una indagine in tutte le caserme italiane per verificare se il fenomeno del «nonnismo» sia presente, in quale misura e se vi siano tolleranza e copertura da parte dei vertici delle caserme. La mancanza di una tempestiva riposta dello Stato dinanzi ad un militare assassinato all'interno di una caserma può ingenerare infatti la sensazione che da parte dei vertici governativi e militari non vi sia la determinazione necessaria a colpire, con la durezza e l'ampiezza che la vicenda richiede, quei comportamenti e quelle mentalità che, oltre ai gravissimi riflessi di ordine penale, infangano l'immagine e l'onore dei paracadutisti e dell'esercito italiano.
(2-01919) «Prestigiacomo, Pecorella».
(14 settembre 1999).

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri ed il Ministro della difesa, per sapere - premesso che:
il 16 agosto 1999, nel centro di addestramento dei paracadutisti della brigata Folgore, nella caserma «Gamerra» di Pisa, veniva rinvenuto il corpo senza vita del giovane Emanuele Scieri, paracadutista in forza solo da poche ore presso la stessa caserma;
il corpo del giovane Emanuele Scieri veniva rinvenuto davanti ad una scala-torre dalla quale, si suppone, sarebbe caduto dopo un volo di circa 10 metri;
pur essendo stato visto rientrare in caserma da alcuni commilitoni, il giovane militare di leva è risultato assente al contrappello dalla tarda serata di venerdì 13 agosto 1999, fino al rinvenimento avvenuto il lunedì successivo, senza che si operasse alcun concreto tentativo di ricerca all'interno della caserma;
pur essendo stato fatto immediatamente «quadrato» dai vertici militari, ad avviso degli interpellanti, nel respingere ogni ipotesi di collegamento del decesso della giovane recluta con fenomeni di «nonnismo», nell'opinione pubblica si è invece radicato il convincimento contrario;
tale convincimento è stato avvalorato dal rinvenimento di un vergognoso «zibaldone» redatto dal generale Enrico Celentano, comandante della brigata Folgore, nel quale sono contenuti pericolosi incitamenti al nonnismo e al razzismo;
quasi contestualmente (nei mesi di luglio e di agosto) altri gravi fenomeni di «nonnismo» si sono verificati nella caserma di Baiano di Spoleto (battaglione logistico granatieri di Sardegna), a Bagnoli di Sopra in provincia di Padova (80o corpo intercettori), a Roma (Forte Boccea) e Cagliari (Aves) -:
se siano state accertate le cause e le eventuali responsabilità della morte di Emanuele Scieri;
quali siano le iniziative in proposito dell'amministrazione della difesa; più in generale, di fronte al riemergere di atti di gratuita violenza in parte riconducibili a fenomeni di «nonnismo», quali propositi e quali iniziative il Governo intenda assumere per neutralizzare fenomeni inaccettabili per la sicurezza e la dignità di chi presta il servizio militare.
(2-01920)
«Manzione, Di Nardo, Fronzuti».
(14 settembre 1999).

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri ed il Ministro della difesa, per sapere - premesso che:
dagli elementi emersi sia dalle testimonianze sia dalla ricostruzione degli eventi, Emanuele Scieri, il giovane allievo paracadutista della brigata Folgore della caserma «Gamerra» di Pisa, sarebbe morto in seguito ad un atto «nonnismo»;


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al gravissimo atto di «nonnismo» (doveva dimostrare il suo «coraggio» di paracadutista) deve aggiungersi il fatto che, dopo la tragica caduta dalla scala-torre, il giovane militare non è stato soccorso ed è stato lasciato morire (il corpo è stato rinvenuto dopo 3 giorni);
indipendentemente dalle indagini della magistratura, vi sono questioni disciplinari di esclusiva responsabilità dell'amministrazione militare. Se il corpo è stato ritrovato dopo tre giorni significa che in quell'arco di tempo nessuna ronda si è recata in prossimità della torre o, se esse sono state effettuate, emergerebbe una totale loro negligenza nel non aver individuato un cadavere (tra l'altro già in stato di decomposizione) in una zona interna della caserma;
inquietanti dubbi sono sollevati anche dal fatto che gli appelli ed i contrappelli che anche presso la «Gamerra» si effettuano per controllare se tutta la forza è rientrata in caserma non siano stati in grado di rilevare l'assenza dello Scieri o, se ciò è avvenuto, si è omesso di dare l'allarme per cominciarne le ricerche;
sono purtroppo numerosi i casi di nonnismo avvenuti all'interno della scuola militare di Pisa e che hanno coinvolto il corpo dei parà: nel marzo del 1998 un allievo paracadutista rifiutò di consegnare a due «nonni» la sigaretta che gli avevano richiesto. Per «punizione» fu picchiato e costretto a bere un bicchiere d'urina; nell'aprile dello stesso anno un ragazzo fu colpito ai testicoli durante una rissa nelle camerate e fu operato urgentemente all'ospedale militare di Bologna;
la Folgore è stata protagonista dello scandalo delle torture in Somalia, coi parà fotografati mentre univano due elettrodi ai testicoli di un prigioniero somalo ed altri che stupravano con una bomba illuminante una donna somala. I lavori della commissione Gallo, incaricata di indagare su questi fatti, pur tra omissioni ed incompletezza, non ha potuto fare a meno di denunciare lo stato di alterazione e di sopraffazione che esisteva dentro il corpo dei parà;
che il nonnismo sia funzionale alla gestione gerarchica della truppa e come esso sia incentivato dalle stesse gerarchie è dimostrato dal cosiddetto «Zibaldone del nonnismo» redatto dal generale Celentano, comandante del corpo della Folgore. Nello «Zibaldone», che denota tra l'altro una sottocultura sprezzante dei valori democratici, è possibile leggere pensieri espressamente razzisti ed in alcuni passi anche fascisteggianti -:
quali siano le ragioni per le quali non si è provveduto alla immediata destituzione del generale Celentano dalla sua carica di comandante della Folgore nonostante lo «Zibaldone» rappresenti un prova inconfutabile di legittimazione del «nonnismo»;
se non ritenga giunto il momento di sciogliere questi reparti la cui identità, ad avviso degli interpellanti, non è la fedeltà al dettato costituzionale ma un misto di rambismo, machismo e sopraffazione, ovvero una cultura non accettabile in una società democratica;
se non ritenga doveroso istituire una commissione d'inchiesta sul corpo della Folgore;
se non ritenga di dover istituire un numero telefonico verde per denunciare i casi di «nonnismo» gestito da civili e consentire ai militari che subiscono le sopraffazioni di rivolgersi ad un difensore civico ad hoc in grado d'intervenire con proprie prerogative nelle caserme.
(2-01921)
«Nardini, Malentacchi, Mantovani, Vendola, Valpiana, Cangemi».
(14 settembre 1999).

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri e il Ministro della difesa, per sapere - premesso che:
il 16 agosto 1999, all'interno della caserma «Gamerra» di Pisa, è stato ritrovato il cadavere del militare di leva Emanuele


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Scieri, scomparso la sera del 13 agosto 1999, poche ore dopo essere giunto presso la sede del centro di addestramento dei paracadutisti della Brigata Folgore;
il corpo del giovane, di 26 anni, è stato ritrovato, a quasi tre giorni dalla sua scomparsa, all'interno della caserma, davanti a una scala-torre, da dove sarebbe caduto, dopo un volo di oltre dieci metri;
secondo la ricostruzione riferita alla famiglia dai responsabili e riportata dalla stampa, il giovane militare, arrivato in caserma il 13 agosto alle ore 13, alle ore 16,30 andava in libera uscita, alle ore 22 telefonava alla famiglia dal centro storico di Pisa, ma già al contrappello, effettuato alle ore 23,15 di quel giorno, risultava assente. Dalla tarda serata di venerdì 13 agosto fino al ritrovamento del corpo del militare, avvenuto il lunedì successivo, nessuno ha ordinato nè effettuato alcuna ricerca all'interno della caserma, anche se alcuni commilitoni avevano confermato agli ufficiali di avere visto Emanuele Scieri con certezza al loro rientro in caserma il venerdì stesso;
la morte del militare, per i modi e le circostanze in cui è avvenuta, ha sollevato interrogativi che portano a privilegiare l'ipotesi che il giovane possa essere rimasto vittima di un atto di «nonnismo»;
gli elementi emersi fino a questo momento sulle modalità del decesso del militare e confermati dal perito medico legale di parte, quali la posizione dei cadavere, inducono infatti a credere che non si sia trattato di un suicidio o di una morte accidentale; inoltre le lesioni riscontrate sul corpo fanno ipotizzare atti di violenza subiti dal giovane, prima di essere costretto a salire sulla torre;
un commilitone, nel corso di un'intervista televisiva, ha affermato che nel tragitto Firenze-Pisa, che il gruppo di militari di leva ha effettuato in pullman, sono stati esercitati, lo stesso giorno della morte di Emanuele Scieri, atti di «nonnismo»;
nel bar di fronte alla caserma, alcuni militari, all'ascolto di detta intervista, avrebbero inveito e minacciato il commilitone autore della predetta dichiarazione, mostrando in tal modo come sia resa impossibile la denuncia di fatti di «nonnismo» all'interno delle caserme;
nonostante tale clima, i vertici militari del corpo e della caserma hanno smentito, contro ogni evidenza, che possa essersi trattato di un episodio di «nonnismo», ma non hanno fornito spiegazioni compatibili con la dinamica dei fatti, assumendo in tal modo un atteggiamento di copertura nei confronti degli eventuali responsabili del gravissimo fatto di sangue;
l'opinione pubblica è stata colpita dai tragici particolari della morte del giovane, scomparso per tre giorni e successivamente ritrovato in un cortile della caserma «Gamerra», nel quale era rimasto agonizzante per un interminabile periodo di tempo, durante il quale nessuna notizia è pervenuta né alle autorità militari, né alla famiglia in ordine alla sua presunta scomparsa;
ad aggravare le responsabilità dei comandi militari contribuiscono alcune notizie dalle quali risulta che i commilitoni del giovane Scieri hanno avvertito i superiori della presenza in caserma del militare, in particolare uno di essi avrebbe dichiarato al magistrato di avere visto Emanuele Scieri allontanarsi verso la torretta in caserma dopo le ore 22,00 ed è stato inviato in licenza subito dopo l'interrogatorio -:
quali siano i risultati finora raggiunti nelle indagini e se siano state accertate responsabilità;
se nessuno dei superiori responsabili si sia allertato per la scomparsa del militare; se sia vero che non siano stati inviati fonogrammi ai carabinieri o comunicate notizie sull'accaduto alla famiglia, alla quale, con scandalosa disumanità, sarebbe stata invece comunicata, il 16 agosto, la notizia del suicidio del giovane;
se risulti effettivamente che la sera dell'episodio che ha portato alla morte di Emanuele Scieri i superiori del militare, ai


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commilitoni allarmati, hanno detto che il giovane era scappato dalla caserma, impedendo in tal modo che si mettesse in moto l'organizzazione delle ricerche;
se risulti al vero che la vita del giovane paracadutista poteva essere salvata ove i controlli all'interno della caserma fossero stati immediati ed efficaci ed avessero consentito il ritrovamento del militare ferito;
se risulti che, nonostante le dichiarazioni dei responsabili militari riportate dalla stampa, i quali hanno escluso il «nonnismo» quale possibile causa della morte di Emanuele Scieri, un militare della stessa compagnia era stato punito nei giorni precedenti per atti di prevaricazione e violenza nei confronti delle reclute;
se non risponda al vero che, nel caso in cui un simile episodio si fosse verificato in una fabbrica, la magistratura ordinaria avrebbe immediatamente aperto un'inchiesta, inviando ai presunti responsabili avvisi di garanzia, e se esistano, viceversa, dei limiti invalicabili all'interno delle caserme italiane;
se non sia urgente un forte e concreto segnale di cambiamento, attraverso una vera e propria campagna per la sicurezza nelle caserme, al fine di scongiurare per il futuro il ripetersi di eventi delittuosi ai danni di giovani di leva;
se non sia altresì urgente prevedere la massima tutela dei giovani che denuncino casi di sopraffazione, sottraendoli a possibili e probabili ritorsioni, anche tramite un'immediata messa in congedo temporaneo o, nel caso di grave rischio per l'incolumità personale, con l'invio al servizio civile;
se il Governo ritenga di avviare un'indagine approfondita sulla situazione nelle caserme, sulla condizione militare, anche in vista della progettata riforma della leva e dell'introduzione del servizio militare femminile;
quali siano le ragioni per le quali il generale Enrico Celentano, comandante della brigata Folgore, compilatore e diffusore di un ormai tristemente noto «zibaldone», ricco di incitamenti alla violenza, al «machismo» ed all'antimeridionalismo, sia stato prima rimosso e successivamente ricollocato nel suo ruolo;
se il Governo intenda presentare una iniziativa legislativa al fine di configurare gli atti di «nonnismo» nelle caserme come una autonoma fattispecie di reato.
(2-01922)
«Mussi, Spini, Rizza, Ruffino, Ruzzante, Caruano».
(14 settembre 1999).

PISCITELLO. - Al Ministro della difesa. - Per sapere - premesso che:
il 16 agosto 1999, nella caserma «Gamerra» di Pisa, è stato trovato il corpo senza vita di Emanuele Scieri, paracadutista di leva in forza alla divisione «Folgore»;
il giovane militare di 26 anni, secondo i primi accertamenti, sarebbe morto il 13 agosto, appena poche ore dopo l'arrivo al centro di addestramento paracadutisti;
la morte del soldato, per i modi e le circostanze in cui è avvenuta, ha sollevato interrogativi ai quali le autorità militari non hanno ancora dato esaurienti risposte;
secondo la ricostruzione, riferita alla famiglia dai responsabili e riportata dalla stampa, il parà sarebbe arrivato in caserma lo stesso giorno della sua morte alle ore 13, mentre alle ore 16,30 sarebbe andato in libera uscita. Alle ore 22 avrebbe fatto una telefonata alla famiglia dal centro storico di Pisa e, al contrappello delle ore 23,15, sarebbe risultato assente;
dalla ricostruzione si evince che già lo stesso giorno Emanuele Scieri risultava assente e, stranamente, nessuno in caserma si è allertato per la scomparsa del militare;
il cadavere del parà, infatti, è stato rinvenuto soltanto tre giorni dopo all'interno della stessa caserma, ai piedi di una torre utilizzata per asciugare i paracadute;


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sempre secondo la versione ufficiale la morte sarebbe stata causata da una caduta accidentale dalla stessa torre, alta una ventina di metri, e sarebbe avvenuta intorno alle ore 22,30 del 13 agosto;
la vicenda, così come ricostruita dalle autorità della caserma, lascia parecchi dubbi irrisolti anche in considerazione della personalità del giovane militare, conosciuto e stimato da tutti come persona responsabile e matura e poco incline a gesti sconsiderati;
Emanuele Scieri era già, nonostante la giovane età, un apprezzato avvocato con prospettive di una carriera professionale promettente;
è difficile credere che un giovane pacato arrivato in caserma da poche ore si inoltri da solo ad esplorare un'area in disuso;
altrettanto difficile è credere che Emanuele Scieri di notte si sia arrampicato da solo e di sua volontà su una torre che non conosceva alta oltre 20 metri -:
quali misure intenda adottare per andare sino in fondo su una vicenda che sempre di più si delinea come un episodio oscuro dai contorni inquietanti;
nel caso si accerti la ricostruzione dei fatti, quali provvedimenti il Ministro intenda assumere nei confronti dei vertici militari della caserma, visto che dalla dinamica dei fatti ipotizzata appare evidente la superficialità delle disposizioni impartite per il controllo del presidio;
se risulti vero che Emanuele Scieri sia rimasto, così come ipotizzato dal medico legale, circa 24 ore in coma sotto la torre senza che nessuno se ne accorgesse, dentro la caserma che, oltre ad essere presidio militare e quindi teoricamente soggetta a ronde di vigilanza continua, è anche sede di uno dei reparti considerati d'élite e perciò sottoposto a rigide misure di controllo e di sorveglianza;
se non ritenga utile avviare un'indagine in tutte le caserme italiane per verificare a che punto sono le direttive impartite da vari governi per debellare il fenomeno del nonnismo e per assicurare maggiore sicurezza ai nostri giovani;
quali iniziative intenda assumere per sconfiggere in maniera definitiva questa pratica violenta nelle caserme che ha già provocato decine di vittime e di episodi umilianti per i giovani militari e che si configura come un cancro maligno che fa perdere credibilità e prestigio alle nostre forze armate e allo Stato italiano.(3-04210)
(14 settembre 1999).
(ex 4-25270 del 10 settembre 1999).

BONO. - Ai Ministri della difesa e dell'interno. - Per sapere - premesso che:
l'opinione pubblica nazionale è stata fortemente scossa dell'incredibile tragedia verificatasi all'interno del centro addestramento paracadutisti presso la caserma «Gamerra» di Pisa, che è costata la vita al giovane soldato di leva siracusano Emanuele Scieri;
la gravità della vicenda è da attribuire non solo al fatto in sé del procurato decesso di un giovane brillante e ricco di prospettive, il cui unico torto è stato di volere servire la Patria in divisa, a differenza di tanti che utilizzano, spesso furbescamente, le scappatoie che offre la legge, ma soprattutto alle modalità che ne hanno caratterizzato lo svolgersi;
in particolare, appare incredibile che un soldato possa sparire per giorni alla rilevazione dei colleghi e dei superiori, ed essere poi scoperto cadavere in un cortile della medesima struttura militare, nel quale era rimasto agonizzante per un lunghissimo, interminabile tempo;
alla luce di ciò, ad avviso dell'interrogante, appaiono beffardi e offensivi i goffi e scoperti tentativi di minimizzare l'accaduto da parte del comandante della caserma «Gamerra», che ha lungamente insistito sulla presunta accidentalità del gravissimo fatto di sangue, tentando in tutti i modi di allontanare i sospetti che non si sia, al contrario, al cospetto dell'ennesimo


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barbaro episodio di «nonnismo», che ha già determinato, in passato, tanti drammatici episodi;
nonostante gli impegni assunti dai vertici militari il «nonnismo» continua imperterrito ad imperare, spesso anche grazie all'avallo e alla complice omertà di chi invece avrebbe il dovere di reprimerlo -:
se non ritengano, pertanto, che la tragica fine del giovane Scieri possa almeno contribuire a porre definitivamente rimedio a quello che ormai è diventato un gioco al massacro, cui vengono sottoposti i giovani italiani di leva all'interno delle caserme;
se non ritengano a questo punto opportuno accelerare il più possibile la soppressione del servizio di leva obbligatorio e la conseguente veloce costituzione di un esercito professionale, così come già avviene da anni nei Paesi economicamente e militarmente più avanzati;
quali iniziative intendano intraprendere per accertare a ogni livello possibile tutte le responsabilità attorno alla tragica fine del giovane paracadutista Scieri e consegnare alla giustizia i responsabili di un crimine svoltosi all'interno di una caserma militare, dove lo Stato incredibilmente non riesce neanche a tutelare la sicurezza dei propri figli migliori.
(3-04202)
(10 settembre 1999).

BONO. - Ai Ministri di grazia e giustizia e della difesa. - Per sapere - premesso che:
la tragica morte del paracadutista Emanuele Scieri ha commosso e, al tempo stesso, inorridito l'opinione pubblica nazionale, anche per l'ambiguità e l'oggettiva superficialità, ad avviso dell'interrogante, con cui è stata gestita da parte delle autorità dello Stato, sia militari che civili;
in particolare, le sequenze dell'incredibile vicenda gettano ampie ombre sui vari livelli di responsabilità, specie in ordine all'aspetto più macroscopico, e finora non chiarito, circa la permanenza all'interno di una caserma militare di un cadavere all'aperto, non rilevato da alcuno per circa tre giorni;
altre circostanze, circa la tragica scomparsa del giovane militare di leva, appaiono fortemente ambigue e non facilmente spiegabili senza il verosimile ricorso alla partecipazione di altri soggetti coercenti la volontà della vittima;
le conclusioni cui è giunto il pubblico ministero di Pisa, dottor Giambartolomei, di escludere la partecipazione di terzi al tragico evento della morte di Emanuele Scieri, appaiono inspiegabili e non coerenti con tutta una serie di oggettive considerazioni e pertanto, ad avviso dell'interrogante, sarebbe opportuno accertare la correttezza del comportamento del dottor Giambartolomei, anche al fine di pervenire alla verità dei fatti;
il pubblico ministero di Pisa ha comunicato le sue conclusioni con inusitato largo anticipo rispetto perfino alla Procura militare, evidenziando, ad avviso dell'interrogante, una propensione più a voler concludere celermente l'inchiesta, piuttosto che ricercare ogni aspetto utile all'accertamento di ogni possibile responsabilità sulla morte del paracadutista siracusano;
ad avviso dell'interrogante la Procura militare, al contrario della Procura della Repubblica, ha assunto un comportamento ispirato a maggiore prudenza e a metodi meno sbrigativi, sostenendo che «tutte le strade sono aperte» -:
se non ritenga opportuno rivolgere al Consiglio superiore della magistratura la richiesta di aprire un procedimento disciplinare nei confronti del citato pubblico ministero, teso a verificare la coerenza delle conclusioni, ancorché parziali, cui sarebbe giunto, in ragione della effettiva consistenza dei fatti e della loro logica conseguenzialità;
quali iniziative intenda assumere il Ministro della difesa con la massima urgenza


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per garantire l'accertamento della verità, l'individuazione di ogni possibile livello di responsabilità e, quindi, concretamente perseguire l'obiettivo di fare giustizia, che è l'unica risposta che i prostrati familiari e amici di Emanuele Scieri, oltre all'intera opinione pubblica nazionale, invocano per attenuare il dolore infinito di una perdita tanto ingiusta quanto incolmabile.(3-04203)
(10 settembre 1999).

ALEMANNO. - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro della difesa. - Per sapere - premesso che:
in occasione della morte del paracadutista Emanuele Scieri sono state avanzate da parte di autorevoli esponenti della maggioranza di Governo delle proposte di scioglimento della brigata Folgore;
questa proposta di scioglimento era già stata avanzata dal partito dei Verdi tramite una petizione popolare dopo le inchieste sulla missione della Folgore in Somalia;
è risaputo che numerosi ambienti di sinistra ritengano la brigata Folgore un «covo di estremisti di destra» e un punto di riferimento della cultura «militarista» in Italia;
circolano voci sempre più insistenti secondo le quali sarebbe già stato predisposto da tempo negli ambienti del ministero della difesa e degli stati maggiori dell'esercito un piano di scioglimento della brigata Folgore, che prevede l'accorpamento dei singoli battaglioni paracadutisti presso le altre brigate operative dell'esercito;
il paracadutismo militare è una tradizione dell'esercito italiano che viene considerato come la culla di questa specializzazione militare, essendo stato tra i primi eserciti del mondo ad istituire delle unità specializzate paracadutiste;
l'istituzione della brigata bersaglieri Garibaldi, composta da soldati professionisti, e la predisposizione di altre unità militari di questo tipo, rende meno necessario l'utilizzo di corpi militari specializzati come la brigata Folgore in qualità di unità per l'intervento nelle missioni internazionali dell'Italia -:
se tali notizie corrispondano al vero;
se siano consapevoli che lo scioglimento della brigata Folgore distruggerebbe lo spirito di corpo dei paracadutisti che viene mantenuto in vita anche nella società civile mediante le numerose sezioni dell'Anpdi (Associazione nazionale paracadutisti d'Italia);
se siano consapevoli che la brigata Folgore è un simbolo riconosciuto a livello internazionale della nostra tradizione militare che sarebbe duramente colpita dal suo scioglimento;
se non ritengano opportuno annunciare ufficialmente la cancellazione dai programmi, anche potenziali dell'esercito, del progetto dello scioglimento della brigata Folgore;
se non ritengano infine opportuno programmare, al termine dell'inchiesta sulla morte del giovane Scieri, una visita ufficiale dei rappresentanti del Governo presso i reparti della brigata Folgore in modo da rassicurare tutti i paracadutisti d'Italia, militari e civili, sul destino di questa gloriosa unità dell'esercito italiano.
(3-04213)
(14 settembre 1999).
(ex 4-25271 del 10 settembre 1999).

GASPARRI. - Al Ministro della difesa. - Per sapere:
quali accertamenti siano stati svolti dopo la morte del paracadutista Scieri nella caserma «Gamerra» di Pisa;
quali siano state le decisioni dei vertici politici e militari;
se risponda al vero che il capo di stato maggiore dell'esercito, generale Cervoni, abbia tenuto una riunione per assumere


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decisioni non concordate con il capo di stato maggiore della difesa e con il Ministro della difesa;
se risponda al vero che lo stesso capo di stato maggiore della difesa, generale Arpino, sia dovuto intervenire per evitare provvedimenti punitivi ingiustificati e intempestivi nei confronti del generale Celentano.(3-04158)
(10 settembre 1999).

SPINI e RIZZA. - Al Ministro della difesa. - Per sapere - premesso che:
nella giornata di lunedì 16 agosto 1999 è stato ritrovato il corpo senza vita del militare di leva Emanuele Scieri nella caserma paracadutisti «Gamerra» di Pisa, il cui decesso risale a venerdì 13 agosto per una caduta da una scala esterna di uno degli edifici della caserma stessa -:
quali siano le cause e le eventuali responsabilità della morte di Emanuele Scieri;
quali siano le iniziative in proposito dell'amministrazione della difesa;
più in generale, di fronte al riemergere comprovato di inaccettabili atti di «nonnismo», quali propositi e quali atti di Governo intenda assumere per mettere fine a fenomeni inaccettabili per la sicurezza e la dignità di chi presta il servizio militare. (3-04214)
(14 settembre 1999).
(ex 4-25373 del 10 settembre 1999).

LA MALFA. - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro della difesa. - Per sapere - premesso che:
la brigata paracadutisti Folgore è un corpo volontario, con caratteristiche particolari rispetto alle altre forze di leva e la sua tradizione è improntata al coraggio, al rischio, allo sprezzo del pericolo;
l'addestramento è molto severo e si svolge fuori dai canoni d'ordinanza dei militari di leva -:
quali informazioni il Governo possa fornire circa le circostanze della morte del paracadutista Emanuele Scieri;
se essa possa essere ascrivibile al comportamento dei soldati anziani che va sotto il nome di «nonnismo» o se addirittura in questo reparto prove così siano pretese come parte di una preparazione speciale nelle prove di particolare importanza.(3-04212)
(14 settembre 1999).

GNAGA, PAGLIARINI e RIZZI. - Al Presidente del Consiglio dei ministri ed al Ministro della difesa. - Per sapere - premesso che:
la tragica vicenda che ha visto la morte del giovane allievo paracadutista Emanuele Scieri, accaduta all'interno della caserma «Gamerra» di Pisa un mese addietro, non ha ancora avuto un chiaro riscontro sia sulle responsabilità eventuali che sulle modalità;
l'opinione pubblica, ma soprattutto la famiglia ed i parenti, gli amici ed i commilitoni stessi, hanno appreso da più fonti giornalistiche che la causa meno improbabile del tragico evento sarebbe stato l'ennesimo caso di «nonnismo»;
reazioni politiche e commenti in questa direzione sono stati effettuati da molti esponenti della maggioranza parlamentare ed anche da alcuni esponenti dello stesso Governo;
la brigata paracadutisti Folgore è stata per l'ennesima volta al centro di valutazioni irrazionali e di pericolosi commenti che hanno anche «giustificato» vergognosi atteggiamenti di aggressione sia verbale da parte di esponenti politici di maggioranza presso il comune e la provincia di Pisa, sia fisica nei confronti di giovani paracadutisti in libera uscita a


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Pisa, da parte dei «soliti noti» (autonomi, centri sociali, ambientalisti estremisti eccetera);
in tutta questa vicenda non è neppure mancata la sconcertante vicenda che ha visto al centro lo stesso comandante della brigata Folgore, Celentano, prima avvicendato al comando per volontà superiori, e poi riammesso fino al termine del suo mandato -:
a che punto siano le indagini per l'accertamento delle responsabilità e delle vere cause della morte del giovane aspirante paracadutista, già dottore in legge, Emanuele Scieri;
se il «nonnismo», nelle sue forme più abnormi e vergognose, sia ancora presente in maniera forte nelle strutture militari italiane in generale, e quindi non esclusivamente presso le caserme dove vivono ed operano i paracadutisti;
quali provvedimenti siano stati presi a carico degli ufficiali responsabili dei contrappelli serali ai quali Emanuele Scieri è risultato assente che, a quanto risulta, non hanno fatto scattare immediatamente l'allarme e le conseguenti ricerche.(3-04219)
(14 settembre 1999).