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DOMENICO IZZO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DOMENICO IZZO. Signor Presidente, apprendo da notizie di agenzia che è stata organizzata per domani, presso la sala di palazzo Marini, una conferenza stampa del sindaco di Scanzano Jonico, dottor Mario Altieri, noto pluripregiudicato; mi risulta altresì, da notizie fornitemi dagli uffici, che la richiesta della sala sarebbe stata rivolta all'ufficio per la sicurezza dal gruppo di forza Italia.
FRANCESCO GIORDANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FRANCESCO GIORDANO. Signor Presidente, l'evoluzione drammatica delle vicende che riguardano Timor est, anche
successivamente alla discussione che abbiamo svolto nella Conferenza dei presidenti di gruppo, credo imponga a noi tutti il dovere di attivare una discussione parlamentare che possa essere seguita dal voto di documenti di indirizzo. Lo dico perché ci appare veramente drammatico il ritardo con cui lo stesso Segretario generale delle Nazioni Unite ha deciso di inviare una missione dell'ONU in grado di garantire una pacificazione dei conflitti che si stanno determinando in quell'area.
PRESIDENTE. Onorevole Giordano, lei saprà che oggi pomeriggio il Senato affronta proprio la questione che lei assai giustamente ha posto. Credo che, a distanza di breve tempo dalla discussione che si terrà oggi, se ne potrà avviare una anche alla Camera; ciò al fine di evitare una duplicazione dei dibattiti. Il sottosegretario Montecchi credo potrà informare il Presidente del Consiglio per le deliberazioni da assumere.
MARCO TARADASH. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARCO TARADASH. Signor Presidente, è di ieri la notizia che sono state comminate quattro condanne a morte nei confronti degli studenti che nei mesi scorsi hanno partecipato alle manifestazioni di protesta nell'università di Teheran. È di poche settimane fa la notizia di un procedimento aperto verso tredici cittadini iraniani di religione ebraica accusati di spionaggio e dichiarati già colpevoli da coloro che hanno istruito il processo: anche per loro si prospetta il rischio di una condanna a morte.
serie di contraccolpi del regime che vanno a danno di coloro che cercano di aprire spazi di democrazia e di libertà in Iran.
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Taradash. La sua istanza è particolarmente fondata; faremo in modo che il Governo possa rispondere quanto prima alla sua interrogazione.
NICOLA PAGLIUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
NICOLA PAGLIUCA. Signor Presidente, ho ascoltato solamente in parte l'intervento dell'onorevole Izzo, che - mi dispiace dirlo - ha fatto affermazioni che non rispondono al vero, almeno per quello che riguarda il diritto di un cittadino - in questo caso quale rappresentante di un'istituzione qual è un ente locale, il comune di Scanzano Jonico -, che intende manifestare le proprie ragioni in merito ad una questione. Atteso che un parlamentare è interessato alla questione nel modo che sappiamo, chiedo che anche la massima istituzione parlamentare possa conoscere quali siano le ragioni alla base della denuncia fatta in maniera così eclatante dall'onorevole Izzo.
ALBERTO ACIERNO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALBERTO ACIERNO. Signor Presidente, intervengo semplicemente per segnalare alla Presidenza che l'estate scorsa si sono verificati due eventi sicuramente poco comprensibili per i cittadini.
Credo che la signora Baraldini, nel momento in cui avrà scontato la pena e, quindi, al termine della carcerazione, sarà riabilitata e reintegrata nella società civile, probabilmente avrà anche le caratteristiche necessarie; ritengo tuttavia che dare oggi la cittadinanza onoraria ad un detenuto sia una gravissima offesa nei confronti dei palermitani onesti.
Sento quindi il dovere di informare (qualora non lo fosse sufficientemente) il presidente del gruppo di forza Italia, onorevole Pisanu, che egli, con questa azione, si è reso - involontariamente, mi auguro - mallevadore delle ragioni di un pluripregiudicato, che mette in imbarazzo ed offende la dignità di questa istituzione parlamentare. Se poi, viceversa, il presidente Pisanu, che mi spiace sia assente dall'aula in questo momento, fosse stato sufficientemente informato dello stato del richiedente, dottor Mario Altieri, devo osservare che, a mio avviso, ognuno sceglie liberamente le battaglie che intende portare avanti e l'azione politica da svolgere, anche se ovviamente se ne assume appieno la responsabilità. Questa è dunque l'occasione perché l'Assemblea e la Presidenza siano informate del fatto che, forse per la prima volta nella storia repubblicana, un cittadino italiano ha ricevuto l'opportunità di rappresentare le proprie ragioni in un locale della Camera essendo già stato, come osservavo, condannato con sentenze passate in giudicato, essendo stato arrestato per associazione per delinquere ed inquinamento delle prove, e si trova attualmente, probabilmente, nella condizione di chi sta realizzando un'azione finalizzata a nuovi atti criminosi.
Per questa ragione, signor Presidente, è giusto che l'onorevole Pisanu ed il gruppo di forza Italia siano adeguatamente informati del rischio che fanno correre a questa istituzione parlamentare e che essi stessi, forse inconsapevolmente, corrono.
Vorrei poter aggiungere che riteniamo singolare che lo stesso Segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan non abbia immediatamente richiesto il ritiro delle truppe indonesiane, così come prevedeva il trattato stipulato con il Portogallo in sede ONU e firmato dalla stessa Indonesia. Non riusciamo a comprendere il ritardo della missione, perché la situazione in quell'area sta drammaticamente precipitando.
Credo sia nostro dovere svolgere un'iniziativa determinata nei confronti dell'ONU e, contemporaneamente, ritengo giusto discutere liberamente e apertamente del fatto che il nostro paese, il precedente Governo, abbia mandato in Indonesia una delegazione ministeriale ad altissimo livello, dapprima il ministro Andreatta e immediatamente dopo lo stesso Presidente del Consiglio Prodi. Ritengo giusto, pertanto, che il Governo italiano in carica ci dica le ragioni delle relazioni con un Governo che sta manifestamente esibendo un così alto grado di autoritarismo e di volontà repressiva.
Infine, dal Governo italiano vorrei capire se noi manteniamo tuttora con il Governo indonesiano anche rapporti commerciali rispetto alle armi, perché proprio di questo si tratta. Sarebbe drammatico se le armi con le quali si sta distruggendo parte della popolazione che aspira all'indipendenza - come è giusto che sia dopo l'esito del referendum - fossero vendute con il consenso del Governo italiano (Applausi dei deputati del gruppo misto-rifondazione comunista-progressisti).
Signor Presidente, credo che il Governo italiano abbia una responsabilità particolare rispetto a quanto accade in Iran perché è stato il primo governo dell'Unione europea occidentale a dare ospitalità al Presidente iraniano Khatami. Il Governo italiano ha aperto una linea di credito economico di larga importanza, anche finanziaria, ed ha concesso anche un credito politico molto ampio alle autorità iraniane, in particolare al Presidente Khatami.
Allora, vorrei sollecitare l'Assemblea ed in particolare lei, signor Presidente, che ha preso posizione nel merito, affinché si abbia al più presto una risposta del Governo alla mia interrogazione e ad altre presentate sul ruolo che il Governo italiano intende assumere perché i diritti umani vengano rispettati in Iran e affinché non si abbiano, in una situazione così complessa come quella iraniana, una
Credo che la richiesta inoltrata tramite il gruppo di forza Italia per avere la disponibilità di una sala, tra quelle normalmente utilizzate per questo tipo di conferenze, vada nell'interesse generale, al quale tutti noi dovremmo contribuire, di far conoscere la verità intorno ad un provvedimento, quale quello sull'estrazione di salgemma, presentato dalla Sorim Spa e autorizzato dal Ministero dell'industria - quindi non da un altro ente o dall'ente locale - già dal 1991.
Ritengo, quindi, che sia opportuno per tutti noi avere una maggiore conoscenza di fatti e questioni che, se vengono «sventolate» nel modo in cui ha fatto l'onorevole Izzo, finiscono solamente per infangare le nostre istituzioni e non contribuiscono al sereno dibattito che deve svolgersi all'interno del paese, prima ancora che in questa Assemblea.
Mi riferisco, in primo luogo, alle vicende legate al cosiddetto caso Sofri. Sicuramente ogni cittadino è ben lieto quando la giustizia comunque può trionfare, ma rimaniamo tutti abbastanza perplessi davanti al fatto che si è provveduto a concedere la libertà ad un detenuto che era in galera non in attesa di un giudizio o di alcuni gradi di giudizio ma dopo una sentenza definitiva.
Trovare i termini per riaprire un processo e, quindi, probabilmente per ripristinare la giustizia è sicuramente lodevole e positivo. Ciò che mi ha fatto restare perplesso è la velocità con la quale si è provveduto a cancellare una sentenza, perché dare la libertà equivale a cancellare una sentenza che ancora oggi, rispetto all'ordinamento giuridico vigente, rappresenta l'ultima istanza.
Tuttavia, devo sottolineare - e farò un minimo di campanilismo - un fatto che ritengo ancora più grave, cioè la vicenda legata al detenuto Baraldini. Questa donna, che è stata riportata in Italia nelle patrie galere, al di là di eventi di grande risonanza, probabilmente esasperati, perché comunque stiamo parlando di un detenuto, ha trovato al suo arrivo in Italia il sindaco di una grande città - e, purtroppo, della mia città, Palermo -, il quale ha ritenuto, facendosi portavoce di un'iniziativa che le garantisco che i palermitani onesti, cioè la maggior parte di essi, non hanno gradito, di concederle la cittadinanza onoraria.
La città di Palermo con grande fatica sta tentando di riabilitare la propria immagine con fatti quotidiani della vita dei palermitani e credo che ad essi non faccia onore avere come concittadina una detenuta.


