Allegato A
Seduta n. 581 del 14/9/1999


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(Sezione 2 - Accordo tra la Banca di Roma ed il Monte dei Paschi di Siena)

B) Interrogazione:

GASPARRI. - Al Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica. - Per sapere - premesso che:
circa la ventilata ipotesi di un accordo tra il Monte dei Paschi di Siena e la Banca di Roma appare singolare che il Governo da un lato imponga alle fondazioni bancarie la vendita forzata delle proprie azioni bancarie attraverso provvedimenti di dubbia costituzionalità, mentre contestualmente assisterebbe passivamente all'acquisizione della Banca di Roma da parte del Monte dei Paschi di Siena che viene controllato di fatto dagli enti locali senesi, egemonizzati notoriamente dal partito di Massimo D'Alema;
da un lato si vorrebbe ottenere l'obiettivo di quelle che appaiono false e proclamate privatizzazioni mentre dall'altro si realizzerebbe un'acquisizione da parte di un partito politico dell'importante


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gruppo bancario; infatti le nomine di quanti amministrano il Monte dei Paschi di Siena sono fatte dalla provincia e dal comune della città toscana, ovverosia dagli esponenti dei democratici di sinistra;
si tratterebbe di una vera e propria «colonizzazione», peraltro, che non viene contestata dagli amministratori di sinistra della città di Roma; è singolare infatti che il sindaco Rutelli sia insorto contro l'ipotesi di un accordo tra la Banca di Roma e la milanese Comit mentre taccia di fronte all'ipotesi di una cessione al Monte dei Paschi di Siena, alias democratici di sinistra;
non parrebbe ammissibile che ancora all'alba del 2000 un controllo non degli enti locali ma di un partito possa esercitarsi su un gruppo bancario di così grandi ed internazionali dimensioni come il Monte dei Paschi di Siena -:
se non ritenga incompatibili con i contenuti del decreto delegato emanato sulla base della legge n. 461 del 1998 quanto sta avvenendo tra il gruppo bancario senese e la Banca di Roma. (3-03826)
(19 maggio 1999).