(Sezione 1 - Commissioni bancarie relative a operazioni di cambio)
A) Interpellanza e interrogazioni:
Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, per sapere - premesso che:
le banche italiane pretendono commissioni che vanno dall'uno all'uno e cinquanta per cento, dai frontalieri che, pur lavorando in Francia e nel principato di Monaco, abitano in Italia;
la nascita dell'euro, pertanto, viene ignorata e si prosegue in una pratica che mette in pericolo la credibilità dei nostri istituti bancari anche nei confronti dei numerosi francesi che regolarmente passano il confine per fare acquisti nel nostro Paese; tale fatto colpisce, quindi, anche i nostri commercianti delle aree di confine oltre i salariati frontalieri -:
quali iniziative intenda prendere al riguardo.
(2-01574) «Manzione».
(27 gennaio 1999).
DELMASTRO DELLE VEDOVE. - Al Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica. - Per sapere - premesso che:
organismi comunitari hanno condotto una ispezione in otto banche europee di grande rilevanza, per l'accertamento dell'effettivo addebito a carico dei clienti delle commissioni per i cambi allo sportello e i bonifici transfrontalieri fra monete partecipanti all'euro;
il commissario alla concorrenza Karel Van Miert ha precisato che le banche in questione sono tedesche, spagnole, italiane e francesi;
l'iniziativa degli organismi europei si è avviata a seguito di segnalazioni da parte delle associazioni dei consumatori e da parte di eurodeputati;
l'inchiesta avrebbe confermato che in effetti gli istituti di credito continuano a prelevare commissioni che si avvicinano al quattro per cento per operazioni rispetto alle quali i rischi di cambio sono scomparsi;
vi è il fondato sospetto che tale comportamento costituisca l'espressione di illecite intese fra le banche;
le banche, ovviamente, si difendono respingendo l'addebito -:
se non si ritenga di dover attivare i servizi ispettivi per una puntuale verifica della fondatezza della contestazione e per l'eventuale assunzione dei conseguenti provvedimenti.(3-03640)
(24 marzo 1999).
SELVA, CARLO PACE. - Al Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica. - Per sapere - premesso che:
il sistema bancario italiano con la creazione della moneta unica dovrà confrontarsi con quelli degli altri Paesi;
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le nostre leggi in materia sono ancora lontane rispetto agli standard europei;
in molti casi i costi sostenuti dal cittadino per il disbrigo delle operazioni bancarie sono molto elevati e ingiustificabili -:
se non ritenga urgente promuovere iniziative atte ad incidere sul sistema delle banche italiane per quanto concerne le commissioni pretese, che vanno dall'1 al 5 per cento nei confronti dei frontalieri che, pur lavorando in Francia e nel Principato di Monaco, abitano in Italia.(3-04193)
(10 settembre 1999).
(ex 4-21854 del 28 gennaio 1999)
OLIVIERI. - Al Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica. - Per sapere - premesso che:
alcune banche operanti sulla piazza di Trento, a quanto riporta la stampa locale, stanno addebitando spese di transazione per l'accredito in lire di pagamenti effettuati in euro;
talvolta tali spese sono addirittura superiori a quelle praticate su monete che con l'Europa unita non hanno nulla a che fare;
alcuni istituti della piazza di Trento prevedono lire 9.000 di commissione alle quali si aggiunge una percentuale dello 0,75 per cento sull'importo trattato; queste commissioni sono pari a quelle praticate dagli stessi istituti per transazioni con gli Stati Uniti;
un altro istituto applica un fisso di lire 5.000 maggiorato dell'1,5 per cento sull'importo trasformato da euro in lire;
sempre sulla piazza di Trento un istituto nazionale applica una commissione di lire 10.000 alla quale va sommata una percentuale dello 0,3 sulla cifra cambiata;
il cliente è quindi costretto a versare somme di commissione, fisse e percentuali, su cambi con una valuta «domestica» -:
se non ravvisi che tale comportamento sia ingiustificato visto che l'Euro, si è sempre detto, è una nuova valuta di undici Paesi, Italia compresa;
se non trovi che l'euro sia da considerare una valuta a cui quantomeno non applicare commissioni superiori a quelle previste ad esempio per il cambio dolla-ro-lira;
se non pensi che tale comportamento sia scorretto anche alla luce delle direttive Abi e degli eventuali accordi internazionali;
se non ritenga di doversi attivare affinché la questione venga chiarita definitivamente ed inequivocabilmente, non solo per la situazione trentina ma anche a livello nazionale.(3-04188)
(10 settembre 1999).
(ex 4-22687 del 4 marzo 1999)