Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 571 del 19/7/1999
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CONSIDERAZIONI INTEGRATIVE DELL'INTERVENTO DEL DEPUTATO CARLO PACE IN SEDE DI DISCUSSIONE SULLE LINEE GENERALI DEL DISEGNO DI LEGGE DI CONVERSIONE N. 6201

CARLO PACE. Tolti questi due casi, le probabilità di ben giudicare del collegio e del giudice monocratico sono divergenti e, più precisamente, quello del collegio sono


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superiori a quelle del giudice monocratico. Limitandoci a qualche esempio, in casi di probabilità individuale di ben giudicare del 90 per cento, la probabilità di un giudizio esatto sarà appunto del 90 per cento nel caso del giudice unico, del 97,2 per cento nel caso del tribunale, con un differenza percentuale dell'8 per cento. Ancora, in caso di probabilità individuale dell'80 per cento, la probabilità di un giudizio esatto è ovviamente per il giudice unico anch'essa dell'80 per cento, mentre quella del collegio è dell'89,6 per cento, con una superiorità del collegio espressa in termini percentuali pari al 12 per cento. Scendendo a un valore del 70 per cento per I, la probabilità è del 70 per cento per il giudice monocratico, del 78,4 per cento per il collegio, con una superiorità relativa a favore di quest'ultimo ancora del 12 per cento. Ed infine, se si ipotizza una probabilità individuale di ben giudicare del 60 per cento, la probabilità di un giudizio esatto è del 60 per cento per il giudice monocratico, del 64,8 per cento per il collegio, con un vantaggio ancora in favore di questo dell'8 per cento.
La prima conclusione che deve trarsi da queste considerazioni è che la qualità dei giudizi decade con l'ampliamento delle competenze del giudice unico e la correlativa riduzione di quelle degli organi collegiali. La seconda conseguenza è che l'offerta di giustizia si deteriora se, inoltre, si riduce il numero dei componenti del collegio di appello. Ma vi è una terza conseguenza fondamentale, che dovrebbe far desistere coloro che, spero in buona fede, ma in tal caso per ignoranza, o altrimenti in mala fede, ritengono possibile consentire che il medesimo soggetto intervenga, assumendo ruoli diversi, in più gradi o fasi del giudizio. Tale sarebbe il caso che si verificherebbe ove si consentisse che il giudice delle indagini preliminari si ponesse un gallone in più e svolgesse le funzioni di giudice dell'udienza preliminare. Tanto varrebbe risparmiare spese e tempo, ed evitare di ingannare i cittadini con la previsione di una fase, quella dell'udienza, che dovrebbe costituire forma di garanzia, ma niente può invece garantire. Chi ha avuto la pazienza di seguire lo svolgimento delle mie argomentazioni - che poi sono semplici sviluppi di elaborazioni di teorici di indiscussa reputazione mondiale - non abbisogna di ulteriori spiegazioni: è sufficiente che rifletta sull'impossibilità logica che, nell'esprimere un giudizio, un giudizio, un individuo sia indipendente da sé medesimo!
Mi rendo conto che un modo di legiferare all'insegna della fretta e della superficialità, dell'incompetenza e della prevaricazione e della forza, rifiuterà anche questa volta l'appello ad usare quel tanto di intelletto e di ragione che la bontà divina ha concesso a ciascuno di noi, come segno distintivo della umanità. Ma almeno ho la consapevolezza di avere speso per il bene comune quel modesto gruzzolo di talenti che mi è stato affidato. Mi auguro che qualcuno nella maggioranza possa dire onestamente altrettanto.

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