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PRESIDENTE. Passiamo all'interpellanza Brunale n. 2-01870 (vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti sezione 5).
GIOVANNI BRUNALE. Signor Presidente, l'interpellanza che, insieme con diversi colleghi, ho ritenuto opportuno presentare in forma urgente intende sollevare emblematicamente un problema, che credo debba stare a cuore a tutti noi, concernente il modo di procedere della pubblica amministrazione. Pensiamo sia utile riflettere sul fatto, messo in evidenza da tale interpellanza, che in qualche modo viene disattesa, sostanzialmente, la volontà del Parlamento, dilazionando nel tempo gli effetti di leggi che, come in questo caso, hanno sicuramente una ricaduta ed interessano i cittadini, le imprese commerciali del settore e la stessa pubblica
amministrazione, che trae da tale specifico settore importanti risorse; l'argomento affrontato è quello del lotto e dei punti di raccolta di questo gioco.
PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per le finanze ha facoltà di rispondere.
FERDINANDO DE FRANCISCIS, Sottosegretario di Stato per le finanze. Signor Presidente, rispondo all'interpellanza a firma dell'onorevole Brunale ed altri riguardanti la regolamentazione del gioco del lotto.
PRESIDENTE. L'onorevole Brunale ha facoltà di replicare.
GIOVANNI BRUNALE. Signor sottosegretario, indubbiamente le riconosco che la sua risposta ha il pregio di essere sintetica. Devo tuttavia lamentarmi e quindi non dichiararmi soddisfatto, se non parzialmente, del contenuto della risposta, perlomeno per quanto ho potuto intuire e capire. Ne spiego brevemente i motivi.
L'onorevole Brunale ha facoltà di illustrarla.
L'interpellanza è assai semplice e - credo - sufficientemente motivata perché prende spunto dalla legislazione in vigore; l'articolo 33 della legge 23 dicembre 1994, n. 724, poi modificata dalla legge n. 449 del 1997, prevede che il ministro delle finanze, con proprio decreto, provveda a fissare «l'allargamento della rete di raccolta del gioco del lotto in modo che» - recita la legge - «entro tre anni dalla data di entrata in vigore della presente legge sia raggiunto il numero di quindicimila punti di raccolta e che, successivamente, sia estesa a tutti i tabaccai che ne facciano richiesta entro il 1 marzo di ogni anno, purché sia assicurato un incasso medio annuo (...)».
La normativa del 1994 ha avuto recentemente, a partire dal 1997, alcune implementazioni; tuttavia, a noi risulta che né le domande presentate entro il 1 marzo 1998 dai tabaccai che lo hanno ritenuto opportuno, né quelle presentate entro il 1 marzo 1999, siano state soddisfatte.
È questo un problema diffusissimo e presente sull'intero territorio non solo come disagio per la categoria della quale stiamo parlando, ma soprattutto per il grande interesse - devo essere sincero - di una tradizione, che si mantiene viva e ben presente nel paese. Vi è una disparità, una non equità, una sorta di regime di monopolio che viene assicurato ad una esigua parte dei 55 mila tabaccai italiani distribuiti sull'intero territorio nazionale; al tempo stesso, vi è un ritardo che non ci appare sufficientemente giustificato dalle evidenti difficoltà che poi ascolteremo.
Con la risposta all'interpellanza, dunque, vorremo sapere quando il ministro intenda emanare i decreti necessari ad estendere progressivamente la rete di raccolta del gioco del lotto a tutti i tabaccai richiedenti, così come espressamente sancito dalle leggi dello Stato, e se il ministro ritenga che le domande presentate a questo scopo, rispettivamente, entro il 1 marzo 1998 ed entro il 1o marzo 1999 possano trovare totale accoglimento.
In relazione ai lamentati ritardi dell'amministrazione finanziaria nell'ottemperare alle disposizioni di legge e, in particolare, all'articolo 33, della legge 23 dicembre 1994, n. 724, successivamente modificato dall'articolo 19 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, concernente l'allargamento della rete di raccolta del gioco del lotto, la competente amministrazione autonoma dei monopoli di Stato ha precisato di avere predisposto da tempo la graduatoria generale elaborata sulla base dei criteri del reddito e dell'anzianità di servizio di tutti coloro che hanno presentato domanda per la concessione di una ricevitoria del gioco del lotto sia entro il 1o marzo 1998 che entro il 1o marzo 1999.
Tuttavia, per dare seguito a siffatte domande si rende necessario definire un nuovo rapporto concessorio atteso che la società Lottomatica ha ormai esaurito l'impianto delle 15 mila ricevitorie oggetto della concessione attualmente in corso e valida fino al 2003. A tal fine, è stata predisposta, ai sensi dell'articolo 3 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, una specifica direttiva del ministro il cui contenuto è attualmente all'esame dei competenti organi alle dirette competenze del Ministero. Sulla base degli indirizzi stabiliti da tale direttiva, che potrà essere emanata al più presto, l'amministrazione autonoma dei monopoli di Stato esaminerà le necessarie modifiche o innovazioni per definire la nuova fase di impianto relativa a circa 20 mila nuovi punti di raccolta del gioco del lotto.
Nella risposta si forniscono alcune assicurazioni che a me sembrano importanti; vi si dice che tutte le domande presentate entro il 1o marzo 1998 e il 1o marzo 1999 non solo hanno trovato una loro precisa collocazione in una graduatoria che tempestivamente l'amministrazione autonoma dei monopoli di Stato ha messo a punto, ma anche che questa graduatoria non può trovare attualmente una risposta concreta attraverso un decreto del ministro delle finanze. Infatti, dalla risposta che ci è stata fornita sembrerebbe esaurito il rapporto concessorio con la società Lottomatica (che scade nel 2003), relativamente all'oggetto dell'ampliamento, cioè al fatto che le 15 mila ricevitorie oggetto della concessione sono già state assegnate e dunque quel rapporto concessorio deve essere rinnovato. Dunque, deve essere trovata la strada per rinnovare, con Lottomatica o con altri soggetti, il rapporto concessorio.
Devo manifestare una parziale insoddisfazione per la risposta fornita poichè, mentre la legge del 1994 stabiliva che entro tre anni il numero dei punti di raccolta del gioco del lotto doveva essere ampliato fino a 15 mila, sono passati quattro anni e mezzo e non mi risulta, ad oggi, che tutti i 15 mila punti di raccolta del gioco del lotto siano stati attivati. Io ho dati aggiornati al marzo 1999, dai quali risulta che sono state attivate 12.202 ricevitorie, dopo quattro anni e mezzo, non già 15 mila. Ma la questione dell'esaurimento del rapporto concessorio con Lottomatica, ammesso che nell'arco del 1999 si raggiunga e si completi il numero di 15 mila ricevitorie, è un punto assai delicato ed importante, che qui voglio evidenziare, in quanto manifesta, a mio giudizio, che nel tempo non si è sufficientemente verificato in modo sistematico questo rapporto che è stabilito su base contrattuale, appunto, su concessione, che prevede doveri e diritti. Perché dico questo? Perché non è ammissibile un ritardo come quello che si è manifestato in questo arco di tempo, in quanto non solo scontentiamo la categoria commerciale dei tabaccai, ma mettiamo in difficoltà anche molte piccole realtà. Per esempio, delle circa 20 mila domande presentate tra il 1 marzo 1998 e il 1 marzo 1999, una piccola parte, circa 3 mila, sono doppioni, ma delle 17 mila rimanenti circa 3.200 sono di titolari di tabaccherie nel cui comune è del tutto assente la ricevitoria del lotto. Vi è quindi anche un mancato adempimento normativo, perché l'amministrazione sarebbe obbligata ad assicurare la presenza del gioco nelle zone periferiche, prescindendo da qualsiasi parametro reddituale.
Dunque, occorre intervenire con la massima urgenza. Non so sulla base di quali criteri si sia posta mano al problema del modo in cui, nel prossimo futuro, dare risposta alle 20 mila domande giacenti, almeno alle 17 mila, stante il fatto che 3 mila costituiscono un doppione, sono cioè domande ripresentate a distanza di un anno. Certo è però che la soluzione di questo problema non può essere in qualche modo rimandata più in là nel tempo, perché si produrrebbe un effetto negativo anche dal punto di vista della credibilità della nostra amministrazione, evidentemente non in linea con le leggi emanate da questo Parlamento. Inoltre, da parte degli interessati e da parte degli stessi cittadini che premono per questo tipo di servizio, fanno delle insinuazioni e svolgono dei ragionamenti al riguardo che non possono essere sottaciuti; ad esempio, si dice che la predisposizione delle graduatorie procede non solo lentamente, ma anche non tenendo perfettamente conto della equità nella distribuzione sul territorio.
Per queste ragioni, mi dichiaro parzialmente soddisfatto, chiedendo cortesemente al sottosegretario di approfondire per quanto è possibile questa materia nel prossimo futuro e di verificare, insieme al Parlamento e alla Commissione di merito, laddove questo si rendesse necessario, come supportare maggiormente l'amministrazione, in modo tale che non si faccia magra figura nei confronti dei cittadini e degli esercenti.


