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PRESIDENTE. Passiamo all'interpellanza Pistelli n. 2-01878 (vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti sezione 3).
FABIO CIANI. Signor Presidente, l'interpellanza intende fare chiarezza sulle vicende che sta vivendo il quotidiano Il Tempo.
PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per il lavoro e la previdenza sociale ha facoltà di rispondere.
RAFFAELE MORESE, Sottosegretario di Stato per il lavoro e la previdenza
sociale. Signor Presidente, su questo tema il mio collega sottosegretario Caron è già intervenuto il 1 luglio scorso, quindi mi limiterò a sintetizzare i contenuti della risposta, facendo riferimento all'interpellanza degli onorevoli Pistelli e Ciani.
PRESIDENTE. L'onorevole Ciani, cofirmatario dell'interpellanza ha facoltà di replicare.
FABIO CIANI. Signor sottosegretario, vorrei puntualizzare che dal 23 giugno scorso sono quarantatré i giornalisti in cassa integrazione straordinaria senza rotazione, in violazione degli accordi raggiunti al ministero. Oltre a ciò, prendendo comunque atto dell'impegno che lei ha assunto, che mi rende soddisfatto, vorrei insistere affinché gli accertamenti vengano effettuati con grande sollecitudine: in caso contrario si rischierebbe di arrivare quando il malato è ormai morto.
PRESIDENTE. Avverto che, per accordi intercorsi tra i presentatori ed il Governo, lo svolgimento dell'interpellanza Soro n. 2-01881 avverrà in un'altra seduta.
L'onorevole Ciani, cofirmatario dell'interpellanza, ha facoltà di illustrarla.
Chi è di Roma sa qual è la funzione di quel quotidiano nella capitale: si tratta di una delle testate storiche, che negli ultimi anni ha vissuto vicende particolari; il giornale ha subito due cambi di proprietà, due editori e, soprattutto negli ultimi tempi, è stato oggetto di una smobilitazione condotta con grande arroganza e con la mancanza di quella correttezza che dovrebbe invece caratterizzare il rapporto tra editore e giornalisti. Malgrado fosse in corso una trattativa, l'editore del quotidiano Il Tempo ha licenziato una parte del personale, ne ha posto un'altra in cassa integrazione, ha chiuso alcune agenzie, ha mandato a casa un intero comitato di redazione, un'intera rappresentanza sindacale, e si avvia, di fatto, a ridimensionare moltissimo la funzione del giornale.
Chiunque segua le vicende della stampa romana, sa che il quotidiano Il Tempo non è mai stato tenero con l'attuale maggioranza di Governo, né con il centro-sinistra; anzi, questo è forse il principale quotidiano romano che riporta in qualche misura la linea delle opposizioni e del Polo. Pertanto, il mio non è assolutamente un intervento di parte, ma è finalizzato a tutelare una grande testata storica ed a mantenere una differenziazione all'interno dell'informazione; una differenziazione importante per la salvaguardia della democrazia, qualunque sia la parte che viene, in questo caso, lesa. In particolare, nell'interpellanza si chiede di far luce su alcuni aspetti importanti: quale sia lo stato degli assetti societari dell'attuale editore; quali siano i risultati delle ispezioni che il Ministero ha già avviato per verificare se vi fossero state violazioni di legge o contrattuali; come vengano utilizzati i benefici previsti dalla legge n. 416 del 1881; infine, se sia possibile che durante una trattativa un datore di lavoro, qualunque esso sia, espella dall'azienda l'intera rappresentanza sindacale. Quest'ultimo punto mi sembra di particolare gravità.
La società Editrice romana, esercente l'attività di edizione e stampa di giornali quotidiani e titolare della testata Il Tempo, ha presentato istanza per il riconoscimento dello stato di crisi aziendale a decorrere dal 6 luglio 1998, ai sensi della legge n. 416 del 1981. La presentazione dell'istanza è stata preceduta, a' termini di legge, dalla consultazione sindacale tenutasi tra le parti in data 14 settembre 1998 presso il Ministero del lavoro e della previdenza sociale. All'esito dell'incontro, in relazione alle eccedenze occupazionali è risultato l'esubero di complessive 37 unità, di cui 18 professionisti appartenenti alla sede di Roma e 11 giornalisti professionisti ed 8 giornalisti pubblicisti appartenenti alle sedi decentrate, tutti interessati alla concessione dei trattamenti previsti dagli articoli 35 e 37 della legge n. 416.
Sulla base di tali presupposti, l'istanza è stata accolta con il decreto ministeriale n. 25452 del 18 dicembre 1998, con il quale è stata accertata la condizione di crisi aziendale relativamente al periodo dal 6 aprile 1998 al 5 aprile 1999. Sono stati quindi emanati i decreti concessivi del trattamento di cassa integrazione straordinaria: nel periodo tra il 6 aprile 1998 ed il 5 ottobre 1998, con il decreto direttoriale n. 2570 del 18 dicembre 1998, in favore di 37 giornalisti professionisti, di cui 10 interessati al trattamento di pensionamento anticipato, e nel periodo dal 6 ottobre 1998 al 5 aprile 1999 con il decreto direttoriale n. 25713 del 4 febbraio 1999 in favore di 37 giornalisti, di cui 10 interessati al trattamento di pensionamento anticipato.
Allo stato, è in fase di istruttoria la documentazione inerente alla proroga del terzo semestre. La società in questione ha chiesto la proroga dei benefici di cui agli articoli 35 e 37 della legge n. 416 per 37 dipendenti: 20 giornalisti (a rotazione) e 17 poligrafici (senza rotazione). La proroga viene richiesta per completare il risanamento aziendale basato su un nuovo piano redazionale e sulla introduzione di un nuovo sistema editoriale. Tali iniziative hanno comportato investimenti per un ammontare di 2 miliardi 182 milioni di lire. Sotto il profilo occupazionale, l'azienda ha attuato la progressiva riduzione degli organici del personale sia giornalistico sia poligrafico riducendo alle attuali 37 le originarie 78 eccedenze. L'aggiornamento dei dati economico-finanziari fornito dall'azienda conferma l'andamento negativo della società, quindi vi sono difficoltà nel procedere a quest'ultima parte del ridimensionamento degli organici.
Con riferimento allo stato degli assetti societari, l'autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha riferito che l'assetto proprietario dell'Editrice romana Spa è composto da PROIM Srl., che possiede il 98 per cento, e da Nuova edilizia residenziale Tor Tre Teste Spa., che possiede il 2 per cento. A sua volta, PROIM Srl. è posseduta dal signor Domenico Bonifaci per il 55 per cento e da NERTT Spa. per il 45 per cento. NERTT è posseduta dal signor Domenico Bonifaci per il 97,9 per cento e dal signor Elmo Antonelli per il 2 per cento residuo. Al momento non risulta aperta alcuna inchiesta da parte della citata autorità.
Per quanto riguarda gli episodi denunciati dall'interpellante, l'ufficio ispettorato del Ministero del lavoro ha tempestivamente interessato le direzioni del lavoro del Lazio, Abruzzo e Molise per acquisire le informazioni e predisporre le opportune iniziative. Si è dato avvio alla fase istruttoria che è tuttora in corso. È certo che, se fossero confermate le notizie oggetto dell'inchiesta, ci troveremmo di fronte ad una situazione di notevole gravità. Pertanto, mi assumo l'impegno - assicuro l'onorevole Ciani - di rendere immediatamente noti i risultati dell'inchiesta e, qualora la gravità venisse riscontrata, di convocare le parti interessate.
Ritengo che la fine di una testata storica, in una città come Roma, rappresenti una sconfitta per tutti. Per questo penso che abbiamo il dovere di intervenire tempestivamente affinché ciò non avvenga.


