Allegato A
Seduta n. 569 del 15/7/1999


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(Sezione 8 - Sottrazione di minori in affidamento familiare)

H)

I sottoscritti chiedono di interpellare i Ministri di grazia e giustizia, degli affari esteri e dell'interno, per sapere - premesso che:
nel nostro Paese sono stati accolti molti somali, rifugiati politici, che vivono in comunità concentrate in alcuni comuni;
i servizi sociali competenti hanno affidato molti minori somali, in tenerissima età o nati in Italia, a famiglie italiane, disponibili a dare loro affetto e cura, anche per permettere alle madri naturali di trovare e mantenere una occupazione;
i programmi di affidamento familiare si sono protratti anche fino a dodici anni. Alcuni sono ancora attuali;
durante gli anni dell'affidamento, nella grande maggioranza dei casi, il bambino è vissuto esclusivamente con la famiglia affidataria, mantenendo con la madre naturale incontri molto sporadici;
improvvisamente molti affidamenti sono stati interrotti violentemente con la sottrazione del bambino da parte della madre naturale che è poi espatriata con il figlio in altri Paesi europei, prevalentemente in Olanda, Svizzera, Inghilterra, senza dare notizie alla famiglia affidataria della condizione e del destino del bambino;
ciascuna famiglia affidataria, mantenendo responsabilmente il compito assunto, si è rivolta alle istituzioni interessate non riuscendo a trovare solidarietà ed un sostegno efficace alla ricerca ed alla preoccupazione delle sorti del bambino; anzi, molte famiglie hanno iniziato procedimenti lunghi, complessi e costosi, in Italia ed all'estero, senza vedersi nemmeno riconosciuto il diritto di visita e ricevendo in risposta una vaga notizia di inserimento del bambino nella nuova comunità;
il ripetersi degli episodi di sottrazione del minore ha portato molte famiglie affidatarie ad associarsi per denunciare la gravità dei fatti subiti dai minori che avevano, per tutto il tempo dell'affidamento, trovato educazione, cura oltreché un mondo proprio di amicizie, di giochi, di affetti;
questa prassi è inaccettabile e segna un ritardo nelle disposizioni che regolamentano l'affidamento familiare, nell'azione degli organi competenti - dai servizi sociali agli organi di polizia e giudiziari - nel passaggio da una carta di diritti riconosciuta all'infanzia ad una effettiva promozione dell'interesse del minore -:
quali siano nel merito le valutazioni del Ministri interpellati;
se non si ritenga di dovere porre in essere una azione coordinata di indagine e di intervento al fine di prevenire ulteriori sottrazioni e di reprimere quelle già in essere;
se non si ritenga di promuovere in ambito internazionale la ricerca di disposizioni o di azioni che impediscano detti episodi che non trovano adeguata sanzione e tutela nella Convenzione dell'AIA del 25 ottobre 1980;


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quali forme di supporto possano essere offerte alle famiglie affidatarie successivamente alla sottrazione del minore per consentire loro di adempiere alla responsabilità assunta e rincontrare oltre che recuperare il bambino violentemente allontanato;
se non si ritenga di dovere instaurare con i Paesi di provenienza dei bambini rapporti od accordi utili a respingere ogni eventualità di ideazione o di organizzazione della sottrazione dei minori;
se non si ritenga di poter modificare le norme sull'affidamento familiare per garantire un maggior coinvolgimento dei genitori naturali del bambino, la verifica del loro rapporto con il bambino perché non si celi dietro l'affidamento uno stato di abbandono, la certezza delle funzioni dei servizi sociali.
(2-01876)
«Lucidi, Altea, Bolognesi, Bonito, Capitelli, Carboni, Cento, Ciani, Di Bisceglie, Fioroni, Frigato, Giannotti, Jannelli, Labate, Leoni, Maggi, Mancina, Maselli, Meloni, Miraglia Del Giudice, Olivieri, Peruzza, Pompili, Rabbito, Sciacca, Settimi, Siniscalchi, Stelluti, Susini, Zagatti, Carotti, Chiusoli, Fredda, Giacco, Lucà, Malagnino, Migliavacca, Pistone, Serafini».
(8 luglio 1999).