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PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interpellanze urgenti.
PRESIDENTE. Cominciamo con l'interpellanza Selva n. 2-01850 (vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti sezione 1).
GAETANO RASI. Signor Presidente, signor rappresentante del Governo, onorevoli colleghi, nel febbraio 1982, ossia diciassette anni fa, il Parlamento italiano approvava l'idea di dotare l'Istituto nazionale di fisica nucleare di un grande laboratorio sotterraneo per studi di fisica subnucleare e di astrofisica, da realizzarsi all'interno del massiccio del Gran Sasso, in Abruzzo, e stanziava il primo finanziamento; l'opera è stata poi realizzata dall'ANAS e consegnata all'Istituto nazionale di fisica nucleare per la gestione e le sperimentazioni. Una legge del 1984 ed un'altra del 1990 ne hanno integrato i finanziamenti.
competenza professionale entrare nel merito degli esperimenti e dei risultati ottenuti e ottenibili; basti ricordare, però, che solo un ambiente come quello che l'Italia ha realizzato consente di studiare la natura ed il significato dei raggi cosmici ed in particolare dei neutrini, ossia di particelle invisibili prive di carica elettrica che, però, contengono in se stesse la spiegazione dell'origine dell'universo e che, nello stesso tempo, possono fornire indizi enormi circa il suo destino. L'importanza di queste osservazioni ha trovato eco in un recente discorso del Presidente degli Stati Uniti Clinton il quale ha affermato: «Proprio ieri in Giappone i fisici hanno annunciato che il piccolo neutrino ha una massa». In precedenza questa non era stata considerata come esistente, oppure quasi nulla. Continua il presidente Clinton: «Ciò può non significare molto per la maggior parte degli americani, ma potrebbe mutare le nostre teorie fondamentali, da quelle sulla natura della materia a quelle sul funzionamento dell'universo».
europeo per quanto riguarda l'affluenza di fisici dagli Stati Uniti (dopo il CERN di Ginevra e il Desy di Amburgo).
PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per i lavori pubblici ha facoltà di rispondere.
ANTONIO BARGONE, Sottosegretario di Stato per i lavori pubblici. Signor Presidente, la situazione connessa alla realizzazione degli interventi previsti dalla legge 29 novembre 1990, n. 366, che riguardano anche e precipuamente la realizzazione del progetto di una galleria carrabile sotto il Gran Sasso per l'accesso ai laboratori di fisica nucleare, è seguita con particolare attenzione dal Ministero dei lavori pubblici, ben consapevole della complessità dei problemi tecnici e particolarmente ambientali connessi all'attuazione dell'intervento.
da due gallerie ciascuna con due corsie per senso di marcia collegate tra loro da circa venti passaggi.
superiore dei lavori pubblici, possa consentire di risolvere al più presto le questioni prospettate. Alle prescrizioni del consiglio superiore dei lavori pubblici, del resto, in occasione della risposta ad interrogazioni parlamentari presentate dagli onorevoli De Cesaris, Galdelli, Saia, Turroni ed altri, ha fatto riferimento anche il sottosegretario al Ministero dell'ambiente, onorevole Calzolaio.
PRESIDENTE. L'onorevole Rasi, cofirmatario dell'interpellanza, ha facoltà di replicare.
GAETANO RASI. Signor Presidente, purtroppo non sono soddisfatto e non per ragioni di schieramento, perché la mia interpellanza si basa su rilevamenti e testimonianze personali anche di altri colleghi di diversa formazione ed è stata presentata soltanto nell'interesse della scienza, del prestigio del nostro paese ed anche della ricaduta di tipo economico.
visione miope della realtà. Certamente quello ecologico è un problema che va risolto di volta in volta, ma sul massiccio del Gran Sasso era stato già risolto. Non è possibile - ripeto - che non si affronti la questione annunciando (per la verità, me lo aspettavo e sono rimasto deluso) che i lavori avranno inizio alla data definita.
L'onorevole Rasi, cofirmatario dell'interpellanza, ha facoltà di illustrarla.
Come ho detto, i programmi di ricerca nel laboratorio nazionale del Gran Sasso coinvolgono molte discipline nei campi dell'astrofisica, della fisica della gravità e della fisica terrestre; a tutt'oggi, possiamo dire che si tratta del più grande laboratorio sotterraneo del mondo e che gli apparati sperimentali, oltre che le strutture, testimoniano la proficua collaborazione esistente tra l'Istituto nazionale di fisica nucleare e l'industria nazionale, soprattutto nei settori dell'informatica, dell'elettronica e della meccanica, con una ricaduta anche per le piccole e medie imprese, soprattutto nella regione Abruzzo.
Alla realizzazione dei laboratori hanno collaborato i maggiori scienziati del settore della Francia, della Germania, di Israele, della Russia (inizialmente ancora Unione Sovietica), degli Stati Uniti, del Canada, del Giappone, della Cina e del Brasile. Tra gli istituti partecipanti figurano la Harvard university, il Massachusetts institute of technology, il California institute of technology, i Bell laboratories, il Max Panck institute, il centro ricerche di Saclay, il Weizmann institute of technology di Rehovot, il CERN di Ginevra ed altri.
Gli esperimenti, che per la dimensione e la complessità degli apparati hanno richiesto e richiedono il maggior sforzo di ricerca e di sviluppo, nonché quote rilevanti di investimenti, sono stati l'LVD, il Macro, l'Icarus, il Gallex, l'Eas Top, ai quali se ne aggiungono altri in corso, come il Borexino.
Ormai gli investimenti quinquennali superano non meno di 250 miliardi, a cui si aggiungono le quote relative agli apparati allestiti da collaboratori stranieri; in prospettiva, gli investimenti e le attività sono in notevole aumento.
Signor Presidente, signor rappresentante del Governo, prescinde dalla mia
Il traforo stradale del Gran Sasso ha offerto all'Italia la possibilità di realizzare una struttura di gran lunga superiore a quelle realizzate in America, in India, nel Giappone o nel Caucaso e ciò per la facilità di accesso, le dimensioni e le infrastrutture tecnologiche che è possibile utilizzare all'interno dei tre grandi saloni scavati nella roccia, di una lunghezza di 100 metri ciascuno, larghi 40 ed alti 20.
La nostra terra è bombardata dai neutrini e comunque dai raggi cosmici, ma solo con una schermatura particolare è possibile individuarne alcuni e studiarli.
I 1.400 metri di roccia che sovrastano i laboratori (equivalenti ad uno spessore di circa 4000 metri di acqua) lasciano filtrare, oltre ai neutrini che vengono studiati singolarmente, anche pochi muoni di alta tecnologia il cui flusso risulta, in caverna, milioni di volte inferiore a quello misurato in superficie e quindi possono essere oggetto di rilevamento, di informazioni immediate e scientificamente producenti.
Ho ritenuto, signor Presidente, onorevoli colleghi, di far precedere l'illustrazione di questa interpellanza con questi elementi scientifici perché vi sono ritardi nella esecuzione delle gallerie di servizio, di fuga e di ventilazione previste dal progetto originario, già autorizzate e finanziate e che sono essenziali per la sicurezza di chi vi lavora.
Nei laboratori a 1.400 metri all'interno del massiccio del Gran Sasso sono costantemente impegnate ben 500 unità scientifiche (sono scienziati) per la metà appartenenti ad istituti e organismi scientifici stranieri, con un supporto logistico di altre 450 unità circa. Sono uomini che debbono essere sottratti ad ogni maggior rischio. Ce ne siamo resi conto quando, insieme con i colleghi Aloisio e Carli (che si interessano come anch'io mi interesso, sia per dovere di parlamentare, sia per l'attenzione che, a mio avviso, ogni cittadino deve avere per questi gioielli della nostra attività scientifica), abbiamo visitato i laboratori in caverna, il 28 maggio scorso. Abbiamo ricordato in quella occasione, osservando come tutto sia perfettamente funzionante dal punto di vista dell'organizzazione scientifica e tecnica, a quella profondità, i recenti drammi del traforo del monte Bianco oppure quello dei monti Tauri in Austria.
Si contano, poi, qualche migliaio di visitatori interessati alla scienza fisica e astrofisica che frequentano ogni anno questi laboratori, vanto e orgoglio del nostro paese.
Le sale sperimentali sono ormai completamente occupate da esperimenti, in tutto una quindicina, di diverse dimensioni e di diverse durate. Nel trattato bilaterale di cooperazione scientifica e tecnologica Italia-USA del maggio 1995 si ricorda esplicitamente che: «la comunità scientifica degli Stati Uniti considera i laboratori del Gran Sasso un'installazione dalle caratteristiche uniche, di interesse mondiale». Questo interesse è stato ribadito nella revisione del trattato, siglata nel novembre 1997. In effetti, i laboratori del Gran Sasso sono il terzo laboratorio
I recenti incidenti, avvenuti nelle gallerie stradali del monte Bianco fra Italia e Francia e dei Tauri in Austria, ripropongono il problema dei grandi rischi nelle gallerie, come appunto quella del Gran Sasso, che serve l'autostrada A24 (la Roma-Teramo) e che attraversa il massiccio per oltre 10 chilometri. È da essa che si accede ai laboratori dell'Istituto nazionale di fisica nucleare.
Nell'interpellanza chiediamo che venga individuata l'autorità pubblica competente e responsabile per la sicurezza degli impianti mediante la realizzazione, a lato dei manufatti esistenti, della progettata galleria di fuga e di ventilazione e di due nuove sale sotterranee necessarie allo sviluppo degli esperimenti: il tutto, ripeto, già previsto e finanziato per legge, ma ancora non realizzato. Concludo, signor Presidente, signor rappresentante del Governo, chiedendo che vi sia una spiegazione circa l'incompleta attuazione dell'intesa stipulata tra l'Istituto nazionale di fisica nucleare, la regione Abruzzo e, mi risulta, anche il Ministero dell'università e della ricerca scientifica allo scopo di programmare le ricadute tecnologiche ed occupazionali, specie rispetto alla formazione di piccole e medie imprese che gli impianti del laboratorio stanno rendendo possibile.
In tal senso, si è già avuta occasione di manifestare all'ANAS la necessità e l'urgenza della definizione della progettazione esecutiva sulla base del progetto definitivo approvato a suo tempo dal Consiglio superiore dei lavori pubblici e delle osservazioni e raccomandazioni formulate dal predetto consesso. Del resto, si è avuta occasione di avvertire l'ente della necessità di sollecita attivazione del procedimento di acquisizione dei nulla osta, ai sensi dell'articolo 81 del decreto del Presidente della Repubblica n. 616 del 1977. La definizione di tale procedimento, che condiziona l'elaborazione della progettazione esecutiva, appare indispensabile nella prospettiva di acquisire un soddisfacente quadro risolutivo dei problemi posti dall'intervento e segnatamente dei problemi più volte posti in rilievo, anche in sede parlamentare, dell'impatto ambientale dell'opera.
L'ANAS ha già dato ampie assicurazioni in merito alle iniziative di sua competenza, informando che ha in corso la formalizzazione di richiesta alla direzione generale del coordinamento territoriale del Ministero dei lavori pubblici di convocazione della conferenza di servizi con tutti gli enti e le amministrazioni interessate per il raggiungimento delle prescritte intese. Alla complessità tecnologica ed ambientale dell'intervento, posta in evidenza anche dal Consiglio superiore dei lavori pubblici, possono sostanzialmente ricondursi le remore e le difficoltà che si sono registrate nell'elaborazione progettuale degli interventi.
Per quanto riguarda la tutela della sicurezza nel traforo del Gran Sasso, il Ministero dell'interno assicura che viene esercitata una costante azione di prevenzione e vigilanza da parte dei competenti uffici di polizia stradale le cui unità, debitamente equipaggiate, anche con estintori e dispositivi antigas, assicurano ripetuti pattugliamenti nei due sensi di marcia nell'arco delle ventiquattro ore, costituito com'è il traforo del Gran Sasso
Come posto in rilievo dallo stesso Ministero, la sorveglianza all'interno della galleria è realizzata con una rete di telecamere, collocate ogni 200 metri, e di rilevatori termici e dei fumi che trasmettono le immagini alla sala operativa della centrale Gran Sasso collegata all'ingresso del traforo, lato L'Aquila. Essa è in continuo diretto collegamento con il centro operativo autostradale de L'Aquila, con la sala radio della società di gestione dell'autostrada A-24, con il servizio di sicurezza dei laboratori dell'istituto di fisica nucleare e con i comandi provinciali dei vigili del fuoco di Teramo e L'Aquila. All'interno del traforo sono inoltre collocate ogni 300 metri le colonnine per le chiamate di soccorso, munite di estintori a polvere e numerosi altri impianti di sicurezza. La prefettura de L'Aquila, a conclusione di un lavoro svolto nel biennio 1996-1997 da un'apposita commissione incarica del progetto, ha provveduto a redigere e far approvare da tutti i soggetti interessati - i prefetti de L'Aquila e Teramo, i dirigenti responsabili dei vigili del fuoco e della polizia della strada de L'Aquila e Teramo - una pianificazione di sicurezza riferita al complesso galleria autostradale, laboratorio di fisica nucleare che tiene conto della struttura attualmente esistente.
Per quanto concerne il problema posto dagli onorevoli interpellanti sulla incompleta attuazione delle intese stipulate dall'Istituto nazionale di fisica nucleare, la regione Abruzzo e il Ministero dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica, si pone in rilievo che il consiglio direttivo dell'Istituto nazionale di fisica nucleare e la regione Abruzzo, in data 27 marzo 1998, avevano approvato un protocollo di intesa con la regione Abruzzo volto a promuovere le conoscenze scientifiche e tecnologiche in Abruzzo. Tuttavia, il Ministero dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica non rientra fra i soggetti firmatari di tale protocollo. L'Istituto nazionale di fisica nucleare e il laboratorio del Gran Sasso sono costantemente impegnati per l'attuazione di tale accordo, anche se in atto non possono registrarsi rilevanti interventi da parte della regione.
Anche la situazione dei finanziamenti del consorzio Gran Sasso, che ha realizzato la rete di rilevamento ambientale per un importo di circa cinque miliardi, non appare positiva in quanto il consorzio, che dovrebbe svolgere la sua attività nell'ambito del trasferimento di tecnologie sviluppate dall'Istituto predetto alle imprese abruzzesi, non è in grado di svolgere concrete attività per carenze di finanziamenti.
Per quanto concerne l'attuazione degli interventi previsti dalla legge n. 366, in definitiva, non sfuggono certamente alla preoccupata attenzione del Ministero la gravità e la delicatezza dei problemi connessi; del resto è ben noto agli onorevoli interpellanti che sono state assunte iniziative, in sede parlamentare, per modificare le previsioni della legge n. 366 del 1990. In Commissione è stata presentata una risoluzione, discussa esattamente il 1 luglio del 1997, tesa ad impegnare il Governo ad apportare le modifiche e ad utilizzare i fondi ad altri fini. Si tratta, quindi, di norme che escluderebbero la realizzazione della nuova galleria al servizio del laboratorio del Gran Sasso.
La complessità dei problemi emersi induce ad un'accorta valutazione delle iniziative rivolte al contemperamento delle esigenze connesse alla sicurezza di un laboratorio di fisica, la cui attività assume assoluto rilievo sotto il profilo della ricerca scientifica, dell'importante settore della fisica subnucleare, ed in connessione della cosmologia e dell'astrofisica, con quello inerente all'impatto ambientale o alle esigenze dell'ente parco dell'Abruzzo. È ben noto che nell'ambito della regione e in sede parlamentare sono stati espressi vivi dissensi sulla compatibilità dell'opera con l'equilibrio ambientale ed idrogeologico della montagna.
Si auspica che un sereno ed obiettivo raffronto, con un'accurata disamina dei problemi e delle linee suggeriti dal consiglio
In tale occasione è stata manifestata l'esigenza di una verifica preliminare da parte del Ministero medesimo sul progetto esecutivo, quando sarà elaborato, come pure quella dell'esame dei risultati del monitoraggio, in relazione al complesso aspetto idrogeologico dell'area, nonché di una verifica degli interessi della regione Abruzzo, nell'ambito di una conferenza di servizi, nonché di quelli dell'ente parco nazionale del Gran Sasso e dei monti della Laga, istituito con decreto del Presidente della Repubblica n. 66 del 1995.
I problemi relativi sono apparsi di tale rilievo da indurre il rappresentante del Ministero dell'ambiente a ritenere opportuna una nuova pronuncia di compatibilità ambientale, restando in ogni caso impregiudicata la verifica vincolante e obbligatoria da parte del Ministero dell'ambiente sul progetto esecutivo elaborato per acquisire utili ed ulteriori elementi informativi da utilizzare a supporto di una riconsiderazione complessiva del progetto. Tale posizione è stata ribadita dal Ministero dell'ambiente con nota in data odierna.
Per quanto riguarda le valutazioni del Ministero dei lavori pubblici, ripetiamo che le risultanze della conferenza di servizi, appena convocata, potranno consentire di acquisire sereni ed obiettivi elementi per un definitivo raffronto con i ministeri interessati e per risolvere i problemi emersi in sede di progettazione esecutiva.
Ho detto che la visita è stata fatta da diversi parlamentari - ricordo di nuovo gli onorevoli Aloisio e Carli - e tutti siamo rimasti molto impressionati nel vedere che l'areazione dei laboratori del Gran Sasso avviene attraverso due tubazioni sistemate sul soffitto della galleria di accesso. Nel caso avvenisse qualche disastro e venisse interrotta l'areazione attraverso queste tubazioni - vi sono due tubazioni parallele, una per l'entrata e l'altra per l'uscita -, resterebbero senz'aria i più grandi e i più protetti, dal punto di vista della schermatura, laboratori di fisica subnucleare e astrofisica del mondo.
Le risposte date si incentrano soprattutto su difficoltà di elaborazione e su vicende relative a controversie in cui si è inserito anche il ministro dell'ambiente.
Signor Presidente, signor sottosegretario Bargone, di fronte all'esistenza di questo gioiello della scienza e della ricerca, di fronte a questo impianto che ci viene invidiato e riconosciuto da tutto il mondo - e sappiamo quali sono le valutazioni che ne vengono fatte anche in ambiente politico -, non possiamo pensare che si siano potute realizzare le gallerie del traforo per dieci chilometri, che si siano poi realizzati a fianco i laboratori e che ora non si completi quanto già previsto e finanziato, un'opera per la quale erano già state effettuate, con esito positivo, le valutazioni d'impatto ambientale.
Chiedere oggi un riesame di questa iniziativa per ragioni ecologiche appare demagogico ed in contrasto con la realtà e soprattutto con la sicurezza. Non è possibile che alle soglie di un altro millennio, nel quale la scienza dello spazio sarà trainante dello sviluppo civile ed economico dell'intera umanità, ci si trovi ancora di fronte a remore dovute ad una
So di rendermi interprete delle aspettative di tanti parlamentari, non solo della mia parte politica ma anche di altre, altrettanto impegnati e preoccupati per il progresso scientifico e la sicurezza degli scienziati che lavorano in questo centro, quando chiedo che la questione venga risolta al più presto. Affido dunque alla sensibilità di tutto il Parlamento italiano la soluzione di questo problema e l'adeguata, legittima pressione nei confronti del Governo (Applausi dei deputati del gruppo di alleanza nazionale).


