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PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Onorevole Lombardi, bisogna togliere la sua tessera dalla sua postazione di voto, dal momento che lei è seduto altrove. Dispongo, dunque, che sia tolta la tessera di voto dal banco dell'onorevole Lombardi dato che egli ora siede al banco della Commissione.
Dichiaro chiusa la votazione.
(Presenti 317
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Malavenda 1.25, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
(Presenti 303
GIOVANNI ALEMANNO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIOVANNI ALEMANNO. Signor Presidente, ci deve dare il tempo di organizzarci. Le chiediamo, per favore un attimo di calma perché così non si può lavorare.
PRESIDENTE. Va bene.
MANLIO CONTENTO. Signor Presidente, intervengo sul mio emendamento
1.51 per introdurre una riflessione valida anche per il successivo emendamento 1.50. Discostandosi da quanto la legislazione vigente in materia di rappresentanze sindacali ha consacrato nello statuto dei lavoratori, con il comma 2 dell'articolo 1 il nuovo provvedimento all'esame della Camera apre una serie di questioni a nostro avviso di estrema importanza.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Roscia. Ne ha facoltà.
DANIELE ROSCIA. Signor Presidente, sento di dover ringraziare l'onorevole Contento che con il suo emendamento ci dà l'opportunità di un confronto responsabile su questo travagliato provvedimento. Giustamente l'onorevole Contento ha sottolineato come il Governo ed il suo Premier abbiano individuato nello sviluppo delle piccole e medie imprese la principale opportunità di sviluppo economico. Ricordo che quando l'onorevole D'Alema non aveva responsabilità di Governo e si presentava ai congressi, voleva addirittura ridurre la portata vincolistica dello statuto dei lavoratori. Ora, invece, che non è più segretario di partito, ma è diventato Premier, vuole addirittura introdurre una norma vincolistica in merito ad una questione che giustamente lo statuto dei lavoratori lasciava alla determinazione delle parti. Voglio ricordare tutto questo ai gruppi di maggioranza e soprattutto al partito popolare, che quando raccoglieva i voti con lo scudo crociato con estrema saggezza aveva bene o male rappresentato, nelle difficoltà di sviluppo del nostro paese, una sana ancora verso il mondo occidentale e il libero mercato. Voglio vedere, ora, i rappresentanti del partito popolare sostenere questo provvedimento e bocciare l'emendamento in questione, che va in direzione di una riduzione del potere sindacale, io direi del cancro sindacale, di questa malattia che viene aggravata dall'attuale maggioranza. Su questi aspetti sfido la posizione del Governo: D'Alema diventerà sicuramente più simpatico a New York, ma vedrà notevolmente peggiorare in Italia la situazione dell'occupazione e degli investimenti, grazie a questa linea. È una linea chiarissima, che pensavamo dimenticata e che, dopo essere stata battuta nel congresso del suo partito, viene purtroppo sostenuta anche da forze politiche che cercano la loro identità tra i DS e rifondazione
comunista (Applausi dei deputati del gruppo della lega nord per l'indipendenza della Padania).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Malavenda. Ne ha facoltà.
MARA MALAVENDA. Signor Presidente, la proposta di legge da me presentata sulla rappresentanza dei lavoratori partiva da un presupposto preciso: ridare ai lavoratori maggiore potere prevedendo la libera elezione delle RSU, alle quali veniva demandata la rappresentanza reale dei lavoratori.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Paolo Colombo. Ne ha facoltà.
PAOLO COLOMBO. Signor Presidente, vorrei esprimere la posizione del gruppo della lega nord per l'indipendenza della Padania sull'emendamento Contento 1.51.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Onorevole Massidda, la prego di sedersi!
La seduta, sospesa alle 12, è ripresa alle 13,05.
PRESIDENTE. Dovremmo ora procedere nuovamente alla votazione dell'emendamento Contento 1.51, nella quale è precedentemente mancato il numero legale.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Malavenda 1.7, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
Votanti 316
Astenuti 1
Maggioranza 159
Hanno votato sì 7
Hanno votato no ...309).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
Votanti 302
Astenuti 1
Maggioranza 152
Hanno votato sì 6
Hanno votato no 296
Sono in missione 33 deputati).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Contento 1.51.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Contento. Ne ha facoltà.
Non possiamo accettare le affermazioni che vengono fatte continuamente dal Presidente del Consiglio, il quale sostiene di guardare con una certa attenzione al sistema delle piccole imprese, perché poi, nel preciso istante in cui da più parti si rivendica una certa flessibilità nell'organizzazione del lavoro delle piccole aziende, si inserisce in un disegno di legge una disposizione che introduce - a differenza, ripeto, di quanto si fece con lo statuto dei lavoratori circa trent'anni fa - l'obbligo per le piccole imprese di seguire determinate modalità relative alle rappresentanze sindacali. Mi permetto di richiamare l'attenzione della Camera su una questione tanto delicata ed importante. Le richieste di ulteriori modalità di espressione delle rappresentanze sindacali nelle aziende più piccole possono effettivamente costituire un ulteriore onere per il sistema produttivo nazionale. Da parte di alleanza nazionale si intende quindi richiamare l'attenzione sul tema in discussione, perché si ritiene che la Camera potrebbe incorrere in un grosso infortunio.
Pertanto, oltre all'emendamento soppressivo del comma 2, abbiamo anche presentato l'emendamento 1.50, volto a riformularlo, con lo scopo comunque di sottolineare l'attenzione dedicata dalla destra politica ad un tema tanto importante. Se poi - e concludo - la Camera vorrà dare via libera a questa rivisitazione dello statuto dei lavoratori che colpirà le piccole imprese, lo faccia pure, ma lo faccia dopo aver tranquillamente esaminato le responsabilità e valutato le conseguenze che l'articolo che si accinge a votare avrà nel sistema produttivo nazionale (Applausi dei deputati del gruppo di alleanza nazionale).
Non crediamo che la rappresentanza possa essere disciplinata da un decreto. Una cosa è certa: siamo fermamente convinti, e per questo lottiamo, che dove ci sono lavoratori che lottano debba essere rispettata la loro volontà. Quest'ultima deve essere rappresentata dappertutto in nome del rispetto dei lavoratori che devono poter eleggere i loro rappresentanti ed essere liberi di revocarli qualora questi ultimi non rappresentino più le volontà dei lavoratori. Spero non si vogliano accettare le farse cui abbiamo assistito in occasione del rinnovo del contratto dei metalmeccanici: in una fabbrica come quella di Melfi, con 7 mila lavoratori, il contratto è stato approvato solo da 1.400 lavoratori, considerando fra essi i lacchè sindacali, i funzionari, nonché i brogli che contraddistinguono solitamente le operazioni di tale tipo.
Credo che questo provvedimento stia iniziando il suo iter molto male perché lascia ancora una volta nelle mani dei datori di lavoro la scelta delle rappresentanze sindacali che detteranno legge nei luoghi di lavoro. Noi chiediamo un sindacato che rappresenti tutte le tipologie di lavoro, ma vogliamo, soprattutto, che il potere sia effettivamente nelle mani dei lavoratori. Questo non mi pare tra i fini del provvedimento: lo conferma lo stesso articolo 1.
Ho ascoltato l'intervento dell'onorevole Roscia che mi è sembrato un po' fuori dalle righe, quasi non fosse a conoscenza del contesto di cui stiamo trattando: penso che abbia perso una buona occasione per tacere, anche se non è la prima volta che capita in quest'ultimo periodo.
L'emendamento Contento 1.51 mi pare sia una follia: infatti, sopprimere il comma 2, che prevede la possibilità di rappresentanze sindacali nelle aziende che occupano fino a quindici dipendenti, mi sembra fuori luogo. È evidente che tale comma debba essere modificato, perché il problema vero concerne il diritto del Governo di agire in funzione sostitutiva, che non è tollerabile. Tuttavia, il fatto che nelle aziende con meno di quindici dipendenti le parti possano mettersi d'accordo per costituire rappresentanze sindacali mi sembra assolutamente legittimo, anzi indispensabile e auspicabile.
L'onorevole Contento forse rimpiange i tempi in cui, cinquant'anni fa, gli esponenti del suo partito vivevano nel comune di cui l'onorevole Roscia è sindaco: non siamo più in quel periodo e le relazioni sindacali devono essere libere dalla possibilità di un potere sostitutivo del ministero per imporre dall'alto decisioni non contrattate.
Pertanto, annuncio il voto contrario del gruppo della lega nord per l'indipendenza della Padania sull'emendamento Contento 1.51, che giudichiamo addirittura impresentabile (Applausi dei deputati del gruppo comunista).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Contento 1.51, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Se gli onorevoli Palma e Armaroli votassero, forse si raggiungerebbe il numero legale. Forse!
Prego i colleghi di votare!
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera non è in numero legale per deliberare.
Pertanto, a norma dell'articolo 47, comma 2, del regolamento, rinvio la seduta di un'ora.
Tuttavia, apprezzate le circostanze, rinvio la votazione e il seguito del dibattito ad altra seduta.


