Allegato A
Seduta n. 559 del 1/7/1999


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(Sezione 2 - Indagine sui fondi SISDE)

B)

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri ed il Ministro di grazia e giustizia, per sapere - premesso che:
il 18 maggio 1999 è stata presentata una interpellanza dal deputato Mancuso e da altri 31 deputati del gruppo di Forza Italia, n. 2-01819, pubblicata nell'allegato B ai resoconti del 23 maggio 1999;
alla interpellanza - integralmente ammessa nelle premesse e nei quesiti - diede parziale risposta il Ministro di grazia e giustizia Diliberto nella seduta del 2 giugno 1999;
il deputato Mancuso replicò dichiarandosi insoddisfatto della risposta ministeriale e obiettando, tra l'altro, la incompletezza di essa su un punto essenziale del tutto ignorato dal Ministro che, sebbene incluso nel contesto della stessa, restò da lui del tutto ignorato: in sede narrativa, in sede informativa, in sede storica, in sede illustrativa, in sede politica, cioè in tutto e per tutto;
il punto viene perciò letteralmente riproposto nel presente documento con il primo quesito;
questo silenzio del Governo ha comportato infatti una non accettabile violazione, da parte sua, di tassativi doveri nei confronti del Parlamento, oltretutto in materia di tanta rilevanza: spetta allo stesso quindi di porvi urgente riparo, fornendo una precisa, obiettiva e informata risposta al residuo quesito come sopra rinnovato -:
se - come già richiesto con la citata interpellanza n. 2-01819 - prima, durante e dopo l'arco di tempo della vicenda oggetto di quel documento, presso la procura della Repubblica di Roma siano stati assunti o vi siano comunque cogniti, oltre a quelli anzidetti, anche ulteriori atti o fatti comunque interessanti, soggettivamente e oggettivamente, la vicenda medesima o altre congeneri, precisandosi se dagli stessi risultano interessati, in qualsivoglia veste formale, altri soggetti e segnatamente tali «Scalfari o Scalfaro Gianna Rosa (intesa Marianna)», «Salabé Adolfo», «Salabé Andrea», con la indicazione, in ogni caso, delle situazioni e degli esiti processuali relativi;
per quali ragioni il Governo abbia deliberatamente omesso, nella menzionata risposta del 2 giugno 1999, non solo qualsiasi riscontro, ma anche qualsiasi accenno, al quesito di cui sopra contenuto nella interpellanza sopra richiamata, a suo


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tempo integralmente ammessa. E ciò, senza neppure degnarsi di accennare ad una spiegazione di cosi grave inadempienza istituzionale e politica;
quale atteggiamento ritenga il Governo di assumere e quali rettifiche ritenga di dover apportare alle proprie posizioni, come palesate nella richiamata seduta del 2 giugno 1999, in conseguenza del fatto che: a seguito di denuncia del deputato Filippo Mancuso, in data 28 maggio 1999, la procura di Roma, in data 3 giugno 1999, ai sensi dell'articolo 6, comma 2, della legge costituzionale del 16 gennaio 1989, n. 1, ha disposto la trasmissione al Collegio per i reati ministeriali presso il Tribunale di Roma degli atti del proc. pen. N. 8089/99R a carico di Oscar Luigi Scalfaro per il reato di cui all'articolo 323 del codice penale commesso in Roma dal 1983 al 1987.
(2-01851)
«Mancuso, Martusciello, D'Ippolito, Filocamo, Pagliuca, Giudice, Aracu, Baiamonte, Berruti, Cuccu, Rivolta, Russo, Biondi, Vitali, Mammola, Collavini, Colombini, Aprea, Cola, Stradella, Fino, Delmastro delle Vedove, Santori, Martino, Palmizio, Carmelo Carrara, Paroli, Cesaro, Possa, Valducci, Lo Jucco, Giovine, Gastaldi, Masiero, Simeone, Gazzilli, Scaltritti, Rossetto, Manzoni».
(23 giugno 1999).