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La Camera,
ad esprimere la piena solidarietà alle Forze armate italiane già impegnate nella difficile operazione della NATO, in particolare al contingente destinato ai più urgenti e indispensabili interventi, con l'obiettivo dichiarato e perseguito della difesa dei diritti umani e del ritorno alla pace e alla sicurezza di tutti gli abitanti della tormentata area dei Balcani;
formule di azione con altre organizzazioni internazionali quali l'ONU e l'OSCE sollecitandole a un ruolo più attivo;
(*) La Camera
ad esprimere la piena solidarietà alle Forze armate italiane già impegnate nella difficile operazione della NATO, autorizzandolo all'invio in Albania di un contingente militare da impiegare in funzione di supporto logistico, soccorso sanitario e protezione della missione umanitaria;
(*) Testo riformulato nel corso della seduta.
La Camera,
udite le dichiarazioni del Presidente del Consiglio considerato che:
il presidente Slobodan Milosevic, responsabile dei crimini e dei conflitti nell'area balcanica, non ha dato finora alcun seguito concreto alle cinque proposte del segretario generale dell'ONU Kofi Annan, che riprendono quelle della NATO;
di conseguenza aumenta il numero delle vittime civili e l'afflusso dei deportati e profughi dal Kossovo dei quali molti, con i segni del dolore per la perdita di familiari uccisi dalle milizie serbe e degli stupri subiti da numerose donne;
si sono evidenziati inquietanti atteggiamenti del Governo italiano e della maggioranza che lo sostiene e in particolare: il ministro degli esteri Dini ha rivelato punti inediti sull'accordo di Rambouillet e sui motivi del suo fallimento, con alcune giustificazioni nel comportamento del presidente serbo Milosevic; il leader di uno dei partiti della maggioranza si è recato senza mandato ufficiale a Belgrado incontrando i vertici politici e lo stesso Milosevic; il Governo prima ha smentito poi confermato la sponsorizzazione di una missione definita ufficiosa da parte della comunità di Sant'Egidio, spesso protagonista di operazioni di diplomazia parallela;
a ribadire la più completa fedeltà all'Alleanza atlantica e il rinnovato impegno a sostenere tutta la sua azione nei Balcani, pur aderendo ad ogni iniziativa di pace preventivamente concordata con tutti gli alleati;
a intensificare l'opera di soccorso umanitario alle popolazioni fuggite o de-portate dal Kossovo;
a considerare come prioritaria, anche alla luce dei ripetuti appelli alla pace di Papa Giovanni Paolo II, la ricerca di nuove
ad attivarsi per una possibile ripresa dei lavori del «Gruppo di contatto» dove la Russia possa dimostrare la sua volontà di pace;
a promuovere, quando ce ne saranno le condizioni dopo la conclusione delle operazioni militari, una conferenza internazionale per l'assetto definitivo e pacifico dell'intera area dei Balcani;
a garantire una completa informazione al Parlamento sull'evolversi della situazione, anche per evitare che le evidenti divergenze all'interno della maggioranza governativa continuino a incrinare l'immagine internazionale del nostro paese, che finora ha potuto contare sul senso di responsabilità nazionale dell'opposizione espressa dal Polo.
(6-00082)
«Pisanu, Selva, Follini, Martino, Niccolini, Tremaglia».
udite le dichiarazioni del Presidente del Consiglio
considerato che:
il presidente Slobodan Milosevic, responsabile dei crimini e dei conflitti nell'area balcanica, non ha dato finora alcun seguito concreto alle cinque proposte del segretario generale dell'ONU Kofi Annan, che riprendono quelle della NATO;
di conseguenza aumenta il numero delle vittime civili e l'afflusso dei deportati e profughi dal Kossovo dei quali molti, con i segni del dolore per la perdita di familiari uccisi dalle milizie serbe e degli stupri subiti da numerose donne;
si sono evidenziati inquietanti atteggiamenti del Governo italiano e della maggioranza che lo sostiene e in particolare: il ministro degli esteri Dini ha rivelato punti inediti sull'accordo di Rambouillet e sui motivi del suo fallimento, con alcune giustificazioni nel comportamento del presidente serbo Milosevic; il leader di uno dei partiti della maggioranza si è recato senza mandato ufficiale a Belgrado incontrando i vertici politici e lo stesso Milosevic; il Governo prima ha smentito e poi ha confermato la sponsorizzazione di una missione definita ufficiosa da parte della comunità dì Sant'Egidio, spesso protagonista di operazioni di diplomazia parallela;
a ribadire la più completa fedeltà all'Alleanza Atlantica e il rinnovato impegno a sostenere tutta la sua azione nei Balcani, aderendo ad ogni possibile iniziativa di pace;
a intensificare l'opera di soccorso umanitario alle popolazioni fuggite o deportate dal Kossovo;
a considerare come prioritaria, anche alla luce dei ripetuti appelli alla pace di Papa Giovanni Paolo II, la ricerca di nuove formule di azione con altre organizzazioni internazionali quali l'ONU e l'OSCE sollecitandole a un ruolo più attivo;
ad attivarsi per una possibile ripresa dei lavori del «Gruppo di contatto» dove la Russia possa dimostrare la sua volontà di pace;
a promuovere, quando ce ne saranno le condizioni dopo la conclusione delle operazioni militari, una conferenza internazionale per l'assetto definitivo e pacifico dell'intera area dei Balcani;
a garantire la completa informazione al Parlamento sull'evolversi della situazione militare, diplomatica e politica.
(6-00082)
«Pisanu, Selva, Follini, Martino, Tremaglia, Niccolini».
autorizza il Governo all'invio in Albania di un contingente militare il cui impiego è volto esclusivamente a funzioni di supporto logistico, soccorso sanitario e protezione della missione umanitaria. Tale impiego non comporta alcun intervento «militare di terra» in territorio jugoslavo, per altro escluso dal Governo italiano e dagli alleati.
(6-00083)
«Mussi, Grimaldi, Soro, Paissan, Piscitello, Crema, Mazzocchin, Acierno, Lamacchia».