Allegato A
Seduta n. 518 del 13/4/1999


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MOZIONE BERTINOTTI ED ALTRI N. 1-00370 SUGLI SVILUPPI DELLA CRISI NEI BALCANI

(Sezione 1 - Mozione)

La Camera,
considerato che:
l'obiettivo formalmente dichiarato a sostegno dei bombardamenti sulla Jugoslavia da parte dei governi appartenenti alla Nato era quello di tutelare i diritti del popolo del Kosovo e di evitare una catastrofe umanitaria;
tali problemi, come era assolutamente prevedibile, non solo non sono stati risolti ma, al contrario, aggravati con il ritiro degli osservatori e l'avvio dei bombardamenti, che hanno permesso lo sviluppo della brutale repressione alla base dell'esodo dei profughi;
con il pretesto delle operazioni umanitarie denominate a vario titolo «Arcobaleno» e Allied Harbour - dietro il doveroso sostegno ai profughi - si stanno concentrando truppe ed armi come gli elicotteri Apache, che possono precludere ad un'offensiva militare di terra;
la guerra ha prima di tutto cancellato l'Europa come soggetto politico autonomo, ha delegittimato l'Onu, ha stracciato ogni elementare norma del diritto internazionale, ha fortemente limitato la libertà di stampa e d'informazione, oggi sempre di più gravemente asservita allo sforzo bellico, ha di fatto esautorato i parlamenti nazionali;
i bombardamenti su città europee come Belgrado, Novi Sad, Nis, la distruzione sistematica di infrastrutture civili, fabbriche, ponti, strade, linee ferroviarie - per non parlare dei danni «collaterali» dovuti all'imprecisione dei «missili intelligenti» - hanno finito per rafforzare il regime di Milosevic portando anche le forze jugoslave critiche e di opposizione a sostenere una politica di solidarietà nazionale fino ad una pressoché totale identificazione con la leadership serba al potere;
deplorando:
il comportamento del Governo italiano e l'inesistenza di una sua politica autonoma, che ha contribuito al fallimento della mediazione di Primakov e del Vaticano e non ha saputo cogliere la dichiarazione di tregua pasquale unilaterale di Milosevic come una preziosa occasione per riallacciare il negoziato e sospendere la guerra;
la totale esautorazione delle Camere, chiamate a discutere della guerra solo a tregua pasquale finita e dunque espropriate delle proprie elementari prerogative costituzionali;

impegna il Governo

a scegliere una politica di dissociazione immediata dell'Italia dalla guerra interdicendo l'uso delle basi militari ai cacciabombardieri della Nato e ad ogni ulteriore iniziativa di aggressione nei confronti della Jugoslavia;
a dichiarare la non disponibilità italiana alla partecipazione Allied Harbour in quanto preludio all'intervento di terra della Nato e, dunque, ad una escalation catastrofica della crisi;
a disporre la riconversione immediata dell'operazione «Arcobaleno» da missione militare e di copertura della fase tre della


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Nato in missione civile di sostegno ai profughi in Albania, Macedonia e Montenegro, valorizzando al massimo la presenza e l'esperienza delle organizzazioni non governative e di volontariato, utilizzando obiettori di coscienza in servizio civile e personale militare rigorosamente disarmato;
a proporre all'Unione europea l'immediata indizione di una conferenza internazionale sui Balcani in cui siano presenti tutte le parti in causa, che ottenga l'immediato cessate il fuoco delle parti ed assicuri:
a) pieno riconoscimento e dignità al popolo kosovaro attraverso la concessione di una larga autonomia politica e culturale che salvaguardi realmente l'integrità territoriale della Jugoslavia;
b) il rientro di tutti i profughi nelle loro case, da conseguirsi anche attraverso una forza di interposizione internazionale sotto comando diretto delle Nazioni Unite del cui contingente facciano parte Paesi che non hanno partecipato ai bombardamenti Nato contro la Jugoslavia;
c) l'avvio di un piano straordinario di aiuti che consenta la rinascita del Kosovo e di tutta la Repubblica federale jugoslava e ne potenzi le capacità di convivenza multietnica.
(1-00370)
Bertinotti, Giordano, Mantovani, Nardini, Pisapia, Boghetta, Bonato, Cangemi, De Cesaris, Lenti, Malentacchi, Edo Rossi, Valpiana, Vendola.