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PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge, già approvato dal Senato: Ratifica ed esecuzione dell'Accordo euromediterraneo che istituisce un'associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e il Regno del Marocco, dall'altra, con sette allegati, cinque protocolli e atto finale, fatto a Bruxelles il 26 febbraio 1996.
VITO LECCESE, Vicepresidente della III Commissione. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VITO LECCESE, Vicepresidente della III Commissione. Signor Presidente, su questo provvedimento la Commissione affari esteri, che si è riunita nel pomeriggio di ieri, ritiene opportuna la continuazione del dibattito in Commissione. Ieri ho svolto la relazione ed abbiamo preso atto dei pareri pervenuti dalle altre Commissioni, in particolare del parere contrario espresso dalla Commissione agricoltura.
PRESIDENTE. Onorevole Leccese, le faccio presente che la Commissione deve adeguarsi ai tempi del calendario stabiliti dalla Presidenza sulla base delle indicazioni della Conferenza dei presidenti di gruppo. Ad ogni buon conto, prendiamo atto della sua richiesta.
GUALBERTO NICCOLINI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUALBERTO NICCOLINI. Signor Presidente, intendo far presente che questo disegno di legge di autorizzazione alla ratifica è stato calendarizzato in Commissione per giovedì pomeriggio e poche ore dopo è stato già calendarizzato in Assemblea. Poiché non si tratta di una autorizzazione
alla ratifica molto semplice, come ha sottolineato il relatore, a nome del gruppo di forza Italia lamento che non sia stata tenuta presente la necessità di una discussione più ampia.
FABIO CALZAVARA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FABIO CALZAVARA. Signor Presidente, anch'io intendo stigmatizzare la situazione, così come ha fatto il collega Niccolini, con un invito alla serietà da parte della Presidenza e del Governo. Faccio presente che questo provvedimento è stato oggetto di ampia discussione e di molte controversie al Senato, ove è calendarizzato già da due anni. Basta leggere il testo dell'accordo per comprendere l'impossibilità materiale della Commissione soltanto di prenderne atto; figuriamoci la possibilità di discuterne, considerato che sono sorti notevoli spunti di disaccordo.
RINO PISCITELLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINO PISCITELLO. Signor Presidente, intervengo perché ritengo di aver approfondito la vicenda nel corso di questi anni, dal momento che il provvedimento è in discussione al Senato dal gennaio 1997. Esso suscita grande disagio soprattutto nel meridione nel comparto dell'agricoltura, come potremo illustrare entrando nel merito.
del collegio da cui provengo, l'agrumicoltura, che viene pesantemente penalizzata e, senza adeguate contropartite, messa in seria difficoltà dall'approvazione di questo trattato.
PRESIDENTE. Non posso che ribadire quanto ho detto in apertura e respingere con fermezza le accuse di scarsa serietà che l'onorevole Calzavara ha inteso rivolgere alla Presidenza, perché è chiaro che la Conferenza dei presidenti di gruppo deve rappresentare esigenze specifiche in ordine ai vari provvedimenti quali quelle che voi qui avete segnalato. Non era questa la sede per fare queste valutazioni, bensì la Conferenza dei presidenti di gruppo: qualora ciò fosse avvenuto, naturalmente la Presidenza non avrebbe fatto altro che prenderne atto, comportandosi di conseguenza.
FABIO CALZAVARA. Sulle ratifiche è solo la Presidenza che conosce i retroscena e non i presidenti di gruppo. Questo è un colpo di mano!
PRESIDENTE. Onorevole Calzavara, la prego!
FABIO CALZAVARA. È vergognoso che si sia presentato un provvedimento di questo tipo solo poche ore prima!
PRESIDENTE. Onorevole Calzavara, questo doveva dirlo il suo capogruppo nella Conferenza dei presidenti di gruppo!
FABIO CALZAVARA. I capigruppo non sono al corrente delle situazioni delle ratifiche!
Alla luce di tali pareri, la Commissione ritiene di dover approfondire i contenuti dell'accordo e di sviluppare ulteriormente il dibattito; sono stato incaricato, quindi, di far presente ciò alla Presidenza della Camera.
Non è la prima volta che denunciamo questo fatto e che la Commissione affari esteri ha tempi strettissimi; guarda caso la discussione generale viene fissata sempre il lunedì pomeriggio e il venerdì mattina, in tempi, cioè, che definirei quasi extraparlamentari, e non vi è la possibilità di esaminare determinati problemi. Non solo do ragione al relatore e alla Commissione, ma lamento a nome del gruppo che la Presidenza a volte non tenga conto di tale esigenza.
Invito quindi ad una maggiore serietà e, in occasione delle prossime ratifiche, a dare la possibilità ai commissari di esaminare e discutere con calma, soprattutto trattati importanti come questo.
La discussione di ieri in Commissione è stata molto pacata e serena - è importante segnalarlo - ma nel corso della stessa, però, si sono iniziate a mettere in luce le forti perplessità di una grandissima parte della Commissione perché la posizione espressa dal relatore era unanime in Commissione.
Il problema ha una complessità molto particolare e di questo bisogna tenere conto. Ritengo che noi - voglio dirlo alla Presidenza della Camera in relazione a ciò che è stato detto ora dal Presidente - abbiamo bisogno, almeno, di ascoltare, come è successo al Senato, il ministro dell'agricoltura e, probabilmente, anche il ministro del tesoro su un provvedimento di questa complessità.
Vorrei solo ricordare che la Commissione agricoltura del Senato e, poi, la Commissione agricoltura della Camera hanno espresso sul provvedimento parere contrario. Poiché solitamente questo ha un significato - siamo in aule parlamentari - su ciò bisogna riflettere.
Vorrei invitare la Presidenza della Camera e la Conferenza dei presidenti di gruppo, peraltro, a riflettere sul calendario parlamentare rispetto a questa vicenda. Se la ratifica è stata inserita nel calendario - oltre che per le esigenze di ratifica che sono indiscutibili e sulle quali dobbiamo riflettere bene in Commissione e in Assemblea - perché si pensava fosse un provvedimento il cui esame richiedeva poco tempo, io ritengo che sia stato fatto un errore evidente di valutazione. Per esaminare questo provvedimento c'è il rischio che si impieghino ore ed ore dei nostri lavori parlamentari. Infatti, esso interessa con molta forza i comparti produttivi dell'agricoltura meridionale e ha individuato nel momento in cui è stato siglato, una contropartita di fatto tra alcuni comparti produttivi industriali e alcuni comparti produttivi dell'agricoltura meridionale. In particolare, ricordo quello
Chiedo tempo alla Presidenza della Camera, ma chiedo anche di valutare il tempo che questo provvedimento rischia di prendere nel calendario. Sappiamo che le nostre giornate hanno ritmi serrati; lo dico anche per questo.
Preso atto della richiesta formulata dall'onorevole Leccese, la discussione del disegno di legge di ratifica n. 5652 è pertanto rinviata ad altra seduta.