Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 508 del 19/3/1999
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Discussione del disegno di legge: S. 3525 - Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di cooperazione culturale, scientifica e tecnologica tra la Repubblica italiana e la Repubblica tunisina, fatto a Roma il 29 maggio 1997 (approvato dal Senato) (5653) (ore 9,05).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge già approvato dal Senato: Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di cooperazione culturale, scientifica e tecnologica tra la Repubblica italiana e la Repubblica tunisina, fatto a Roma il 29 maggio 1997.

(Discussione sulle linee generali - A.C. 5653)

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sulle linee generali.
Avverto che la III Commissione (Affari esteri) si intende autorizzata a riferire oralmente.
Il relatore, onorevole Leccese, ha facoltà di svolgere la sua relazione.

VITO LECCESE, Relatore. L'accordo di cui discutiamo quest'oggi riguarda la cooperazione culturale, scientifica e tecnologica tra il nostro paese e la Tunisia. Come lei ricordava leggendo il titolo del provvedimento, signor Presidente, l'accordo è stato firmato a Roma il 29 maggio del 1997.
Questo accordo si inserisce in un quadro più generale di potenziamento dell'azione culturale che, in particolar modo negli ultimi tempi, il Ministero degli affari esteri sta promuovendo. Si inserisce anche in un quadro, per così dire, più politico sotto l'aspetto dei rapporti tra l'Italia e i paesi della sponda sud del Mediterraneo. Esso assume una rilevanza specifica anche in funzione delle politiche di partnerariato euromediterraneo che hanno avuto un notevole impulso con la conferenza di Barcellona del 1995, all'interno delle quali l'Italia dovrebbe svolgere una funzione leader. L'accordo, che aggiorna il precedente firmato a Roma il 17 settembre del 1981, riguarda un paese di cruciale importanza in una zona dell'Africa settentrionale interessante per l'Italia, non solo per gli aspetti che riguardano la cooperazione culturale ma anche per quanto riguarda la cooperazione di tipo politico, economico e commerciale.
L'accordo testimonia anche lo speciale interesse del nostro paese verso l'intera Africa settentrionale ove la Tunisia rappresenta un importante punto di riferimento. L'Italia è, infatti, molto attenta a promuovere e a favorire tutti gli interventi che possano garantire stabilità a quell'area ed è interessata a cooperare con quei paesi che possono dare un contributo prezioso su questo argomento, soprattutto se si pensa alle grandi situazioni di crisi che ancora caratterizzano l'Africa maghrebina dal Sahara occidentale alla situazione interna algerina, fino alla difficile situazione e alle sanzioni cui è sottoposta la Libia. Parallelamente, la Tunisia continua a guardare all'Italia come ad un partner privilegiato fra i paesi dell'Unione europea. A ciò contribuisce oltre che l'evidente vicinanza geografica, anche


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la volontà tunisina di limitare quella che potrebbe essere percepita come una sorta di dipendenza dalla Francia.
Le relazioni bilaterali tra la Tunisia ed il nostro paese non sono caratterizzate da un punto di vista politico da rilevanti controversie, con l'eccezione legata ai frequenti sequestri di pescherecci italiani da parte della marina tunisina e, più in generale, al problema della delimitazione della frontiera marittima tra i due paesi.
Il negoziato che ha prodotto l'accordo al nostro esame è stato condotto in modo forte dall'Italia soprattutto per le ragioni che ho esposto prima, essendo l'Italia interessata a promuovere con i paesi richiamati accordi di cooperazione anche in campo culturale.
La cooperazione scientifica e tecnologica, pur non prevista nell'ambito del vecchio accordo culturale, si svolge soprattutto attraverso lo scambio di ricercatori e la partecipazione a seminari e congressi scientifici volti alla concretizzazione di progetti di ricerca comuni.
Sono in atto accordi diretti tra alcune università italiane e tunisine perché vi sia appunto questo scambio di ricercatori. Il nuovo accordo, peraltro, a differenza del precedente, copre anche il settore scientifico e tecnologico che, quando quell'accordo entrerà in vigore, riceverà un notevole impulso.
Anche gli scambi socio-culturali, sul piano dei rapporti tra giovani, fino ad oggi gestiti attraverso iniziative promosse da enti ed associazioni dei due paesi, rientrano nell'ambito di attività previste da questo accordo. Vorrei ricordare a tutti che a Tunisi esiste un istituto di cultura che organizza corsi di lingua, funziona dal 1963, ha circa 150 studenti l'anno ed organizza corsi di pittura italiana oltre alle ordinarie manifestazioni culturali.
Nel 1993 l'istituto si è trasferito in una sede più ampia e più funzionale. L'insegnamento della lingua italiana viene impartito in due facoltà dell'università di Tunisi e presso 70 licei distribuiti in tutte le aree del paese. Un lettore italiano inviato dal Ministero degli affari esteri insegna presso l'università di Tunisi. Insomma, le potenzialità di diffusione della lingua italiana in Tunisia sono notevolissime per le affinità che legano i due paesi, per il vivace interscambio commerciale e per l'influenza, ormai trentennale, della televisione italiana. Ultimamente, tuttavia, le trasmissioni sono state interrotte e le autorità tunisine ne hanno chiesto in modo pressante il ripristino. Si auspica pertanto che da parte delle autorità italiane tale ripristino avvenga al più presto.
Tra i diversi settori di intervento previsti nell'articolato dell'accordo vi è quello prioritario degli interventi a tutela del patrimonio archeologico, artistico e del paesaggio. Questo settore viene incoraggiato attraverso la cooperazione nei settori della conservazione, della salvaguardia, della valorizzazione, del ripristino, dell'utilizzo e del supporto di tutti quegli strumenti, anche di tipo informativo, che possono servire a questo scopo.
Lo strumento principale per tale collaborazione è costituito dallo scambio di informazioni, esperienze, pubblicazioni e visite di esperti.
La cooperazione nel campo archeologico e della conservazione dei monumenti è stata particolarmente richiesta sia dalle autorità tunisine che dalle istituzioni italiane. A tale riguardo, infatti, nel 1993 a Tunisi è stato costituito l'Istituto italo-tunisino di scienze e tecnologia per il patrimonio culturale, sulla base di un accordo tra il centro di ricerche archeologiche e scavi di Torino e l'Istituto nazionale del patrimonio tunisino. Tale istituto si propone di promuovere la formazione in loco di esperti in campo archeologico e la diffusione delle scienze e delle tecniche applicate alla salvaguardia del patrimonio culturale. Per grandi linee, sono questi i contenuti dell'accordo; esso è stato già approvato dal Senato e ha ottenuto un largo consenso in Commissione affari esteri. Chiediamo all'Assemblea di autorizzarne la ratifica al più presto.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo.

ADRIANA VIGNERI, Sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, mi


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unisco all'auspicio del relatore nel senso che l'autorizzazione alla ratifica venga data nel più breve tempo possibile.

PRESIDENTE. Il primo iscritto a parlare è l'onorevole Niccolini. Ne ha facoltà.

GUALBERTO NICCOLINI. Signor Presidente, confermiamo anche in Assemblea il nostro voto favorevole sul disegno di legge di ratifica all'esame, condividendo quasi completamente le considerazioni del relatore. Ancora una volta, però, ricordiamo al Governo il problema dei pescherecci e della frontiera marittima, che deve essere affrontato e risolto quanto prima perché inquina gli ottimi rapporti tra l'Italia e la sponda meridionale del Mediterraneo.
Con tale sollecito rivolto al Governo, esprimeremo voto favorevole.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Calzavara. Ne ha facoltà.

FABIO CALZAVARA. Signor Presidente, mi riservo di intervenire in sede di dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.

PRESIDENTE. Non vi sono altri iscritti a parlare e pertanto dichiaro chiusa la discussione sulle linee generali.
Prendo atto che il relatore e il rappresentante del Governo rinunciano alla replica.
Il seguito del dibattito è rinviato ad altra seduta.

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