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PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Giovanardi n. 3-01661 (vedi l'allegato A - Interrogazioni sezione 4).
MARETTA SCOCA, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Signor Presidente, onorevole Giovanardi, l'imputato ex senatore Vincenzo Inzerillo è stato colpito da ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP presso il tribunale di Palermo, per il delitto di cui all'articolo 416-bis del codice penale, reato per il quale - come è noto - l'articolo 275, terzo comma, del codice di procedura penale prevede l'applicazione della detta custodia cautelare, salvo che ricorrano elementi dai quali risulti l'insussistenza delle esigenze cautelari. In data 19 dicembre 1995 è stato rinviato a giudizio, sempre in regime di custodia cautelare in carcere, davanti alla seconda sezione del tribunale di Palermo. In data 18 dicembre 1997, nel corso del dibattimento che non si è ancora concluso, la seconda sezione del tribunale di Palermo ha disposto, su conforme parere del pubblico ministero la rimessione in libertà dell'Inzerillo che è stato di fatto liberato e il procedimento è ancora pendente di fronte alla seconda sezione del tribunale di Palermo.
PRESIDENTE. L'onorevole Giovanardi ha facoltà di replicare.
CARLO GIOVANARDI. Signor Presidente, ancora una volta devo prendere atto che agli interrogativi posti dall'interrogazione il Governo fornisce una risposta scritta dagli uffici che non entra nel merito della domanda posta.
richiede un'accusa specifica come quella di aver ammazzato qualcuno o di aver rubato o di aver compiuto un atto di corruzione ma è sufficiente, per esempio, una fotografia a cena con persone che si definiscono mafiose. Per Mensorio si trattò di una raccomandazione al prefetto di Napoli in favore di due presunti mafiosi.
Il sottosegretario di Stato per la giustizia ha facoltà di rispondere.
Posso ricordare un ex ministro come Calogero Mannino, posso ricordare un nostro collega, Carmine Mensorio, che si è suicidato in tragiche circostanze, posso ricordare questo signor Vincenzo Inzerillo che non conosco di persona. Però mi ha impressionato il caso di un senatore che quando si è conclusa la legislatura, nel 1994, è stato inghiottito da quel buco nero che è l'articolo 416-bis del codice penale. C'è una norma, quella relativa al concorso esterno in associazione mafiosa, che è tutto e il contrario di tutto. Non si
Orbene, in base ad accuse come queste si viene arrestati e si può restare in carcere uno, due o anche tre anni.
Quando presentai l'interrogazione eravamo nel novembre del 1997 e l'Inzerillo era in carcere dal 15 febbraio 1995, cioè già da tre anni.
I procedimenti, poi, non finiscono mai! Infatti, il processo di primo grado a Mannino è in corso; non si capisce, come anche nel caso Andreotti, quale sia l'accusa, se sia politica, se sia relativa a frequentazioni o se si tratti invece di un processo storico a determinati partiti che operavano in Sicilia. Nel caso di Inzerillo, il ministro dice che il processo è in corso. Ma io dico: quale processo? Nel caso di Mensorio, malgrado il Senato avesse negato l'autorizzazione all'arresto proprio perché non ne sussistevano le condizioni, quando non è stato rieletto, è arrivato il mandato di cattura, al quale si è sottratto uccidendosi.
In un ordinamento democratico e civile quando una persona è stata in carcere in isolamento per uno, due o tre anni è inutile fargli un processo! È evidente che a quel punto l'indagato è stato già distrutto completamente.
Andai a trovare Mannino in carcere a Roma (lo ricordavo ministro, uno di noi, una persona normale); uscì dalla cella di isolamento una sorta di abate Faria con la barba lunga, emaciato.
È colpevole Mannino? Era colpevole Mensorio? È colpevole Inzerillo? Detti processi li fanno o non li fanno questi magistrati? I processi si concluderanno o no, per scoprire se le accuse sono vere o false? Il processo Andreotti avrà mai fine? Il processo Inzerillo avrà mai fine? Il processo Mannino avrà mai fine? Quello che domando al Governo è se ritiene che possa essere ancora accettabile, in un paese civile, che per un reato che nessun Parlamento ha mai inserito nel codice penale (non esiste nel codice penale italiano il concorso esterno, è una invenzione giurisprudenziale) un cittadino italiano venga preso e tenuto in carcere fino a sei anni - perché questo prevede il nostro ordinamento attuale - senza che nessuno dimostri che è colpevole o innocente!
Queste sono le domande angosciose che ponevo al Governo, in riferimento a questo fatto specifico perché poi, dopo anni di carcere, l'imputato viene scarcerato (adesso sta attendendo la fine del suo processo), e che il Governo stesso, ancora una volta, elude completamente. Questo Governo non si pone neppure il problema se un comportamento e prassi giudiziarie di tale genere siano conformi ai diritti dell'uomo ed alle convenzioni internazionali, nonché al fatto che siamo in Europa. Gli episodi che ho citato mi sembrano dimostrazioni di grande inciviltà e di un sistema giuridico che non fa i processi, non arriva mai alla conclusione o raramente emette sentenze, e fa coincidere l'inizio con la fine del processo. Ripeto, quando una persona, che magari ha anche un'immagine pubblica, viene arrestata e tenuta per anni in carcere in isolamento, il processo è finito prima ancora di cominciare con la distruzione dell'imputato, a prescindere dall'esito dello stesso.


