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La seduta, sospesa alle 13,30, è ripresa alle 15.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata.
PRESIDENTE. Cominciamo con l'interrogazione Amato n. 3-03593 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 1).
GIUSEPPE AMATO. Signor ministro, la mia interrogazione nasce da due articoli apparsi sulla stampa siciliana ai primi di febbraio. Il primo riguarda un'operazione della Guardia di finanza, che ha sequestrato otto vagoni coibentati con amianto. Lei sa che l'amianto è una sostanza che, a contatto con l'atmosfera, libera microparticelle che, se inalate, producono tumori all'organismo. L'altra notizia, ancora più inquietante, è che, secondo una dichiarazione del direttore del distretto sanitario di Licata e Palma di Montechiaro, in questo territorio nel quinquennio dal 1990 al 1995 si sarebbe riscontrato il doppio di morti per tumori rispetto al quinquennio 1970-1975.
PRESIDENTE. Il ministro dei trasporti e della navigazione ha facoltà di rispondere.
TIZIANO TREU, Ministro dei trasporti e della navigazione. Si fa presente all'interrogante che la Guardia di finanza ha operato, in data 15 febbraio scorso, il sequestro di otto carri giacenti nell'area della stazione ferroviaria di Licata, a scopo cautelativo, in attesa di chiarimenti da parte delle Ferrovie dello Stato circa l'eventualità che gli stessi potessero contenere amianto. Il 23 febbraio successivo i funzionari delle Ferrovie dello Stato hanno fornito alla Guardia di finanza la documentazione necessaria relativa ai suddetti carri, confermando così la totale assenza di amianto negli stessi, che, per completezza di informazione, non sono stati coibentati con amianto fin dalla loro entrata in servizio. Probabilmente, si tratta di un equivoco generato dalla presenza nello scalo di altri carri interfrigo apparentemente identici ma di precedenti fabbricazioni, con caratteristiche diverse, che riportavano la dicitura «carro bonificato amianto». Questi ultimi carri sono stati infatti bonificati a suo tempo nel rispetto delle norme vigenti. Il 4 marzo infine la procura della Repubblica presso la pretura circondariale ha disposto la restituzione alle Ferrovie dello Stato degli otto carri sequestrati.
PRESIDENTE. L'onorevole Amato ha facoltà di replicare.
GIUSEPPE AMATO. Non voglio fare, perché non è mia abitudine, il bastian contrario della situazione, ma mi debbo ritenere insoddisfatto di questa risposta, perché rilevo che vi sono due notizie in contrasto: quella relativa all'intervento della finanza, che ha sequestrato i vagoni e quella contenuta nella risposta del ministro, che in questo caso sarebbe l'imputato, perché difende le Ferrovie. Però, la mia interrogazione era rivolta non solo al ministro dei trasporti, ma anche ai ministri della sanità e dell'ambiente. Quindi, potrò ritenermi soddisfatto quando questi due ministri avranno svolto un'inchiesta per verificare se nell'atmosfera
o nel territorio di Licata ci siano tracce di inquinamento da amianto e se queste morti per tumori nel territorio di Licata e di Palma di Montechiaro siano causate dall'amianto o da altre sostanze. A quel punto potremo stabilire se davvero nel passato recente, o anche negli anni precedenti, siano stati depositati per lunghi periodi nella stazione di Licata vagoni all'amianto e se vi siano responsabilità al riguardo.
Ricordo che, in base all'articolo 135-bis del regolamento, il presentatore di ciascuna interrogazione ha facoltà di illustrarla per non più di un minuto. Il Governo risponderà quindi immediatamente per non più di tre minuti. Successivamente l'interrogante o altro deputato del medesimo gruppo avrà diritto di replicare per non più di due minuti.
Lo svolgimento delle interrogazioni è ripreso in diretta televisiva.
L'onorevole Amato ha facoltà di illustrarla.
Chiedo a lei quali provvedimenti intenda prendere il Governo per chiarire la situazione e per evitare che queste cose continuino a succedere.
Per l'altra questione, mi si comunica dal Ministero della sanità che è stata effettuata sul territorio nazionale un'indagine epidemiologica, condotta secondo le regole, e che anche la regione Sicilia ha istituito all'uopo il registro regionale. Questi dati saranno inviati annualmente per essere raccolti in un insieme nazionale. Allo stato, però, non esistono dati precisi e definitivi per questo specifico distretto, in modo da poter confermare o meno la situazione da lei ipotizzata. Comunque, l'indagine è in corso e appena avremo dati definitivi li comunicheremo.
In ogni caso, occorre rimuoverli immediatamente, perché si tratta di un territorio che qualche anno fa ha rifiutato l'installazione di una mega centrale elettrica a carbone perché ritenuta inquinante. Licata è una città che ha il 35 per cento di disoccupazione ed ha rifiutato posti di lavoro per evitare che si inquinasse l'atmosfera. Ora si trova senza nuovi posti di lavoro, con la stessa percentuale di disoccupazione e, nello stesso tempo, con il doppio dei morti per tumore.
Pertanto, potrò dichiararmi soddisfatto solo quando tutti e tre i ministri mi avranno dettagliatamente riferito sulle cause dell'aumento dei tumori e se nel territorio di Licata vi siano tracce di inquinamento da amianto (Applausi dei deputati dei gruppi di forza Italia e di alleanza nazionale).


