La Camera,
premesso che:
dal 14 al 18 febbraio 1997 si è svolta a Nuova Delhi (India) una conferenza interparlamentare sul tema: «Verso un partenariato tra uomini e donne in politica»;
tale assise si è richiamata ai risultati della quarta conferenza mondiale delle donne, svoltasi a Pechino nel settembre del 1995;
è emersa dal dibattito la necessità della stipula di un nuovo contratto sociale, in base al quale uomini e donne lavorino in condizioni di uguaglianza e di complementarità, arricchendosi reciprocamente con le loro differenze;
siamo purtroppo ancora lontani da un mondo in cui gli organi dirigenti dei partiti politici, i governi ed i parlamenti
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siano specchi fedeli della società per quanto riguarda la proporzione della presenza di uomini e donne;
è indubbio che l'integrazione delle donne nella vita politica a tutti i livelli favorisca i processi di democratizzazione;
nel corso della predetta conferenza è infatti emerso come, in base ad uno studio delle Nazioni Unite, la situazione democratica nei singoli paesi migliorerebbe in modo significativo se il numero delle donne in Parlamento raggiungesse la soglia del trenta per cento;
ovviamente tale «massa critica» e, ancor di più, la completa parità non potranno essere raggiunte in seno ai parlamenti fintanto che i partiti politici non presenteranno un numero sufficiente di candidate aventi reali possibilità di essere elette;
i partiti dovrebbero quindi essere più aperti alle donne e più ricettivi rispetto alle loro esigenze. In effetti, è difficile per le donne ottenere una carica all'interno di strutture partitiche che si sono formate ed operano in base a criteri fondamentalmente maschili;
occorre affrontare anche il problema dell'immagine delle donne politiche nei media, che spesso si soffermano inutilmente sulla loro identità femminile, non badando al contenuto della loro azione politica;
sarebbe inoltre opportuno che le Camere valutassero l'opportunità di istituire al proprio interno Commissioni di parità, con funzioni di supervisione, per controllare che gli interessi e le esigenze delle donne siano presi in considerazione in ogni campo attraverso una legislazione costantemente riferentesi ai princìpi costituzionali di pari opportunità e di non discriminazione fra i sessi;
impegna il Governo:
a razionalizzare gli organismi di parità attualmente presenti a livello nazionale e periferico, al fine di evitare inutili duplicazioni;
ad elaborare strategie mirate al raggiungimento della parità e del partenariato tra uomini e donne;
ad intraprendere ogni opportuna iniziativa affinché abbia risalto sui media l'impegno delle donne in politica e le stesse siano menzionate per quello che politicamente producono e non per le loro peculiarità femminili.
(1-00110)
«Novelli, Poli Bortone, Iotti, Manzini, Servodio, Giovanardi, Sbarbati, Abbate, Gambale, Cuccu».
(5 marzo 1996)
RISOLUZIONE
La Camera,
premesso che:
il rafforzamento del potere di azione delle donne e la loro piena partecipazione a tutti i settori della vita sociale, inclusa la partecipazione ai processi decisionali ed il loro accesso al potere, sono fondamentali per il raggiungimento dell'uguaglianza e dello sviluppo;
parità di diritti, di opportunità e di accesso alle risorse ed uguale condivisione di responsabilità nella famiglia tra uomini e donne sono essenziali per il benessere di ciascun membro della società civile, così come per il consolidamento della democrazia;
le donne rappresentano nel nostro Paese più della metà della popolazione e la partecipazione equilibrata di donne ed uomini negli organismi rappresentativi nazionali costituisce un'esigenza democratica;
le donne sono ancora numericamente sottorappresentate all'interno degli organi decisionali, indipendentemente dalla loro natura pubblica, privata, politica, amministrativa, economica, sociale o culturale;
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un'equilibrata partecipazione di donne ed uomini nei centri decisionali contribuisce alla ridefinizione delle priorità politiche, sollevando questioni che riflettono ed affrontano i problemi specifici delle donne e fornendo nuove prospettive ai problemi politici generali;
la Commissione europea ha elaborato il quarto programma d'azione per il periodo l996-2000, al fine di realizzare a tutti i livelli (comunitario, nazionale, regionale e locale) il principio dell'integrazione di un punto di vista di genere nelle politiche comunitarie (mainstreaming) e per promuovere un reale inserimento delle donne ai vertici decisionali, attraverso l'integrazione delle politiche di pari opportunità in tutti i campi;
il 18 maggio 1996, nel periodo di presidenza italiana dell'Unione europea, è stata sottoscritta la Carta di Roma, in cui i Ministri di tutti gli Stati membri hanno impegnato i vari Governi affinché l'uguaglianza fra donne ed uomini venga inserita nel nuovo trattato di Maastricht, considerando indispensabile integrare un punto di vista di genere in tutte le politiche dell'Unione europea (mainstreaming) e ritenendo fondamentale agire per l'obiettivo urgente di maggior potere delle donne: (Empowerment);
gli obiettivi strategici G1-G2, contenuti all'interno della piattaforma di Pechino, prevedono l'adozione di misure dirette ad assicurare alle donne pieno e paritario accesso e partecipazione alle strutture di potere ed ai processi decisionali;
trascorsi due anni dalla conferenza di Pechino, la Commissione parità ha formulato un piano d'azione recante gli interventi da adottare per realizzare gli obiettivi strategici, senza però precisare, oltre agli obiettivi formulati, anche i tempi di realizzazione dei medesimi;
il Governo italiano ha l'obbligo, per ottemperare a quanto prescritto dalla piattaforma, di approvare e, soprattutto, di dare piena attuazione al piano di azione nazionale,
impegna il Governo:
ad adottare una strategia integrata complessiva volta a favorire la partecipazione equilibrata delle donne e degli uomini nei centri di potere, di influenza e di decisione ed a sviluppare o predisporre adeguate misure - legislative, regolamentari o di incentivazione - per realizzare tale obiettivo;
ad assumere atti e ad individuare conseguenti risorse per favorire una sollecita approvazione ed attuazione del piano d'azione nazionale in ordine al paritario processo di inclusione nel mondo del lavoro, ad un più favorevole contesto sociale di organizzazione della vita e dei servizi ed alla promozione della salute e del benessere psicofisico;
a predisporre in maniera sollecita efficaci iniziative e misure atte a proteggere le bambine ed i bambini da ogni forma di violenza e di abuso sessuale, nonché a favorire l'eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti delle bambine nel campo dell'istruzione, dell'acquisizione di capacità e della formazione, in ottemperanza agli obiettivi strategici L1-L9 del programma d'azione di Pechino;
a rendere noti quali provvedimenti siano stati già formalizzati per garantire l'attuazione del principio dell'integrazione di un punto di vista di genere nelle politiche comunitarie (mainstreaming) e del principio del maggior potere delle donne (Empowerment) e quali strumenti si intenda adottare per vigilare sul seguito degli indirizzi di Pechino;
a promuovere un più adeguato equilibrio tra i sessi a tutti i livelli delle funzioni di Governo;
a promuovere un'immagine delle donne e degli uomini nella pubblicità e nei mezzi di comunicazione che non rafforzi né confermi gli stereotipi discriminatori;
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ad indire ed organizzare una Conferenza sui temi delle pari opportunità uomo-donna nell'Europa del 2000;
a finanziare un progetto di informazione, attraverso la televisione pubblica con fondi già stanziati in bilancio per questi fini anche presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, sulle opportunità delle donne di partecipare e di essere protagoniste, alla pari con tutti, della vita sociale;
a potenziare le strutture di supporto del Ministro per le pari opportunità.
(6-00015)
Boccia.